Sabato 21 gennaio 2006 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Cagliari 1-1

Da LazioWiki.

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21 gennaio 2006 - 3.176 - Campionato di Serie A 2005/06 - XXI giornata

LAZIO: Peruzzi, Oddo, Siviglia, Cribari, Zauri, Keller (55' Dabo), Mudingayi, Liverani, Pandev (83' Giallombardo), Di Canio (46' Stendardo), Rocchi. A disposizione: Ballotta, De Silvestri, Tare, S.Inzaghi. Allenatore: D.Rossi.

CAGLIARI: Chimenti, Lopez, Canini, Bizera, Pisano, Gobbi, Conti (77' Conticchio), Abeijon (46' Budel), Esposito, Cossu (60' Capone), Suazo. A disposizione: Campagnolo, Agostini, Vignati, Cocco. Allenatore: Sonetti.

Arbitro: Sig. M.Mazzoleni (Bergamo).

Marcatori: 36' Di Canio, 70' Gobbi.

Note: espulsi al 40' Siviglia per fallo di reazione e al 79' Liverani per gioco violento. Ammoniti: Cribari, Stendardo, Oddo, Gobbi, Conti e Conticchio tutti per gioco scorretto. Calci d'angolo: 6-5. Recuperi: 3' p.t., 3' s.t.

Spettatori: paganti 3.363 per un incasso di 69.214 euro, abbonati 18.609 per una quota di euro 230.307,01.

L'esultanza di Paolo Di Canio dopo la rete
Le proteste di Fabio Liverani contro l'arbitro Mazzoleni
Un altro fotogramma della proteste biancocelesti
Da Leggo: l'arbitro sotto accusa

La Gazzetta dello Sport titola: "E l'arbitro fermò la Lazio. Rosso a Siviglia e Liverani, un gol annullato, ma il Cagliari sembra rinato".

Continua la "rosea": Un arbitro inadeguato, un guardalinee sfortunato e Lazio-Cagliari diventa quasi una corrida. Mazzoleni (Mario) e Papi hanno molte cose da farsi perdonare, e buon per tutti che l'1-1 conclusivo, con la Lazio in dieci per un tempo e in nove per quattordici minuti, stempera in parte il dopopartita. Dal gol di Di Canio, all'espulsione (giusta) di Siviglia alla fine del primo tempo, al pareggio di Gobbi, al gol regolare annullato alla Lazio (Cribari non è in fuorigioco e non spinge Bizera quando quello fa autorete), all'espulsione assai fiscale di Liverani, passando per offside inventati (su Esposito) e rossi mancati (Conti e Oddo), è stato un festival di emozioni e di errori. Per la Lazio, nelle condizioni andatesi determinando, l'aver mantenuto l'imbattibilità interna, primato diviso solo con Juve e Milan (che hanno però sempre vinto) deve rappresentare motivo di soddisfazione. Ancora maggiore quella del Cagliari, che all'Olimpico ha ottenuto il secondo punto esterno (l'altro a Palermo) dell'intero campionato. Il risultato, alla fine e nonostante tutto, è giusto. La Lazio, che pure era partita molle, con un po' troppa sufficienza, aveva finito col dominare il primo tempo, creando tre limpide palle gol, inclusa una traversa di Liverani, prima di andare a segno con Di Canio, che doveva farsi perdonare il tap-in precedente depositato nelle mani di Chimenti. Sul cross di Oddo, migliore in campo fin quando non è diventato protagonista Peruzzi, il colpo di testa è stato perfetto. La sciocca espulsione di Siviglia, fattosi beccare in fallo di reazione su Abeijon (la cui brutta entrata era stata peraltro ignorata da Mazzoleni) ha cambiato volto al match.

Siviglia è stato rimpiazzato da Stendardo, fuori Di Canio ma col senno di poi sarebbe stato meglio levare Pandev. Il 4-3-2 della Lazio non ha funzionato e la successiva correzione (Dabo per Keller) non è bastata a ridare fiato ed equilibrio a una squadra messa ormai sotto dall'avversario. Sonetti ha ridato al Cagliari una dignità e un progetto-salvezza molto concreto. La squadra è compatta, gioca corto, applica con diligenza i raddoppi di marcatura, si difende con un certo ordine. La cifra tecnica è quella che è, ma non appena la superiorità numerica ha riaperto le porte del match ai sardi, quelli ci si sono buttati dentro con convinzione. Budel al posto di Abeijon, ma soprattutto Capone per Cossu hanno contribuito alla rimonta, è l'azione del pari di Gobbi (Esposito-Conti-Capone-Gobbi), a metà della ripresa, è stata davvero molto bella. Il successivo gol annullato alla Lazio ha esasperato i biancocelesti, e Liverani si è fatto cogliere in area con un gomito alzato sul volto di Canini. Ci ha pensato Peruzzi, su Suazo e Canini, a salvare la Lazio in nove. Mentre per salvare Lotito dai soliti contestatori (contestati dal resto dell'Olimpico), stavolta c'è voluta la Digos.


Il Corriere della Sera racconta così la gara:

Lazio-Cagliari doveva essere l'occasione per la contestazione, da parte degli ultrà della curva Nord, al presidente Lotito. È finita, invece, con quella all'arbitro Mario Mazzoleni, che con le sue decisioni ha colpito la Lazio molto più del gol del pareggio sardo, segnato da Gobbi al termine di una bella azione di "prima" tra Capone ed Esposito. In quel momento, cioè al 24' della ripresa, la Lazio era in vantaggio per un gol di Di Canio (testa su cross di Oddo al 36') ma in dieci per l'espulsione (giusta) di Siviglia, che aveva scalciato da terra Abeijon dopo essere stato colpito dall'avversario in un contrasto aereo: probabilmente fortuito il gesto dell'uruguaiano, sicuramente volontario quello del difensore della Lazio. Espulsione che è rimasta l'unica decisione importante azzeccata da Mazzoleni in 90'. Al 32' della ripresa, l'errore più grave, fatto in collaborazione con l'assistente Papa: punizione di Liverani, Conti devia all'indietro verso la sua porta e Bizera, pressato da Cribari, fa harakiri nella sua porta. Gol regolarissimo: 1) Cribari non poteva essere in fuorigioco, visto il tocco di testa di Conti; 2) Bizera non era stato spinto, come poi mimato da Mazzoleni ai laziali che protestavano. Due minuti dopo è arrivata l'espulsione di Liverani, colto ad allargare il braccio, in area di rigore, su Canini: un gesto che non è sembrato di particolare violenza, un'ammonizione poteva bastare. Ma forse il capitano della Lazio ha pagato anche le tante proteste dopo il gol annullato.

Da lì alla fine, con la Lazio in nove, il Cagliari ha mostrato tutti i suoi limiti, non riuscendo a trovare una vittoria che sarebbe stata oro nella lotta per la salvezza. Il presidente Lotito, a fine gara, ne ha avute per tutti. Per Mazzoleni: "La partita l'avete vista tutti, agiremo nelle sedi opportune. Nella mia vita ho sempre difeso le autorità, e perciò anche gli arbitri, però in classifica non occupiamo la posizione che meritiamo. E non per colpa della squadra". Per i suoi contestatori: "Questi atteggiamenti non hanno fondamento di carattere sportivo, vanno ricercati in altri motivi e sono al vaglio delle istituzioni che valuteranno se sono in linea con il rispetto delle leggi. Io sono a posto con la coscienza: ho preso una società che aveva 1.070 miliardi di debiti e oggi fa programmazione, ha speso 12 milioni e ha comprato 14 giocatori". Lazio-Cagliari finisce tra gli insulti al direttore di gara, in un clima di altissima tensione. I biancocelesti accusano l'arbitro Mazzoleni di aver fermato la loro corsa, ma si "consolano" per avere mantenuto l'imbattibilità casalinga. La rabbia dei tifosi si è abbattuta sul fischietto bergamasco al fischio finale, mentre Delio Rossi doveva precipitarsi in mezzo al campo per allontanare i propri giocatori che si erano diretti in modo minaccioso nei confronti del collaboratore di Mazzoleni, Papa. Tra i più accesi Cribari, che ha preso a male parole il guardalinee reo di aver annullato un gol validissimo.

Per il difensore brasiliano ora si teme la squalifica. Se non c'era nulla da eccepire sull'espulsione di Siviglia nel primo tempo (calcio ad un avversario proprio sotto gli occhi di Mazzoleni), sono apparse invece inspiegabili le altre due decisioni che hanno deciso la partita: il gol appunto annullato a Cribari e l'espulsione, troppo affrettata, di Liverani per una manata a Canini a un quarto d'ora dal termine. La Lazio negli spogliatoi si è chiusa in silenzio stampa, ma prima c'erano state le parole di Massimo Oddo ai microfoni di Sky. "Sbagliamo noi calciatori, possono sbagliare anche gli arbitri. Non parlo dell'espulsione di Siviglia, perché in quel caso c'è stato un fallo di reazione. Però poi ci sono stati episodi clamorosi, come il fuorigioco segnalato su un passaggio all'indietro di un giocatore del Cagliari. Non so, forse sono cambiate le regole...". Poi il difensore si sofferma anche sulla partita. "Potevamo e dovevamo gestire meglio la partita, in dieci contro undici, tra l'altro, ci stavamo riuscendo. Lo sciopero del tifo? Ognuno ha le sue idee ed è giusto che le faccia valere. Sappiamo che i tifosi sono dalla nostra parte anche se non hanno cantato per novanta minuti". Anche ieri infatti, come annunciato, la curva Nord ha continuato a contestare pesantemente il presidente Claudio Lotito, addirittura spintonato all'uscita dalla tribuna autorità da alcuni ultrà che gli hanno gridato: "Questo è il calcio degli amici tuoi", riferendosi all'amicizia del patron con Adriano Galliani. Lotito è stato poi costretto a lasciare lo stadio scortato dalla polizia.

"È una vergogna quello che è successo ha dichiarato il presidente riguardo all'arbitraggio di Mazzoleni - ci faremo sentire nelle sedi opportune. Avete visto tutti, la partita si commenta da sola. La società non si è fatta mai prevaricare ma ultimamente la squadra non ha raccolto quello che ha espresso in campo e non per colpa sua. Le ultime tre partite sono sotto gli occhi di tutti. Siamo stati penalizzati". Cori solo per Paolo Di Canio, autore di un gol che servirà a rendere meno amara la squalifica che tra domani e martedì arriverà dalla Commissione disciplinare per il saluto romano in occasione della gara di Livorno dell'11 dicembre scorso. Domani, intanto, sarà il giorno dell'accoppiata Cesar-Simone Inzaghi all'Inter. Nell'operazione la Lazio, oltre a risparmiare una cifra che si avvicina ai tre milioni di euro tra ingaggi e piano Baraldi, riceverà dai nerazzurri tre giovani di grandi speranze: Hernan Dellafiore, difensore ora in prestito a Treviso e che arriverà a giugno; Guillame Siqueira, esterno sinistro brasiliano, classe '86, che gioca nella Primavera nerazzurra e e Quadri, attualmente al Pizzighettone. Gli ultimi due arriveranno subito alla corte di Delio Rossi. Intanto Riccardo Bonetto è stato messo fuori rosa dall'Empoli per aver trovato già l'accordo con il club del presidente Lotito.