Domenica 10 settembre 1989 - Pistoia, stadio Comunale - Fiorentina-Lazio 1-0


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10 settembre 1989 - 2423 - Campionato di Serie A 1989/90 - IV giornata

FIORENTINA: Landucci, Pioli, Volpecina, Iachini, C.Pin, Battistini, Bosco (52' Di Chiara), Dunga (72' Dell'Oglio), Dertycia, R.Baggio, Buso. A disp.: Pellicanò, Faccenda, Daniel. All. Giorgi.

LAZIO: Fiori, F.Marchegiani, Beruatto (77' Sergio), Pin G., Bergodi, Soldà, Di Canio, Icardi, Amarildo, Sclosa (49' Nardecchia), Sosa. A disp. Orsi, Piscedda, A.Bertoni. All. Materazzi.

Arbitro: Magni (Bergamo).

Marcatori: 71' R.Baggio (rig).

Note: ammoniti Di Canio, Dertycia, Bergodi, Iachini. Espulso Sosa. Esordio in serie A per Massimiliano Nardecchia classe 1965.

Spettatori: paganti 560, Incasso 36.320.000 lire; abbonati 9.018, quota abbonati 130.020.526.

Sergio cerca di bloccare un giocatore viola
Sclosa in azione
Il rigore di Baggio

L'ex arbitro Menicucci, in tribuna, al momento del rigore decretato su Baggio s'è girato verso i giornalisti mimando il gesto di chi si fosse fatto largo in area usando le braccia per togliersi da presso gli avversari. Era il 71' di una partita che la Lazio aveva anche rischiato di vincere (traversa di Sosa al 16' su assist di testa di Amarildo, bella coppia). Baggio, conquistata una bella palla sulla trequarti, era entrato in area nella morsa di Marchegiani, fin a quel momento suo strenuo marcatore, e Pin, uno dei migliori nel grigiore generale. A quel punto, ci scusi Menicucci, solo Magni, peraltro poco lineare nell'assegnazione di cartellini gialli e anche rossi, poteva dalla sua posizione giudicare se Pin allungando la gamba avesse davvero ostruito la strada a Baggio. All'arbitro forse non è piaciuto che Baggio fosse finito a terra in mezzo a due laziali.

Che poi abbia premiato eccessivamente il «coraggio» del viola, è un altro paio di maniche. Eh sì, perché, se proprio vogliamo ridurre all'osso l'essenza di Fiorentina-Lazio si può dire che, seppur non nella giornata migliore, Baggio ha avuto il pregio di costruirsi e battere poi con destrezza il rigore decisivo. Di Canio, viceversa, e scegliamo lui perché da questo tornante di belle promesse dipende il gioco della Lazio, ha fatto cose egregie ma pro domo sua. Mai una volta che, esaurita la serie di brillanti piroette, da applausi, sia riuscito a mettere in movimento Amarildo o Sosa che si son salvati perché sono bravi anche senza il suo aiuto. In definitiva una Lazio a tratti anche più squadra, soprattutto nel primo tempo, ha perso malamente perché ha un giocatore nel suo gruppo che non ha ancora imparato appieno quali delicati compiti debba assolvere. Sia chiaro, quella di Di Canio non è stata una bruttissima partita.

Ma la differenza è stata che Baggio, pur salvandosi appena dall'anonimato, una mano alla Fiorentina l'ha data. Tra l'altro quello di Baggio è il secondo gol decisivo dopo la punizione di Bari che pareggiò le sorti del confronto. Di Kubik, sempre su calcio piazzato, a Torino contro la Juve, l'inutile terza rete in quattro partite della formazione viola. In queste condizioni, vale a dire senza essere riuscita a costruire in 360' un gol su azione, la Fiorentina si appresta a veleggiare verso Madrid dove Futre e Baltazar aspettano di ingoiarla in un colpo solo. Ma intanto i due punti di ieri fanno morale se, come è vero, sono serviti a muovere di molto la classifica e scavalcare questa Lazio che non può che migliorare appena la fortuna l'assisterà un po'. Una Fiorentina che proprio nel finale ha legittimato la vittoria: colpo di testa di Dertycia (75') su cross di Buso, con la sfera che ha ballato davanti alla porta, bell'intervento di Fiori sullo stesso centravanti svegliatosi in ritardo, infine salvataggio a tempo scaduto di Marchegiani su Buso, sulla linea. Però che sofferenza vedere la Fiorentina di nuovo forte di Dunga, schierato a sorpresa anche per l'indisponibilità di Kubik (pubalgia), tentennare di fronte alla miglior organizzazione difensiva della Lazio, abile peraltro nel gioco di rimessa.

Un Dunga che senza incantare ha dato il solito contributo alla squadra e al 32' con una botta da lontano ha impegnato Fiori. Comunque al 38' è stato Baggio a dare a Volpecina la prima palla gol della partita: alle stelle. Nella ripresa un intervento di Di Canio (65') che ha trattenuto per la maglia Baggio: Magni ha sorvolato per non espellere il già ammonito laziale. Poi l'arbitro ha comunque espulso un biancoceleste (Sosa) per fallo al 90'. E da aggiungere che dopo il rigore la Lazio ha mollato lasciando alla Fiorentina il compito di creare quelle palle gol che alla fine fanno giudicare migliore di quanto, in effetti non sia stata, la prova dei viola. Celeste Pin infatti ha dovuto dare l'anima per frenare Amarildo e Pioli ha patito la velocità di Sosa. Che succederà di fronte alle furie dell'Atletico Madrid ?

Fonte: La Stampa