Masini Tito

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Tito Masini
Tito Masini di profilo nel 1942

Tito Masini, detto "er Pizzarda", nato a Roma il 24 marzo 1876 in Via della Frezza 1, dal fiorentino Girolamo (1840-1885), scultore di chiarissima fama, con studio in Via Flaminia, autore tra le tante della statua di Cola di Rienzo adiacente alla cordonata del Campidoglio e quella di Fabiola conservata alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna, e dalla veneziana Regina Paccagnella, è deceduto a Roma il 10 febbraio 1966 nella sua abitazione di Via Roberto Alessandri n.122. Nel 1906 si era unito in matrimonio con Marianna Masini e la nuova famiglia si stabilì in via Leone IV n. 98. Nel 1913 perse la sua primogenita Ada di soli 6 anni.

Nella celebre foto scattata a Piazza d'Armi nel 1904 vi sono quasi tutti i soci fondatori della S.S. Lazio; non c'è Bigiarelli, già partito per Bruxelles, ma sono presenti Ancherani, Baccani, Valle e, ultimo a destra in piedi, un giovane molto alto che è Tito Masini. Egli è uno dei primi che ha gareggiato con i colori biancocelesti sin dal febbraio 1900. Masini era un podista di valore ma, quando Seghettini portò il primo pallone a Roma, si trasformò progressivamente in calciatore e non ci fu formazione che non lo vide schierato in campo. Inoltre questo spilungone (era alto 1,90 cm) aveva l'incarico di scoprire nuovi talenti e, fra i tanti, fece tesserare per la Lazio un sedicenne robusto e orgoglioso di nome Olindo Bitetti. La prima partita di calcio (mai fino ad allora giocata a Roma), la famosa partita Lazio-Virtus sul campo di Piazza d'Armi, vide Tito giostrare in campo nel ruolo di difensore. Il primo presidente della Lazio, Giuseppe Pedercini, che nel 1902 promosse la prima riunione di consiglio della Società, aveva inserito di diritto tra i componenti Masini insieme ad Ancherani, Baccani e Bitetti. Masini, che fu anche Segretario Generale della Lazio nel 1902 e nel 1903, era uno sportivo a 360° e approfittando della presenza a Roma di alcuni famosi nuotatori inglesi, capitanati dal famoso Billington, apprese le regole di un nuovo sport chiamato pallanuoto e introdusse, tra i primi, questa disciplina a Roma insieme a Bitetti, Tofini, Ottier, Forlivesi e Mestorino e il campo di allenamento fu quello della piscina delle Acque Albule, proprio sotto Tivoli. Praticò anche questo nuovo sport ma ogni volta che giocava provocava la protesta degli avversari che lo accusavano, data l'altezza, di toccare il fondo.

Nel 1904 fu eletto vicepresidente della S.P. Lazio. Naturalmente il primo amore di Masini, l'atletica, era sempre nel suo cuore tanto che nel 1908 divenne segretario della Federazione Italiana Sport Atletici (FISA). Da quell'anno Masini, diplomato in Ragioneria, alternò l'impegno agonistico con il ruolo dirigenziale, dimostrando così le sue doti sportive ma anche le sue grandi capacità organizzative. Ed era stato proprio egli che nel 1904 aveva convinto l'importante dirigente sportivo Fortunato Ballerini ad assumere la presidenza biancoceleste. Nel biennio 1911/12 fu anche segretario della Federazione Podistica Italiana. Nel 1907 vinse nel football per la seconda volta l'ambita Coppa Tosti battendo insieme ai suoi compagni l'eterna rivale Virtus per 5-0. Nel 1908 vinse invece la prestigiosa Coppa Viscogliosi-Baccelli. Ancora nel 1910 fece parte della formazione calcistica della Lazio che partecipò al primo campionato ufficiale organizzato dal comitato romano della Federazione Calcio. Pian piano l'attività puramente agonistica si diradò ma Tito rimase sempre come dirigente nell'ambito societario. Egli infatti ha attraversato, nelle vesti direttive, molta parte di storia laziale e sempre con immutata fede e amore per i colori biancocelesti. Anche nella vita professionale Masini si distinse per impegno e capacità. Infatti nel 1936 fu nominato Cavaliere in qualità di vicedirettore di Ripartizione del Governatorato di Roma. Nel tremendo 1943, sotto la presidenza Zenobi, la Società, con la città occupata dai nazisti e vista la situazione di estremo disagio che la Nazione e lo Sport stavano vivendo, decise di sciogliere il Consiglio Direttivo e affidò la propria sopravvivenza ai fondatori e ai pionieri tra cui ovviamente Tito Masini che, di fatto, divenne il rappresentante ufficiale della società con il ruolo di Commissario Straordinario. Costoro riuscirono nell'impresa di gestire la società in quegli anni turbolenti fino a quando, ristabilita la normalità, ritornarono compostamente tra i ranghi. Ogni 9 gennaio Masini partecipava alle celebrazioni organizzate per festeggiare l'anniversario della fondazione della Lazio. Nel 64° anniversario ricevette una medaglia d'oro per gli enormi meriti acquisiti al servizio della Lazio. Nel 1963, per la sua figura solenne e ieratica, fu scelto dal grande regista Federico Fellini per interpretare il ruolo di un cardinale nel famoso film "8 e 1/2".

Tito Masini va ricordato con riconoscenza ed ammirazione dagli appassionati biancocelesti come uno dei più importanti artefici della grandezza della Società Sportiva Lazio.





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