Galli Carlo


Carlo Galli

Attaccante, nato a Montecatini Terme (PT) il 6 marzo 1931.

Comincia a tirare i primi calci sotto la guida dello zio. La sua prima squadra è il Cascina 1948/49 che ha come allenatore Faccenda, ex calciatore di Milan, Pisa, Livorno. Una grave crisi economica costringe la squadra toscana a mettere in vendita i suoi migliori giocatori. Galli ha diciassette anni e lo zio, che nel frattempo è andato ad allenare le giovanili del Palermo, lo fa acquistare dalla Società rosanero dove la prima squadra è allenata da "Gipo" Viani. Il maestro lo aveva già ammirato quando era allenatore della Lucchese e decide di puntare su questo giovane e magro calciatore che lascia già intravedere capacità offensive non comuni. Il maggior difetto di Carlo è una certa indolenza e si racconta che Viani, oltre ad estenuanti sedute tecnico-atletiche, arrivasse ad usare verso il malcapitato toscano sonori ceffoni proprio come un burbero padre benefico. Nel Palermo gioca due campionati in serie A, le stagioni 1949/50 e 1950/51, e disputa quarantacinque gare segnando sedici reti. Il campionato successivo vede l'acquisto di Galli da parte della Roma che tenta di risalire in serie A dopo la retrocessione che aveva fatto conoscere al calcio della Capitale la serie cadetta per la prima volta nella sua storia. Galli viene acquistato grazie ai proventi raccolti da alcuni soci benemeriti per sopperire alla grave crisi economica che attanaglia la Società. La permanenza di Carlo Galli nelle file giallorosse dura ben cinque stagioni e il giocatore si impone come uno dei più prolifici centravanti italiani. Scende in campo, in totale, 123 volte e mette a segno cinquantaquattro reti. Il Milan è alla ricerca di un forte centrattacco e convince la Roma a cederlo in cambio di ben quaranta milioni di lire. L'allenatore è il solito Viani che sembra non riuscire a rinunciare al suo pupillo. La fiducia è ben ripagata perché il Milan vince lo scudetto nel suo primo anno, 1956/57, e lo bissa nel terzo, 1958/59. E' un Milan formidabile con Liedholm e Schiaffino che trovano in Galli un micidiale terminale offensivo alle loro perfette geometrie di gioco. A Milano rimane fino al 1961 e in totale gioca 112 gare con quarantasette reti. Da ricordare che in un incontro contro la Lazio Galli riesce a segnare ben cinque reti al malcapitato portiere biancoceleste Orlandi. L'età un po' avanzata e il desiderio di ringiovanire tutta la squadra convincono la Società milanese a cedere Galli all'Udinese, nella stagione 1961/62. Solo otto partite e nessun goal spingono i Friulani a venderlo al Genoa nel campionato 1962/63 ma anche nel capoluogo ligure la vena realizzativa di Galli sembra esaurita. Le partite sono otto e i goal tre. Alla fine del campionato resta disoccupato e decide di smettere di giocare. Nel settembre 1963 la Lazio, appena promossa in serie A, è alla ricerca affannosa di un attaccante. Eddie Firmani straccia un contratto già firmato con la Lazio, Ferrero costa troppo e Rozzoni è gravemente infortunato. Il presidente Miceli è disperato e l'allenatore Lorenzo pensa di schierare al centro dell'attacco il terzino Rambotti dotato di un tiro forte e preciso. Su suggerimento del giornalista Remo Gherardi, grande tifoso laziale, Miceli prova a contattare Galli che è in vacanza. Dopo un primo tentennamento il giocatore si convince e per pochissimi milioni, raccolti dal facoltoso ristoratore di fede laziale Comm. Baldi, giunge a Roma anche in considerazione che la sua famiglia vive a Roma avendo Carlo sposato la figlia del celebre ortopedico romano prof. Gaetano Zappalà. La scelta si rivela indovinata perché Galli si mette a completa disposizione e alla seconda partita di campionato contro il Milan segna uno splendido goal di testa che consente alla Lazio di pareggiare. Le prestazioni di Carlo sono eccellenti e diventa il faro della squadra. In diverse partite gioca persino da libero e dimostra un'esperienza e un'intelligenza mirabili. A Natale il presidente Miceli, in segno di stima, gli propone un contratto e la cifra è lasciata in bianco. Galli commosso restituisce l'assegno al dirigente affermando che il regalo l'aveva fatto la Lazio a lui riportandolo nel mondo che lui più amava e che era stato gran parte della sua vita. Appesi gli scarpini al chiodo diventa direttore sportivo della Lazio fino al 1970/71. Opera come scopritore di talenti e in questo ruolo intuisce le grandi possibilità di un potente ma rozzo attaccante italo-gallese di nome Chinaglia che segnala alla Lazio. Apre una agenzia ippica insieme a Nello Governato e Ferruccio Mazzola ed una sala corse a Montecatini. Carlo Galli, detto "Carletto" o "Testina d'oro, è stato un centravanti classico ma elegante. Dotato di un tiro potente con ambedue i piedi, autore di reti con alto tasso di spettacolarità in acrobazia, ebbe il suo pregio migliore nel colpo di testa. Alto m 1,81 per kg 69, aveva un eccezionale stacco e una proverbiale scelta di tempo nel salto. Misurato ed intelligente si è fatto apprezzare e rimpiangere in tutte le compagini in cui ha militato. In Nazionale ha disputato tredici partite e ha messo a segno cinque reti. Nella Lazio, rimarrà tre campionati giocando trentotto gare e segnando quattro reti.



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