Domenica 2 dicembre 1984 - Genova, stadio Luigi Ferraris - Sampdoria-Lazio 2-2


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2 dicembre 1984 - Campionato Italiano di calcio Divisione Nazionale Serie A 1984/85 - XI giornata

SAMPDORIA: Bordon, M.Mannini, L.Pellegrini, F.Pari, Vierchowod, Renica, Scanziani, Souness, Francis, Salsano, R.Mancini (75' Vialli). A disp. Bocchino, Galia, Casagrande, Beccalossi. All. Bersellini.

LAZIO: Orsi, Vianello, Podavini, Calisti, Batista, Filisetti (46' Storgato), D'Amico (63' Dell'Anno), Torrisi, Giordano, Laudrup, Manfredonia. A disp. Cacciatori, G.Marini, Garlini. All. Lorenzo.

Arbitro: Lanese (Messina).

Marcatori: 3' R.Mancini, 19' Salsano, 78' Calisti, 83' Batista.

Note: cielo coperto, terreno molto pesante. Ammonito Manfredonia. Angoli 11-5 per la Sampdoria.

Spettatori: 30.000 circa.

Giordano in azione, tra Vierchowod, Vinazzani e Souness
Il gran tiro con cui Batista ha accorciato le distanze
Calisti realizza il gol del pareggio
Batista festeggiato dai compagni dopo il gol

Ad armi pari. Ed è questa la Lazio che piace. A Marassi arriva un pareggio che sa di buono, può preludere a un futuro di riscossa, anche perché è il pari della rimonta e della fede ritrovata nei propri mezzi. E dire che dopo venti minuti avrebbero scommesso in pochi sulla squadra di Lorenzo, balbettante in difesa nei suoi tentativi di riciclarsi in zona, pur tenendo il centrale Filisetti fisso a marcare il centravanti avversario, nello specifico Francis. Calisti per esempio non sapeva bene come occuparsi del funambolo Mancini, in gol dopo un paio di giri di lancette su una respinta corta di Orsi su incursione di Scanziani. Le folate doriane facevano ballare l'intera difesa e il raddoppio di Salsano non era arrivato per caso prima del 20'. Disfatta tipo quella di Udine nell'aria. Ma qui la Lazio ha saputo almeno coprirsi a difendersi dalla buriana e approdare all'intervallo senza altri patemi e gol sul groppone. I cambi di Lorenzo sono serviti a dare la scossa e a ricostruire il morale: Storgato è entrato al posto di Filisetti in chiara difficoltà e più tardi il giovane Dell'Anno ha sostituito D'Amico rispetto al quale, pur dinamico e ispirato, sembra avere una più ampia visione di gioco in fase di costruzione. Peccato che viaggi ad autonomia limitata, come non potesse affrontare il peso di una partita intera. Fatto sta che la Lazio ha cambiato volto e soprattutto marcia, scartabellando azioni di massa verso l'area avversaria specie con l'imprendibile Laudrup, sempre diretto come un siluro verso la porta avversaria e con un Giordano ritrovato, sempre mobile e pronto alla sponda o alla conclusione personale. Gli ospiti hanno riagguantato il risultato nel giro di cinque minuti partendo a un quarto d'ora scarso dal fischio finale, insomma quasi oltre il tempo limite. E' arrivato il primo gol in A di Calisti, col padre a esultare in tribuna: un colpo di testa sotto misura dopo una bella manovra corale e un rimpallo fortunato. E poco dopo Batista, lanciato nel corridoio giusto da Torrisi, ha stangato imparabilmente alle spalle di Bordon, lasciando di stucco la Samp e i suoi tifosi. Mancini aveva lasciato il posto a Vialli e Souness non era nella giornata giusta per riprendere le fila di una partita ormai segnata da una rimonta così bella.