La Massoneria e la nascita della Lazio


L'articolo pubblicato su "Il Messaggero" del 10 gennaio 1900 inerente la notizia della nascita della Lazio
Luigi Bigiarelli nel 1898 con la maglia dell’Associazione Gioventù Cristiana
(gentile concessione di Adriano Stabile)
Piazza della Libertà vista da un aerostato nel 1906
Piazza della Libertà;la stazione
La prima pagina della Domenica del Corriere del 7 gennaio 1900
Piazza della Libertà e Ponte Margherita

Sul fiume si vede il cosiddetto capanno di Pippa Nera, primo ritrovo dei ragazzi laziali. La Lazio è una Società Polisportiva fondata a Roma il 9 gennaio 1900 in Piazza della Libertà, nel rione Prati. Concepita come società podistica da Luigi Bigiarelli e dagli altri otto padri fondatori, ha visto via via aumentare le sue discipline sportive tra le quali quella che ha reso la Lazio più famosa, la calcistica (istituita nel 1901 ed ufficializzata nel 1910). Grazie alla volontà di personaggi come Fortunato Ballerini e Sante Ancherani, il sodalizio biancoceleste iniziò a praticare il gioco del football, giunto nella Capitale agli albori del XX secolo. I primi anni furono giocati a livello pionieristico e la Lazio mantenne il predominio assoluto a Roma e nell'Italia centromeridionale, fino ad arrivare a disputare le finali nazionali nel 1913, nel 1914 e nel 1923, perse rispettivamente con la Pro Vercelli, il Casale e il Genoa. È però molto probabile che la storia del sodalizio biancoceleste non inizi il 9 gennaio 1900, ma sia da retrodatare di almeno due anni. Da fonti giornalistiche si apprende che già dal 1898 alcuni futuri fondatori della società biancoceleste, Luigi Bigiarelli, suo fratello Giacomo Bigiarelli, Alberto Mesones e Galileo Massa, partecipavano a gare di nuoto e podismo.

La creazione, infatti, di una società ex-novo, la disponibilità di una sede sociale e la raccolta di fondi per il mantenimento della stessa, all'inizio del XX secolo, non erano compiti semplici per i ragazzi che la fondarono. Essi erano per la maggior parte studenti, ricchi soltanto di animo e di quello spirito sportivo che aveva cominciato a diffondersi fra la gioventù dell'epoca. Nel 1896 si erano svolti ad Atene i primi Giochi Olimpici dell'era moderna. Nella patria di Aristotele avevano gareggiato atleti di ogni parte del mondo, arrivati con ogni mezzo e dopo viaggi avventurosi. A Roma l'anno 1900 era iniziato con l'apertura della Porta Santa. Papa Leone XIII aveva indetto l'Anno Santo che portò nella Capitale migliaia di pellegrini. I 9 ragazzi, tutti nati a Roma, che parteciparono alla fondazione della Società Podistica furono: Giacomo Bigiarelli, Odoacre Aloisi, Arturo Balestrieri, Alceste Grifoni, Giulio Lefevre, Galileo Massa, Alberto Mesones, Enrico Venier capeggiati dal sottufficiale dei bersaglieri Luigi Bigiarelli. Fu proprio quest'ultimo a lanciare l'idea di creare una Società di Podismo per gareggiare nelle competizioni ufficiali. Negli altri sodalizi era difficile entrare senza pagare un quota associativa onerosa e proibitiva per le tasche di questi giovani.

Bigiarelli era stato folgorato dalla notizia della ripresa delle Olimpiadi, dopo secoli d'oblio, e forse da allora cominciò a balenare in lui l'idea di creare un sodalizio sportivo basato sugli ideali degli antichi greci che addirittura sospendevano le guerre nel periodo delle gare. Nel 1969 per la stesura della sua "Storia della Lazio" il giornalista Mario Pennacchia ebbe modo di intervistare molti personaggi, allora ancora in vita, come Sante Ancherani che raccontò diversi particolari che misero a fuoco i primi dieci anni della Società. Tra questi la conferma che Luigi Bigiarelli ed i suoi inseparabili amici erano giovani che amavano lo sport in generale e la corsa e il nuoto in particolare, ma impossibilitati a frequentare i circoli allora esistenti a Roma che erano ad uso esclusivo della ricca borghesia o della nobiltà bianca o nera. Insomma questi "club" erano divisi per caste ed entrare a farne parte era per quei nove giovani impensabile. L'unico ritrovo accessibile era il barcone del Pippa Nera, sotto ponte Margherita, dove si raccoglieva il cosiddetto "popolino" che d'estate si divertiva con gare di nuoto sul Tevere, interrotte il più delle volte dal passaggio dei "Remi" dei circoli più prestigiosi che mal tolleravano quelle "canaglie". Poi in autunno e in inverno subentrava un senso di apatia e di noia perché lungo il fiume vi erano soltanto "barcaroli" e pescatori.

Nei mesi freddi i nove giovanotti s'incontravano su una panchina di Piazza della Libertà, ultimo baluardo prima della campagna, e proprio lì nacque l'idea di crearsi da soli una società per partecipare alle gare podistiche di primavera. Fu scelto il nome "Lazio" perché alcuni sodalizi, come la Ginnastica Roma, avevano già usato il nome della città e poi perché i nove volevano considerare qualcosa di più grande dell'Urbe. I colori furono mutuati dal bianco e celeste della bandiera greca, patria delle Olimpiadi. Grecia che a sua volta li aveva ripresi da quelli della Baviera su decisione di re Otto di Grecia a metà dell'800. La sede in Via Valadier n. 6 fu scelta in seguito perché al momento della fondazione non c'era liquidità disponibile per pagare l'affitto. Mario Pennacchia racconta che il tutto avvenne tra una gara di "tiro al lampione" con i sassi e scommesse con in palio in genere una porzione di polenta o castagnaccio. Cose semplici di ragazzi pieni di vita e con il furore agonistico dentro. Da notare che sin dal 1898 un vapore in servizio sul Tevere aveva il nome di "Lazio". Potrebbe essere che questo battello, navigando regolarmente sul fiume, abbia in qualche maniera ispirato la scelta dei nove Fondatori che sulle sue acque e sulle sue rive nuotavano e correvano (la notizia dell'esistenza di un vapore che navigava nel Tevere e che aveva il nome di Lazio è stata acquisita da LazioWiki nel giugno 2014 ed è tratta dall'Illustrazione Italiana). Altre ricostruzioni più recenti confermano, salvo piccoli particolari, le vicende legate alla nascita della Lazio. Il 10 gennaio 1900 il quotidiano "Il Messaggero" pubblicò un trafiletto dove si annunciava la nascita della Lazio.

Ma chi può aver avvisato la redazione di questo evento? E perché un giornale, che aveva già 22 anni di vita ed era il terzo più importante giornale della capitale, aveva preso in considerazione la nascita di questa piccola società? All'epoca il quotidiano usciva con quattro pagine e raramente arrivava a sei. Le notizie, pur tenendo presente le difficoltà di comunicazione dell'epoca, non mancavano di certo, viste le crisi di governo, l'elezione del nuovo sindaco, fino al primo incidente automobilistico nella capitale avvenuto il 31 dicembre 1899, che aveva suscitato scalpore e scandalo. È possibile che l'annuncio della nascita della Lazio a mezzo stampa sia avvenuto per opera di uno dei genitori dei nove ragazzi che aveva conoscenze nella redazione o, molto più probabilmente, con una pianificazione diversa e molto più studiata rispetto a quella dei racconti ufficiali. Un'ipotesi, inedita, può essere avanzata analizzando le idee personali e le assonanze politiche e sociali intercorrenti tra i giovani fondatori. La gran parte di loro era di estrazione piccolo borghese, ma appare significativo, come già accennato, che la notizia della creazione della nuova società sia apparsa immediatamente su "Il Messaggero", giornale che notoriamente era schierato ideologicamente in senso molto laico e teso a illustrare e denunciare lo stato di disagio delle classi più povere della città, la corruzione dei poteri forti, nonché a sviare i tentativi dell'aristocrazia "nera", legata al Vaticano, di speculare sull'urbanizzazione della città capitale. Non si possono pertanto sottacere le velate accuse di suggestioni massoniche che venivano attribuite alla linea del quotidiano. Molto interessanti, a tal proposito, sono alcune recenti (gennaio 2012) notizie reperite da LazioWiki su vari numeri de "Il Messaggero" del 1898.

Luigi, insieme al fratello Giacomo, anch'esso ottimo nuotatore e podista, e ad altri futuri cofondatori della Lazio come Galileo Massa e Alberto Mesones, si appoggiava e apparteneva ad un'organizzazione chiamata "Gioventù cristiana" che possedeva delle strutture sportive in città. Ma, contrariamente a quanto potrebbe far immaginare il nome, essa aveva un'ispirazione fortemente liberale e anticlericale, legata com'era a movimenti evangelici protestanti e, di rimbalzo, anche alla massoneria. Tale organizzazione si era sviluppata in Italia nella seconda metà del 1800 nel contesto liberale e anticlericale che caratterizzava la politica italiana postunitaria. Fece opera di proselitismo e fu vista negativamente dalle organizzazioni cattoliche. L'idea di base trovava fondamento nel liberalismo teologico di Adolf Harnack. Nei primi due decenni del Novecento fu molto attiva anche grazie alla teorizzazione che ne fece il teologo e filosofo Karl Barth. Il movimento fu abolito sotto il fascismo, ma molti affiliati si aggregarono nelle fila dell'antifascismo e più tardi fecero parte della Resistenza. La formulazione di base trova riscontro nel pensiero di Max Weber, Ernst Troeltsch, Soren Kierkegaard. In base a queste considerazioni è possibile ipotizzare una certa benevolenza de "Il Messaggero" nei confronti dei componenti della nuova società sportiva. A tal proposito è molto significativa a livello testimoniale una foto di Luigi Bigiarelli, scovata da LazioWiki, che ritrae il Fondatore nel 1898 con una maglia di gara della "Gioventù Cristiana", il cui simbolo non lascia molti margini di dubbio circa talune affinità con la Massoneria. Per gli appassionati di storia biancoceleste si riportano le condizioni meteorologiche a Roma in quel fatidico martedì 9 gennaio 1900: giornata nuvolosa con cielo coperto per 3/4 (alle ore 8,00), temperatura massima di 13,1 gradi e minima di 5,6 gradi.



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