Sabato 2 aprile 1994 - Genova, stadio Luigi Ferraris - Genoa-Lazio 1-1


Stagione

Turno precedente - Turno successivo

2 aprile 1994 - 2603 - Campionato Italiano di calcio Divisione Nazionale Serie A 1993/94 - XXX giornata

GENOA: Tacconi, Torrente, Lorenzini, Petrescu, Galante, Caricola, Ruotolo, Bortolazzi, Van't Schip, Skuhravy, Onorati. A disp. Berti, Cavallo, Bianchi, Nappi, Ciocci. All. Scoglio.

LAZIO: Marchegiani, Bonomi, Negro, Di Matteo (53' Di Mauro), Luzardi, Cravero, Fuser, Winter, Boksic (69' Casiraghi), Gascoigne, Signori. A disp. Orsi, Nesta, Sclosa. All. Zoff.

Arbitro: Braschi (Prato).

Marcatori: 59' Onorati, 62' Signori.

Note: ammoniti Fuser, Cravero, Petrescu, Ruotolo. Calci d'angolo 8-3.

Spettatori: 24.567 (6.562 paganti e 18.005 abbonati) per un incasso di £.550.000.000.

Dal Guerin Sportivo: Una fase della gara
Dal Guerin Sportivo: Una fase della gara
Dal Guerin Sportivo: Una fase della gara
Dal Guerin Sportivo: Una fase della gara
Dal Guerin Sportivo: Una fase della gara
Il biglietto della partita
La punizione di Signori che vale il pareggio

Due gol in tre minuti, una fiammata in una partita combattuta ma tutto sommato senza troppe emozioni. Il pareggio del resto soddisfa Genoa e Lazio. E vero, i rossoblù recriminano per un fallo di Luzardi su Skuhravy forse da rigore, ma i laziali pur sotto tono e poco convinti, il pari l'hanno comunque meritato e del resto appena Onorati ha portato in vantaggio i padroni di casa, i ragazzi di Zoff hanno reagito pareggiando per poi tornare sul solito tran tran. Una Lazio, insomma, apparsa appagata e per la quale il campionato sembra ormai concluso, una Lazio che pensa soprattutto al futuro. Dino Zoff presidente, Bendoni e Governato in partenza, Zeman sulla panchina ed i dubbi su quale campagna acquisti Cragnotti sarà in grado di garantire. Il Genoa, che non ha problemi del genere, ha cercato di aggredire l'arrendevole avversario ma l'ha fatto con troppa confusione e molti errori. Come sempre il professor Scoglio ha "mascherato" il suo schieramento dando ad esempio a Petrescu i compiti della vera ala, arretrando Ruotolo e tenendo spesso indietro un indecifrabile Van't Schip. Le cose migliori i rossoblù le hanno fatte nel primo tempo, anche se in verità con grossi errori in fase conclusiva. Skuhravy in particolare lottava su ogni pallone ma mai impegnando il portiere biancazzurro Marchegiani. Van't Schip, dal canto suo, era quasi sempre assente, mentre a centrocampo Bortolazzi era il solo ad emergere ed il pur quasi fermo Gascoigne aveva sempre la meglio nel controllare il gioco. Il fatto che la Lazio non avesse voglia di dannarsi lo si è visto subito. Solida la difesa soprattutto in Cravero, poco mobile ma sempre pronto il centrocampo con Di Matteo tra i migliori (ma si è procurato la frattura del gomito destro: niente stage della nazionale e arrivederci al prossimo campionato), con Gascoigne sornione ma utile, con Winter che dormicchiava al pari di Fuser. Quanto alle punte, Boksic era in giornata negativa e Galante ha potuto fare contro di lui un figurone. Signori solo a tratti si è svegliato, segnando però una punizione capolavoro che gli permette di essere in testa alla classifica dei cannonieri insieme a Zola. Contro una Lazio stranamente ed inaspettatamente arrendevole, il Genoa poteva in tre o quattro occasioni sfiorare il gol. Lo faceva già al 5', quando Petrescu sprecava un'ottima palla, si ripeteva al 18' quando Onorati solo davanti alla porta di Marchegiani tirava malamente a lato. C'era poi un'uscita di Tacconi che parava un tiro di Fuser e, al 43', la spinta di Luzardi a Skuhravy che l'arbitro, sicuramente tra i peggiori in campo, considerava regolare, scatenando le ire dei tifosi genoani e del professore Scoglio che a stento veniva calmato da chi con lui era in panchina. Chi si aspettava che nella ripresa le due squadre si sarebbero contentate del pari ha avuto torto: la "non belligeranza" veniva improvvisamente violata dal Genoa. Al 13', infatti, tirava Skuhravy e Winter respingeva la palla sulla traversa. Riprendeva Onorati e con Marchegiani ormai fuori causa non aveva difficoltà a far gol. La Lazio incassava la botta senza batter ciglio. Se Boksic continuava a latitare, si svegliava Signori e per Torrente erano guai. Al 17' un fallo su Boksic procurava ai biancazzurri una punizione dal limite. Tirava Signori che di sinistro, magistralmente, girava la barriera e lasciava di stucco Tacconi, che certo non si aspettava un tiro così diabolico, alla sua destra. E la partita in pratica finiva sulla rete di Signori. Negli spogliatoi solito e scontato "show" di Scoglio che si è rammaricato della classifica del suo Genoa, a suo parere superiore ad almeno tre o quattro squadre che lo precedono in classifica. Insomma, sostiene Scoglio, è un Genoa che dovrebbe puntare alla Coppa Uefa. Rimane il fatto, e questa è una realtà inconfutabile, che con Scoglio i rossoblù sono al diciassettesimo punto in quattordici partite, un ritmo davvero da Coppa Uefa. Pacato e tranquillo Zoff, come s'addice del resto ad un ormai neo presidente.

Fonte: Corriere della Sera