Domenica 9 aprile 1995 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Reggiana 2-0


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9 aprile 1995 - 2648 - Campionato di Serie A 1994/95 - XXVI giornata

LAZIO: Orsi, Bacci (72' Bonomi), Nesta, Di Matteo, Negro, Chamot, Rambaudi, Venturin, Boksic, Gascoigne, Casiraghi (55' Signori). A disp.: Orsi, De Sio, L.Colucci. All. Zeman.

REGGIANA: Antonioli, Cherubini, Gambaro, De Napoli, Gregucci, De Agostini, Falco (60' Rui Aguas), Oliseh, Taribello (77' Parlato), Futre, Sgarbossa. A disp.: Sardini, Masi, Zanutta. All. Ferrari.

Arbitro: Messina (Bergamo).

Marcatori: 53' Rambaudi, 76' Signori.

Note: ammonito Casiraghi per la Lazio. Calci d'angolo: 6-2.

Spettatori: 46.000 circa.

Gascoigne stringe la mano a Futre
Il biglietto della gara
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Il goal di Rambaudi
La cronaca dettagliata del Messaggero

Assente dal 2 aprile 1994, Paul Gascoigne torna a galoppare con un rendimento sufficiente dentro questa Lazio rattoppata, che segna solo due reti dopo l'intervallo, giocando più o meno 55' come la Reggiana, in una specie di deliquio vacanziero. Assente dal 28 febbraio scorso, partita d'andata contro i borussiani, Beppe Signori sa invece garantire mezz'ora di calcio d'autore, quando Zeman lo propone laddove operava Casiraghi per aggiungere almeno un elettrico finalizzatore al facile girar palla dei biancoazzurri. Assente da cinque mesi, lo stilista Futre, schierato unica punta causa l'emergenza che impoverisce ulteriormente gli emiliani, ha il merito d'organizzare alcune soluzioni ribaltanti, salvo veder vanificata fra i piedi storti di Falco, smarcato come un nababbo sullo 0-0, la propria saggezza distributiva. Questi tre ritorni, per motivi diversi, prevalgono nel consuntivo d'una sfida senza emozioni, che i peones di Ferrari riescono comunque ad onorare oltre ogni aspettativa, applicandosi con le chiusure del libero De Agostini dietro Gambaro, l'ex Gregucci e Cherubini, impegnati sul tridente Rambaudi Casiraghi Boksic dei loro incubi. Incubi? No, stavolta si capisce subito che i cragnottiani non sapranno esagerare: assenti Fuser, Cravero e Bergodi, la manovra si sviluppa a rilento e vuole soprattutto prevedere Gazza, controllato passo dopo passo da Sgarbossa, accompagnandone gli estri quasi sorvegliati verso l'affollata area granata. Ma pur rapato e dimagrito venti chili, il burlone britannico preferisce arretrare, tratteggiare sventagliate quale centromediano metodista, senza osare affondi devastanti, senza sperperare troppo presto energie ancora limitate. E aspettando Gazza, quasi volesse semplificargli l'immediato ambientamento nel football vero, la Lazio diventa lunga, macchinosa, priva dei soliti empiti travolgenti che caratterizzano le sue facili goleade. Intanto la Reggiana inalbera l'ottimo Oliseh per restringere la visuale a Di Matteo, mentre De Napoli completa l'opera di soffocamento centrocampistico tagliando i rifornimenti a Venturin. Servirebbero almeno spinte alternative esterne e così ci provano tanto Bacci quanto Nesta, ritrovandosi però ingabbiati (stonati ?) nelle sovrapposizioni laterali oltre Rambaudi o Gascoigne. La palla arriva sempre un attimo tardi e risalgono i guastatori all'opposizione, in particolare Gambaro, per cercare il radar Futre. Che fa ammattire Chamot Negro, dimostrando che la Reggiana non avrebbe ormai l'anima in B, se lui fosse arrivato prima con l'invidiabile repertorio tecnico. Inutile rimpiangere. Meglio scoprire che servono oltre venti minuti d'aria fritta per un'azione Venturin Boksic e la susseguente deviazione in angolo di Antonioli. Dall'altra parte Falco grazia Marchegiani, prima con lo stacco di testa quasi esalato sotto misura e poi incartato davanti alla porta spalancata. E ancora: su alleggerimento errato di De Agostini, s'invola Casiraghi ma delega Rambaudi, che centra il ginocchio del portiere già a terra. Possibile? Perfino Zeman dà segni d'impazienza e prega Beppe gol d'intervenire. Il segnale viene recepito come una scarica elettrica. Sì, mentre Signori si sta scaldando, Di Matteo confeziona l'esatta verticalizzazione per la picchiata vincente del redivivo Rambaudi. De Agostini insegue invano, il fuggitivo dribbla d'esterno Antonioli e fa 1-0. Avanti Signori! Significa rilanciare in pochi istanti lo scattista imprendibile, vagheggiando il blitz di martedì a Torino, contro gli juventini. Qui nessuno sa trattenerlo. E proprio Gregucci, assist man Rambaudi, viene piantato con un doppio passo a liberare il destro del raddoppio. Un minishow di buon auspicio. Tuttavia negli spogliatoi riecco il silenzio stampa, per protestare contro "certe emittenti private che lasciano parlare chiunque, che segnalano inesistenti spaccature tra presidente allenatore e presidente azionista di riferimento", come ricorda rabbuiato Zoff. Insomma, la solita Lazio senza pace.

L'ultima puntata della telenovela in scena dalle parti di Tor di Quinto è il silenzio stampa deciso dalla società dopo le affermazioni rilasciate ieri mattina ad una televisione locale da Severino Antinori, il ginecologo diventato famoso per aver permesso a donne di oltre sessant'anni di diventare mamme. Il medico se la sarebbe presa con Zeman e con il gruppo dirigente biancazzurro e la risposta è arrivata subito: bocche cucite con i giornalisti, "rei" non si sa di quale fattaccio. Risultato ? Nel giorno in cui potevano parlare il rientrante Gascoigne e il ritrovato "bomber" Signori, in cui c'era da festeggiare il quasi aggancio con i cugini romanisti, i taccuini sono rimasti pressoché vuoti. E anche i tifosi laziali che avrebbero avuto il diritto di farsi un'opinione leggendo quello che i loro beniamini avevano detto dovranno accontentarsi delle poche parole pronunciate da uno Zoff stranamente scatenato. Quello del presidente della Lazio è un vero e proprio sfogo. Uno sfogo dettato dall'amarezza e dall'arrabbiatura: "Dovrei sbattere i pugni sul tavolo. Non lo faccio solo perché mi trattengo. Bisogna finirla di mettere alla berlina una società come la Lazio con cose che non hanno nulla a che fare con il calcio. Bisogna finirla di mettere l'uno contro l'altro chi sta conducendo nel migliore dei modi questa società e questa squadra". Zoff è un vulcano in eruzione. Non si ferma più, l'ex tecnico. E incalza: "Non si può davvero tollerare oltre queste provocazioni. Sono comportamenti di una leggerezza inaudita. Bisogna vigilare su chi parla con un microfono davanti, mettendo tutti contro tutti. Questa società non è condotta da dilettanti che si vogliono far belli, ma da persone serie che sanno quel che fanno e hanno fatto investimenti seri. Come si permettono di fare allusioni campate in aria sui nostri finanziamenti ? Basta, non accetteremo ulteriormente queste provocazioni", annuncia con tono che non ammette repliche. Le dichiarazioni di Antinori, insomma, sarebbero solo la classica "goccia che fa traboccare il vaso". Cosa ha detto di tanto grave il medico? Apparentemente niente di particolare. Da tifoso, seppure famoso, avrebbe criticato la gestione della società e alcune scelte dell'allenatore. Sembra di capire, dunque, che l'intervista al ginecologo abbia avuto l'effetto di portare a galla uno stato di malessere che covava da tempo e che ci siano veramente tensioni all'interno del vertice della Lazio. I biancazzurri, comunque, hanno conquistato tre punti importanti sbarazzandosi, seppure a fatica, di una Reggiana che ormai non ha più molto da chiedere a questo campionato. E a celebrare i fasti di una vittoria annunciata sono stati proprio i rivali della Lazio: "Certo, se fossimo riusciti a metterla in rete alla fine del secondo tempo...", è stato il rimpianto del tecnico Ferrari. "Perché al di là delle numerose assenze abbiamo cercato di tenere il passo della Lazio ed anche noi abbiamo avuto due tre contropiede importanti. Non ho visto una Lazio brillantissima e se si pensa che in pratica abbiamo giocato senza attacco subendo soltanto due gol, non è poi andata male. Ci sono squadre che qui all'Olimpico sono state travolte", ha ricordato l'allenatore della formazione emiliana. Da lui sono arrivati anche gli applausi per Falco e Taribello, i due giocatori che hanno esordito con dignità in uno stadio che incute pur sempre soggezione: "Sorretti dal carisma di Futre hanno tenuto testa agli avversari", ha sottolineato il tecnico. "Complimenti anche al portoghese: non pensavo reggesse più di un'ora, invece ha giocato con orgoglio fino alla fine, sfiorando persino il gol. Fosse stato in condizioni migliori...". Adesso c'è da pensare al ritorno di coppa Italia con la Juventus. La Signora è in crisi di risultati, domani a Torino i biancazzurri possono tentare il "colpaccio". Signori e compagni debbono ribaltare la sconfitta dell'andata siglata da Ravanelli: la conquista della coppa Italia potrebbe nobilitare una stagione andata avanti finora tra tante ombre e poche luci.

Fonte: Corriere della Sera