Domenica 25 novembre 1984 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Como 3-2


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25 novembre 1984 - Campionato Italiano di calcio Divisione Nazionale Serie A 1984/85 - X giornata

LAZIO: Orsi, Calisti, Vianello, Filisetti, Batista, Podavini, D'Amico, Torrisi (69' Storgato), Giordano (76' Dell'Anno),Laudrup, Manfredonia. A disp. Cacciatori, G.Marini, Garlini. All. Lorenzo.

COMO: Giuliani, A.Favaro (46' Invernizzi), Ottoni, Centi, Guerrini, Albiero (60' P.Bruno), Todesco, Gobbo, Morbiducci, Matteoli, Fusi. A disp. Della Corna, Annoni, G.M.Butti. All. O.Bianchi.

Arbitro: Pairetto (Torino).

Marcatori: 6' Vianello, 28' Batista (aut), 38' Giuliani (aut), 76' Laudrup, 86' Centi.

Note: ammoniti Centi e Calisti.

Spettatori: 50.000 circa.

L'esultanza di Vianello dopo il gol del vantaggio
Vianello festeggiato dai compagni
Il biglietto della partita
Vianello e Laudrup protagonisti in zona gol

Due punti importanti nella cassaforte della salvezza ma pure la conferma che questa Lazio naviga tra alti e bassi clamorosi anche nella stessa partita e soprattutto non sa proprio liberarsi dalla paura. Neanche quando riesce subito a mettere la partita in discesa, neanche quando domina sfiorando più volte il raddoppio, neanche quando può godere della domenica irresistibile di Manfredonia e delle giocate funamboliche di Laudrup. E' andata così anche con il Como prudente di Ottavio Bianchi, inizialmente messo alle corde dai biancocelesti: gol annullato a Michelino per un millimetrico fuorigioco dopo uno scambio eccellente con Giordano dopo un tiro sfilato di poco a lato da parte di Manfredonia. Da un angolo di D'Amico il salto imperioso del libero Vianello, che proprio qui all'Olimpico aveva segnato allo stesso modo l'anno scorso con la maglia del Pisa. La Lazio ha proseguito nella sua azione indisturbata, cercando di tenere la squadra corta e in varie occasioni il secondo gol è sfuggito per puro caso, con D'Amico fermato da Giuliani dopo aver scartato tre avversari e Laudrup impreciso di un niente sulla traiettoria diretta sotto la traversa. La paura, si diceva... Ed eccola ricomparire nell'assurdo autogol di Batista che spediva nella sua porta un cross innocuo di Todesco, con Torrisi e Filisetti dietro di lui in netto vantaggio su Morbiducci. C'è voluto un rigore per un intervento in verità dubbio di Ottoni su Laudrup (dopo che Pairetto ne aveva ignorato uno più grave su Giordano) per riportare un po' di tranquillità: gran botta di Bruno contro la traversa e rimbalzo sulla schiena di Giuliani prima che il pallone carambolasse in porta. Buona parte delle discussioni del dopo-partita saranno appunto sulla paternità del gol, che il centravanti ha reclamato a gran voce. Bianchi ha riequilibrato il Como mandando in campo Invernizzi a inizio ripresa e soprattutto dirottando Centi ad arginare Manfredonia: gli ospiti ne hanno tratto giovamento prendendo le redini del gioco sotto la regia di Matteoli e con il gran lavoro di Fusi. Così è stato Orsi a salire al proscenio con interventi decisivi, fin quando Laudrup ha messo a sedere tutti gli avversari, portiere compreso, e ha depositato in rete il pallone della sicurezza. L'Olimpico è uscito dall'apnea per ritornarci poco dopo quando Centi ha indovinato il jolly da lontano. Troppo tardi per il Como ma non per far scattare ancora campanelli d'allarme in casa Lazio, cui non basta la classe per scrollarsi di torno avversari coriacei. Serve di più: Chinaglia e Lorenzo si affidano al calendario.

In margine alla partita va segnalata, da La Repubblica, la polemica dell'ex tecnico biancoceleste Carosi, che non ha gradito le accuse di Lorenzo e Chinaglia (la preparazione non era buona, la squadra non aveva carattere, prendeva caterve di gol in trasferta). "Lorenzo allena la Lazio dal 24 settembre, da più tempo di me, quest'anno" ha ricordato Carosi ieri "ma evidentemente l'argentino mette le mani avanti, temendo qualcosa per domenica..." Altre risposte secche di Carosi: "La mia Lazio ha preso 5 gol "chiacchierati" a Udine. Ma l'anno scorso subì tre gol a Firenze, mai di più con me, e a Firenze perdemmo 3-2 con due pali di Vinazzani. Pensi Lorenzo a imitare la mia Lazio all'Olimpico. Noi facemmo 16 punti nel girone di ritorno e ci salvammo. Ci salvammo perché andammo 5 mesi in ritiro, facendo gruppo" ha concluso Carosi "questa è la realtà..."






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