Domenica 28 ottobre 1990 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Bari 1-1

Da LazioWiki.

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28 ottobre 1990 - 2.462 - Campionato di Serie A 1990/91 - VII giornata

LAZIO: Fiori, Bergodi, Sergio, Pin, Gregucci, Soldà, Madonna, Sclosa, Riedle, Domini (83' F.Marchegiani), Sosa. A disp.: Orsi, Lampugnani, Bertoni, Saurini. All. Zoff.

BARI: Drago, Loseto, Carrera, Terracenere, Amoruso (58' Laureri), Brambati, Lupo, Cucchi, Raducioiu, Maiellaro, João Paulo (89' Gerson). A disp.: Alberga, Di Cara, Pisicchio. All. Salvemini.

Arbitro: Sig. Bruni (Arezzo).

Marcatori: 26' Raducioiu, 45' Sosa.

Note: tempo bello, temperatura fresca, terreno leggermente scivoloso. Ammoniti: Sosa e Gregucci per gioco falloso.

Spettatori: 33.141 per un incasso di Lire 927.332.000 (abbonati 15.616 per una quota di Lire 450.932.000).

Il biglietto della gara
Sclosa inseguito da João Paulo
La proverbiale elevazione di Riedle
Il goal del Bari

l'Unità titola: "Laziali abbonati al pari, infilano la quinta X su 7 gare. Inutile la punizione di Sosa. Raducioiu rovina la festa. A piccoli passi. Ma Zoff è sempre a metà del guado".

L'articolo così prosegue: C'è da parlare, innanzi tutto della solita Lazio che fallisce gli appuntamenti più importanti: timida, svagata, un po' imbranata. Ieri, con il Bari, ha sciupato l'ennesima occasione per uscire fuori dal tran tran: ha racimolato il quinto pareggio del suo campionato, e ha dovuto pure rimontare, per agguantarlo. Certo, la squadra di Salvemini non è un ossicino tenero: ben disposta, con un paio di giocatori, Raducioiu e Maiellaro, che trattano il pallone con raffinatezza. Ma se vuoi fare il salto di qualità, sono queste le squadre da battere. E la Lazio, ieri, non ce l'ha fatta: non è riuscita a staccarsi dalla morsa appiccicosa del Bari e alla fine è uscita a testa bassa dall'Olimpico. Eppure l'avvio era stato pieno di buone intenzioni. Molto attivo Madonna, che sta crescendo di partita in partita, molto determinato Riedle, centravanti tosto, sempre disposto al pressing. Salvemini, però, aveva preparato bene la sfida, curando, in particolare, la marcatura dei due portatori d'acqua della formazione biancazzurra, Sergio e Madonna. Sono loro, con quei cross a sciabola, a caricare a dovere la testa-martello di Riedle. Il secondo, si è detto, ha avuto un bel cominciare, ma nella ripresa è calato, mentre il primo è ancora alla ricerca della forma dello scorso anno. Frenati quei due, per i romani è diventato tutto più difficile. L'alternativa sarebbe potuta passare per i piedi di Domini, ma pure ieri l'ex cesenate ha deluso. Nessuna impronta sulla gara, solo un paio di suggerimenti su punizione. Molto poco. E molta fatica per la Lazio. La cronaca comincia dopo sette minuti. Lazio in attacco, Soldà molto bravo a vedere Pin libero e a spedire un bel pallone in mezzo all'area: cross di Soldà, schiacciata di testa e Drago che para. Dieci minuti dopo, numero di alta scuola di Riedle: finta, giravolta di tacco, Loseto a cercare l'aria, tedesco che punta Drago, ma Loseto recupera, infastidisce la corsa del numero nove biancazzurro e il tiro finisce fuori.

Altri dieci minuti e arriva la rete del Bari. Incrocio in area Maiellaro-Bergodi, pare tutto regolare, ma Bruni fischia la punizione: sassata di Cucchi, Fiori respinge, Sergio resta a guardare e Raducioiu mette dentro. Sette minuti dopo, Lazio vicina al pari: Bergodi, su punizione-cross di Domini, arriva però troppo presto e la capocciata è imprecisa. Centoventi secondi e Lazio sfortunata: Sergio crossa bene, Riedle sale come una giraffa, colpisce bene di testa, il pallone sta per entrare, ma Lupo, sulla linea, respinge. Il pareggio della Lazio arriva allo scadere del primo tempo: punizione, Sosa aggira la barriera, Drago si tuffa come un ippopotamo, il pallone passa in mezzo alle mani e finisce dentro. Pareggio molto giusto, la Lazio lo merita. Un paio di osservazioni sul Bari: oltre a Maiellaro e Raducioiu, da notare la buona giornata di Cucchi, mentre Joao Paulo conferma quanto si dice da un anno su di lui. I piedi sono buoni, la testa meno: non passa un pallone se prima non salta almeno tre uomini. E in Italia, già al secondo, ti mettono giù. Il secondo tempo si raggruma in due azioni. La prima, destinata alle chiacchiere da bar, al 60': contrasto in area Carrera-Sosa, l'uruguagio finisce a terra. Ora il dubbio è se ci sia stato o meno il contatto, ma Bruni sceglie una strada molto personale: fallo fuori area, punizione per la Lazio. Batte Madonna, Riedle colpisce di testa, Drago para. La seconda al 75': doppio slalom di Joao Paulo che punta l'area, si inserisce Maiellaro, sberla da fuori area, fuori di un amen. Qualche ritocco in campo, Marchegiani per Domini, Laureri e Gerson per Amoruso e Joao Paulo, e partita che tramonta con una luce molto opaca.


Le dichiarazioni post-partita in un altro articolo:


Brambati accusa: "Cascatori e attori". Salvemini, Cirano di Puglia, sbarca in sala stampa per primo. Festival dell'ovvio, sorriso che si allarga quando al tecnico barese viene fatto notare che il Bari ha rimediato il primo punto esterno: "Ci siamo arrivati riuscendo a non commettere errori in difesa. Molto importante il rientro di Loseto, d'accordo, ma tutti hanno giocato con la giusta concentrazione. Il risultato è giusto: loro hanno attaccato di più, ma noi siamo riusciti a controllarli senza sudare troppo. Forse, se avessimo osato un pochino, avremmo potuto anche vincere". Brambati parla della punizione che ha dato il pari alla Lazio e ci va giù pesante con Sosa: "Ripeteva sempre a Riedle "buttati, perché l'arbitro abbocca" e così è andata: quella punizione non c'era proprio, e Sosa ha segnato. La partita? L'ha decisa Salvemini. Ha azzeccato le marcature di Madonna e Sergio e per la Lazio è diventato tutto più difficile". Sull'altro versante, la maschera di Domini, che finge di essere tranquillo ma non lo è affatto, il solito commento a voce bassa di Zoff e un lamento: quello di Gregucci, molto critico con il tiepido tifo della gente laziale: "Rimpiango il Flaminio. Giocare in uno stadio semivuoto, senza il sostegno dei nostri tifosi, è un bell'aiuto per gli avversari". Chiude il presidente Calleri, controcorrente: "Io sono soddisfatto, con questo Bari un punto ci può stare. Ero più deluso dopo la partita con la Juve: lassù avevamo meritato la vittoria, oggi il pareggio è giusto".