Domenica 31 maggio 1987 - Genova, stadio Luigi Ferraris – Genoa-Lazio 2-0


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31 maggio 1987 - 2325 - Campionato di Serie B 1986/87 - 35ª giornata

GENOA: Cervone, Torrente, Testoni, Chiappino, Trevisan, Scanziani, Rotella (7' Eranio), Mileti, Marulla, Domini, Ambu (69' Luperto). A disp. Pasquale, Bosetti, Spallarossa. All. Perotti.

LAZIO: Terraneo, Acerbis (60' Magnocavallo), Camolese, V.Esposito (57' Brunetti), Gregucci, Marino, Poli, Caso, Fiorini, Pin, Mandelli. A disp. Ielpo, Filisetti, Piscedda. All. Fascetti.

Arbitro: Sig. Pezzella di Frattamaggiore.

Marcatori: 41' Scanziani, 55' Ambu.

Note: giornata di sole, terreno in ottime condizioni. Ammoniti Rotella, Camolese, Esposito, Fiorini, Trevisan.

Spettatori: 23.000 circa.

La rete di Scanziani

Domini vede, Scanziani ed Ambu provvedono. Con questi tre uomini, il Genoa si fa largo nelle sabbie mobili di un'ammucchiata spaventosa e vede la luce del primato, anche se in compagnia di Cremonese e Pisa. Un sogno si avvera, in attesa di quello più prestigioso e definitivo. Mentre Marassi si svuota lentamente come una clessidra, alcuni tifosi, i più crìtici, si lasciano vincere più dal senso della recriminazione che dell'euforia. Si parla del passato, dei tanti, troppi, errori. Il Genoa sa, però, guardare anche avanti: ha tre impegni sostanziosi cui far fronte, domenica va a Cesena, poi ospita il Bari, infine rende visita al Taranto, nella giornata di tutte le verità. E guardando avanti, lo squadra di Perotti non si illude di avere un'esistenza facile, però non può imporsi tanta umiltà da negare a se stessa, oggi, la gioia per il 2 a 0 inflitto ad una della squadre più interessanti della serie B. La Lazio degli handicap (nove punti pesano come una maledizione) non disputa una gara particolarmente brillante, però, è solida e concede poco allo spettacolo e all'avversario, addirittura amministra meglio e di più il gioco. Almeno fino all'1 a 0. La storia antica degli interessi che condizionano in negativo il nostro calcio si ripete.

Non un metro è concesso ad alcuno, le marcature sono meticolose e anche ma che calcio sarebbe senza errori? Tediosamente votato al nulla di fatto. Risulta, comunque, fatale il colpo di Scanziani, che fa breccia nel tessuto laziale: quello di Ambu è anche la forte pena che deve pagare l'avversario, che sente il bisogno di recuperare il passivo, scoprendo di conseguenza U fianco al contropiede altrui. Sul due a zero le tensioni del pubblico rossoblu si allentano, anche se la memoria del recenti crolli finali non lo tranquillizza affatto. La Lazio mescola qualche carta nel finale, ma è tardi. Gli errori costano cari. Fa soltanto la gioia delle statistiche il palo colpito da Magnocavallo. La solidità tattica dei due impianti poteva saltare solo con calci piazzati ed interventi di rapina. Cosi è stato. Le punte (se si eccettua Ambu per quell'intervento di testa) hanno insufficiente aria da respirare e sono soffocate dai rispettivi marcatori. Fiorini non tocca addirittura palla con Trevisan, mentre molto fragile risulta l'apporto di Mandelli al collettivo. Il peso del match rimane, perciò, sulle spalle delle difese, che reggono bene, ad eccezione delle ricordate circostanze in cui è siglato il risultato, e dei centrocampisti. In questo settore lavorano bene Mileti. Scanziani e Domini (soprattutto) da una parte, Esposito. Pin e Acerbis dall'altra. Ma i bagliori più nitidi li manda Domini. E' dal suo destro, infatti, che prede il via il 2 a 0 della speranza. L'allenatore Perotti; «E' lui la nostra arma in più»

Fonte: La Stampa