Domenica 18 aprile 1954 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Roma 1-2


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18 aprile 1954 - Campionato di Serie A 1953/54 - XXVIII giornata

LAZIO: De Fazio, Antonazzi, Di Veroli, Alzani, Sentimenti (V), Fuin, Burini, Bredesen, Vivolo, Lofgren, Fontanesi. All. Allasio.

ROMA: Moro, Azimonti, Eliani, Bortoletto, Grosso, Celio I, Ghiggia, Venturi, Galli, Pandolfini, Bettini. All. Carver.

Arbitro: sig. Bellè di Venezia.

Marcatori: 8' Celio, 18' Bortoletto, 50' Fontanesi.

Note: discreta giornata, campo in ottime condizioni. Domenica di Pasqua.

Spettatori: 62.000 circa.

La formazione della Lazio
Galli a terra dopo la dura entrata di Di Veroli che insieme a Vivolo cerca di aiutarlo a rialzarsi. Nella foto si riconoscono da sinistra a destra Fuin, Lofgren, Eliani, Alzani, Carver, l'arbitro Bellè e Pandolfini
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Erano 7 anni che la Lazio non perdeva il derby. La sconfitta è arrivata, limitata nel punteggio, ma più ampia quanto a differenza di gioco. Dopo un breve periodo iniziale in cui si era manifestato un certo equilibrio, la partita si mette subito male per i biancocelesti. All'8' Celio tira da posizione decentrata una punizione effettuando un tiro-cross; sulla traiettoria del pallone vi è Sentimenti V ma, inspiegabilmente, all'ultimo momento ritrae il piede beffando De Fazio, rimasto esterrefatto dal comportamento del compagno. Nel dopo partita appare un po' presuntuosa la dichiarazione dell'autore del goal che dichiara di aver realizzato un tiro "alla brasiliana". La Lazio è capace solo di una blanda reazione che la Roma controlla senza particolare affanno. Al 18' i giallorossi battono una punizione con lo specialista Ghiggia. In settimana i biancocelesti erano stati attenti a studiare il modo con cui il sudamericano usava calciare le punizioni e avevano appurato che da qualsiasi zona del fronte d'attacco, se non fosse stato possibile tirare direttamente in porta, il giocatore cercava, con parabole tagliate e forti, la testa dei compagni appostati in area. Disciplinatamente ogni difensore biancoceleste controlla il proprio uomo, Alzani presidia il centro dell'area e Fuin copre la parte libera della porta; gli altri uomini di centrocampo formano la barriera.

Nessuno però si accorge che, dalle retrovie, avanza Bortoletto che si apposta, leggermente defilato, in piena area di rigore. Ghiggia opera un tiro tagliato che termina la sua corsa sulla fronte del difensore romanista che ha il tempo di mirare e fulminare imparabilmente l'incolpevole De Fazio. A quel punto la compagine biancoceleste reagisce con energia ma in modo irrazionale: tutti all'attacco con nessun rispetto delle geometrie e degli schemi. La Roma intelligentemente non si pone totalmente a difesa del suo fortino ma lascia sempre tre dei suoi uomini (Ghiggia, Galli e Bettini) in attacco e i centrocampisti offensivi Venturi e Pandolfini pronti a sevirli. Nel caos d'attacco la Lazio impegna severamente Moro solo con Bredesen al 25'con un tiro dai dodici metri e con Fontanesi al 41'in mischia. Tutti i cross sono facile preda degli aitanti difensori giallorossi o sono bloccati dal portiere. La ripresa vede una Lazio inizialmente più ordinata perché evidentemente Allasio, nell'intervallo, ha dato le giuste indicazioni ai suoi. Al 50' Fontanesi, ricevuta palla da Vivolo in area, sembra voler passare il cuoio ad un compagno e invece, da fermo, compie un dribbling secco su un sorpreso Azimonti e trova il solo Moro tra sé e la porta. Il portiere intuisce il pericolo ed esce a valanga ma l'attaccante laziale, con freddezza, opera un pallonetto che supera lentamente la linea di porta. Ci sarebbe tutto il tempo per recuperare ma la Lazio ricade nell'errore di riportare l'incontro sul terreno dell' agonismo. Al 62' Fontanesi viene colpito in area di rigore; l'azione è confusa ma i Laziali protestano vivacemente per ottenere dal sig. Bellè il calcio di rigore.

La partita s'incattivisce ed è costantemente interrotta dall'arbitro che espelle un uomo per squadra (Antonazzi e Bettini). La cronaca dell'incontro diventa scarna perché non vi saranno più delle occasioni da goal da parte delle due squadre ma solo azioni caotiche, rimpalli, falli e sterile pressione biancoceleste. La Roma rimane in nove al 79' quando Di Veroli entra in modo duro ma non scorretto su Galli. Il giocatore giallorosso si accascia a terra e il gioco rimane fermo a lungo mentre i sanitari sembrano preoccupati. Portato fuori dal campo il giocatore viene ricoverato in ospedale dove gli viene riscontrata la frattura di una vertebra. Proprio la squadra giallorossa con Ghiggia sfiora all'86' e all'89' il terzo goal ma trova un ottimo De Fazio pronto a limitare il passivo. Il clima negli spogliatoi è infuocato e i giallorossi accusano apertamente il giovane Di Veroli di aver commesso volutamente il fallo contro Galli.