Domenica 29 settembre 1985 - Roma, stadio Olimpico – Lazio-Arezzo 2-0


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29 settembre 1985 - 2249 - Campionato Italiano di calcio Divisione Nazionale Serie B 1985/86 - IV giornata

LAZIO: Malgioglio, Podavini, Calisti, Galbiati, Calcaterra, Magnocavallo, Poli, Vinazzani (88' Toti), Fiorini, Caso, Garlini (86' Dell'Anno). A disp. Ielpo, Filisetti, Spinozzi. All. Simoni.

AREZZO: Orsi, Minoia, S.Butti, Mangoni, Sasso (56' Di Mauro), Pozza, Ugolotti, Ermini, D.Neri, M.Esposito (72' Raggi II), C.Muraro. A disp. Carbonari, Tei, Ferrara. All. Russo.

Arbitro: Pellicanò (Reggio Calabria).

Marcatori: 6' Garlini, 68' Magnocavallo.

Note: giornata di sole, temperatura estiva, terreno in perfette condizioni. Ammoniti Esposito, Caso, Magnocavallo. Espulsi all'84' Calisti e Muraro per reciproche scorrettezze. All'87' Poli tira a lato un calcio di rigore.

Spettatori: 22.828 paganti per 239.557.000 abbonati per una quota partita di £. 142.895.000.

Garlini prova a sorprendere Orsi in rovesciata
Il biglietto della gara
Poli in azione

L'ottima prova fornita dall'Arezzo non è stata sufficiente ad arginare una Lazio vivace, spinta dalla gran voglia di vincere. I biancocelesti hanno dimostrato di aver capito la lezione di una settimana fa quando, dopo un primo tempo deludente, riuscirono a portarsi in vantaggio su calcio di rigore. Fin dalle prime battute si sono rovesciati nell'area, aretina, decisi a chiudere rapidamente il conto per non correre il rischio di sorprese. I fatti hanno dato ragione alla Lazio di Simoni. L'offensiva biancoceleste è stata premiata dopo appena sei minuti di gioco: scendeva veloce Podavini sulla destra, cross in area sul quale si lanciava Garlini di testa, piegando le mani di Orsi che tentava inutilmente di respingere la violentissima botta. La Lazio non concedeva respiro ai toscani, insistendo sul pressing con una partecipazione corale in cui emerge la buona vena di Poli e Podavini che costringeva Orsi a, sfoderare una strepitosa parata al 15'. Tuttavia l'Arezzo, squadra agile, precisa nella manovra, reagiva bene rispondendo coraggiosamente agli assalti avversari.

Un valido centrocampo affidato al tenace sostegno di Neri, Esposito e Mangoni, metteva spesso in movimento le punte Ugolotti e Muraro che si facevano ammirare per i loro scambi eleganti, non riuscendo, però, a piazzare il colpo finale sventato costantemente dall'attenta guardia dei difensori biancocelesti. Nonostante il caldo, la partita scorreva piacevole anche perché l'Arezzo, proteso nel tentativo di riequilibrare il risultato, lasciava ampi spazi. Alla Lazio è venuta a mancare l'inventiva del regista Caso, in giornata negativa, tuttavia l'handicap è stato facilmente annullato da tutta la squadra, che si muoveva compatta in ogni zona del campo. Sul piano estetico forse l'Arezzo si è fatto apprezzare di più. La squadra di Simoni ha mirato dritta al concreto, interpretando alta perfezione il tipo di gioco che esige il campionato di serie B. Al 46' la Lazio sfiorava il raddoppio: Fiorini crossava in area dalla destra per Poli che sfuggiva a Butti, l'attaccante correva lungo la linea di fondo, passava al liberissimo Galbiati che centrava il palo.

Cominciava a serpeggiale il nervosismo. Esposito, Caso, Magnocavallo, finivano sulla lista degli ammoniti. All'84' venivano espulsi Muraro e Calisti per reciproche scorrettezze, quando lo Lazio aveva già messo al sicuro il risultato al 68':un magnifico passaggio filtrante di Fiorini, pescava Magnocavallo venuto avanti sul filo del fuori gioco. Il centrocampista avanzava di qualche passo e mentre Orsi usciva dai pali. Insaccava con un preciso diagonale. I toscani, dopo tanti inutili tentativi di infondere un tono concreto al loro gioco, hanno rischiato di incassare la terza rete a tre minuti dalla fine: la veloce corsa di Poli veniva bruscamente interrotta da Butti che lo affiancava in area. Calcio di rigore tirato dallo stesso Poli il quale spediva a lato ricevendo ugualmente gli applausi. Sfoderando grinta, carattere e praticità, la Lazio sembra lanciata felicemente verso la testa della classifica, ribadendo la validità del pronostico che l'ha inserita in partenza fra le più accreditate pretendenti alla promozione.

Fonte: La Stampa