Lunedì 7 settembre 2026 - Udine, Bluenergy Stadium - Udinese-Lazio 1-2

Da LazioWiki.

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7 settembre 2026 – Udine, Bluenergy Stadium - Campionato di Serie A, III giornata - inizio ore 20.45

UDINESE: Okoye, Abankwah (76' Bertola), Solet (38' Kabasele), Ebosse, Vojvoda, Piotrowski (15' Miller), Karlstrom, Kamara, Unai Gomez (46' Bayo), Ekkelenkamp, Davis (76' Zarraga). A disposizione: Mrozek, Padelli, Lovrić, Gueye, Chakvetadze, Vinciati, Jovanovic. Allenatore: Runjaić.

LAZIO: Mandas, Floriani Mussolini, Doekhi, Provstgaard, Nuno Tavares, Frattesi (80' Gudmundsson), Belahyane, Taylor, Isaksen (53' Cancellieri), Pinamonti (53' Noslin), Zaccagni (90'+1' Pedraza). A disposizione: Motta, Renzetti, Przyborek, Lazzari, R. Bordon, Šutalo, Serra, Farcomeni. Allenatore: Gattuso.

Arbitro: Sig. Tremolada (Monza) - Assistenti: Sigg. Rossi L. e Monaco - Quarto uomo: Sig. Maresca - V.A.R.: Sig. Maggioni - A.V.A.R.: Sig. Rutella.

Marcatori: 49' Karlström, 75' Frattesi, 88' Gudmundsson.

Note: esordio in una partita ufficiale con la Lazio per Albert Guðmundsson. Ammoniti 13' Piotrowski, 23' Miller, 25' Isaksen, 45'+4' Karlström, 67' Bayo, 84' Bertola. Angoli 2 a 8. Recuperi: 5' p.t., 6' s.t.

Spettatori: 23.312, incasso di 320.275,26 euro.


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I calciatori convocati per la partita odierna

Le dichiarazioni dei protagonisti

La classifica dopo la III giornata di campionato

• Il Corriere dello Sport titola: “Gud, la Lazio batte in testa”. Continua il quotidiano sportivo romano: “Frattesi e l’islandese firmano il ribaltone: Gattuso fa il pieno. Karlström porta avanti l’Udinese all’inizio della ripresa. La reazione di Zaccagni (un assist) e compagni è coraggiosa. Raggiunte Inter e Roma”.

C’era bisogno di una Lazio così, di una classifica così. C’era bisogno di un nuovo Re, è Frattesi, sempre lui. L’intruso del gol. Accelerazioni, invasioni. Fiuto volpino e sparo rapido. C’era bisogno di cambi decisivi. Ecco Gudmundsson, l’ultimo arrivato, entrato da mezzala al posto di Frattesi, incornata di lusso 8 minuti dopo l’ingresso volante. La Lazio ha mille vite, la Lazio caduta in basso è ad alta classifica con Roma e Inter. Gattuso a punteggio pieno con una squadra male in arnese, stesso score di Maestrelli nel 1974-75 e Petkovic nel 2012-13. Sotto di un gol ha schiavizzato l’Udinese. La Lazio ha iniziato ad assaltare. Frattesi ha colpito al 75', ma già da 15 minuti il 41,1% delle azioni si erano sviluppate nella trequarti bianconera. Gud ha colpito all’88', dopo il palo di Zaccagni all’86'. Rino ha iniziato a cambiare 4 minuti dopo il gol di Karlstrom (4' st), ha svoltato inserendo Cancellieri, Noslin e Gudmundsson per lo sventurato Isaksen (suo il pallone regalato per l’1-0), Pinamonti (acciaccato) e Frattesi stremato. Non può non impressionare la classifica seppure dopo tre partite. C’è tutta la storia della Lazio in questa partenza che pareva impossibile, in questa rimonta. La squadra fusa insieme al suo popolo (in 2.500 a Udine), in viaggio per stare lontano da Lotito, per sentirsi libero di tifare e sognare. Gattuso ha creato una Lazio col raggio d’azione alto, con appetito cannibale. Ha tenuto qualcosa del palleggio di Sarri, ha aggiunto cazzimma e strappi ad alta velocità. Rino ieri ha trovato in Belahyane un regista-mediano, ha sradicato palloni in lungo e in largo, correndo all’indietro. Da uno dei suoi recuperi l’assalto finale. Pinamonti ha sbattuto contro la difesa dell’Udinese, uno contro tre.

Il via. Come andare dal dentista, ha detto Gattuso nel prepartita salutando Runjaic. Dei dolori li ha sentiti. Le fasce subito da bussola. L’Udinese con Kamara e Vojvoda alti. Lato preferito dalla Lazio a sinistra, costruzione a tre Tavares-Taylor-Zaccagni. Dopo 4 minuti l’olandese ha aperto per Nuno. Cross deviato da Solet, quasi autogol. L’Udinese con Karlstrom basso tra i due centrali o sulla linea di Unai Gomez ed Ekkelenkamp, tre trequartisti più Davis per pressare. Dopo una ripartenza della Lazio il ribaltamento di Solet. Belahyane preso in mezzo, Piotrowski ha allargato per Davis, bolide respinto da Mandas con le mani. Kamara sulla ribattuta, altra parata salvavita con il piedone sinistro. Lazio a uno-due tocchi. Frattesi impattante, da mezzala difensiva a offensiva. Piotrowski l’ha steso al confine dell’area. Giallo. Il polacco subito fuori, non per il cartellino, lamentava nausea. Dentro Miller. E Frattesi poco dopo ha causato anche il suo giallo. Ritmi stuzzicanti.

La ripresa. Runjaic con Bayo, fuori Unai Gomez. Udinese in pressione. Pinamonti travolto da Kabasele, dolorante alla caviglia destra. È uscito dal campo, è scattato il minuto di stop. Lazio in 10, Frattesi centravanti. Isaksen ha buttato il solito pallone, un regalo per Miller. Lazio bassa. Karlstrom da dietro per Vojvoda, palla a Davis. Lo svedese perso da Provstgaard, sovrapposizione interna. Palla sotto le gambe di Mandas. Gattuso una iena per la gestione e l’inferiorità. Rino con Noslin centravanti e Cancellieri. Udinese col 5-4-1. Assalti dalle fasce. Taylor fuori d’un soffio. Provstgaard respinto, Zaccagni murato. La partita una tonnara. Mandas rintuzza su Ekkelkamp. Frattesi e Cancellieri murati. Belahyane strappa palloni. Tavares per Noslin, palla a Taylor. Zaccagni dribbla Vojvoda, rasoterra per Frattesi, palla sotto la traversa. Dentro Gudmundsson. Vojvoda regala un pallone a Taylor, apre per Doekhi, difensore-ala, suo l’assist per Gudmundsson. Chi non è della Lazio non può sapere, non può capire cos’è questa classifica.


Il Messaggero titola: “La Lazio è in testa da grande”. Continua il quotidiano romano: “Strepitosa rimonta a Udine dopo il vantaggio di Karlstrom. Un finale di forza e carattere: Frattesi ancora in gol (il terzo) poi un palo di Zaccagni e la rete decisiva di Gudmundsson. Tre vittorie iniziali, solo altre due volte negli ultimi 52 anni. Abbraccio finale dei giocatori con i 2.500 tifosi biancocelesti”.

II mercato a segno. Ancora il salvatore Frattesi e poi il subentrato Gudmundsson ribaltano Karlstrom, il tris è servito. La Lazio vince in rimonta all'ultimo respiro (come non succedeva da Cremona 1-2, lo scorso 4 maggio) e vola in vetta al campionato, a punteggio pieno con Roma e Inter, un inizio da sogno. Abbattuto anche il tabu Udinese, contro cui i biancocelesti non vincevano addirittura da gennaio 2024. Gattuso è l'amuleto, il comandante di una squadra che vuole stupire a ogni costo e ci sta riuscendo. Negli ultimi cinquant'anni solo Petkovic nel 2012 aveva stappato la Serie A con nove punti in tre giornate, prima ancora era toccato a Maestrelli nel 1974, Rino è già da record. Frattesi è un alieno, alla terza marcatura in tre gare, come Zarate nel 2008. E che dire di Doekhi, autore dell'assist del 2-1. I nuovi acquisti meritano tutti gli applausi, il tripudio sotto il settore ospiti del Bluenergy Stadium. Duemilacinquecento tifosi in festa, anzi in delirio.

La battaglia in Friuli conferma una crescita mostruosa di questa Lazio e uno spirito da standing ovation. Gattuso fa piccoli ritocchi, i soliti tre undicesimi di formazione, rispetto alla sfida col Genoa all'Olimpico. Dopo l'addio di Dia, in attacco c'è l'esordio da titolare di Pinamonti, ancora un po' timido e poco servito. Isaksen vince il ballottaggio con Cancellieri e si riprende il posto sull'esterno destro. Belahyane sostituisce l'infortunato Rovella in regia e cerca di imitarlo: è un autentico mastino. Runjaic conferma il 3-4-2-1 di Monza e Tavares prova subito a sorprenderlo con una sgommata sulla linea di fondo: Solet rischia l'autogol. Sugli sviluppi del corner, ancora una capocciata di Nuno. La Lazio parte aggressiva, all'arrembaggio, e si sbilancia senza pensarci troppo. Mandas stoppa un contropiede di Ekkelenkamp ed è strepitoso prima sul mancino di Davis, poi sulla ribattuta di Kamara col piedone sinistro. Frattesi è subito una trottola, Zaccagni inizia bell'addormentato. Clamoroso, il retropassaggio-regalo di Vojvoda non scartato dal capitano, che dribbla Okoye, ma permette il recupero di Miller, appena subentrato a Piotrowki (problema respiratorio). Deve uscire anche Solet dopo uno strappo (al suo posto Kabasele) e l'Udinese brucia anche il secondo slot. Il match va a fiammate, ha ritmi forsennati, viaggia sull'orlo di un equilibrio precario. L'assedio di fine primo tempo è bianconero: Mandas neutralizza un altro siluro velenoso di Kamara, Doekhi fa a sportellate con Davis, l'arbitro Tremolada manda tardivamente Karlstrom negli spogliatoi con un giallo.

Gli episodi. Nella ripresa c'è Bayo in campo al posto di Gomez e Pinamonti dolorante alla caviglia per un'entrata ruvida di Kabasele a centrocampo. Il centravanti esce a curarsi e, in dieci contro undici, la Lazio va sotto. Su una palla persa da Isaksen, Vojvoda trova la sponda di tacco di Davis per Karlstrom, che trafigge Mandas sotto le gambe e fa 1-0. Dopo due clean sheet, Gattuso è furioso per il primo gol subito in questo campionato: pessima la diagonale di Provstgaard, in netto ritardo sul marcatore friulano. Fuori Pinamonti e Isaksen, dentro Cancellieri e Noslin per provare a riacciuffare subito il risultato. La Lazio si allunga, sembra spezzata e sulle gambe, Davis la grazia con un tiro mogio. Taylor e Frattesi salgono in cattedra, hanno un'altra qualità e non mollano: l'olandese ci prova dalla distanza e accarezza l'incrocio, l'ex Inter viene murato in angolo. L’Udinese si salva su una carambola fra Noslin e Provstgaard, Okoye copre la testata di Zaccagni sul primo palo. Ancora il capitano calcia altissimo, ma i biancocelesti crescono e hanno un altro piglio. Frattesi si immola ancora per la patria, Kabasele mura Cancellieri ed esulta come a un gol.

L'illusione di averla scampata dura un attimo. Zaccagni finalmente salta Karlstrom a sinistra, Frattesi si tuffa sull'erba e in scivolata trova il terzo gol. Davide è stremato, Gattuso lo sostituisce e inserisce Gudmundsson, un po' mezz'ala, un po' trequartista in un modulo ibrido fra il 4-3-3 e il 4-2-3-1. Mossa decisiva, intuizione del trionfo. Tavares ha fiato, vola ancora sulla fascia, è indemoniato, ma Noslin non arriva sul suo cross. La Lazio è galvanizzata, vuole la vittoria, ma una volée di Zaccagni si stampa sul palo. La sfortuna non ferma Doekhi, proiettato in attacco: cross a centro area, Gudmundsson è la provvidenza in cielo e piazza la capocciata per il raddoppio. Non è certo un ariete, ma la rete biancoceleste di testa mancava addirittura dal 31 agosto 2025 contro il Verona, firmata dall'ex Castellanos. Quanti angeli biondi in questa Lazio.


Il Tempo titola: “Rimonta Lazio”. Continua il quotidiano romano: “Vantaggio di Karlstrom, pareggio del solito Frattesi. Entra Gudmundsson e regala ai biancocelesti il primato. Terza vittoria consecutiva giocando una partita con cuore e idee: sabato c’è il Milan”.

La Lazio passa a Udine in rimonta e torna a vincere dopo 14 anni le prime tre gare di campionato. Sotto all'inizio della ripresa dopo la rete di Karlstrom, pareggia con Frattesi (terza rete consecutiva), nel finale decide il colpo di testa di Gudmundsson che bagna l'esordio con una prodezza da tre punti. I biancocelesti si regalano una settimana in vetta alla classifica dopo un'altra prova di carattere, mostrando anche una qualità di gioco di ottimo livello, su un campo per tradizione molto complicato. Anche stavolta, nonostante si giochi di lunedì come a Bologna, i laziali sono presenti al Bluenergy Stadium di Udine. Settore ospiti completo perché la protesta non si ferma nonostante il grande sacrificio che sta facendo il popolo biancoceleste a stare lontano dal proprio amore: Olimpico vuoto ma in trasferta, dove si potrà andare, non mancherà il sostegno del tifo. Alla fine sono circa tremila a spingere la squadra di Gattuso: il tecnico conferma Belahyane al posto dell'infortunato Rovella, rilancia Isaksen. In attacco c'è Pinamonti che fa il suo esordio dall'inizio, Gudmundsson parte in panchina. Runjaic fa a meno dell'infortunato Zaniolo (confermato Gomez) e si affida al bomber Davis che ha fatto male nella sfida della passata stagione in Friuli.

La Lazio parte bene ma non sfrutta le amnesie iniziali della difesa di casa. Tavares non coglie l'attimo e viene fuori solo una clamorosa autorete sfiorata da Solet, Pinamonti arriva in ritardo sull'assist di Zaccagni. Sul ribaltamento di fronte Davis e Kamara costringono Mandas a due parate spettacolari, la partita scorre gradevole. Bene la corsia di sinistra biancoceleste con Taylor che detta i tempi e il laterale portoghese sempre pronto a spingere. Dall'altra parte Frattesi si accende ad intermittenza con Floriani che sfonda solo in un'occasione anche perché Isaksen soffre troppo la fisicità degli avversari e resta ai margini della gara. Si va al riposo, un primo tempo intenso e gradevole si chiude senza reti con Runjaic costretto a due cambi per gli infortuni di Piotrowski e Solet, sostituiti da Miller e Kabasele.

Nella ripresa subito Bayo al posto dello spento Gomez, Gattuso conferma i suoi. Solo pochi minuti e la gara si sblocca con la Lazio in dieci per l'infortunio di Pinamonti; segna Karlstrom bravissimo a sfruttare la sponda di Davis e la mancata chiusura di Tavares. Dentro subito Cancellieri e Noslin (escono Isaksen e l'ex Sassuolo) per provare a riprendere la sfida che sta scappando via. Brutto colpo ma i biancocelesti reagiscono alla grande e Okoye salva sul colpo di testa di Zaccagni. Al 75' il pari, azione del capitano e tap-in del solito Frattesi: 1-1. Riunjac capisce le difficoltà dei suoi, Gattuso fa rifiatare l'autore del pareggio dando spazio a Gudmundsson: è la mossa vincente.

Il finale è da brividi, si soffre perché la stanchezza annebbia le idee e i muscoli non rispondono più come nel primo tempo. Il palo di Zaccagni con Okoye battuto è il preludio della rete del vantaggio che completa la rimonta: cross di Doekhi, testa di Gudmundsson che bagna l'esordio come meglio non poteva. Gattuso inserisce Pedraza per lo sfinito Zaccagni per difendere il prezioso risultato. Il fischio finale dell'arbitro Tremolada manda in archivio il terzo successo consecutivo biancoceleste: decidono Frattesi e Gudmundsson guarda caso i nuovi acquisti di una squadra che ha già la grinta di Gattuso. Ora sabato il Milan ma l'Olimpico sarà ancora una volta vuoto.


La Gazzetta dello Sport titola: “Lazio prima. Sorpresa Gattuso”. Continua il quotidiano sportivo: “Frattesi più Gud, Ringhio fa 3 su 3. Anche lui in testa. Karlstrom illude l’Udinese, poi arriva il ribaltone. L’azzurro ancora decisivo, agganciati Chivu e Gasp”.

C’è anche la sorpresissima-Lazio con Inter e Roma in vetta alla classifica. La banda Gattuso sbanca pure Udine e fa un 3 su 3 iniziale che ai biancocelesti in Serie A era riuscito soltanto due volte nella storia del club. La prima con Maestrelli nell’anno post primo scudetto e la seconda con Petkovic quattordici stagioni fa. E questi numeri, da soli, dicono già tanto su una formazione partita tra mille dubbi e pochissimo credito e che invece dopo 270 minuti di campionato si ritrova, meritatamente, dove nessuno avrebbe osato pensare di trovarla. E ora minaccia di diventare la mina vagante del torneo.

Ancora tu. Dopo le vittorie di corto muso contro Bologna e Genoa arriva quella di rimonta sull’Udinese, che evidenzia una tenuta mentale e fisica da squadra di alto livello. Con un uomo in più. Quel Davide Frattesi che anche al Bluenergy va a segno, marcando per la terza gara di fila, come mai aveva fatto in carriera (e punendo per la sesta volta l’Udinese, sempre di più sua vittima preferita). Ma stavolta il gol dell’ex interista da solo non basta perché, dopo la rete in apertura di ripresa di Karlstrom, ai “gattusiani” ne serve un altro per firmare il tris di vittorie. Lo realizza, a due minuti dal 90’, un altro nuovo acquisto, quel Gudmundsson arrivato nell’ultimo giorno di mercato dalla Fiorentina e capace al debutto di segnare, di testa, il gol del definitivo sorpasso. Come già a Bologna, la Lazio da trasferta esce alla distanza. Dopo un primo tempo di studio, si trasforma nella ripresa, grazie anche (paradossalmente) al vantaggio dell’Udinese che ha il potere di svegliare gli ospiti fin lì un po’ troppo contemplativi.

L’allungo. Se fino all’ora di gioco la gara è equilibrata, con l’Udinese che ribatte colpo su colpo e si porta pure in vantaggio (bella combinazione Vojvoda-Davis-Karlstrom, con pregevole colpo di tacco del centravanti per il tiro vincente dello svedese), dimostrando un’organizzazione tattica come al solito quasi perfetta, nell’ultima mezzora in campo resta soltanto la Lazio che chiude i padroni di casa nella loro metà campo e li soffoca un passo alla volta ma senza mai mollare la presa. Decisivi anche i cambi di Gattuso che danno il ritmo fin lì mancato. Ringhio inserisce poco dopo la rete dei friulani Cancellieri e Noslin (per Isaksen e Pinamonti) e poi “inventa” il colpo che spariglia tutto, inserendo a dieci minuti dalla fine Gudmundsson al posto di Frattesi. L’islandese viene quindi schierato da mezzala, ruolo che interpreta a modo suo ma comunque molto bene, anche perché aumenta considerevolmente il potenziale offensivo dei biancocelesti. Che sia proprio lui a segnare il gol decisivo (si tratta pure di una marcatura storica, essendo il numero 4 mila in A per la Lazio) non è un caso. Anche se fondamentale, per la terza vittoria consecutiva della Lazio, sono anche Tavares e Zaccagni (un assist e un palo per quest’ultimo) che bucano a ripetizione i padroni di casa sulla sinistra (i due gol arrivano da lì, il secondo assist è di Doekhi) e poi Taylor al centro che come al solito si sdoppia per costruire e tamponare. Ma è tutta la squadra di Gattuso a brillare per tenacia e lucidità nei momenti cruciali.

Runjaic sfortunato. Per l’Udinese arriva la prima sconfitta stagionale, risultato che però non ridimensiona la formazione di Runjaic. Che a un quarto d’ora dalla fine, pur soffrendo, è ancora in vantaggio, nonostante le assenze che la falcidiano. A quelle di Zaniolo, Palma e Zanoli prima della gara, infatti, si aggiungono in corso d’opera gli stop (già nel primo tempo) di Piotrowski e Solet. Il tecnico, bruciati subito due slot per i cambi, fa fatica a riorganizzare la squadra quando la Lazio prende il sopravvento. E alla fine deve arrendersi. Ma, anche nelle difficoltà, la squadra non si disunisce mai e, quando può, fa vedere trame di gioco molto pregevoli (come in occasione della rete che sblocca la gara). E poi Runjaic può consolarsi con i convincenti segnali di ripresa di Davis. Il centravanti è quasi ai suoi livelli. E questa è un’ottima notizia per una squadra che non può prescindere dal suo terminale offensivo. In attesa che rientri pure l’altro uomo capace di fare la differenza, Zaniolo.


• Tratte dal Corriere dello Sport, alcune dichiarazioni post-gara.

Gattuso: “Orgoglio Lazio”. L’allenatore biancoceleste esalta i risultati e il carattere della sua squadra: “Strada giusta ma non facciamo i polli. Proviamo cose diverse. Con il Milan servirebbero 60mila tifosi e invece...”.

E vai con la terza. Gattuso ha portato la Lazio al di là dei pronostici sfidando tutti. Doveva essere un anno senza storia e senza meta, quanto possa spostare questa partenza è difficile da dire. Forse poco. Rino fa bene ad avvertire: "L’errore più grande è pensare chissà a cosa. Non dimentichiamo la mazzata presa in Coppa, saremmo dei polli". In trasferta ha l’aiuto dei tifosi, in casa no. È un punto su cui Gattuso batte da giorni: "Allenare la Lazio non è facile, neppure a Roma. Bisogna isolarsi. I tifosi non cambieranno idea, a noi resta il lavoro. Senza tifosi non è semplice. Tutto questo mi piace, scelgo sempre situazioni complicate, sono fatto così. Per me è un orgoglio allenare la Lazio". Sa che l’Olimpico sabato sarà più rossonero: "Le problematiche non sono finite. Con il Milan avremo uno stadio pieno di tifosi rossoneri, saremo senza tifosi, dobbiamo dare qualcosa in più. Spero di farlo entrare bene in testa ai ragazzi. I tifosi ci mancano. Giocare così non è facile. Sarebbe una partita da 60.000 persone. Dobbiamo essere bravi a continuare su questa strada". Gattuso non toglie l’elmetto, ma inizia a godersi una squadra che lotta e che piace: "Non mi godo le vittorie, era così anche da giocatore. A me è piaciuto di più lo sviluppo del gioco rispetto a Bologna e Genoa. Grande mentalità, bisogna andare sempre a mille all’ora. I muscoli devono far male, bisogna curarci con la crioterapia, ce l’abbiamo nel centro sportivo".

Ecco i segreti secondo Rino, che nel prepartita aveva svelato ("Il Mantova brucia, Lotito mi ha dato una ripassata"): "C’è entusiasmo, bisogna crederci fortemente. C’è voglia di saper soffrire. I ragazzi non mollano nulla. La preparazione è stata molto dura, abbiamo voluto provare qualcosa di diverso. Non era facile all’inizio. Per fortuna le amichevoli le abbiamo giocate contro squadre con meno qualità, volevamo provare, la scelta era questa. Avremmo fatto figuracce. Questo è il segreto, convincere i ragazzi di poter fare qualcosa di diverso. Si divertono. Faremo ancora fatica. Durante la settimana bisogna lavorare, se non prepari i muscoli ti rompi. Continuiamo così". La Lazio è pronta a tutto: "Ieri (domenica) ci siamo allenati alle 12 a Udine, sul sintetico, nessuno fiatava. Questo conta". L’analisi di ieri: "Vittoria sofferta, meritata. Una buona partita. Potevamo fare meglio e non restare in 10 quando Pinamonti era fuori, vanno evitate certe situazioni. Conosciamo la regola, dobbiamo rialzarci dopo che prendiamo delle botte. Siamo stati un po’ ingenui. Complimenti per la mentalità. Sull’1-0 abbiamo sbandato due minuti, dobbiamo migliorare in questo". Ora il Milan da ex: "La storia è stata scritta, in questo momento tifo Lazio".


In un altro articolo le parole di Frattesi, protagonista dell’inizio di campionato: “Ciclone Frattesi tre su tre da urlo”. Meglio di lui in A solo Malen e Raimondo. Dopo il Bologna e il Genoa a segno anche contro l’Udinese: “La Lazio la sento tanto mia”.

Tre su tre, così è un’esagerazione. Un altro colpo da centravanti, un altro inserimento letale. Uno show continuo di Frattesi, questo inizio di campionato. Si è aggiunta l’Udinese al Bologna e al Genoa, le due squadre punite nei primi 180 minuti di Serie A. Ha lottato, accelerato, nuovamente segnato, è uscito stremato dopo aver fatto il suo. Anzi, molto di più. Perché un conto è avere il vizio del gol, un altro è ripetersi con questa continuità, timbrando un tris che ha del sensazionale. Numeri da attaccante. Finora solo Malen (5) e Raimondo (4) hanno inciso di più in area, ed entrambi lo fanno di mestiere, il centravanti. Impressionante, la determinazione che si è portato dietro dall’esperienza a Milano. Già leader di una rosa che aveva la necessità di trovare nuovi trascinatori.

Prodezza. Frattesi si è avventato con cattiveria sul cross di Zaccagni. Voglia spaventosa. Il capitano ha trovato lo spunto sulla sinistra e ha messo dentro, Frattesi ha accompagnato l’azione bucando Okoye in scivolata. Il modo giusto per infilare il pallone sotto la traversa e non sopra. Premiato come migliore in campo, ci mancherebbe altro. Esultanza da “pinguino” con Zaccagni: "Mi ha fatto lui l’assist, mi ha detto “la facciamo ancora?”. Sta portando bene", ha spiegato a fine match. "Poi è stato Albert a metterla dentro di testa, è una bella giornata. Questa Lazio la sento già tanto mia, conoscevo già i ragazzi qui, c’è un’amicizia da tempo". Una volta sostituito, non s’è fermato un attimo lo stesso: "Ero talmente avvelenato per il cambio che dovevo sfogarmi in qualche modo. Ma ha segnato Gudmundsson, quindi sono stato zitto (ride)".

Decisivi. L’Udinese la sua vittima preferita, per 6 volte in carriera s’è tolto la soddisfazione contro i friulani. In quella stessa porta, l’8 aprile 2024, aveva realizzato un gol pesantissimo con la maglia dell’Inter. Minuto 95, firmò il 2-1 per i nerazzurri: tap-in sul palo colpito da Lautaro, una svolta scudetto. Rete a parte, ieri sera era stato uno dei migliori fin da inizio partita. Due ammonizioni procurate nel primo tempo (Piotrowski e Miller). Bomber Frattesi si è dannato l’anima, Gattuso l’ha richiamato solo quando è finita benzina, fosse stato per lui non sarebbe mai uscito. Al suo posto ha sganciato Gudmundsson, si è trattato di un esordio da sogno. Proprio l’islandese ha deciso la sfida, è stata una trasmissione di poteri tra i due nuovi acquisti, determinanti con le loro deviazioni. L’ex Fiorentina ha avuto il merito di ribaltarla, Davide di ritrasformarsi in Golia, rimettendo la Lazio in carreggiata nel momento più complicato. Gol numero 25 in Serie A per il centrocampista, protagonista assoluto della squadra di Gattuso. Una manna dal cielo, il suo acquisto. Una manna dall’Inter.




La formazione biancoceleste: Floriani, Doekhi, Mandas, Provstgaard, Nuno Tavares; Frattesi, Taylor, Pinamonti, Belahyane, Isaksen, Zaccagni
La formazione iniziale biancoceleste in grafica



► Per questa partita il tecnico biancoceleste Rino Gattuso ha convocato i seguenti calciatori:

I convocati in grafica (da https://x.com/SpaceLazio)



Dal sito http://www.legaseriea.it/it/serie-a/
Dal sito http://www.legaseriea.it/it/serie-a/



• La classifica dopo la III giornata del campionato di Serie A:

Classifica Punti GG V N P GF GS DR Punti C VC NC PC Punti F VF NF PF
Roma 9 3 3 0 0 10 1 9 6 2 0 0 3 1 0 0
Inter 9 3 3 0 0 8 3 5 6 2 0 0 3 1 0 0
Lazio 9 3 3 0 0 4 1 3 3 1 0 0 6 2 0 0
Como 7 3 2 1 0 7 3 4 0 0 0 0 7 2 1 0
Juventus 7 3 2 1 0 4 1 3 4 1 1 0 3 1 0 0
Milan 7 3 2 1 0 5 2 3 3 1 0 0 4 1 1 0
Frosinone 6 3 2 0 1 6 3 3 3 1 0 1 3 1 0 0
Cagliari 6 3 2 0 1 2 1 1 3 1 0 1 3 1 0 0
Atalanta 6 3 2 0 1 4 3 1 6 2 0 0 0 0 0 1
Udinese 4 3 1 1 1 5 5 0 1 0 1 1 3 1 0 0
Sassuolo 4 3 1 1 1 5 5 0 3 1 0 0 1 0 1 1
Napoli 3 3 1 0 2 5 5 0 0 0 0 1 3 1 0 1
Torino 3 3 1 0 2 4 5 -1 0 0 0 1 3 1 0 1
Lecce 3 3 1 0 2 2 5 -3 0 0 0 1 3 1 0 1
Bologna 1 3 0 1 2 2 4 -2 1 0 1 1 0 0 0 1
Parma 1 3 0 1 2 1 4 -3 1 0 1 1 0 0 0 1
Monza 1 3 0 1 2 4 8 -4 0 0 0 1 1 0 1 1
Venezia 0 3 0 0 3 2 7 -5 0 0 0 1 0 0 0 2
Genoa 0 3 0 0 3 1 7 -6 0 0 0 2 0 0 0 1
Fiorentina 0 3 0 0 3 1 9 -8 0 0 0 2 0 0 0 1





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