Giovedì 23 febbraio 2023 - Cluj-Napoca, Stadionul Dr. Constantin Rădulescu - CFR Cluj-Lazio 0-0

Da LazioWiki.

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23 febbraio 2023 – Stadionul Dr. Constantin Rădulescu - Conference League, Play-off, ritorno - inizio ore 18.45


CRF CLUJ: Scuffet, Manea (84' Braun), Kolinger, Burca, Camora;, Deac (78' Hoban), Cvek, Muhar, Krasniqi (84' Petrila), Malele (70' Birligea), Janga (84' Yeboah). A disposizione: Gal, Balgradean, Tiru, Bordeianu, Fica. Allenatore: Petrescu.

LAZIO: Maximiano, Lazzari, Gila, Casale, Hysaj, Luis Alberto (76' Cataldi), Vecino, Basic, Romero (66' Cancellieri), Immobile, Felipe Anderson. A disposizione: Provedel, Renzetti, Marusic, Pellegrini, Floriani Mussolini, Ruggeri, Marcos Antonio, Bertini. Allenatore: Sarri.

Arbitro: Sig. Zwayer (Germania) - Assistenti Sigg. Lupp e Achmüller - Quarto uomo Sig. Jablonski - V.A.R. Sig. Osmers - A.V.A.R. Sig. Rafalski - Delegato UEFA sig. .

Note: ammonito 14' Casale, 35' Muhar, 37' Immobile, 53' Deac, 59' Cvek. Espulso al 77' Muhar per doppia ammonizione. Angoli 3 a 5. Recuperi: 2' p.t., 5' s.t.

Spettatori: 16.000, nel settore ospiti 415 tifosi laziali.


Un'immagine della formazione biancoceleste
Ciro Immobile
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Luka Romero
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Felipe Anderson
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Elseid Hysaj
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Luis Alberto
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Ciro Immobile
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Manuel Lazzari
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Nicolò Casale
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Toma Basic
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I calciatori convocati per la partita odierna

Le dichiarazioni dei protagonisti

• Il Corriere dello Sport titola: “Lazio prova di forza”. Continua il quotidiano sportivo romano: “Biancocelesti rimaneggiati ma di ferro. Sprecate varie occasioni, una clamorosa con Vecino e Casale. Sarri vola agli ottavi con un pareggio senza reti che comunque vale molto per il modo in cui è arrivato. Le seconde linee non tradiscono”.

Va bene così. Più che fare le è bastato essere. Mezza Lazio alla baionetta è riuscita a difendere il gol di Immobile dell’andata, a uscire indenne dalla vampiresca Transilvania e a centrare gli ottavi di Conference. Oggi alle 13 il sorteggio di Nyon, in ballo 8 teste di serie (con la qualificazione della Roma agli ottavi di EuroLeague l’andata si giocherà martedì 7 all’Olimpico). È un pareggio pesante più del campo (giallastro, metà ghiacciato, metà gelatinoso), delle sofferenze inflitte dai romeni (ossessivi per un tempo) e dall’arbitro tedesco Zwayer. Minuto 37', era rigore su Immobile (pestone di Kolinger) e non simulazione di Ciro (s’è beccato pure il giallo). Tare è piombato in campo nell’intervallo, Sarri ha avuto un faccia a faccia con Zwayer prima della ripresa. All’andata aveva colpito l’inglese Pawson (espulsione di Patric). Qualcuno salvi l’Aquila dagli arbitraggi europei.

La trappola. È stata una Lazio alla bell’e meglio considerando le assenze di Milinkovic, Zaccagni, Pedro, Patric più Romagnoli. È stata lotta dura nonostante il Cluj sia rimasto in 10 negli ultimi 18 minuti (doppio giallo a Muhar). Menzione d’onore per i 415 laziali presenti, una ventina di loro si sono denudati nel finale. I fantasmi erano calati tutti d’un tratto sulla Lazio. Sarri s’è dovuto inventare un nuovo centrocampo lanciando Vecino regista, piazzando Basic mezzala destra (prima volta) e Luis a sinistra. Ha ricostruito il tridente affiancando a Ciro il baby Romero (a destra) e Felipe Anderson (a sinistra). Lazzari, Casale, Gila e Hysaj erano a protezione di Maximiano. È stata una Lazio poco pensante, più ruspante, raccogliticcia nel primo tempo, col baricentro basso, mai padrona del possesso palla. Petrescu, senza Matias e Boateng, ha scelto Malele accanto a Janga in avanti. Li ha piazzati in zona Vecino, gli ha sbarrato la strada. Deac e Krasniqi, gli esterni del 4-4-2, partivano larghi e tagliavano al centro. I limiti del centrocampo d’emergenza sono emersi subito. La manovra, iniziata da dietro, si sbriciolava al secondo-terzo passaggio. Il pressing dei romeni serviva per recuperare e pompare palloni, costringeva i mediani laziali a tumultuose processioni e i difensori a scarabocchiare le uscite. Tempi di gioco nulli. Vecino senza bussola. Basic statico, a destra tendeva a rinculare. Luis Alberto inizialmente crepuscolare. Dietro? Neanche a parlarne. Palloni persi da Maximiano, Casale e Lazzari. Davanti le uniche accelerazioni di rimessa partivano da Romero (strappi esplosivi nel primo tempo), una è stata sprecata da Basic (rifinitura sbagliata per Ciro). La Lazio ha trovato il primo tiro nello specchio con Luis, girata di testa su cross di Lazzari salvata da Scuffet (star in Romania). Il Cluj ha risposto sfruttando un doppio regalo di Maximiano-Casale: Krasniqi, scartato Gila, s’è divorato un gol a porta spalancata. Si sono incartati anche Basic e Ciro. Muhar, rozzo negli interventi, s’è beccato il primo giallo per un’entrataccia su Lazzari. Poi la topica dell’arbitro e il rigore negato a Immobile.

Il finale. Dopo l’intervallo e un altro gol mangiato da Krasniqi (murato da Vecino) s’è vista la Lazio più vera. Il baricentro s’è alzato, Luis Alberto si è lanciato in avanti o ha favorito gli sprint di Felipe. È stata clamorosa l’azione flipper sprecata intorno al 20': quadrupla palla-gol sprecata da Vecino, Casale e altre due volte da Vecino. Scuffet, una piovra (ultima parata col faccione). Il Cluj s’è lamentato con Zwayer per un contropiede negato (scontro Gila-Casale). Muhar è stato espulso per l’ennesima entrata a martello (su Ciro). Lotteria finale: tiro ciclonico di Basic (fuori), salvataggio di Gila (gigantesco), svirgolata di Yeboah. Era una notte da superare in fretta.


Il Messaggero titola: . Continua il quotidiano romano:

Il Tempo titola: . Continua il quotidiano romano:

La Gazzetta dello Sport titola: . Continua il quotidiano sportivo:

• Il sito web "Uefa.com" commenta così la gara:


• Tratte dal Corriere dello Sport, alcune dichiarazioni post-gara.

Sarri accusa l’Uefa “Non è più calcio”. Il tecnico della Lazio furioso per il terreno rovinato di Cluj “Parla di rispetto, ma non ne ha per i calciatori. Campo orrendo: impossibile giocare e segnare. Lazio applicata Luis Alberto ora si allena come dico io. Bene Gila.

Sarri le suona all’Uefa: "Segnare era difficile anche con le mani su questo campo vergognoso. Non era calcio, era uno sport che somigliava al calcio. La squadra è stata brava a giocarci con umiltà e applicazione". Mau s’è scatenato alla sua maniera e incredibilmente ha risparmiato l’arbitro Zwayer (rigore non concesso a Ciro, punito col giallo): "L’Uefa? Sento sempre parlare di rispetto ma loro non hanno rispetto dei giocatori e del gioco del calcio. Forse ce l’ha a livello economico. La nota di merito va ai miei per l’applicazione e la dedizione, siamo stati molto bravi perché si poteva andare in grandissima difficoltà. Dispiace non aver vinto perché le occasioni le abbiamo avute. La partita era ingiocabile". Il passaggio del turno è centrato, ma Sarri non ha studiato il sorteggio: "Squadre da evitare? Non so neanche chi c’è in questo momento, non ho le idee chiare su quello che complessivamente potremo andare a trovare".

L’analisi. In piena emergenza chi gli sta garantendo presenze e rendimento è Luis Alberto, il più rivoltoso, quello che ha gestito con più difficoltà: "Chi ha fatto un passo verso l’altro? L’ha fatto Luis perché ha iniziato ad allenarsi come dico io". Sarri ha ricevuto nuovi segnali da Gila, piombato su palloni, avversari e anche in avanti (suo il cross dell’azione multipla che ha portato Vecino e Casale al tiro): "Qualcuno dei ragazzi più giovani ha fatto bene, come Gila. Ora bisogna valutarlo in partite pulite quando c’è bisogno di impostare. Nelle ultime gare i nostri difensori hanno toccato più di 100 palloni. Serve difendere ma anche impostare. Mario sembra poterlo fare, anche se a volte si prende qualche rischio di troppo. È un giocatore che lo scorso anno giocava in terza serie spagnola. In prospettiva va bene, ci sta dando una sensazione positiva di crescita". Mau ha parlato anche di Romero: "Ha dato buone sensazioni. È un ragazzo che va dentro assatanato. Anche senza chili e centimetri non si tira mai indietro. È di completa affidabilità sotto questo punto di vista".

La competitività. Sarri e la rosa, si ribatte sempre sullo stesso punto. Le assenze pesano, spera siano limitate: "Se possiamo competere su due fronti? È da vedere. Dobbiamo essere fortunati rispetto alle assenze. Con il Cluj avevamo troppi assenti, ma chi ha giocato ha dato quella che doveva dare". La mossa Vecino regista: "Sapendo come giocavano loro, e vedendo il campo, è stata una logica conseguenza, c’era bisogno di un giocatore fisico". Nel primo tempo si è sbagliato molto: "Gli scambi da dietro erano di una pericolosità estrema. A volte ci serviva un tocco in più e ci trovavamo gli avversari addosso. È stato tutto difficile. Serviva più fisicità". Sarri ha studiato il Cluj per giorni, già prima dell’andata aveva parlato bene di Krasniqi, tra i migliori dei romeni: "Se interessa? Devi chiederlo al direttore sportivo. È un giocatore interessante, pensavo fosse un po’ più giovane (ha 24 anni, ndi)". Tare aveva parlato nel prepartita, non di Krasniqi, di chi c’è già: "Io penso che la rosa vada sfruttata, Sarri sa quando è il momento giusto per mettere ogni calciatore".


In un altro articolo le dichiarazioni di Luis Alberto. Luis graffia “Quante bugie su me e Sarri. Il Mago ha preso per mano la Lazio e a fine partita ha voluto dire la sua “Per noi era importante parlare, non abbiamo mai litigato. Ma se non gioco dicono che voglio andar via. Io però parlo sempre chiaro”. Cancellieri: “Io in un ruolo non mio rubo con gli occhi. Ciro è un esempio”. Gila: “Il tecnico ha fiducia in me e io devo saper sfruttare le chance”.

Agli ottavi senza ricorrere a magie. Luis Alberto ha tenuto la bacchetta in tasca e tirato fuori l’orgoglio nelle interviste post-partita: "Ora sto giocando di più, ci ho messo del mio, se il mister mi fa giocare è perché sto bene fisicamente". Sull’orlo della polemica, sempre e comunque. Desidera il ritorno in Spagna, mal digeriva le panchine, ieri se l’è presa con le voci che lo ipotizzavano lontano dalla Lazio: "Si sono dette tante bugie in questi mesi su di me e Sarri", ha detto a Sky. "Per noi era importante parlare, non abbiamo mai litigato, non mi ha mai detto che dovevo andare via. Quando Luis Alberto non gioca, Luis Alberto vuole andare via. Ma io quando parlo, parlo chiaramente. Non mi nascondo". Ieri, senza Milinkovic e con Cataldi in panchina, non poteva di certo farlo in campo: "Era importante giocare così, mettendo intensità. Il gol ci è mancato per colpa della sfortuna. Volevamo la qualificazione e l’abbiamo centrata con una partita seria. Questa è la strada. Ci sono stati errori tecnici, è comprensibile viste le condizioni del campo". Passaggio del turno con ringraziamento speciale ai 415 tifosi volati in trasferta: sono stati Immobile e Sarri a spingere la squadra sotto il settore riservato ai laziali.

Gila. Altro giro, altro spagnolo. L’ex Real Madrid è stato tra i migliori, tonico e cattivo anche sul malcapitato Casale, colpito fortuitamente. "Mi sento bene, sono contento di aiutare i compagni. So che l’allenatore ha fiducia in me, devo approfittare dei minuti che mi dà", ha spiegato il difensore a Lazio Style Channel. Anche lui ha criticato le condizioni del campo: "Sapevamo fosse così, ci siamo adeguati". Ha trovato spazio in Europa per l’infortunio di Romagnoli e la squalifica di Patric, ora in campionato c'è la Sampdoria: "La Champions è uno degli obiettivi, dobbiamo pensare gara dopo gara. Adesso ci concentriamo soltanto sulla Samp, dobbiamo portare a casa i 3 punti".

Cancellieri. In zona mista ha parlato il classe 2002, entrato nel secondo tempo al posto di Romero. Si è piazzato a destra nel tridente provando a far valere la sua velocità: "Venire qui non era facile, il terreno era duro, dovevamo fare la nostra gara per portare a casa il risultato. L'importante era passare il turno". Rispetto ad agosto e settembre sta ricevendo meno occasioni da Sarri: "Ho avuto tante chance a inizio stagione, non le ho sfruttate bene, ci sta adesso fare un po' di panchina. Davanti ho giocatori fortissimi, fa parte del mio percorso", ha detto con estrema umiltà. "Ho grandissima fiducia nel mister e nei compagni. Ho 21 anni, mi sto confrontando con gente che ha più esperienza, tante più partite di me. Va bene così, resto sereno".

Attesa. Il primo gol potrebbe sbloccarlo mentalmente: "Per un attaccante fare gol è importantissimo. Lo sto cercando, ma prima penso agli interessi della squadra, prima o poi la gioia personale arriverà. La prima rete la vorrei dedicare a un compagno che non c'è più". Nel frattempo studia alla scuola di Immobile: "Ciro ha fatto storia della Lazio, nel suo ruolo è il migliore. Prendo spunto da lui, ma sento vicini tutti i compagni, sono sereno e contento di essere qui. Il mio ruolo? Decide il mister, sto provando a farne uno che non è il mio abituale, quello in cui sono cresciuto. Sto imparando, provo a rubare con gli occhi. Ogni gara per me è fondamentale per emergere e dare una mano". La Conference può regalare spazio: "Per noi è una competizione importantissima, un trofeo europeo sarebbe un sogno soprattutto per noi appena arrivati".




La formazione biancoceleste:
La formazione iniziale biancoceleste in grafica



► Per questa partita il tecnico biancoceleste Maurizio Sarri ha convocato i seguenti calciatori:

I convocati in grafica



Dal sito https://it.uefa.com/uefaeuropaconferenceleague/
Dal sito https://it.uefa.com/uefaeuropaconferenceleague/




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