Domenica 23 gennaio 1966 - Milano, San Siro - Milan-Lazio 0-0 (sospesa al 54' per nebbia)


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23 gennaio 1966 - 18 - Campionato di Serie A 1965/66 - XVIII^ GIORNATA

MILAN: Barluzzi, Pelagalli, Trebbi, Santin, Maldini, Trapattoni, Benigni, Maddè, Angelillo, Rivera, Sormani. A disp. Balzarini (portiere riserva). All. Liedholm.

LAZIO: Cei, Zanetti, Vitali, Carosi, Pagni, Dotti, Mari, Sacco, D'Amato, Governato, Ciccolo. A disp. Gori (portiere riserva). All. Mannocci.

Arbitro: sig. Angonese (Mestre).

Note: tempo plumbeo con fitta nebbia. Stadio innevato e terreno in pessime condizioni. Partita sospesa al 54' minuto. Angoli 3-1 per il Milan (3-0).

Spettatori: 18.000 circa con 7.524 paganti per un incasso di £. 9.613.400.

Si temeva per la neve, caduta in abbondanza fino alla tarda sera della vigilia, e invece è sopraggiunta la nebbia a guastare tutto. La temperatura sotto zero ed il terreno completamente gelato hanno contribuito a rendere difficile il gioco e gravoso il compito delle due squadre; ma anche i pochi spettatori coi piedi affondati nella neve che nessuno aveva provveduto a togliere dalle gradinate, potevano passare anch'essi come gli « eroi » della giornata. Con quel tempaccio da lupi ed in quello scenario polare, la nebbia già abbastanza densa all'inizio della partita è andata infittendosi durante il primo tempo e quando la ripresa è incominciata la visibilità era già completamente nulla. Quando al 10' minuto l'arbitro ha effettuato la verifica, non soltanto non si vedeva da una porta all'altra, ma nemmeno dal centro del campo si potevano scorgere i pali delle due porte. Eppure il direttore di gara lasciava trascorrere altri sette minuti, forse con la speranza che la nebbia dileguasse come per incanto; ma già calavano le ombre della sera e pertanto la sospensione risultava inevitabile. Così che gli spettatori, che già avevano visto ben poco, per colpa sia della nebbia sia per il gioco approssimativo svolto dalle due squadre, dovevano sfollare senza nemmeno aver diritto al rimborso del biglietto, come vuole il regolamento allorché il secondo tempo è stato iniziato. Ma pure la Lazio ha lasciato il campo scontenta, perché la formazione di ripiego messa in campo dal Milan (col debutto del giovane Benigni, figlio naturale dell'attore Nuto Navarrini) e la scarsa incisività degli avversari l'avevano indotta a sperare almeno nella divisione dei punti. Durante l'intero primo tempo, i rossoneri non hanno fatto altro che premere, ma soltanto in fase di approccio, perché come punta avanzata c'era soltanto il marcatissimo Sormani, che due volte è riuscito ad impegnare il portiere, con un tiro fortissimo sferrato in corsa e respinto alla meno peggio da Cei, e al 37' con un colpo di testa facilmente controllabile. Dal canto suo la Lazio, votata prevalentemente a compiti difensivi, soltanto dopo trentacinque minuti di gioco, con un tiro di Governato, ha costretto il portiere Barluzzi a toccare il pallone. Sul terreno duro e gelato, era del resto più agevole rompere e respingere, che non costruire. All'inizio del secondo tempo, i giocatori sono scomparsi nel mare di nebbia e nessuno ha visto più nulla, finché il fischio di sospensione non ha mandato tutti via in anticipo. Negli spogliatoi si è poi appreso che Ciccolo, giunto a due passi dal portiere, aveva sbagliato di testa un facile pallone. Comunque la possibilità di rigiocare la partita è stata accolta con evidente soddisfazione dai rossoneri che puntano di poter disputare il recupero mercoledì 2 febbraio, dato che il 9 dovranno ospitare allo stadio di S. Siro gli inglesi del Chelsea per gli ottavi di finale della Coppa « Città delle Fiere ». Deciderà in ogni modo mercoledì prossimo la Lega nazionale.