Mercoledì 6 settembre 1989 - Roma, stadio Flaminio - Lazio-Cremonese 1-1


Stagione

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6 settembre 1989 - 2422 - Campionato di Serie A 1989/90 - III giornata

LAZIO: Fiori, Monti (51' F.Marchegiani), Beruatto (58' Sergio), Pin G., Bergodi, Soldà, Di Canio, Icardi, Amarildo, Sclosa, Sosa. A disp. Orsi, Piscedda, A.Bertoni. All. Materazzi.

CREMONESE: Violini, Gualco, Rizzardi, Piccioni, Montorfano, Citterio, Bonomi (68' Ferraroni), Favalli, Cinello (51' Garzilli), Avanzi, Dezotti. A disp.: Turci, Maspero, Galletti. All. Burgnich.

Arbitro: Luci (Firenze).

Marcatori: 19' Dezotti, 62' Sosa.

Note: ammoniti: 16' Rizzardi, 17' Monti, 65' Bergodi, 77 Marchegiani, 84' Sclosa. Espulso: 45' Rizzardi. Esordio in serie A per Raffaele Sergio classe 1966 e Ferraroni.

Spettatori: paganti 12.826, incasso 379.360.000 lire; abbonati 8.511, quota 283.678.000 lire.

Il biglietto della gara
Una fase della partita

Gustavo Abel Dezotti aspettava da tempo il giorno della vendetta. L'annata con la Lazio era stata ricca di delusioni, di linciaggi morali: una stagione da dimenticare in fretta, anzi, da vendicare. Il riccioluto centravanti argentino ha così atteso che il piatto si freddasse un pochino, ed alla prima vera occasione si è liberato degli incubi mandando il pallone nella porta un tempo amica: lo smacco a Materazzi è fatto. E bene: il suo tocco volante su lancio lungo di Rizzardi al 20' è delizioso, e Fiori quasi si inchina. E dire che la Lazio su questo scontro casalingo con la Cremonese faceva affidamento per una consacrazione definitiva dopo il fortunoso exploit di S.Siro.

I grigiorossi, a 0 punti, sembravano fatti apposta per vestire i panni dell'agnello sacrificale. Invece tutt'altra musica. Combattività e difesa arcigna, come insegna mister Burgnich, e per la Lazio inizia un match in salita ripida. Al 5' Amarildo gira di testa a fil di traversa un cross del rientrante Sosa, dando il via all'atteso assedio. Al 20' la rete di Dezotti che spezza l'equilibrio e spinge i lombardi a chiudersi più che mai in attesa d'una Lazio che tutto è fuorché una squadra scardina-difese. Amarildo chiede palle alte in area, ma l'intesa con i compagni e con Sosa in particolare tarda ad arrivare. Sosa spesso si dà comunque un gran da fare, ma preoccupa la mancanza di fantasia del centrocampo laziale, che lotta molto sì, ma lascia troppo peso sulle spalle di Di Canio, chiamato per 90' ad un lavoro degno di Stakanov. E intanto, nella metà campo biancazzurra, il buon Monti impazzisce dietro a Dezotti.

Ma in realtà, dall'attimo del gol targato Argentina, il match è a senso unico. Lazio all'attacco con la testa bassa, Cremonese a strenua difesa del risultato con le unghie e con i denti. La barriera difensiva orchestrata al meglio dai vecchi Citterio e Montorfano regge bene l'urto e nel primo tempo Violini inter¬ viene con impegno solo al 29', su rasoterra di Amarildo. Materazzi aspetta Sosa, l'uruguagio è stanco, ma al 44' Montorfano ad un metro dalla linea sventa un suo violento diagonale. Al 45', l'uruguaiano ottiene però un piccolo successo personale: gira intorno a Rizzardi come una trottola e lo costringe al fallo, Luci estrae il cartellino giallo e lo espelle per doppia ammonizione. Con l'uomo in più, nella ripresa la Lazio lascia per strada dubbi e timori attestandosi in forze davanti all'area lombarda. Al 47' Sclosa si tuffa sul pallone centrato da leardi, ma la sua incornata esce di un soffio.

Un minuto più tardi è il solito Dezotti a far tremare Fiori, ma il suo destro è neutralizzato. Il centrocampo della Lazio inventa ben poco: affidarsi a Sosa e Di Canio è quindi più che naturale. Al 57', l'uruguaiano spara da 25 metri ed è bravissimo Violini a deviare in angolo. Un giro di lancetta più tardi, ci prova proprio il gioiello Di Canio, ma il suo destro avvelenato lambisce la traversa. Al 62', Amarildo fa da torre per Sosa, girata al volo con palo scheggiato. L'uruguaiano è ormai «caldo»: al 63' ruba la sfera a Gualco e si presenta di fronte a Violini, il portiere si supera sulla prima conclusione ma nulla può sul secondo siluro. Il pari mette le ali agli uomini di Materazzi e la partita s'infiamma. Al 69' Amarildo si esibisce nel suo pezzo forte, il colpo di testa: il pallone supera Violini ma viene respinto dal palo, Di Canio ritenta ma è ancora l'estremo difensore ad esibirsi in un eccezionale intervento.

Fonte: La Stampa