Domenica 30 luglio 2000 - Schruns, Sportplatz Golm - Eintracht Frankfurt-Lazio 2-1

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30 luglio 2000 - Amichevole pre-campionato 2000/01

EINTRACHT FRANCOFORTE: Nichlov, Kracht, Houbtchev (46' Losch), Kutshera, Geboardt (46' Sobotzic), Heldt, Rasiejewski, Guie-Mien (59' Diebenberger), Wimmer, Reichenberger (78' Yang Chen), Ciric (75' Schmitt). Allenatore: Magath.

LAZIO: Peruzzi (46' Marchegiani), Lombardo, Mihajlovic (75' Santarelli), Pesaresi, Gottardi (75' Varriale), Stankovic (75' Ruggiu), Nedved, Baronio (67' Luciani), De La Peña, Berrettoni (75' Conti), Ravanelli. Allenatore: Eriksson.

Arbitro: Sig. Shorgenohofer (Austria).

Marcatori: 9' Reichenberger, 42' Ravanelli, 87' Yang Chen.

Note: un gruppo di tifosi della Lazio premia l'allenatore Felix Magath per aver realizzato il goal decisivo contro la Juventus, nella finale (giocata ad Atene) di Coppa dei Campioni del 1983. Ammoniti Lombardo, Nedved, Heldt e Ravanelli. Angoli 3-2 per la Lazio.

Spettatori: 4.000 circa.

La Gazzetta dello Sport titola: "Il gol di Ravanelli non basta. L'Eintracht vince nel finale. Eintracht Francoforte-Lazio 2-1". Continua così la rosea:

Sconfitta cinese per la Lazio. E' infatti Yang Chen l'autore del gol della vittoria dell'Eintracht Francoforte. Ma il 2-1 finale non dice la verità, se non altro per due rigori negati alla squadra di Eriksson. Il verdetto più confortante riguarda la tenuta: la Lazio inedita, priva anche di Pancaro, non s'ammoscia contro una squadra più avanti nella preparazione ed è aggressiva al punto giusto. I personaggi del giorno sono Ivan De la Peña ed Emanuele Berrettoni. Lo spagnolo ispira, crea, lancia, è un altro rispetto alla prova né carne né pesce contro il Bayer. Il ragazzino di Fiumicino lascia in camera la timidezza e suggerisce il gol del pareggio trasformato poi da Ravanelli. Eriksson prima lo propone come esterno di centrocampo, poi lo avanza quando dopo mezz'ora decide per il 4-4-2. Baronio, complici anche i dolori al polpaccio, fatica a trovare spazio con Mihajlovic che interviene poco più dietro nella parte del suggeritore.

Stankovic ha una grande smania di fare, e per la verità di cose ne fa e buone, con la tendenza però a lasciare la fascia destra, quella dove gli sembra "di nuotare senza una mano" (parole sue), per accentrarsi come vorrebbe fare stabilmente. La partenza della Lazio è in salita perché dopo 9 minuti uno svarione di Lombardo lancia Reichenberger che non si fa pregare due volte per scartare il regalo e battere Peruzzi. La risposta arriva con Stankovic che salta due avversari da destra, ma Berrettoni arriva in ritardo. Stessa cosa per De la Peña che imbecca Ravanelli solo soletto, ma l'ex juventino sente i lavori della mattinata e libera su di lui Kutschera. Due minuti prima dello scadere arriva il pareggio: De la Peña avvia l'azione, poi Berrettoni innesca Ravanelli, che batte Nicolov. Nella ripresa la Lazio dovrebbe essere tutta fiatone e gambe molli. E invece no: prima c'è il fallo da rigore di Kracht su Berrettoni, quindi un altro fallo da dischetto su Ravanelli che l'arbitro trasforma in ammonizione per simulazione (26'). E quando il pareggio sembra sicuro, Yang Chen infilza Marchegiani in uscita. Due a uno e appuntamento ad Amsterdam contro Ajax e Barcellona.


Tratte dal quotidiano sportivo milanese, alcune dichiarazioni post-gara:

Stankovic lo definisce un «buon allenamento», soprattutto per lui che veniva da appena quattro giorni di preparazione. «Ma è andata bene, sono contento», chiude il serbo. Sven Goran Eriksson va più in là: «Sono soddisfatto, primo tempo così così, ripresa decisamente molto buona». Il pullmino sta per tornare in albergo e tra chi si attarda per gli autografi c' è il ragazzino-novità del ritiro di Schruns, il diciannovenne Emanuele Berrettoni. «Sono contento», dice, e già soltanto questo rischia di accenderlo di rosso. Ma che effetto fa trovarsi in mezzo alla Lazio campione d' Italia? «Un bell'effetto. Bellissimo. Tutti i compagni mi stanno aiutando: Favalli, Baronio, Gottardi. Veramente io ancora non ci credo e non ci credono neanche a casa mia, a Fiumicino, li ho chiamati subito dopo la partita». E il fallo da rigore? «Netto, nettissimo, sono stato falciato», dice con un tempo di reazione verbale di pochi decimi di secondo. Intanto stasera arriva nel ritiro Cragnotti. Il presidente farà gli onori di casa alla presentazione di Hernan Crespo per poi imbarcarsi con un volo privato verso San Gallo.


Dal Messaggero:

Ancora una prova convincente della Lazio in questa ultima uscita amichevole in terra austriaca. Sven Goran Eriksson, nonostante la sconfitta, è soddisfatto. «Il primo tempo così così, meglio nella ripresa quando la squadra ha fatto vedere le cose migliori tenendo bene il campo. L'importante è non perdere le partite che contano, questi sono test per migliorare la condizione. Nel finale abbiamo giocato con cinque primavera. I tedeschi sono più avanti nella preparazione perché tra poco inizierà la Bundesliga». Il tecnico non rimaso troppo infastidito per la prima sconfitta subita. «Il risultato non contava più di tanto. La squadra ha giocato bene, ha avuto le migliori occasioni per andare in gol, pazienza se nel finale l'Eintracht ha trovato il gol-partita». Aspetta l'arrivo di Lopez e l'acquisto di Zenden ma lo svedese promuove già la Lazio. «Con o senza l'olandese questa Lazio è più forte di quella dello scorso anno». Soddisfatto ancora una volta della prova del giovane Berrettoni. «Grande talento, ma deve ancora crescere».

Contrariati, invece, i calciatori biancocelesti per la sconfitta che accusano il direttore di gara. Fabrizio Ravanelli spara forte contro l'arbitro. «Una direzione così non si vede neanche in terza categoria: come si fa a non concedere un rigore così netto? Che motivo avevo di cadere in piena area di rigore quando potevo segnare? Invece del penalty mi ha ammonito, roba da non credere. Sono partite che non contano ma perché bisogna perderle quando meriti di vincere? La Lazio è in una fase di lavoro intenso, non ha ancora la velocità però ha comunque fatto vedere le cose migliori della partita. Avremmo meritato un risultato diverso, invece abbiamo perso». Anche Pavel Nedved è piuttosto arrabbiato. «Le decisioni arbitrali ci hanno penalizzato parecchio, un peccato che sia arrivata la sconfitta. Nonostante la differente condizione fisica fra le due squadre, noi più dei tedeschi abbiamo tenuto bene il campo, specialmente nella ripresa. Una Lazio già a buon punto che è andata oltre le previsioni contro un avversario di valore».