Domenica 11 dicembre 1988 - Lecce, stadio Via del Mare - Lecce-Lazio 1-0

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11 dicembre 1988 - 2390. Campionato Italiano di calcio Divisione Nazionale Serie A 1988/89 - IX giornata - Inizio ore

LECCE: Terraneo, Vanoli, Baroni, Enzo, Righetti (46' Miggiano), S.Nobile, Moriero (55' Garzya), Barbas, Pasculli, A.Conte, Paciocco. A disp. Negretti, Levanto, D'Onofrio. All. Mazzone.

LAZIO: Martina, Marino, Beruatto, Pin, Gregucci, Gutierrez, Dezotti, Icardi (81' Rizzolo), Di Canio, Acerbis (74' Muro), Sosa. A disp. Fiori, Piscedda, Greco. All. Materazzi.

Arbitro: Frigerio (Milano).

Marcatori: 60' Baroni.

Note: ammoniti Vanoli e Dezotti.

Spettatori: 10.722 paganti più 5.100 abbonati.

La rete di Baroni
Il vantaggio salentino
Icardi lotta su una palla aerea
Pin viene saltato da un giallorosso

Torna alla vittoria il Lecce dopo 40 giorni di delusioni (e quattro sconfitte consecutive). Come per le due precedenti vittorie casalinghe, anche questa volta è un difensore a segnare il gol che decide la partita. Marco Baroni, ex romanista che non aveva mai affrontato la Lazio, segna come aveva fatto con il Napoli. Contro il Pisa, invece, andò a segno Miggiano, anche ieri protagonista, seppure entrato nella ripresa. Insomma, questa squadra leccese che vanta un attaccante come l'argentino Pasculli, l'italo-venezuelano Paciocco e l'ungherese Vincze, deve ricorrere agli uomini del reparto arretrato per risolvere delicate situazioni. Contro una Lazio che voleva riprendersi almeno un punto dei due persi in casa domenica contro l'Atalanta, l'impegno era notevole. Alla fine Mazzone apparirà più rinfrancato: «In caso di sconfitta per noi iniziava un calvario. Cosi, invece, non solo migliora la classifica, ma anche il morale. Per cui affronteremo la trasferta di Genova con spirito diverso». Materazzi, invece, non nasconde il disappunto per una sconfitta che non meritava: «Ci tenevo tanto a fare bella figura qui a Lecce, dove ho giocato sette anni — ha detto — e dove ho tanti amici. La mia squadra, pur attaccando molto, costruendo numerose azioni da gol ma non è riuscita a segnare. Perciò è una sconfitta immeritata».

Il presidente leccese Franco Jurlano, soddisfatto per la vittoria, non manca di rilanciare accuse al «palazzo» calcistico: «Le istituzioni — afferma — non possono reggere su questi giochetti». E ricorda il rigore inesistente di Milano e annuncia che giovedì, in Lega, si farà sentire. Ma per ora esulta ed abbraccia Baroni, artefice del successo; ringrazia il neo sindaco, Francesco Corvaglia, sceso negli spogliatoi per salutare la squadra.

La partita ha visto una Lazio vanamente proiettata in avanti (collezionerà 13 calci d'angolo), mettendo a dura prova i difensori leccesi. La Lazio è costretta a rinunciare a Monti per squalifica ed a Sclosa per infortunio, ma il collettivo non sembra risentirne. Sin dall'inizio è la Lazio a dettare legge. Al 3' un tiro di Pin viene parato da Terraneo, al 12' un tiro-cross di Dezotti (su passaggio di Beruatto) è intercettato in tuffo da Terraneo, evitando che il pallone giungesse a Ruben Sosa. Al 20' ancora la Lazio in avanti con Pin che lancia bene Dezotti, ma il tiro dell'argentino è fuori misura. Al 28' si fa vivo il Lecce, con una punizione di capitan Barbas, ma il portiere Martina è pronto alla parata.

Al 31' uno dei tanti calci d'angolo della Lazio, con Dezotti che manda verso un'area affollatissima dove Beruatto - da pochi metri - manda incredibilmente fuori. Al 35' ancora dalla bandierina Ruben Sosa indirizza il pallone verso il centravanti Di Canio che impegna Terraneo in una parata non certo facile. Nella ripresa Mazzone presenta un Lecce senza il libero titolare: Righetti negli spogliatoi, al suo posto Miggiano che viene destinato alla marcatura di Dezotti. Continua però l'assedio laziale all'area leccese ed al 48' Di Canio manda altissimo. Mazzone prende allora un'altra contromisura: toglie Moriero - giocatore che evidentemente non sta ripetendo le brillanti prestazioni dello scorso campionato - e manda in campo un altro difensore: Garzya, che rientra dopo un lungo infortunio. Il Lecce dà l'impressione di voler controllare lo 0-0, ma invece quasi paradossalmente passa in vantaggio.

Su calcio d'angolo (il terzo per il Lecce) battuto da Barbas. il difensore Baroni si porta nell'area piccola della Lazio e con un perfetto stacco di testa segna alla destra di Martina. La Lazio reagisce, nel tentativo di pareggiare e va vicina al gol al 65', quando un colpo di testa di Dezotti fornisce a Marino il pallone per segnare da distanza ravvicinata, ma è bravissimo Terraneo a respingere. Dopo un tentativo di Vanoli (lanciato da Conte) al 70' e terminato alto, è ancora la Lazio con Marino (al 72') a calciare fuori. Poi ancora un tentativo giallorosso con Conte che tira fuori, prima che l'uruguaiano della Lazio Gutierrez. calci a colpo sicuro. Ma sulla linea di porta salva Garzya. con Terraneo ormai fuori causa.

Fonte: La Stampa