Domenica 27 maggio 2007 - Siena, stadio Artemio Franchi - Siena-Lazio 2-1


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27 maggio 2007 - 3.236 - Campionato di Serie A 2006/07 - XXXVIII giornata - calcio d'inizio ore 15.00

SIENA: Manninger, Bertotto, Negro, Portanova, Molinaro, Alberto (75' Antonini), Brevi (83' Eremenko), Vergassola, Galloppa, Corvia (56' Chiesa), Maccarone. A disposizione: Benussi, Codrea, A.Rossi, Gastaldello. Allenatore: Beretta.

LAZIO: Berni, Belleri, Stendardo (82' Bonetto), Diakite, Zauri, Firmani (70' Behrami), Baronio, Jimenez (58' Manfredini), Mutarelli, Makinwa, Rocchi. A disposizione: Ballotta, Cribari, Ledesma, Pandev. Allenatore: D.Rossi.

Arbitro: Sig. Messina (Bergamo) - Assistenti di linea Sigg.Carrer e Pugiotto - Quarto uomo Sig. Gava.

Marcatori: 23' Maccarone (rig), 73' Rocchi (rig), 85' Negro.

Note: ammonito al 41' Jimenez ed al 43' Diakite entrambi per gioco scorretto. Recuperi: 1' p.t., 4' s.t.

Spettatori: paganti 5.934 per un incasso di 5.934 euro; abbonati 4.869 per una quota di 79.289 euro.


Il calcio di rigore assegnato al Siena
Tommaso Berni è battuto da Maccarone
Proteste biancocelesti con l'arbitro Messina

La Gazzetta dello Sport titola: "Fa quasi tutto Negro. E il Siena si salva a 5 minuti dalla fine. I toscani soffrono, ma per il 4° anno di fila restano in A. Lazio battuta dall'ex che aveva causato il rigore del pari".

Continua la "rosea": E quattro. Il Siena conquista per la quarta stagione consecutiva il suo scudetto. La salvezza, sudata e sofferta, arriva a cinque minuti dalla fine. Proprio come due anni fa, quando contro la già retrocessa Atalanta ci pensò Argilli a firmare il gol salvezza. Stavolta, contro una Lazio già sicura della Champions League (e allenata da quel Delio Rossi che nel 2005 era sulla panchina dell'Atalanta) è toccato a Negro togliere le castagne dal fuoco. L'ex laziale ha così rimediato all'errore personale (fallo da rigore su Rocchi) con cui alla mezzora della ripresa aveva riaperto la partita e gettato il Siena nell'incubo. Il terrore per i senesi è durato poco più di dieci minuti anche perché la Lazio, ineccepibile fino a quel momento, si è liquefatta nel quarto d'ora finale. Un atteggiamento remissivo determinato anche dalla forza della disperazione che ha spinto il Siena alla ricerca del gol-salvezza.

Dopo aver prodotto due palle-gol in 75 minuti, la squadra di Beretta ne ha create cinque dopo l'1-1 (di Brevi, Galoppa e due volte Portanova i match-point falliti). A far tremare i padroni di casa era stato Rocchi con una trasformazione dagli 11 metri (giusto il rigore per il fallo di Negro sullo stesso Rocchi). E sempre dal dischetto (contatto Stendardo-Maccarone: in questo caso il rigore è parso meno solare) era arrivato nel primo tempo il provvisorio 1-0 di Maccarone che aveva illuso i padroni di casa di poter vivere un pomeriggio tranquillo. Ma la tensione, quando c'è in ballo la sopravvivenza, gioca brutti scherzi. E così, una volta in vantaggio, i senesi sono andati in tilt fino a subire il gol del pareggio di una Lazio che, pur rimaneggiata, voleva evitare brutte figure. Quando tutto sembrava compromesso, in soccorso del tecnico dei toscani Beretta sono arrivati gli uomini di esperienza: Chiesa, Negro e Vergassola hanno preso per mano la squadra di casa e l'hanno condotta ad una salvezza tiratissima. E proprio per questo ancora più bella da festeggiare.


Il Corriere della Sera così racconta la gara:


Il Siena centra la quarta salvezza consecutiva, la seconda all'ultima giornata. Era successo due anni fa e sull'altra panchina, per uno strano scherzo del destino, c'era ancora Delio Rossi. Anche allora finì 2-1, anche quel giorno i tifosi dello stadio Franchi soffrirono sino alla fine. Stavolta i bianconeri acciuffano la serie A cinque minuti prima del novantesimo, grazie a una zampata di Negro. Nel disperato forcing, il difensore anticipa Mutarelli e da ex segna il gol che vale una stagione. Quello che, probabilmente, gli permetterà di rinnovare il contratto. "Firmerà per i prossimi dieci anni", dice il presidente Fabrizi che, insieme al patron Lombardi Stronati, annuncia il rinnovamento in società: via Perinetti, dentro la coppia Zanzi-Gerolin. Il futuro dell'allenatore Beretta, alla seconda salvezza consecutiva dopo quella con il Parma, è in bilico soltanto a parole: "Ci incontreremo e verificheremo se esiste la volontà di andare avanti insieme". Il nuovo Siena voleva Giampaolo, forse assumerà Mandorlini. La festa in piazza, annacquata dall'estrazione delle contrade per il Palio del 2 luglio, arriva dopo l'incubo. Il Siena è convinto di aver archiviato la pratica nel primo tempo, grazie al rigore di Maccarone (6 gol in 11 partite). Invece, sempre dal dischetto, la Lazio pareggia a 17' dalla fine. Negro stende ingenuamente Rocchi e lo stesso centravanti fa precipitare i rivali all'inferno.

In quel momento la Lazio sceglie di andare subito in vacanze e il Siena si rovescia nella metà campo biancoceleste, sbagliando l'impossibile. In dodici minuti, in cui i ragazzi di Rossi sono semplici spettatori, costruisce quattro nitide occasioni dilapidate nell'ordine da Negro, Galloppa, Maccarone e Brevi, colpisce una traversa con Portanova e si vede annullare un gol dello stesso Portanova finito in fuorigioco. Un'opportunità ogni due minuti, mentre nei precedenti settanta i bianconeri avevano tirato in porta appena due volte senza centrare lo specchio della porta. Inevitabili i sospetti, cancellati via dai laziali. Delio Rossi è deciso: "Nel finale c'è stato un calo di tensione, normale visto che avevamo già raggiunto l'obiettivo. La voglia di sopravvivere del Siena ha avuto il sopravvento. Quelli bravi si tolgono dagli impicci senza bisogno d'aiuti". Rocchi dà una spiegazione più curiosa: "Ad un certo punto ci siamo accorti che la Reggina stava vincendo 2-0 e che il nostro terzo posto non era in pericolo: diciamo che eravamo appagati". Non è un caso che il tabellone luminoso - per una domenica - abbia fatto sciopero, mandando in onda soltanto il risultato di Reggio Calabria.