Domenica 27 novembre 1977 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Foggia 1-1

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27 novembre 1977 - 1948 - Campionato di Serie A 1977/78 - IX giornata

LAZIO: Garella, Martini, Ghedin, Wilson, Manfredonia, Cordova, Giordano, Agostinelli, Clerici, Lopez, Badiani. A disp.: Avagliano, Boccolini, Garlaschelli. All. Vinicio.

FOGGIA: Memo, C.Gentile, Sali, Pirazzini, Bruschini, Scala, Ripa (76' Iorio), Bergamaschi, A.Bordon, Delneri, Nicoli. A disp.: Benevelli, Fabbian. All. Puricelli.

Arbitro: sig. D'Elia (Salerno).

Marcatori: 5' A.Bordon, 59' C.Gentile (aut).

Note: giornata serena, ma fredda. Terreno in buone condizioni. Ammoniti Sali e Cordova per scorrettezze. Angoli 15-2 per la Lazio.

Spettatori: 40.000 circa.

Giordano in azione
Il tiro vincente di Cordova
Garella, desolato, dopo il suo clamoroso errore
Bordon esulta dopo la rete
Cordova tira la palla del pareggio
Manfredonia prova la via della rete di testa
Una parata di Memo (Gent. conc. Maurizio Memo)

Scrive Paese Sera:

Una Lazio in crisi di risultati cerca la vittoria contro i pugliesi, scesi in campo per vender cara la pelle. La gara inizia subito in salita a causa di una "papera" di Garella che, al 5' minuto, non trattiene un innocuo tiro di Ripa e consegna la palla a Bordon che facilmente insacca. I biancazzurri vanno in bambola e al 9' i foggiani sfiorano il raddoppio con Ripa che di tacco sbaglia da pochi passi. La squadra risente delle insicurezze del suo portiere che al 17' inciampa su sé stesso.

Al 24' ancora Bordon dribbla tre difensori biancazzurri, ma conclude male. Finalmente si sveglia la Lazio: al 30' su passaggio di Clerici, Giordano tira, ma Gentile salva sulla linea. I biancazzurri avanzano trame di gioco spingendosi in avanti all'arrembaggio, ma non arrivano alla conclusione fermati dal catenaccio dei rossoneri. La ripresa prende avvio con due tentativi di Badiani e Lopez. Al 59' è finalmente pareggio: un gran tiro di Cordova sbatte su Gentile che devia nella propria rete.

Al 66' è Clerici a mancare una clamorosa palla-goal a tu per tu con Memo che respinge di petto. Quattro minuti dopo è ancora il brasiliano a vedersi deviato un pallonetto vincente, grazie al provvidenziale recupero di Gentile che spazza via la palla dalla porta. Il Foggia tenta una timida ripresa e per poco Bordon non raddoppia sparando alto sopra la traversa una palla invitante. Il finale vede la Lazio confusamente in avanti, ed il Foggia arroccato in difesa. Finisce in pareggio tra un mare di polemiche per la prestazione del portiere biancazzurro apparso goffo ed insicuro.

Scrive La Stampa:

Seguendo alla lettera la celebre frase di Vittorio Alfieri: «Volli, sempre volli, fortissimamente volli» , Luis Vinicio, allenatore di calcio al servizio della Lazio, ha voluto a tutti i costi Garella, mettendolo al posto di un portiere del calibro di Pulici, esiliato in provincia a far bella figura. Ebbene, ancora una volta Garella, su un innocuo tiro del foggiano Ripa, deposita con una respinta da principiante, al 5' minuto di gioco, la palla sui piedi di Bordon che infila comodamente a porta vuota. La partita, che nelle premesse doveva essere un tiro al bersaglio nella rete del Foggia, si è trasformata per la Lazio in una difficile corsa in salita. I biancocelesti sono pervenuti al pareggio soltanto al 58' con una sfortunata autorete di Gentile che deviava nell'angolino un tiro di Cordova destinato a finire sulle gradinate della curva Nord. L'episodio fissava il risultato di parità che premiava giustamente la volontà dei biancoazzurri, ma non certo il loro gioco. La squadra di Vinicio andata in svantaggio, si produceva nell'inevitabile offensiva, favorita dall'atteggiamento prudente dei pugliesi, I foggiani tentavano di replicare sfruttando gli spazi vuoti del contropiede con Bergamaschi, Del Neri, Nicoli, Scala, ma denunciavano la solita sterilità negli affondi decisivi per lo scarso peso delle due punte Bordon e Ripa. Se la squadra di Puricellì avesse avuto un attacco più preciso, difficilmente avrebbe lasciato i due punti all'Olimpico. Infatti la palla da gol più nitida, l'hanno avuta sul piede di Bordon proprio i pugliesi a 12 minuti dalla fine: in seguito a una delle furibonde mischie sotto la porta di Memo, la palla schizzava verso il centravanti foggiano che si involava solitario verso la rete laziale. Il povero Garella, frastornato dal precedente infortunio, abbozzava l'uscita sentendosi probabilmente già trafitto per la seconda volta. Ma Bordon mancava il facilissimo bersaglio scagliando la palla oltre la traversa. Lo sventato pericolo era stato in precedenza bilanciato dalla Lazio con due tentativi di Giordano e Clerici, fermati sulla linea, a porta vuota, dal terzino Gentile. Erano tuttavia episodi isolati, frutto del caotico assalto dei biancoazzurri, i quali per tutta la durata della gara, non hanno mai dato l'impressione di poter far breccia con una manovra ragionata, che somigliasse almeno da lontano al gioco del football. Oltre alle disordinate scorribande di Badiani e Martini, alla buona volontà di Clerici, i laziali hanno combinato ben poco per meritare il successo. Vinicio, con altra discutibile decisione, ha lasciato in panchina Garlaschelli. Forse la fisionomia della partita non sarebbe cambiata, ma c'è tuttavia da rilevare che Garlaschelli, oltre a essere il cannoniere della squadra, in altre occasioni aveva contribuito efficacemente a infondere una più marcata vivacità alla prima linea biancoceleste. Alla Lazio è mancata inoltre la lucidità anche a centrocampo dove Cordova, Agostinelli e Lopez non sono quasi mai riusciti a emergere. Ingiudicabili Manfredonia e Wilson, considerate le caratteristiche della partita, ma sempre precisi, ed attenti nelle poche occasioni in cui sono dovuti intervenire. Nel complesso è stato un confronto mediocre, che ridimensiona i propositi di riscossa manifestati nei giorni scorsi da Vinicio e compagni. I meriti si fa per dire, quindi, sono tutti del Foggia che ha ottenuto il punto messo in preventivo da Puricelli.