Domenica 27 settembre 1998 - Perugia, stadio Renato Curi - Perugia-Lazio 2-2


Stagione

Turno precedente - Turno successivo

27 settembre 1998 - 1804. Campionato di Serie A 1998/99 - III giornata

PERUGIA: Roccati, Sogliano, Ripa, Pellegrini, Rivas, Colonnello, Petrachi (56' Campolo), Olive, Rapajc (84' Erceg), Nakata, Bucchi (65' Tovalieri). A disp. Docabo, Strada, Sussi, Maspero. All. Castagner.

LAZIO: Marchegiani, Pancaro, Fernando Couto, Mihajlovic, Favalli (65' G.Lopez), Sergio Conceicao (55' Venturin), Stankovic, Almeyda (68' Protti), Nedved, R.Mancini, Salas. A disp. Ballotta, Baronio, Lombardi, Marcolin. All. Spinosi - DT Eriksson.

Arbitro: Farina (Novi Ligure).

Marcatori: 4' Bucchi, 19' Fernando Couto, 64' Nakata, 72' Mihajlovic.

Note: espulsi Mancini (proteste) 20' s.t. e Olive (somma amm.) 29' s.t. Ammoniti: Almeyda, Ripa, Favalli, Sogliano, Stankovic, Rapajc. Recuperi: 0' piu' 3'. Esordio in serie A per Bucchi.

Spettatori:

Il biglietto della gara

Non si sa se e' peggio l'arbitro, Roberto Mancini o tutta la Lazio. Se è più grave l'atteggiamento di Farina sul gol del 2 a 1 del Perugia, quello dell'ex doriano subito dopo, oppure quello della squadra biancoceleste dall'inizio alla fine di una partita deprimente. Mischiando il tutto, potete immaginare che razza di cocktail sia venuto fuori ieri pomeriggio. L'ingrediente principale e' da rintracciare nella decisione di Farina, protagonista di un primo tempo peraltro discreto. Decisione destinata a far discutere e a ridare vita a polemiche antiche. E' successo infatti che l'arbitro, al 19' della ripresa, ha fischiato e indicato il dischetto del rigore dopo aver visto un chiaro fallo in area laziale di Mihajlovic su Bucchi (esordiente in A, 21 anni, proveniente dal campionato di Eccellenza). La palla, sul proseguimento dell'azione, e' pero' finita a Nakata, appostato a destra, che con un diagonale secco l'ha infilata in rete. Farina non avrebbe dovuto convalidare il gol, ma far battere il rigore al Perugia. Invece si è diretto verso la meta' campo, il dito stavolta puntato verso l'altro dischetto e inseguito da un codazzo di laziali imbufaliti. Un errore che, se ammesso da Farina nel referto porterebbe alla ripetizione della gara. A quel punto e' entrato in scena Mancini, prima di allora mai rintracciato in campo, segnalatosi soltanto per un gol grosso come il Louvre sbagliato a un metro dalla porta (respinta corta di Roccati su bomba di Mihajlovic tre minuti prima del fattaccio). L'ex doriano, che non ha mai brillato quanto a rapporti con gli arbitri, ha cominciato una sceneggiata, che l'ha portato a vedersi sventolare sotto il muso il cartellino giallo. Non contento, Mancini ha proseguito ad inveire con rinnovato vigore, mentre i suoi compagni continuavano a lasciarlo fare senza che a nessuno venisse l'intuizione di prenderlo per la maglia e portarlo lontano. Finché Farina si è stancato di sentirlo gracchiare e all'ultimo insulto ha tirato fuori il cartellino rosso. Decretando, per la cronaca, la settima espulsione biancoceleste di questa stagione. Con un uomo in meno, e sotto di una rete, la Lazio ha rischiato di perdere partita e faccia. La partita, in qualche modo, è riuscita a raddrizzarla. Se può essere consolante il terzo pareggio in altrettante gare di campionato e una situazione di classifica quanto mai deficitaria. La faccia è comunque rimasta imbrattata, segno di un'identità che ancora non esiste, di una confusione preoccupante, di una fragilità non solo emotiva che parte da Eriksson (sull'1 a 2 ha inserito Lopez per Favalli, ha rimandato l'ingresso di Protti e ha saputo anche stavolta evitare l'imbarazzo della sostituzione di Mancini) e finisce all'ultimo giocatore della panchina. La Lazio si è ritrovata a dover rimontare due gol. Quello del ragazzino Bucchi dopo soli quattro minuti di gioco (papera di Marchegiani e solito sonno della coppia Couto - Mihajlovic), cui ha rimediato, incredibilmente, Couto su angolo calciato dal suo compare di difesa. E quello appunto di Nakata, al quale ha risposto Mihajlovic con una punizione millimetrica dal limite dell'area. Prima che Farina cacciasse anche Olive, per doppia ammonizione, e la Lazio sfiorasse un'immeritata vittoria con Stankovic in un paio di occasioni.


Fonte: La Repubblica