Domenica 29 settembre 1940 - Roma, Stadio del P.N.F. - Lazio-Napoli 6-2


Stagione

29 settembre 1940 - Amichevole precampionato

LAZIO: Gradella, Brondi (II), Monza (II), Gualtieri, Ramella (31' st Sforza), Baldo, Zironi (I) (10' st Dagianti), Pisa (I), Piola, Flamini, Vettraino - All. Kertesz

NAPOLI: Sentimenti, Faotto, Rosso, Pretto, Fabbro, Milano, Busani, Capellini, Barrera, Quario, Venditto - All. Vojak

Marcatori: 4’ Piola, 16’ Piola, 25’ Barrera, 26’ Vettraino (rig.), 28’ Pisa (I), 53' Quario, 75’ Vettraino, 85’ Pisa (I)

Arbitro: sig. Naibo di Roma

Note: Spettatori 6.000 circa; tempo bello e terreno buono; incidente di gioco per Zigoni al 55’; calci d’angolo 4-4; in tribuna d’onore era presente il Comandante Bruno Mussolini.


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Uno dei gol di Silvio Piola


Il Littoriale titola: L’ultimo collaudo di pre-campionato. La Lazio, penetrativa all’attacco, mette all’attivo i ‘doppietti’ di Pisa, Piola e Vettraino battendo per 6-2 gli azzurri di Napoli e Giorgio Boriani scrive: Il risultato è di pura «marca laziale». Quella perfetta macchina da gol che è l’attacco di Piola, facilitato nel suo compito da alcuni squilibri e da certe crepe rivelatesi nella difesa partenopea, ha realizzato con bella abbondanza, rinverdendo, o quasi, il punteggio inflitto al Bologna nella precedente esibizione romana. Ma se allora i resoconti furono tutti un inno allo stile, all’omogeneità della pattuglia laziale, questa volta, in barba al ricchissimo punteggio, qualche leggera riserva merita di essere fatta. Sarà che la Lazio ci stava abituando ad un gioco veramente superiore, ad un gioco continuo, brillante in tutti i settori. La morale è che questa volta ci urgono sulla punta della penna gli appunti prima ancora degli elogi. Ed eccoli: primo, e questo è un peccato veniale, si accentra eccessivamente il gioco su Piola, che merita di essere servito, super servito, ma che finisce per essere sacrificato in duri corpo a corpo con i difensori avversari, quando, ben marcato, riceve la palla tra i piedi. Un po’ più di allunghi alle ali non guasterebbero. Secondo: il piazzamento dell’intera difesa, vale a dire mediana e terzini, appare a volte troppo confidenziale, ci si azzarda a cincischiare sotto porta e ad avanzare troppo a ridosso dell’attacco. Per questo ieri il Napoli è riuscito a segnare due gol, e ne avrebbe potuto segnare anche quattro se un tiro di Venditto non avesse colpito un palo e se un altro, sempre dello stesso Venditto, piazzatissimo per concludere una franca azione da gol, non fosse finito alle nuvole. Questo, d’accordo, vuol dire che il Napoli si è difeso ed ha retto il confronto meglio di quanto dica il punteggio, ma vuol anche dire che la difesa non è stata all’altezza del compito. Per questi due motivi il gioco della Lazio è stato incatenante e perfetto solo a sprazzi. Vero è che gli mancava Romagnoli, che si impone come il manovriero «numero uno» dell’estrema difesa laziale, ma ciò non toglie che anche dalla Lazio, priva di un titolare, si debba pretendere di più come costruzione di gioco difensivo, a parte queste pecche generali che il bravo Kertesz saprà risolvere, gli elogi individuali sono pur sempre abbondanti. Piola è apparso, nonostante la pausa di forzato riposo, il solito campione di tutte le prodezze. E accanto a lui Flamini, che ha sostenuto una gran partita, il più continuo ed il più intelligente nel concepire il gioco e a ruota Pisa a cui manca una maggior precisione nei tiri conclusivi per essere in piena forma quindi Vettraino e Ramella. Il centromediano ha impressionato innanzitutto perché doveva vedersela con Barrera, un elemento difficile da controllare, e poi perché a sua volta era contrastato da Fabbro. Ciò nonostante Ramella ha spesso dominato, facendosi ammirare per alcune aperture volanti sulle ali, quelle aperture che le altrettanto ottime mezze ali trascuravano. Inoltre Zironi ha confermato le sue qualità per cui è evidente che l'attacco abbia marciato a gonfie vele, o quasi, in riferimento all’eccessivo accentramento del gioco su Piola. Dietro Baldo ha sempre recuperato con scioltezza sugli statti della sua ala, mentre Gualtieri ha alternato spunti da campione ad incertezze di piazzamento; sicuro e tempestivo Monza; focoso e vero terzino di slancio Brondi. Gradella, infine, ha parato con classe alcuni tiri insidiosi da distanza ravvicinata, mentre ha mancato alcuni interventi su tiri da lontano come quello di Barrera, effettuato da fuori area o come un’uscita a vuoto su calcio laterale. Comunque un portiere va valutato su un ciclo di partite e non su una singola partita, registrando che in ogni caso il suo comportamento è risultato abbastanza soddisfacente. Il Napoli, innegabilmente, vale molto più di quello dello scorso anno, specie per il rinnovamento della prima linea; Quario come interno è una rivelazione, ieri è risultato il miglior partenopeo in campo; Cappellini sa costruire il gioco, anche se attualmente è fuori forma; Barrera, per quanto lento, sa effettuare ottimi passaggi per i suoi compagni ed ha «castagna» da gol e può contendere a Donati l’appellativo di «carro armato» per la sua possanza atletica; inoltre Busani utile e veloce, mentre Venditto denuncia una preparazione sommaria. Ma i guai sorgono alle spalle di questi elementi, con gli insoluti problemi del terzino sinistro e del mediano destro, Rosso e Pretto sono apparsi insufficienti più per fallosità inutili che per altro. In forma invece Fabbro, pieno di slancio e combattività Milano, poderoso Faotto e occhio vivo Santimenti. Ma naturalmente con tanti uomini nuovi l’affiatamento nel Napoli è ancora una prerogativa, tuttavia la squadra per lunghi tratti ha giocato con scioltezza, impegnando la Lazio più del previsto ed anche il risultato è stato più equilibrato di quanto indichi il punteggio e lo scarto di quattro gol è la risultante della penetratività dell’attacco di Piola e della sfortunata vena di Venditto. Quanto alla cronaca: al 4’ la prima rete sorgeva da un’azione iniziata a metà campo da Pisa e Flamini con passaggio a Piola che s’involava verso Sentimenti, saltava i terzini e si spostava sulla sinistra da dove batteva il portiere con grande precisione; al 8’ Venditto, sotto porta, non riusciva ad approfittare di un bel passaggio di Busani; al 14’ ancora Piola dopo aver concertato l’azione con Zironi sul quale si tuffava Sentimenti e allora l’ala la restituiva perfettamente a Piola che staffilava in fondo alla rete; al 25’ Barrera da fuori area scagliava potentemente la palla che colpiva la parte inferiore della traversa e poi rimbalzava all’interno della rete per il momentaneo 2-1. La ripresa iniziava con le due azioni più belle dell’incontro, la prima nasceva da un calcio di punizione: Baldo faceva spiovere una palla in area su cui s’avventava Piola, ma Rosso gli si avvinghiava provocando un rigore sacrosanto, anche se nel frattempo la palla era terminata sui piedi di Zigoni che senza esitare scagliava imparabilmente la palla in rete: comunque rigore, che Vettraino trasformava; al 49’ uno scambio Piola-Flamini dava modo a Pisa, piazzato al limite, di scoccare un tiro che sfiorava il palo per terminare in rete; quattro minuti dopo bellissima azione Quario-Barrera conclusa con un tiro irresistibile del primo; al 55’ incidente di gioco a Zironi che, azzoppato, era costretto a farsi sostituire da Dagianti il quale poi provocava il quinto gol al 75’ rimettendo un pallone per Vettraino che di testa lo infilava dentro, dopo il, gol anche Ramella cedeva il suo posto a Sforza; al 78’ Venditto coglieva un palo ed al 85’ anche Pisa portava a due le sue marcature con un gol d’astuzia, lanciato in profondità da Flamini, attendeva l’uscita del portiere che poi ingannava con un pallonetto.


Anche la Gazzetta dello Sport riporta: La Lazio ha chiuso in bellezza la serie delle amichevoli pre-campionato regalando ai propri sostentori una dimostrazione di bel gioco.