Dalla Nera alla Lazio: il Tevere culla primigenia

Da LazioWiki.
Il traghetto di Ripetta attracca sulla riva destra di fronte al portale d’accesso di Villa Altoviti. Stampa dipinta - Fine XVIII secolo
Il traghetto in una vivace stampa del Paolocci del 1878
In questa cartolina si vede Ponte Margherita da valle. In basso a sinistra (si intravedono delle strutture) sorgeva il Circolo natatorio Pippa Nera
Piazza della Libertà e Ponte Margherita
In questa foto già conosciuta, indicato da una freccia blu, il Pippanera
Il Tevere a inizio '900
Pittoreschi fiumaroli in azione

Di Flavio Picchiani

La città di Roma da sempre vive in un rapporto di osmosi inscindibile con il fiume Tevere. Il nome stesso della città deriva dalla posizione sul Rumon, nome etrusco dato al fiume, ovverosia Romo, "villaggio sul Fiume". Gli stessi abitanti di questa primigenia colonia insediata sul colle Palatino presero il nome di Ramnes, di stirpe Latina, stanziatisi sul territorio del Latium Vetus, il "rifugio di un Dio". Virgilio nell'Eneide spiega che Saturno nello scampare dall'ira del figlio Giove vi trova riparo. Lo stesso Virgilio parla di altri nomi associati al fiume, quali Tybris ed Albula. Il breve excursus vuole mostrare quanto l'antico romano venerasse il suo fiume d'elezione, al punto che ci si poteva considerare dei buoni cives solo se si sapesse nuotare, correre e marciare. Correre, marciare e nuotare sono forse non a caso le prime discipline sotto il segno della Podisitica Lazio, come dimostra anche un diploma del 1904 a cura di Duilio Cambellotti, celebre pittore vicino alla SPL, raffigurante due giovinetti contrastanti con allegorie del nuoto e del podismo.

Il fiume Tevere negli anni a cavallo tra Ottocento e Novecento è un concentrato di libertà. Sulle sue sponde, dal borghese al garzone, spogliatisi dei loro abiti e della loro posizione di classe, i fiumaroli entrano in un mondo a parte, creano amicizie, si radunano in tribù. Questi sportivi ante-litteram si contrappongono agli aristocratici circoli di canottaggio sorti nelle vicinanze. Il più importante è la Società Ginnastica dei Canottieri del Tevere. Nata nel 1871, dai colori biancocelesti, diventa poi nel 1883 il Reale Club dei Canottieri del Tevere. Ci sarà poi una scissione nel 1884 e la nascita del cremisi Circolo del Remo, di natura filo-papalina, dal quale sorge poi nel 1892 il Club Nautico Aniene di Roma in arme oro e turchino cupo. Sono tutti stanziati tra la passeggiata di Ripetta, la riva sinistra a valle del Ponte di Ripetta, e Lungotevere in Augusta. Anche alcune tribù si istituzionalizzano nelle prime società di nuoto: ad esempio la Società Romana Nuoto, nata nel 1889, dai colori biancoazzurro o celeste carico che, legata agli ambienti ginnastici, darà vita ad un Comitato Nazionale per l'insegnamento del Nuoto, con galleggiante a Lungotevere in Augusta. Oltre alla Romana Nuoto, ecco la Rari Nantes Roma, sorta nel 1891, anche essa biancoazzurra/biancoceleste, la cui sede era uno chalet all'Albero Bello. Altro punto di riferimento dei fiumaroli sono i Bagni Talacchi, a monte di Ponte Regina Margherita, e un complesso di imbarcazioni sulla riva opposta dei Bagni, sempre a Ponte Regina Margherita. E qui entrano in gioco le memorie di uno dei nostri fondatori: Alceste Grifoni.

Sulla rivista Forza Lazio del 1940 e 1941 Alceste ricorda le origini dei proto-laziali. Grifoni le fa risalire al 1896 con il suo ingresso alla Pippanera "che pretendeva di chiamarsi semplicemente Società Canottieri Nera ed era costituita da un gruppo di giovanetti entusiasti, che a furia di sacrifici avevano ricomprato poche imbarcazioni". Un pajo di jole, un singolo, un doppio e la Lazzarona, una lancia di fiume donata al papa Leone XIII per l'Esposizione Vaticana del 1888. Tutti questi scafi erano ancorati ad un brulotto di 6 o 7 metri con casottino al centro. Per la storia dettagliata della lancia papale, rimando al pamphlet "Lì dove la Lazio nacque" della collana "I Libri di Laziowiki". In breve: si trattava di un battello traiettizio che, esaurita la funzione di imbarcazione al servizio del Papa Clemente XI, promotore del Porto di Ripetta nel 1704, fungeva da trasporto tra le due sponde del fiume presso il porto suddetto. Questo sino alla costruzione del Ponte di Ripetta. Poi lo scafo viene ormeggiato nel punto esatto dove lo descrive Alceste Grifoni, nei pressi dell'odierna Piazza della Libertà, esaurendo definitivamente ogni funzione commerciale con la costruzione di Ponte Regina Margherita. Si trattava di un traghetto caro ai Romani e descritto da autori famosi quali Belli, Stendhal, Zola, Gregorovius, Pascarella, dipinto ed inciso dal Vanvitelli, dal Belotto, dal Tempesta, dal Nolli, dallo Specchi, dal Valadier, dal Penna e dal Paolocci.

Grifoni scrive come la manutenzione delle imbarcazioni della Nera a cura di Balestrieri è molto complessa e che dal canottaggio si passa presto al nuoto. Il gruppo portante della Società Canottieri Nera è composto da Luigi e Giacomo Bigiarelli, Arturo Balestrieri, Odoacre Aloisi, Guido Annibaldi, Alceste Grifoni, Tito Masini, Aurelio Bastianini, Carlo Boglio, Ugo Novelli, Tullio Mestorino, Alfredo Mavi, Giuseppe Valle, Cesare Marroni, Filippo Villani, Alfredo Carlini, Arnaldo Mancini, Roberto Basilici, Rinaldo Fortini, Raffaello Mazzolani, Mario Nello Nelli, Romeo Tofani (Tofini), Angelo Golini, Remo Forlivesi, Pierluigi Andreoli, Rodolfo Bulla, Attilio Tomassini, Vittorio Dentis, Virgilio Roffi, Carlo Venarucci, Roberto Bergamini, Massimiliano Fioravanti, Romano Zangrilli, Teodorico Boaselli, Giulio Lefevre, Enrico Venier, Alberto e Luis Ignacio Mesones. Tutti ragazzi che frequentano anche alle altre realtà natatorie, come la Romana Nuoto e soprattutto la Rari Nantes, ma anche la Canottieri Tevere, l'Aniene e la Società Ginnastica Roma, le polisportive Forza e Coraggio e l'Associazione della Gioventù Cristiana, ramo italiano dello YMCA. Sciolta la Nera nel 1898, con un breve interludio di un'altra società, la Urbe e Farfa creata dai fratelli Corelli e Mesones, il passo successivo avviene nell'agosto del 1899 ad opera di Luigi Bigiarelli, che battezza la nascita della Società Liberi Nantes.

Un breve cenno alle fortune sportive di Luigi. Nel luglio del 1898, Bigiarelli partecipa con Remo Forlivesi al Campionato del Tevere 7 km e 500, dalla foce del Tevere alla Casina dei Rari Nantes, arrivando secondo. In prima battuta avvicinato dal Gismani, totem della Società Romana Nuoto, Bigiarelli dovrebbe gareggiare con quei colori. Poi per un problema burocratico si iscrive come socio della Gioventù Cristiana, anche essa biancoazzurra. Parimenti, Cesare Marroni prende parte con lo pseudonimo Nera a una competizione sempre della Rari Nantes, la Gara della Gioventù, in scena sul Tevere con partenza da Albero Bello e arrivo a Ponte Regina Margherita. Nel novembre 1898, Luigi gareggia invece nel cimento invernale indetto dalla Rari Nantes. Precedente alla formazione dei Liberi Nantes, avvenuta ad agosto 1899, a maggio dello stesso anno Bigiarelli si laurea Campione del Lazio di corsa veloce e a luglio prende parte al Campionato di Roma.

Torniamo alla Società Liberi Nantes. La sede è sempre la stessa della Nera, con in aggiunta un galleggiante appartenente ai Talacchi, ancorato a Lungo Tevere in Augusta, tra le sedi della Canottieri Tevere e della Romana Nuoto. Le nuotate partivano da nord, dalla scaletta dei RNR all'Albero Bello (o a Ponte Mollo o ad Acqua Acetosa), e da sud dal Porto Fluviale con arrivo al succitato galleggiante. Intanto Luigi ed alcuni suoi sodali cominciano a praticare con maggiore assiduità la corsa e la marcia, mentre cercano una sede più adeguata ai Liberi Nantes. L'affitto del barcone infatti è troppo alto - spiega Grifoni nei suoi articoli su Forza Lazio - e il luogo troppo promiscuo. Andava bene per una frequentazione saltuaria, non come sede fissa. Luigi riesce così in un primo momento a trovare un accordo per l'acquisto dello chalet della Rari Nantes all'Albero Bello, ma poi tutto salta. Nel frattempo i ragazzi si riuniscono presso la spalletta di Lungotevere in Augusta. La nascita per conto di Balestrieri, del fratello di Bigiarelli, Giacomo, di Mesones e di Venier della sezione romana dell'Audax Podistico Italiano a novembre-dicembre del 1899, fa virare definitivamente la Società verso il podismo. Da lì a breve arriverà dunque la Società Podistica Lazio. Podistica ma fiumarola, visto che sin da subito viene creata una sezione natatoria, sezione i cui colori sono di tela azzurra/celeste carico con scritta bianca "Lazio". I colori di tante associazioni sportive sorte in riva al Tevere. I colori del Fiume Sacro.