Sabato 12 settembre 2026 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Milan 2-2

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12 settembre 2026 – Roma, stadio Olimpico - Campionato di Serie A, IV giornata - inizio ore 18.00

LAZIO: Mandas, Floriani Mussolini (83' Lazzari), Sutalo (83' Diogo Leite), Provstgaard, Nuno Tavares, Frattesi, Belahyane, Taylor (74' Gudmundsson), Cancellieri (58' Isaksen), Noslin (58' Pinamonti), Zaccagni. A disposizione: Motta, Renzetti, Pedraza, Przyborek, Cataldi, R. Bordon, Serra, Farcomeni. Allenatore: Gattuso.

MILAN: Maignan, Gila, De Winter, Strahinja Pavlovic, Chukwueze, Modric (45' Y. Musah), Rabiot, Estupiñán (45' Diego Moreira), Loftus-Cheek (45' Pulisic), Alphadjo Cissè (77' Hutchinson); Gonçalo Ramos (85' Camarda). A disposizione: Terracciano, Torriano, Diawara, Tomori, Comotto, Jashari, Bartesaghi, Terracciano, Gabbia, Saelemaekers. Allenatore: Amorim.

Arbitro: Sig. Marcenaro (Genova) - Assistenti: Sigg. Rossi C. e Di Gioia - Quarto uomo: Sig. Guida - V.A.R.: Sig. Meraviglia - A.V.A.R.: Sig. Aureliano.

Marcatori: 10' Cancellieri, 39' Noslin, 65', 67' Diego Moreira.

Note: esordio in Serie A e in una partita ufficiale con la Lazio per Josip Sutalo e Diogo Leite. Ammoniti 59' Pulisic, 63' Belahyane, 64' Pavlovic, 78' Zaccagni, 87' Gila. Angoli . Recuperi: 3' p.t., 5' s.t.

Spettatori: 21.373 (di cui circa 10 mila tifosi milanisti).


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► I calciatori convocati per la partita odierna

► Le dichiarazioni dei protagonisti

► La classifica dopo la IV giornata di campionato

• Il Corriere dello Sport titola: “Moreira frena il volo dell’aquila”. Continua il quotidiano sportivo romano: “Lazio show con Cancellieri e Noslin. Nella ripresa bis del belga e pari Milan. All’Olimpico Gattuso e i suoi spaventano i rossoneri chiudendo i primi 45’ sul 2-0, poi però c’è la doppietta dell’ex dello Strasburgo”.

Sul gradino più alto c’è la Lazio sfavorita di Gattuso, re almeno per una notte. Fateli sognare per quello che hanno vissuto e che vivono. È stato bellissimo guardarli giocare e brillare per 45'. Un tesoro di azioni, due gol, di Cancellieri e Noslin, le mosse calzanti di Gattuso. Che rumba suonata ad Amorim. La stessa che ha imposto lui alla Lazio nel secondo tempo quando ha scatenato il ciclone Moreira e ha salvato la faccia. L’ha piazzato a sinistra, da mancino, per aprire il campo. È stato il colpo del ribaltone. Moreira ha la dinamite nelle fibre. Doppietta, quasi tripletta, chissà come era rimasto fuori per Estupiñán. Amorim ha svoltato con lui più Musah, Pulisic e l’Olimpico a favore. Diecimila milanisti a farne un inferno nel secondo tempo, la Lazio risucchiata dentro. La carica iniziale dei tifosi, da Formello all’Olimpico, non poteva bastare. La realtà della terra di conquista permane. Lotito, con Cragnotti ospite d’onore ieri, continua a fingere di non sapere, di non guardare, di non sentire. Due partite in una davanti a 21.373 presenti (all inclusive). Due a zero per la Lazio nei primi 45'. Zero a due di Amorim nei secondi. Bella partita. Chi bravo a iniziarla, chi a chiuderla.

La partenza. La lezione di ritmo e gioco di Rino è stata magistrale nel primo tempo, Amorim l’ha subita in silenzio. Non c’è stato paragone sul piano della rapidità testa-gambe, del pressing, dell’idea di squadra della Lazio. Gattuso ha tagliato fuori le mezzepunte del Milan. Provstgaard sempre a rompere la linea fino a prendere Loftus-Cheek. Belahyane su Cisse. Frattesi e Taylor su Rabiot e Modric. Tavares e Floriani hanno sprigionato potenza contro Chukwueze ed Estupiñán. Questa la traccia da seguire fino ai gol. Il primo è nato da una rimessa laterale coinvolgendo Mandas nel palleggio. Tracciante rasoterra per Tavares, partito centralmente. Ha bruciato Loftus, che capitombolo. Filtrante per Zaccagni a sinistra, cross sul secondo palo, tap-in di Cancellieri, passato davanti a Estupiñán, statuina. Chukwueze era disperso. Milan messo a nudo a tutto campo. Spettacolari le girandole della Lazio. Zaccagni basso e Taylor alto, hanno prodotto il raddoppio. Cross sul primo palo dell’olandese, Estupiñán ha deviato sulla traversa, Noslin rapace. Ancora la fascia sinistra. Il primo tempo s’è chiuso con 7 tiri dentro l’area.

I cambi. Amorim nel polverone. Ha lanciato Moreira per Estupiñán, Musah per Modric e Pulisic per Loftus. È stato un altro Milan, è stata un’altra Lazio. Senza fiato, senza più riferimenti e palleggio. Moreira ha travolto Floriani. Pulisic ha attaccato Tavares. Rabiot e Cisse si sono accessi. Rino al 57' ha lanciato Pinamonti, aggredito nelle ripartenze, e ha messo Isaksen sulla fascia di Moreira, anche lui prigioniero. Quattro tiri a zero per i rossoneri. Al 15'st il possesso era lievitato all’80%. Prima palla persa da Pinamonti, signora azione dei rossoneri: dal recupero alto di Musah al cross di Pulisic per Moreira 11 passaggi. La volée del belga da scossa tellurica. Era il 65', due minuti per il raddoppio. Mandas sparacchia, Pinamonti non ci arriva. Due recuperi di Rabiot e Musah sempre su Pinamonti. L’americano ha crossato per Rabiot, palla su un piatto d’oro. Moreira ha caricato di nuovo il sinistro. Erano trascorsi 30 minuti da quando la Lazio aveva tentato l’ultimo tiro (Noslin al 38'pt). Gattuso con Gudmundsson per Taylor, ancora mezzala. Un altro regalo della Lazio su rimessa laterale. Da Moreira a Cisse, fuori d’un pelo. Amorim con Hutchinson mezzapunta. Floriani in scia a Moreira, tracciante sul primo palo, rete esterna. Rino con Diogo Leite (all’esordio) sul centrodestra, il Milan sfondava. Lazzari per Floriani. Camarda per Ramos, nullo anche nel secondo tempo. Nove tiri a 1 nei secondi 45'. Milan macinato. Lazio macinata. Due punti persi da tutti. Meno da Rino che è incredibilmente primo e prova a portare la Lazio oltre i limiti, oltre Lotito.


• Il Messaggero titola: “Lazio da amare”. Continua il quotidiano romano: “Con un primo tempo eccezionale per gioco e intensità, i biancocelesti surclassano il Milan e vanno avanti grazie ai gol di Cancellieri e Noslin. Amorim cambia nella ripresa e si salva: Moreira in due minuti fa 2-2. Grande prova di Belahyane in regia, sofferto il finale. Decisivo l’apporto delle panchine”.

Una notte da sola, in testa alla classifica, in attesa che Como, Juventus, Roma e Inter si giochino le loro carte e le loro ambizioni, che sono molto più elevate di quelle della Lazio. E, onestamente, chi se lo sarebbe mai immaginato che la squadra di Gattuso sarebbe salita così in alto, anche davanti agli occhi del suo vecchio e amato presidente Cragnotti, attirato all'Olimpico dalla voglia di vedere cosa è cambiato dopo 24 anni nel suo mondo preferito. E poco importa che alla fine la sfida con il Milan si sia conclusa con un pareggio perché la Lazio per un'ora ha dato spettacolo, creando almeno sei o sette palle gol che con un Ciro Immobile o un Bobo Vieri si sarebbero trasformate in una vittoria storica per Gattuso. Nessun allenatore della Lazio, infatti, ha mai vinto le prime quattro partite di fila in campionato.

Scelte. Rino, che aveva perso alla vigilia Doekhi, ha fatto due scelte vincenti. Rispetto a Udine, fuori Isaksen e Pinamonti, dentro Cancellieri e Noslin, guarda caso i due mattatori di un primo tempo di livello altissimo per coraggio, intensità e – diciamolo – gioco collettivo. La Lazio sembrava un orologio svizzero, preciso e puntuale su ogni pallone che dalle fasce veniva catapultato in mezzo all'area rossonera. Da una parte Floriani e Cancellieri, dall'altra Tavares e Zaccagni hanno asfaltato il Milan, che boccheggiava anche in mezzo al campo. Giusto il tempo di un brivido, il colpo di testa di Chukwueze in mischia che Mandas ha deviato in angolo, e poi è partito il monologo della banda Gattuso, che ha un uomo in più rispetto all'anno precedente. Si, perché Belahyane, finalmente tornato nel suo ruolo di centrocampista centrale (per Sarri era una mezzala, per Baroni non esisteva proprio), ha preso il comando delle operazioni e in fase difensiva è sempre stato l'uomo in più, pronto a soccorrere Sutalo e Provstgaard. Prima del vantaggio di Cancellieri (10'), due prodezze di Maignan su Zaccagni - destro a rientrare, specialità della casa - e Noslin, di cui il portiere francese ha intuito la direzione del tiro. Sul cross da sinistra del capitano, che più volte, ha fatto fare brutta figura all'ex Gila, Cancellieri ha tagliato alle spalle di Estupiñane ha segnato. Chi si aspettava la resurrezione del Milan, è rimasto a bocca aperta. La Lazio non ha mollato e ha cercato il secondo gol nonostante un rinvio sbagliato di Mandas (19') avesse innescato il contropiede rossonero, spento da chi? Da Belahyane, in recupero su Gonçalo Ramos, il centravanti di Amorim. Zaccagni (21’) ha avuto la clamorosa palla del 2-0 ma Maignan è stato rapidissimo a chiuderlo. Poco dopo, Milan stordito, ci ha pensato Noslin in una mischia da classico gollonzo a buttarla dentro, non di testa ma di faccia (39’).

Le sostituzioni. Nella ripresa Amorim, che ne avrebbe cambiati volentieri dieci su undici (Maignan no), ha sganciato dalla panchina Pulisic, Moreira e Musah per Estupiñan, Loftus-Cheek e il povero Modric, sfiancato dal ritmo della Lazio. E quando la squadra rossonera si è ritrovata all'improvviso in undici, la partita si è completamente capovolta, come se si fosse guardata allo specchio. Sono scesi i biancocelesti, sono saliti i rossoneri, trascinati da un Moreira devastante sulla fascia sinistra, due tiri e due gol (20’ e 22’) che hanno lasciato di stucco Gattuso, Mandas (gol sotto le gambe) e non solo. Troppi uno-contro-uno persi, perché Pulisic, Chukwueze e il belga creavano la superiorità numerica ogni volta che puntavano i rispettivi avversari. Prima del pareggio del Milan, aveva cambiato anche Gattuso e le sue scelte, rispetto a quelle iniziali, non hanno pagato. Isaksen al posto di Cancellieri e Pinamonti al posto di Noslin: la seconda scelta ci poteva stare, la prima ha aperto la fascia davanti a Floriani, solo e indifeso contro Moreira. Meno male che ha retto Tavares dall'altra parte, altrimenti l'assedio finale che la Lazio non ha mai spezzato sarebbe diventato un incubo. Ringhio ha sorpreso anche nella penultima decisione, quella da dentro o fuori: richiamato Taylor, che nei finali si esalta sempre, infilato Gudmundsson ma in mezzo al campo, dove in quel momento c'era una guerra fisica e non una sfida per la medaglia olimpica di fioretto. L'islandese, infatti, non è entrato in partita ma la difesa biancoceleste ha retto e si è portata a casa il punto che aveva ampiamente meritato nella prima ora.


• Il Tempo titola: “Una notte in testa”. Continua il quotidiano romano: “Nell’Olimpico deserto la Lazio va avanti con Cancellieri e Noslin. Nella ripresa pari Milan grazie alla doppietta di Moreira: finisce 2-2. Biancocelesti in vetta aspettando le altre partite. E la protesta continua”.

Spettacolo vero in un Olimpico quasi vuoto. Un tempo per uno e pareggio giusto tra una Lazio sempre più sorprendente e un Milan capace di andare sotto due reti (gol di Cancellieri e Noslin) ma bravo a recuperare grazie alla doppietta dello straripante Moreira. Amorim azzecca i cambi anche se sarebbe più giusto chiedersi come si fa a non far giocare subito Pulisic e l'esterno portoghese, Gattuso si gode l'ottima Lazio nella prima ora di gioco e un primato solitario in classifica per una notte tanto inatteso quanto meritato. Il tecnico biancoceleste è costretto a cambiare rispetto a Udine: Doekhi si frattura una mano e allora il tecnico regala l'esordio al croato Sutalo così come in attacco preferisce Noslin al recuperato Pinamonti che non ha smaltito ancora il colpo alla caviglia preso lunedì sera. Parte in panchina Gudmundsson così come finalmente si rivede Cataldi tra i convocati. Amorim si affida al solito 3-4-2-1, rimette Rabiot in mediana accanto a Modric e rilancia Loftus-Cheek alle spalle di Gonzalez Ramos. In difesa i pochi laziali presenti rivedono Gila, alfiere di tante battaglie con la maglia biancoceleste. Alla fine sono circa 20.000 gli spettatori con netta prevalenza rossonera: lo sciopero va avanti senza alcun ripensamento.

Pochi secondi e il Milan fa paura, testa di Chukwueze ma la manona di Mandas evita il vantaggio. Sarà l'unico tiro in porta del primo tempo degli ospiti perché la Lazio prende in mano il centrocampo e comincia a macinare gli avversari sulla sinistra con le progressioni di Tavares più Zaccagni ispirato come ai bei tempi. Al 10' azione bellissima: il portoghese al capitano, cross teso e Cancellieri chiude in rete sul secondo palo. Il monologo biancoceleste va avanti, il Milan si ritira, gioca a ritmi troppo bassi e così Maignan salva la sua porta uscita su Zaccagni e Frattesi sbaglia di poco il diagonale di sinistro. A centrocampo Taylor giganteggia, Modric non riesce ad impostare il gioco grazie al pressing asfissiante dei ragazzi di Gattuso. Al tramonto di una frazione dominata il raddoppio: ancora Tavares sfonda a sinistra, Noslin gira d'esterno la traversa il pallone di De Winter colpisce il centravanti olandese sulla testa e si infila in porta: 2-0.

Tutti negli spogliatoi, Amorim deve rimettere le cose in ordine in un Milan davvero inguardabile. Il tecnico portoghese inserisce subito Pusilic, Moreira e Musah. Squadra stravolta e la partita gira, eccome. Gli americani rossoneri suonano la carica e la Lazio arretra troppo, va in affanno. Gattuso mette Pinamonti e Isaksen per Noslin e Cancellieri, gli autori dei gol. Il pressing è totale, Moreira in centoventi secondi stravolge la sfida. Prima infila Mandas sotto le gambe e, senza nemmeno che la Lazio se ne accorga, fa 2-2 con un sinistro chirurgico. L'inerzia della sfida è per la squadra di Amorin che comincia a spingere con il tecnico di casa che prova a rianimare i suoi con Gudmundsson al posto dello sfinito Taylor. Entrano anche Diogo Leite e Lazzari, il Milan ci prova con Hutchinson e Camarda. Il finale è palpitante: finisce 2-2 con rimpianti da una parte e dall'altra. Sabato la trasferta di Venezia per Gattuso che vuole continuare a volare.


• La Gazzetta dello Sport titola: “C’è Moreira. Il Milan non crolla”. Continua il quotidiano sportivo: “La Lazio domina un tempo. Amorim cambia tutto. La rimonta è del belga. Gattuso scappa, il portoghese toglie Modric, Loftus-Cheek ed Estupinan e raddrizza la partita. L’ex Strasburgo entra e fa 2 gol, con il pari. Biancocelesti primi da soli”.

In fin dei conti sono due punti persi, per entrambe. La Lazio non è più a punteggio pieno, anche se dorme in testa da sola, e aveva in mano la vittoria che sarebbe stata abbellita anche dal record del quattro su quattro di partenza in campionato, come non le è mai successo. Un tempo da splendida regina, un altro da più fragile suddita. Il Milan è al secondo pareggio consecutivo, le prime restano lontane e siamo solo all’inizio. Una contabilità magra che accentua l’insicurezza del nuovo corso. Solo quando stava affondando, altro che squadra dominante, Ruben Amorim si accorge di aver sbagliato la formazione e cambiandola riesce a trasformare una catastrofe (sportiva) in un quasi rimpianto. Vecchio discorso: bravo per i cambi o maldestro nel dar fiducia ad alcuni dei primi undici? La seconda ipotesi è sicuramente molto più appropriata. E una squadra che è viva solo per un tempo non può costruire ambizioni.

I protagonisti Succede così che il Milan venga raddrizzato da Diego Moreira, l’acquisto da 50 milioni, stavolta messo a sinistra: doppietta in 122 secondi per i suoi primi gol italiani, intorno al 65’. Non fa tutto da solo, chiaro. Anche l’ingresso di Pulisic (ai primi minuti della stagione) e Musah determinano la spinta continua. I cattivi, intesi come incapaci di fornire gioco, idee e protezione, sono Estupinan, Modric e Loftus Cheek, lasciati nello spogliatoio al 45’. Rino Gattuso invece ha valutato in pieno la brillantezza di alcuni suoi ragazzi negli allenamenti e la scelta di Cancellieri e Noslin davanti viene premiata con i due centri dei freschi titolari. Quando li cambia è forse troppo presto, minuto 58, e Pinamonti più Isaksen non riescono a ripartire, a tenere il Milan lontano, così la Lazio si accartoccia anche per il calo di altri attori. L’esito comunque è corretto, nella classica gara divisa a metà.

Bella Lazio. La lezione del Mondiale ha indicato che se si spaccano i tempi per le pause acqua, quando si ricomincia è una partita diversa. Ma nemmeno con questo aiuto, il Milan qui riesce a entrare in gara prima della sveglia nello spogliatoio. Le due reti della Lazio nella prima parte sono distribuire nelle due metà, anche le palle gol che all’intervallo sono 7-2 per i padroni di casa. La Lazio governa il match trovando l’anticipo delle giocate praticamente in ogni porzione di campo. Fasce aperte a Floriani e Tavares (cha dà il via alle reti), centrocampo serrato con Frattesi e Taylor, attaccanti che sfruttano i tempi migliori per colpire. Gattuso propone un 4-3-3 meno rigido di quello sarriano, i due interni di centrocampo sono deputati alla sorpresa, devono scombinare le precauzioni di Amorim. Taylor aiuta in costruzione uscendo dalla casella del centro sinistra, Frattesi si butta anche negli spazi che vengono aperti quando Noslin torna verso centrocampo e sgombera un corridoio in cui si fionda l’ex interista, partito con tre gol nelle prime tre gare. Qui sfiora due volte il quarto.

Superiorità. Belahyane è il ripescato per eccellenza e per necessità, visti anche i guai di Rovella e Cataldi, ma a lungo si merita la fiducia. È l’uomo in più, perché Gattuso ha un centrocampo a tre e Amorim a due, usa questa libertà nel chiudere sui trequartisti (soprattutto Cisse) e nel proporsi sempre per l’appoggio. Gila è l’ex di turno che conosce ma è anche conosciuto. Zaccagni si allarga il più possibile per non finire nelle sue grinfie e lo mette in croce; Tavares, che quando vede rossonero si carica, percorre la sponda sinistra oppure vira verso il centro per lanciarsi, diventando più difficile da fermare, come nella scena dell’1-0 (poi rifinita da Zaccagni per Cancellieri). Chukwueze fa da spettatore e lascia aperta la finestra anche nel raddoppio, quando è Taylor a spedire in porta Noslin fra le lentezze rossonere (male anche De Winter). Estupinian è dannoso e colpevole su entrambe le reti e non solo, Modric lento e impreciso, se poco protetto; Rabiot riportato in mezzo e non trequartista galleggia senza incidere, come del resto Cisse e Loftus-Cheek. La Lazio entra a piacere, anche con azioni raffinate in stile spagnolo. Potrebbe segnare di più, però non va oltre.

Rincorsa Milan. Amorim, sotto 2-0, cambia: dentro Pulisic, Moreira e Musah, come detto. E c’è un’energia diversa. Moreira a Torino era stato bocciato, adesso diventa il salvatore. Ma la crescita arriva anche grazie al gioco più veloce, verticale, con gli impulsi di Pulisic, la determinazione di Musah e la crescita di Rabiot. Gli assist per Moreira hanno la firma dell’americano e del francese, ma la libertà che viene lasciata al doppio marcatore è troppa. Perché in questa fase è la Lazio ad aver affanni nelle chiusure, non basta più Belahyane ovunque, ansima anche Frattesi e Floriani non riesce a sbarrare la fascia. Il Milan riprende coraggio, quasi può centrare il tris, sempre con Moreira, ma sarebbe stato troppo. In ogni caso è una lezione per Amorim, sulle scelte dei titolari per il futuro e sui meccanismi che non funzionano, o dipendono troppo da alcuni singoli. Gattuso è il terzo ex rossonero ad affrontare il Milan in quattro giornate, dopo Abate (Torino) e Stroppa (Venezia). Il passato accompagna gli affetti, ma non può intralciare il presente. Rino si è guadagnato la considerazione rispettosa dei tifosi laziali con le prime tre vittorie, ma anche dopo questo pari viene salutato con un applauso.


• Tratte dal Corriere dello Sport, alcune dichiarazioni post-gara.

Tensione fra Gattuso e Fabiani: “Europa obiettivo minimo? Non è corretto dirlo”. Il tecnico della Lazio contro il ds: “Non servono ulteriori pressioni. Senza tifosi non è calcio. Questo gruppo ha dei valori”.

È sorridente Gattuso, perché un punto contro il Milan, al termine delle "due partite in una" che si sono viste ieri all’Olimpico, è da bicchiere mezzo pieno. L’allenatore della Lazio, però, guardando tutti dall’alto del primo posto in classifica almeno per una notte, ha voluto chiarire un aspetto importante: "Non è una polemica e non dico se sono d’accordo o meno. Ma abbiamo già abbastanza pressioni addosso. Giocare nelle condizioni in cui stiamo giocando non è facile. Secondo me non è corretto che il direttore (Fabiani) dica che l’obiettivo minimo è l’Europa".

Pressioni. Con educazione e onestà intellettuale, Gattuso ha risposto alle parole del direttore sportivo Fabiani, che nei giorni scorsi aveva dichiarato che "l’obiettivo minimo è quello di riportare la Lazio in Europa": "Non voglio scappare dalle responsabilità, perché quando uno allena la Lazio è normale che pensa sempre di fare cose importanti. Ma noi dobbiamo pensare di partita in partita, l’obiettivo nostro deve essere questo, poi alla fine tireremo le somme. Dire che l’Europa è l’obiettivo minimo non è verità e non dobbiamo prenderci in giro. La penso così e difficilmente cambio idea, perché è una pressione inutile che in questo momento non ci possiamo permettere". Non una polemica, semplicemente una richiesta di essere realistici e tenere in considerazione tutto, non solo la fotografia attuale della classifica. Anche ieri la Lazio ha dovuto giocare in un Olimpico “versione San Siro”, con circa diecimila milanisti sui 21.373 presenti totali. Almeno, però, ha potuto assaporare la carica dei suoi tifosi con il corteo di scooter che ha accompagnato il pullman fino allo stadio: "L’atteggiamento iniziale dei miei ragazzi è merito loro, glielo ho detto questo prima della partita. Mi sono emozionato anche io. Ma senza tifosi non è calcio. Noi dobbiamo solo continuare su questa strada, quella del lavoro e della serietà, poi vedremo cosa succederà".

Mentalità. Deve solo proseguire nel percorso che l’ha portato a mettere insieme dieci punti nelle prime partite e a imporre il proprio gioco contro il Milan, anche se solo nel primo tempo: "Sappiamo bene che giocare come vogliamo per novanta-novantacinque minuti è dura. Ci siamo abbassati già dai primi minuti del secondo tempo, siamo andati sui riferimenti anziché giocare di reparto. Poi ci sono i meriti degli avversari, che tra l’altro hanno fatto due eurogol. Però secondo me siamo stati bravi a non prendere l’imbarcata, perché subendo due gol in due minuti la sensazione era che potessimo prendere il terzo e il quarto. Invece non abbiamo mollato e la cosa che mi fa piacere è vedere i ragazzi tristi nello spogliatoio. Sappiamo che nel secondo tempo li abbiamo subiti, ma sono soddisfatto. Ho visto una squadra viva. Questo è un gruppo con dei valori". Quelli che sta provando a trasferire dal primo giorno del suo arrivo: "Il Milan e il Napoli hanno vinto lo Scudetto dopo che me ne sono andato. Non è un caso. Ho sempre puntato tanto sulla disciplina e sulla cultura del lavoro. Penso che i giocatori mi riconoscano questa mentalità".


In un altro articolo le parole del capitano biancoceleste Zaccagni: “Due partite diverse. Primi 45’ perfetti, li abbiamo schiacciati. Con la spinta dell’Olimpico forse ce l’avremmo fatta. Pareggio giusto”. Il numero 10: “Lavoriamo con il sorriso e si vede poi sul campo. Creato tanto. Gattuso ci fa stare bene. L’anno scorso stagione difficile. Sto tornando al mio meglio”.

L’Olimpico a sfavore pesa. Zaccagni non può non dirlo: "Ce lo siamo detti nello spogliatoio, se nelle difficoltà avessimo avuto quella spinta in più magari il gol non lo avremmo subito. Conosciamo la situazione, non ci attacchiamo a queste cose, potevamo fare di più". Risultato accettato: "Il pareggio è giusto, abbiamo fatto un primo tempo perfetto. Li abbiamo schiacciati fisicamente e tecnicamente, creando tanto. Soddisfatti del primo tempo, meno del secondo, ci siamo abbassati troppo forse per stanchezza. Peccato perché secondo me sul 2-1 si potevano stringere i denti, ci si poteva chiudere, soffrire di più e tenere la partita chiusa. Siamo stati bravi sul 2-2 a non perderla".

Il cambio. Primo e secondo tempo, due Lazio diverse: "Ci sono state due partite differenti, nel primo tempo abbiamo fatto un calcio di altissimo livello, abbiamo avuto tante occasioni per chiuderla. Ripeto, nel secondo tempo ci siamo abbassati troppo, eravamo sulle gambe però siamo contenti, anche se è logico che brucia". La forza di Gattuso: "Conosciamo il mister, è una persona di cuore che ti fa star bene, crea le giuste condizioni. Di questo siamo contenti, si vede e la contentezza la stiamo portando in campo. Dobbiamo continuare su questa strada". Ecco cosa ha portato Rino: "Quando è arrivato abbiamo percepito un’alchimia positiva. Abbiamo lavorato bene, col sorriso. Siamo molto contenti di quello che stiamo facendo, nessuno se l’aspettava". Il duello con Gila, ex della serata: "Sapevo che sarebbe stata dura, con Gila lo era già in allenamento, figuriamoci in partita". Zaccagni si sente di nuovo in forma: "Ho fatto un buon ritiro, non ho saltato un allenamento. Sto riprendendo la condizione fisica di due stagioni fa. L’anno scorso è stata una stagione difficile, seguita da un’operazione, tanti infortuni. Sono contento soprattutto di quello che sta facendo la squadra". La prestazione aiuta a credere in un futuro migliore: "Abbiamo messo sotto una squadra forte come il Milan, sotto tutti i punti di vista. Abbiamo creato tanto, forse potevamo andare negli spogliatoi con un gol in più".

La crescita. Zaccagni ha elogiato Tavares: "Sono d’accordo col mister, sarebbe un giocatore da Real Madrid. Ha iniziato la stagione in modo perfetto, sta lavorando benissimo, si allena bene e penso che si veda sul campo". Cosa manca: "Sta tutto nella maturità della squadra e dei singoli, è molto importante gestire i momenti della partita. Abbiamo tanti giovani in campo, ci sta. È un percorso che stiamo facendo, siamo contenti. Stiamo facendo bene e stiamo lavorando col sorriso, questo è importante". Ora il Venezia fuori: "Ho visto tante partite del Venezia, è una buonissima squadra, ha ottime individualità. Attacca bene la profondità e ha giocatori molto fisici e veloci, bisogna preparare molto bene la gara".




La formazione biancoceleste: Floriani, Sutalo, Noslin, Mandas, Provstgaard, Nuno Tavares; Frattesi, Cancellieri, Taylor, Belahyane, Zaccagni
La formazione iniziale biancoceleste in grafica



► Per questa partita il tecnico biancoceleste Rino Gattuso ha convocato i seguenti calciatori:

I convocati in grafica



Dal sito http://www.legaseriea.it/it/serie-a/
Dal sito http://www.legaseriea.it/it/serie-a/



• La classifica dopo la IV giornata del campionato di Serie A:

Classifica Punti GG V N P GF GS DR Punti C VC NC PC Punti F VF NF PF
Roma 12 4 4 0 0 12 1 11 6 2 0 0 6 2 0 0
Inter 12 4 4 0 0 13 6 7 9 3 0 0 3 1 0 0
Como 10 4 3 1 0 9 4 5 3 1 0 0 7 2 1 0
Lazio 10 4 3 1 0 6 3 3 4 1 1 0 6 2 0 0
Cagliari 9 4 3 0 1 4 2 2 3 1 0 1 6 2 0 0
Milan 8 4 2 2 0 7 4 3 3 1 0 0 5 1 2 0
Frosinone 7 4 2 1 1 7 4 3 3 1 0 1 4 1 1 0
Juventus 7 4 2 1 1 6 4 2 4 1 1 0 3 1 0 1
Sassuolo 7 4 2 1 1 8 7 1 6 2 0 0 1 0 1 1
Napoli 6 4 2 0 2 6 5 1 3 1 0 1 3 1 0 1
Atalanta 6 4 2 0 2 5 5 0 6 2 0 1 0 0 0 1
Lecce 6 4 2 0 2 5 7 -2 3 1 0 1 3 1 0 1
Udinese 4 4 1 1 2 8 10 -2 1 0 1 1 3 1 0 1
Torino 3 4 1 0 3 4 7 -3 0 0 0 2 3 1 0 1
Fiorentina 3 4 1 0 3 5 11 -6 0 0 0 2 3 1 0 1
Bologna 1 4 0 1 3 2 5 -3 1 0 1 1 0 0 0 2
Parma 1 4 0 1 3 2 6 -4 1 0 1 1 0 0 0 2
Monza 1 4 0 1 3 6 11 -5 0 0 0 1 1 0 1 2
Genoa 1 4 0 1 3 2 8 -6 1 0 1 2 0 0 0 1
Venezia 0 4 0 0 4 4 11 -7 0 0 0 2 0 0 0 2





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