Domenica 20 maggio 2007 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Parma 0-0


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20 maggio 2007 - 3.235 - Campionato di Serie A 2006/07 - XXXVII giornata - calcio d'inizio ore 15.00

LAZIO: Berni (84' Peruzzi), De Silvestri, Stendardo, Cribari, Bonetto, Ledesma (70' Baronio), Firmani, Jimenez, Manfredini, Pandev (65' S.Inzaghi), Rocchi. A disposizione: Diakite, Belleri, Tare, Behrami. Allenatore: D.Rossi.

PARMA: Bucci, Coly, Paci, Fernando Couto, Castellini, Dessena, Grella, Muslimovic, Parravicini (74' Cigarini), G.Rossi (88' A.Bocchetti), Budan (46' Gasbarroni). A disposizione: De Lucia, Contini, Morfeo, Paponi. Allenatore: Ranieri.

Arbitro: Sig. De Marco (Chiavari) - Assistenti di linea Sigg. Maggiani e Ivaldi - Quarto uomo Sig. Pierpaoli.

Note: ammonito al 54' Ledesma per gioco scorretto, al 78' S.Inzaghi per comportamento non regolamentare. Recuperi: 1' p.t., 2' s.t.

Spettatori: paganti 23.105 per un incasso di 205.407 euro; abbonati 14.809 per una quota partita di 191.789,81 euro.


Christian Manfredini in azione
Una fase della partita
Emilson Cribari in un momento della gara
Tommaso Rocchi in una fase dell'incontro
Un tentativo a rete dell'attaccante biancoceleste
Riccardo Bonetto
Angelo Peruzzi saluta il pubblico nella sua ultima gara casalinga
Un'altra immagine del saluto del portiere biancoceleste al pubblico

La Gazzetta dello Sport titola: "Peruzzi fa festa. Il Parma la prepara.

Continua la "rosea": Tutti in piedi ad applaudire. Come si conviene quando si congeda un fuoriclasse. Angelo Peruzzi lo fa a modo suo, senza dire una parola, senza chiedere una scenografia hollywoodiana per la sua ultima recita da professionista. Neppure pretende di giocare una partita per intero, si accontenta dei sei minuti finali, anche perché la mano destra gli fa ancora male. E non è il caso di martoriarla oltre. Non ne ha bisogno, Peruzzi. In venti anni di carriera ha vinto tutto. Ed ha soprattutto dimostrato cosa significhi la parola classe. In campo e fuori. Che la partita di addio di un signore della porta finisse 0-0 era in un certo senso doveroso. Che poi il risultato di parità abbia finito con l'accontentare tutti è una circostanza che con l'addio di Peruzzi c'entra poco. Ma guai a pensare male. Lazio e Parma non hanno certo rinunciato a giocare. Non l'hanno fatto soprattutto i loro due attaccanti più pericolosi. Rocchi da una parte e Rossi dall'altra ci hanno provato in tutti i modi, ma Bucci e il debuttante Berni (con il decisivo aiuto della traversa in una circostanza) hanno detto no. Il pari va benissimo al Parma. A cui ora manca un solo punto per la certezza aritmetica della salvezza. Un punto che non dovrebbe sfuggirgli domenica al Tardini contro un Empoli già sicuro dell'Uefa.

L'ultimo, piccolo passo di un'impresa che ha dell'incredibile se si pensa alla posizione che gli emiliani occupavano a gennaio. Un miracolo che ha un artefice su tutti: Ranieri. Che anche all'Olimpico ha confermato la capacità di ottimizzare al meglio il materiale a disposizione. Ha iniziato con il 4-3-1-2, con Muslimovic trequartista, per opporsi alla Lazio con lo stesso modulo dei biancocelesti. Lo ha corretto dopo il primo tempo, tornando al 4-4-2, quando si è accorto che stava concedendo troppo (fuori Budan, dentro Gasbarroni, con Muslimovic attaccante). Ed ha così messo in cassaforte un punto che vale oro. Lo 0-0 fa felice anche la Lazio che ci teneva a salutare il suo pubblico (accorso finalmente numeroso) con una bella prestazione ed un risultato positivo. Ci è riuscita la formazione di Rossi, nonostante la qualificazione in Champions già timbrata facesse temere cali di tensione. La standing ovation finale per il tecnico e i suoi ragazzi è il giusto tributo ad una stagione da incorniciare. Peccato che anche in una giornata di festa in curva Nord non siano mancati i soliti cori beceri di stampo antisemita e altri contro le forze dell'ordine. La Lazio ha rischiato la sospensione della partita.


La Repubblica titola: "Finisce 0-0. Applausi ai biancazzurri per la Champions. L'addio di Peruzzi. E gli emiliani si tengono stretto il punto. Lazio-Parma, poche emozioni per una partita di fine stagione".

Continua il quotidiano: E' stata una mediocre partita, con saltuari sussulti. Il Parma ha colpito una traversa con Rossi, la Lazio ha tentato nel primo tempo con Rocchi, ma gol non se ne sono visti e la cosa più emozionante è stata l'addio di Angelo Peruzzi, entrato a pochi minuti dalla fine e che, per la cronaca, non ha fatto nemmeno una parata. Del resto, che volete: la Lazio aveva già conquistato la Champions ed è terza davanti al Milan, al Parma aveva bisogno di non perdere. E allora? Uno zero a zero utile a tutti e buona notte. La Lazio ha voluto salutare il pubblico, dopo una bella stagione, con qualche novità in formazione, anche per le squalifiche di Siviglia, Mudingayi, Mutarelli e Zauri. Si sono così rivisti Stendardo, Bonetto e il quasi esordiente De Silvestri (al posto di Behrami) in difesa e Firmani in mezzo. Rossi ha poi schierato in porta l'esordiente Berni, facendo entrare Peruzzi per la "passerella finale" d'addio. Il Parma, molto più interessato al risultato, schierato Paci in difesa e Dessena a centrocampo mentre G.Rossi, che è rimasto in dubbio sino all'ultimo, è sceso poi in campo. Non è stato molto incisivo e preciso, nel primo tempo, come del resto Budan. L'avvio non è stato dei migliori: si è avuta l'impressione di una partita bislacca, senza emozioni nel caldo estivo dell'Olimpico. Il Parma, forse più motivato per ragioni di classifica, ha tirato con G.Rossi in porta al 21' su passaggio dell'ispirato Muslimovic, schierato alle spalle delle punte gialloblu.

Poi, dopo la mezzora, la partita è cresciuta. Rocchi al volo di destro ha impegnato seriamente Bucci (reattivo) al 30' e al 35', mentre sull'altro fronte su imbeccata di Dessena, Budan ha tirato alle stelle. Maluccio Rossi al 41' (fuori da buona posizione), bene De Silvestri al 45' (Bucci ha respinto). Questo giovane difensore si è messo in luce anche in fase propositiva e la Lazio nel finale di primo tempo ha cominciato a girare meglio, mentre il Parma ha cercato di non darle spazi. Solo Rocchi, del resto, è andato efficamente al tiro, Pandev si è visto poco, come Jimenez. Nella ripresa Ranieri ha sostituito Budan (non eccezionale) con il vivace Gasbarroni, giocando con una sola vera punta, Rossi, che al 7' ha colpito la traversa con un bel sinistro su passaggio di Dessena. Ha cercato di prendere l'iniziativa il Parma che ha tentato di schiacciare la Lazio nella sua area. Un tiro di Parravicini (alto di poco) al 20', poi una reazione della Lazio, col Parma che ha pensato a non perdere questa importante partita, sulla strada della salvezza. Festa per Peruzzi (671 presenze) e per la Lazio.


Sull'addio al calcio giocato di Angelo Peruzzi, sempre La Repubblica riporta:


I guantoni di Mattia erano più grandi di lui, quasi. Un po' frastornato salutava i tifosi, il bimbo di Angelo Peruzzi, mentre il papà raccoglieva gli applausi frenetici dell'Olimpico tenendolo sulle spalle. E la mano sinistra gliela stringeva forte l'altra figlia, Alessia. Un abbraccio emozionante, intenso, per l'addio di uno dei portieri più bravi di sempre. è entrato all'84esimo di un noioso Lazio-Parma, accompagnato dall'ovazione dei 40mila tifosi presenti. I compagni gli passavano il pallone nella melina finale per fargli godere i goliardici "olé" del suo pubblico, per l'ultima volta. Otto minuti per arrivare a quota 620 partite, e poi il saluto finale. Prima del giro d'onore dei giocatori e di Delio Rossi. "Ho provato fino all'ultimo a fargli cambiare idea - dice il tecnico - ma non c'è stato nulla da fare. E adesso sostituirlo sarà difficile. Non c'è in giro un altro Peruzzi". Lotito ancora non si è ripreso dallo choc di una decisione che non si aspettava: "Ha lasciato con un anno di anticipo sul previsto, e questo crea problemi nel suo inserimento nei quadri dirigenziali", ammette il presidente. Esagerato Pandev: "Angelo per noi era un dio, lascia un vuoto grande". E lui, Peruzzi, sussurra ai microfoni di Sky: "Grazie a tutti per avermi sopportato".