Mercoledì 3 settembre 1980 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Verona 3-0


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Coppa Italia 1980/81 - Gara 3 - Lazio-Verona 3-0. Ore 17.

LAZIO: Moscatelli, Spinozzi, Citterio, Perrone, Pochesci, Mastropasqua, Viola, Sanguin (30' Manzoni), Garlaschelli, Bigon, Greco. A disp. Nardin, Pighin, Cenci, Valenzi. All. Castagner.

VERONA: Paleari, E.Oddi, Fedele, Piangerelli, C.Gentile, Tricella, Guidolin (61’ Joriatti), F.Ferri, Ulivieri, Scaini, Capuzzo (46’ Del Nero). A disp. Paese, Roversi, Giglio. All. Cadè.

Arbitro: Patrussi (Ravenna).

Marcatori: 58' C.Gentile (aut), 76' Garlaschelli, 82' Greco.

Note: giornata calda, terreno in buone condizioni. Ammoniti: all'8' Viola per ostruzionismo, al 78' Fedele per proteste, all'85' Perrone e Scaini (secondo altre fonti Ulivieri) per reciproche scorrettezze. Calci d'angolo 5-2 (p.t. 4-2) per il Verona. Al 28' Sanguin è stato colpito duro da Oddi alla caviglia destra, la stessa infortunata a Vicenza e dopo due minuti ha lasciato il posto a Manzoni. Esami antidoping per Manzoni, Pochesci e Bigon della Lazio, Tricella, Ulivieri e Oddi del Verona.

Spettatori: 13 mila circa, di cui 11.204 paganti per un incasso di £. 53.978.000.

La cronaca della partita raccontata da l'Unità del 4 settembre 1980:

"La Lazio arranca, fatica le proverbiali sette camicie, ad un certo punto dà persino l'impressione di essere come Sisifo, ma poi riesce ad arrivare in cima alla montagna e vi resta ben salda. Non lo fa però in virtù di un gioco superiore, ma per aver saputo applicare in tre occasioni gli schemi che Castagner sta predicando da quando è passato alla fida della squadra. Il rigore fallito da Greco deve aver indubbiamente complicato le cose, magari facendo subentrare un certo nervosismo, che ha frenato i laziali. Le difficoltà si sono poi centuplicate dopo l'uscita di Sanguin al 30' del primo tempo. Il 3-0 finale lascia aperta la porta alla qualificazione in Coppa Italia, sempre che nell'incontro decisivo di domenica prossima ad Ascoli i laziali non si facciano mettere in soggezione dagli ascolani. Le pecche si sono ripresentate anche in questa occasione. La difesa, nonostante l'innesto di Pochesci al posto di Pighin, ha ancora una volta difettato di autorità. Lo stesso Moscatelli ha impensierito in qualche sua uscita fuori tempo. Perron, per giocare con tranquillità, avrebbe dovuto avere al proprio fianco un compagno di grossa esperienza. Spinozzi ha commesso più falli del dovuto, forse conseguenza di una condizione atletica approssimativa. Il solo Citterio ha convinto, fiondandosi spesso con sapienza lungo la fascia sinistra. Ma mai che i biancoazzurri abbiano saputo imporre il loro gioco con autorità. Per troppi tratti gli avversari non si sono sentiti in soggezione. Sono riusciti ad alzare la testa, pur se sono apparsi evanescente. Anzi, fino al secondo goal dobbiamo dire che i veronesi avrebbero meritato ampiamente il pareggio. Ma con Sanguin in campo le geometrie erano state assai pulite. Bigon riusciva ad avanzare il suo raggio d'azione, mentre Viola distribuiva ottimi palloni. Buon lavoro, quindi, dal centro campo, contrastato in maniera arcigna. Poi l'uscita di Sanguin, rallentava il passo alle manovre, pur con tutta la buona volontà di un Manzoni, che è stato positivo. Un primo tempo comunque deludente, che tutto lasciava presagire fuorché gli accadimenti della ripresa. La maggiore determinazione veniva sfoderata infatti nei secondi 45 minuti, ma chiaramente la confusione era il comune denominatore dovuta al fatto dell'assillo di arrivare alla segnatura liberatoria. E al 14' minuto questa sorta di blocco psicologico si è risolto con un autogol del veronese Gentile. La azione è partita da Bigon con cross in area. Greco si è inserito bene, Paleari ha cercato di neutralizzarlo, la sfera ha colpito il palo ed è rimpallata addosso all'incolpevole Gentile. E così Greco che fino a quel momento era stato subissato di fischi, è diventato il beniamino del pubblico: sono gli accadimenti del calcio. E l'ala sinistra ha ripagato tanto entusiasmo portando alla segnatura Garlaschelli. Ha raccolto un cross di Manzoni (al 30') quindi ha giostrato sapientemente sulla sinistra e, visto Garlaschelli smarcato, gli ha porto la palla goal. Da quel momento in poi i veronesi sono calati vistosamente e si sono fatti fallosi. Al 36' minuto poi il discorso si è chiuso con un goal di Greco. E' stato Manzoni a tirare da fuori area, la palla ha colpito l'incrocio dei pali, è rimbalzata in campo e Greco se ne è impossessato ed ha segnato imparabilmente. Comunque nonostante il risultato siamo ancora lontani dalla Lazio che vorrebbe Castagner, e cioè una squadra che sappia imporre il proprio gioco. La fatica della 'B' si preannuncia stressante. Riuscirà la Lazio a superarne le insidie ? Se lo augurano in tanti".