Capanno di Pippanera


Sotto Ponte Margherita, dove oggi si vedono le scale, sorgeva il capanno "Pippanera". Sullo sfondo Piazza della Libertà (Foto © F. Bellisario)
L'otto senior della Lazio di ieri...
...e quello di oggi. Dopo 114 anni scafi biancocelesti solcano il Tevere sempre in nome dell'antico ideale sportivo (Foto © F. Bellisario)

Il "Capanno di Pippanera" era un luogo di ritrovo di fiumaroli posto sulla riva destra del Tevere proprio sotto Ponte Margherita. Il capanno, fatto di vimini, canne e rampicanti, non aveva nulla a che fare con gli aristocratici circoli natatori e remieri che popolavano le sponde del Tevere frequentati dall'aristocrazia e dall'alta borghersia. Sono leggendarie le rivalità che contrapponevano i rematori ai rudi fiumaroli tiberini.

Era un misero recinto dove studenti e lavoratori potevano spogliarsi prima di fare una nuotata nel fiume. Il capanno era frequentato, tra i tanti, da Luigi Bigiarelli, sottufficiale dei Bersaglieri, reduce dalla sventurata spedizione italiana sulle alture del Tigrai, che abitava in Vicolo degli osti, 15, dietro Piazza Navona. Al capanno conobbe alcuni giovani sportivi con i quali fondò la Lazio il 9 gennaio 1900.

Sull'argine vi era un muro con una fenditura che divenne una sorta di cassetta delle poste dove i giovani popolani lasciavano avvisi per gli amici. Il capanno era frequentato soprattutto d'inverno e, dopo il nuoto e il podismo, lo "sport" preferito dai ragazzi era una gara volta a rompere a sassate il maggior numero di lampioni. Nella stagione estiva il gruppo si trasferiva al prospiciente Bagno Talacchi che si sviluppava per circa 200 metri dal Ponte Margherita verso valle ed aveva attrezzature balneari più confortevoli e funzionali.

Il nome "Pippanera" fu dato al capanno in funzione icastica e popolana per sottolinearne l'estrema modestia delle attrezzature e derivava dall'essere stato sede, nel 1897 o 1898, di una libera associazione di nuotatori, priva di statuto e che fu chiamata Nera, che faceva capo al gestore dell'area golenale situata proprio sotto Ponte Margherita in cui vi era una baracca e una sorta di barcone. Di questo gestore non si conosce il nome ma era chiamato da tutti "Gamba di legno" e i frequentatori erano conosciuti come "La tribù della Pippanera".


LazioWiki crede di fare cosa gradita a tutti i sostenitori biancocelesti, a chi è interessato alla nascita della Lazio e agli storici dello sport, pubblicando una fotografia, risalente al 1906, presa da un aerostato. In essa si vede Piazza della Libertà come la vedevano i nostri padri Fondatori e i pionieri della nostra Società Podistica. Spoglia, senza le attuali aiuole, priva del monumento oggi presente e della casina rimasta (Sede della Fondazione G. Sandri) che un tempo era un manufatto di servizio della Ferrovia Roma-Viterbo. Poi è visibile Ponte Regina Margherita inaugurato nel 1891 e privo di traffico. Infine, e secondo LazioWiki è l'elemento più importante, sul fiume, appena a valle del ponte sulla riva destra, dalla parte dei Prati, è nettamente distinguibile il barcone di Pippanera, laddove nacque la Lazio. Esso ha la prua rivolta a monte e una copertura al centro. Vicino si intravedono una spiaggetta e una ripida scaletta che portava sulla sovrastante piazza. Ecco come lo scrittore e storico dello sport Marco Impiglia nel suo "Le origini sportive del Tevere e la Società Podistica Lazio" tratta tale struttura:

Marciare, correre e nuotare, ecco cosa volevano fare i primi laziali. E non è sbagliato affermare che la Podistica nacque all'insegna di queste attività: gli unici sport praticati nel suo anno inaugurale di vita. Orazio, in una delle satire, parlò di traversate del Tevere in piena nella stagione fredda. Luigi Bigiarelli, non molto prima di fondare il sodalizio, aveva partecipato ad Anguillara al IV Cimento Invernale del 1899 organizzato dai rari nantes, dichiarandosi esponente della "Gioventù Cristiana", associazione per la quale aveva anche vinto, in maggio, il campionato regionale di corsa veloce. Bigiarelli non fondò una "Società Laziale di Nuoto" perché, nel gennaio del 1900, la sua testa era completamente assorbita dal podismo. Si era accorto, poi, che nel nuoto non riusciva a sopravanzare i migliori campioni tiberini; e questo lo aveva ancora più convinto a darsi anima e corpo alla marcia. Alla fine del 1899, egli apparteneva alla "Cristiana" e ad un altro sodalizio: la "Nera". Ed è qui, scavando nelle vicissitudini della Società "Nera", che si possono mettere a nudo le radici della S. P. Lazio. La "Nera" fu una delle prime forme di associazione di patiti del Tevere distinte dai canottieri. Sorse sul finire del secolo. I suoi appartenenti erano quasi tutti minorenni, e non aveva uno statuto che la regolarizzasse. Ebbe la sua culla in un barcone male in arnese, pomposamente chiamato "lancia da mare", poiché la leggenda voleva fosse una ex lancia pontificia. Il battello aveva una baracchetta al centro e possedeva un nome, "Pippa Nera", che gli era stato affibbiato dal proprietario "Gamba-di-legno". Nulla si sa sull'identità del personaggio. Fu lui, comunque, a rendere disponibile per i fiumaroli quella specie di Arca di Noè in sedicesimo, che venne attraccata ad un pilone a valle di ponte Margherita, dalla parte dei Prati; così piazzata, rimaneva giusto di fronte ai Bagni Talacchi, che si stendevano per 200 metri lungo la banchina dal ponte al nuovo porto fluviale. I frequentatori del barcone, facilmente raggiungibile da piazza della Libertà tramite delle scalette, si fecero presto conoscere come la "tribù della Pippanera".

I dati storici, pertanto, coincidono con quelli iconografici. Di seguito l'immagine, e un suo particolare ingrandito, reperita da LazioWiki.



Il Capanno di Pippanera visto da un aerostato nel 1906


Un particolare ingrandito del "Capanno di Pippanera" tratto dalla foto precedente



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