Domenica 24 settembre 1989 - Verona, stadio Marc'Antonio Bentegodi - Verona-Lazio 1-1


Stagione

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24 settembre 1989 - 2425 - Campionato di Serie A 1989/90 - VI giornata

VERONA: Peruzzi (49' Bodini), Favero, Pusceddu (69' Gritti), Terracciano, Bertozzi, Sotomayor, Fanna, Acerbis, Iorio, Magrin, Pellegrini. A disp.: Piubelli, Pagani, Mazzeo. All. Bagnoli.

LAZIO: Fiori, Bergodi, Sergio, Pin G., Gregucci, Soldà, Di Canio (46' F. Marchegiani), Icardi, Amarildo, Sclosa, Bertoni. A disp. Orsi, Piscedda, Beruatto, Monti. All. Materazzi.

Arbitro: F.Baldas (Torino).

Marcatori: 37' Iorio (rig), 55' Sotomayor (aut).

Note: ammoniti 17' Gregucci; 46' Bergodi; 76' Marchegianì; 87' Amarildo. Espulso: 87' Amarildo.

Spettatori: paganti 6.376, incasso 102.096.000 lire, abbonati 8.740, quota partita 198.447.000 lire.

Il pareggio della Lazio
Un attacco dei biancazzurri

Tempi duri per il Verona. Momenti di particolare tristezza per una squadra che ha smarrito ogni ricordo degli antichi splendori e gioca un calcio nebuloso, privo di nerbo. Un gioco di bassa levatura che impedisce ai gialloblù di mettere sotto una Lazio anemica, impacciata, mancante di Sosa, la sua arma più pericolosa. La squadra di Bagnoli ha fornito una prova modesta di fronte ad una curva che l'ha incitata, poi l'ha colpita con qualche fischio, tenendo un contegno molto corretto, commentando ironicamente una scazzottatura, avvenuta nella curva laziale, fra clan opposti, con il coro: «E' sempre colpa nostra». Il Verona era riuscito a passare in vantaggio su un calcio di rigore, assegnato al 37' per un fallo di Sclosa su Pellegrini. Iorio ha trasformato dal dischetto. Subito il gol, il Verona è parso sul punto di raddoppiare.

Al 55' i gialloblù hanno pensato bene di dare una mano alla Lazio con l'intervento di Sotomayor su tiro di Sergio, dalla sinistra, che ha deviato il pallone alle spalle di Bodini subentrato all'infortunato Peruzzi. Subita l'incredibile autorete, il Verona si è ancor di più disunito e non è stato capace di creare pericoli alla porta di una Lazio che ha protetto il pareggio innalzando davanti a Fiori un fitto schieramento. Sul finire (87') Amarildo, rimasto acciaccato in uno scontro con Sotomayor, si apprestava ad uscire per farsi rimpiazzare da Monti allorché Baldas l'ha ammonito, per la lentezza con cui stava abbandonando il campo. Amarildo ha battuto le mani all'indirizzo di Baldas che lo ha espulso. Così il predicatore laziale, che sembra abile nei sermoni contro la violenza, ha macchiato la sua reputazione di giocatore rispettoso dei regolamenti, anche se per la verità il suo lento passo nell'uscire dal campo era provocato da una botta rimediata ad una caviglia. Poi Amarildo è scoppiato in lacrime.

Una partita senza emozioni, che ha finito con il creare sugli spalti la noia più assoluta. Il Verona, privo della squalificato Prytz, degli infortunati Gaudenzi e Calisti e di Gutierrez impegnato con la Nazionale uruguaiana, è vissuto in gran parte sul gran prodigarsi di Iorio e Pellegrini, sull'infaticabile andirivieni di Fanna, sulle geometrie di Magrin e sulle proiezioni di Pusceddu. Per il resto ha zoppicato parecchio, anche se la Lazio non ha fatto nulla per procurare tremori ai gialloblù. Una partita brutta, noiosa, che ha indispettito tutti gli spettatori presenti. Un solo incidente ma fortuito è accaduto all'inizio della partita: un giovane di 16 anni, Daniele Bissoli, da Isola della Scala, che voleva calarsi dalla curva superiore in quella delle brigate, è precipitato nel vuoto compiendo un volo di venti metri ed ora si trova ricoverato nel reparto di rianimazione dell'ospedale di Borgo Trento.

Prima dell'incontro l'amministrazione comunale ha organizzato, sulla pista di atletica leggera dello stadio, un concerto di musica rock, affidandolo al complesso «I Grilli», ed un lancio di paracadutisti. La curva gialloblù non ha esposto alcun striscione razzista. Si e limitata ad applaudire i laziali che avevano intonato alcuni slogan contro il Napoli. Il Napoli riesce a riunire tifoserie avverse.