Domenica 30 novembre 1958 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Roma 1-3


Stagione

Turno precedente - Turno successivo

30 novembre 1958 - 1.189 - Campionato di Serie A 1958/59 - X giornata

LAZIO: Lovati, Lo Buono, Del Gratta, Carradori, Janich, Pozzan, Bizzarri, Tagnin, Tozzi, Fumagalli, Prini. All. Bernardini.

ROMA: Panetti, Griffith, Corsini, David, Stucchi, Zaglio, Ghiggia, Pestrin, Da Costa, Lojodice, Selmosson. All. Sárosi.

Arbitro: sig. Rigato (Mestre).

Marcatori: 9' Selmosson, 25' Pozzan, 51' Da Costa, 65' Da Costa.

Note: giornata sciroccosa, terreno in buone condizioni. Numerosi incidenti fra i giocatori, ma senza serie conseguenze per nessuno. Corner 11 a 2 in favore della Lazio.

Spettatori: 75.000 per un incasso di 40 milioni di lire.

l'Unità titola: "Segna Raggio di luna pareggia Pozzan poi la Roma vince con Dino (due goal!). I biancazzurri hanno giocato un buon primo tempo attaccando in prevalenza. I giallorossi hanno saputo sfruttare tutte le occasioni da goal prevalendo nettamente nella ripresa. Scontri e bisticci fra i giocatori (ma senza conseguenze)".

L'articolo così prosegue: Partita con alterni periodi di prevalenza e vittoria netta della Roma, che ha saputo trarre il massimo profitto dai momenti di gioco a lei favorevoli. I suoi tre gol sono venuti da altrettante azioni manovrate, al contrario della rete laziale, nata da una rapida battuta di Carradori su calcio di punizione e da un improvviso, micidiale tiro di Pozzan da oltre trenta metri. La Lazio assume lo schieramento consueto: terzini in linea con il centroterzino, Carradori arretrato vicino al mediocentro, Pozzan sostegno del gioco d'attacco, Prini ala di manovra, Tagnin interno di raccordo, Bizzarri ala classica, Tozzi e Fumagalli punte avanzate. La Roma ha studiato la partita sulla lavagna e controlla la Lazio con una disposizione degli uomini assolutamente nuova e "nuovo" sembra dunque il suo allenatore Sárosi, un tempo rigidamente "tatticista". Stucchi è battitore libero, Zaglio gli controlla Tozzi, David va su Prini, Griffith su Fumagalli, Pestrin e Lojodice stanno indietro a turno, come del resto Ghiggia molto spesso sulla linea mediana. Avanti impazzano (e come!) Da Costa e un ottimo Selmosson.[...]

Avvio rapido della Lazio e tempestivo intervento in corner di Stucchi (2') su Tozzi: è il primo degli undici calci d'angolo a favore dei laziali. Un tiro alto di Zaglio al 4', una buona occasione sciupata per i biancazzurri (palla improvvisa sul petto di Tozzi) che manda in fumo un bel cross di Prini e quindi al 9' il primo goal della Roma, colpo a freddo ma tanto doloroso per i tifosi di Bernardini. Eccolo il gol: forcing sul limite dell'area con Ghiggia e Selmosson a ridosso della difesa laziale, allungo scaltro e improvviso di Ghiggia, scatto di Selmosson (proprio lui, l'ex) e sinistro diagonale sulla facciata interno del palo e rete. Lo Buono, Janich e Pozzan si guardano mosci e lo stadio urla con tutti i giallorossi in piedi. Momentaccio per la Roma al 16' dopo un corto rinvio di Griffith su Fumagalli, colpisce la palla Tagnin con un tiro secco dal limite dell'area ma il bersaglio è fallito (pochi centimetri a destra di Panetti). La Lazio insiste, e la Roma in questo periodo riesce a liberarsi una sola volta: fuga e cross di Selmosson raccolto da Lojodice con bella girata al volo, alta e fuori centro. Poi, Panetti deve subito salvarsi con i pugni su centro di Prini (bravissimo, ieri), ma non può salvarsi cinque minuti dopo (25') sull'astuta azione del pareggio laziale. Carradori batte una punizione al centro del campo per fallo su Tagnin, vede libero Pozzan sulla sinistra e, mentre i romanisti sono ancora fermi, gli allunga la palla; il mediano fa due passi e saetta da circa 30 metri all'incrocio dei pali: tiro stupendo, che sorprende nettamente il portiere giallorosso.

La Roma subisce male la botta e la Lazio si porta avanti fremente, mirando al colpo di grazia; per sua fortuna, la difesa giallorossa non fa i grandi pasticci soliti delle giornate nere e si difende quasi sempre con calma. Zaglio, al 27', interviene di forza su Tozzi lanciato e manda in angolo. La Roma è stretta nella sua area (solo Da Costa riesce a fuggire al 30', ma l'arbitro lo ferma con un off-side di difficile valutazione); la Lazio insiste, e Panetti deve intervenire due volte in pochi secondi: la prima su tiro di Carradori respinto corto, poi su un cross di Bizzarri con un bel volo. Al 35', scende di corsa e tira Pozzan (il mediano ha giocato con molta libertà): Panetti para ancora. Al 39' scappa veloce Prini e Griffith deve mandare in angolo con una spaccata. Svegliarino per la Roma al 43', con tiro improvviso di Selmosson da 40 metri (Lovati stava per essere sorpreso dalla stangata) e fine del primo tempo. La Lazio si è spremuta come un limone. Si vede nel secondo tempo quanta energia abbiano impiegato i biancazzurri nel tentativo sfortunato di forzare la difesa romanista. Ciononostante, la Lazio ha ancora due buoni momenti favorevoli proprio all'inizio della ripresa: al 1' Prini centra e Bizzarri manda a lato con un bel colpo di testa; al 3' Tozzi sbaglia lo stop su un cross intelligente dello stesso Bizzarri e consente a Corsini di recuperare e di mettere in angolo.

Ma la Lazio finisce qui, si lascia prendere dal nervosismo e la Roma riparte pacata e vince in due mosse. Al 6', secondo gol: Da Costa si scambia da fermo la palla con Ghiggia che lo serve bene, si porta verso il centro dell'area e saetta di sinistro vicino al palo, fulminando Lovati. La prevalenza netta della Roma, che ora attacca con azioni continue, è interrotta di tanto in tanto dagli scontri (non solo verbali) di varie coppie di avversari: avevano cominciato ad assaggiarsi in precedenza Stucchi e Tozzi, Tagnin e Da Costa; adesso continuano la serie dei colpetti bassi e meno bassi Lo Buono e Zaglio, Pozzan e Ghiggia e poi Prini e Panetti. Ma nel frattempo, al 19', la Roma trova il tempo di fare la seconda e decisiva mossa della sua partita a scacchi, infilando allo spiedo Lovati per la terza volta. Lojodice, dalla posizione di mezz'ala sinistra, riesce a servire Da Costa, spostato verso l'estrema; sarebbe off-side se un rimpallo di un difensore laziale non rimettesse in gioco Da Costa: il brasiliano stringe rapido al centro e piazza un destro secco alla sinistra di Lovati; come nel gol di Selmosson, palla prima sul palo e poi in rete. I difensori laziali, che hanno giocato spesso sull'off-side, si sentono un po' beffati. Adesso la Roma giuoca a ruota libera. Al 20' Da Costa e Selmosson scappano scambiandosi la palla: il tiro finale è di Selmosson, ma va alto. Al 25' Lovati deve buttarsi sui piedi di Da Costa per levargli una palla da gol; al 29' pasticcio di Lo Buono e Janich nell'area di rigore laziale e palla in corner.

Per dieci-dodici minuti, la Lazio torna all'attacco bruciando le ultime energie. Al 34', un tiro angolato di Bizzarri è fermato da Panetti a pochi centimetri dal palo; al 39', Janich si porta alle spalle della prima linea e saetta a lato da 30 metri. Al 42', Panetti sfodera la migliore parata della sua eccellente partita, deviando in angolo, con la punta delle dita, un magnifico tiro di Tozzi. La partita finisce con due volate di Selmosson, la fiaccolata giallorossa e il coro solito che dice: "Nun ce vonno stà !". Stavolta, a subire, è toccato ai laziali.



Torna ad inizio pagina