Domenica 9 gennaio 1983 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Arezzo 2-0


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9 gennaio 1983 - 2149 - Campionato di Serie B 1982/83 - XVII giornata

LAZIO: Orsi, Badiani (87' Pochesci), Saltarelli, Vella, Miele, Perrone, Ambu, Manfredonia, Giordano, D'Amico, Tavola (70' De Nadai). A disp. Moscatelli, Montesi, Chiodi. All. Clagluna.

AREZZO: Pellicanò, Doveri (68' Barbieri), Zanin, Mangoni, Innocenti, Zandonà, Belluzzi, Neri, Traini, Malisan, Frigerio. A disp. L.Reali, Arrighi, G.Sartori, Botteghi. All. Angelillo.

Arbitro: Pezzella (Frattamaggiore).

Marcatori: 55' D'Amico, 87' Vella.

Note: giornata serena e terreno in ottime condizioni. Ammoniti Ambu al 24' per gioco scorretto, Manfredonia e Zanin al 54' per comportamento non regolamentare, Belluzzi al 55' per comportamento non regolamentare e Tavola al 56' per gioco scorretto. Calci d'angolo 8-4 (5-0) per la Lazio. Prima dell'incontro è stato premiato Vincenzo D'Amico per la 200° partita con la Lazio. In tribuna il Ministro del turismo e Spettacolo on. Signorello ed il CT della rappresentativa di serie B Ferruccio Valcareggi.

Spettatori: 33.000 circa

Il biglietto della gara
Giordano bloccato in una gabbia dai difensori
Un'azione dei biancazzurri
Vella in azione

La regola rispettata. Per festeggiare nel migliore dei modi gli 83 anni di vita della società, la Lazio ha liquidato l'Arezzo con un perentorio 2 a 0. Di gol la primatista avrebbe potuto realizzarne il doppio se l'arbitro Pezzella, facendo imbestialire la tifoseria biancazzurra non avesse ignorato due vistosi atterramenti di Giordano in area. Classifica alla mano, ora la Lazio ha la possibilità di aggiudicarsi allo sprint la volata d'inverno e di affrontare la seconda fase del torneo in una situazione ottimale. C'erano da cancellare i dubbi emersi dopo gli ultimi tre pareggi consecutivi e i romani avevano l'obbligo di vincere. Lo hanno fatto superando di slancio l'ostacolo Arezzo.

Una matricola, quella allenata da Antonio Valentin Angelillo, ricca di carattere, con un efficace gioco di rimessa e tanta grinta: insomma, un'avversaria da prendere con le molle, pur non disponendo, in Mangoni, Malisan e Traini, elementi di particolare spicco. Il pronostico, comunque, lasciava pochi dubbi e non tanto per i cinque punti di differenza in classifica, quanto per il maggior tasso tecnico. Una differenza emersa a vantaggio dei padroni di casa, dopo un primo tempo inconcludente, soprattutto nella ripresa. D'Amico, che ha brindato al compleanno della Lazio e alla duecentesima partita in maglia biancazzurra distintosi in precedenza solo per alcune finezze fini a se stesse, ha inventato il gol del vantaggio con una splendida battuta su punizione. Ha rilanciato palloni splendidi per i fucilieri di prima linea ed ha messo lo zampino nell'azione del raddoppio con un veloce affondo. Gli slalom di Giordano e gli inserimenti di Ambu hanno fatto il resto, propiziati da un centrocampo dove, a parte il gran lavoro di Vella e Tavola, sostituito con una mossa del tutto incomprensibile da Clagluna, è venuto a mancare l'apporto di Manfredonia. Reinventato centrocampista, suggeritore e marcatore capace come pochi, forse ha dato troppo negli incontri precedenti ed ha finito per accusare una flessione di ritmo. Ieri ha faticato ad inserirsi nel gioco e i troppi falli commessi confermano il calo di rendimento.

L'avvio è della Lazio: D'Amico, al 3', batte un angolo e Miele fallisce di un soffio la deviazione di testa. Replica l'Arezzo due minuti dopo con un destro di Neri dal limite che sfiora la traversa. Due conclusioni a lato di Vella e Giordano che al quarto d'ora, s'infila in area, ma viene atterrato da Innocenti. Per l'arbitro, a pochi passi, è tutto regolare. Al 29' Traini, lanciato da Malisan impegna Orsi in una parata a terra, quindi, al 35' un doppio scambio volante fra D'Amico e Giordano che non riesce a concludere. Al 43' un inutile spintone di Mangoni su Vella fa assegnare una punzione alla Lazio. Pezzella interrompe una serie di battibecchi fra laziali e aretini per la barriera distribuendo ammonizioni. Finalmente al 55' calcia Giordano, palla sul palo. L'arbitro però fa ripetere. Prova allora D'Amico infilando magistralmente nel sette alla destra di Pellicanò. Al 77', ancora D'Amico lancia da centrocampo Giordano che in piena area viene falciato da Zandonà. E' rigore netto ma l'arbitro per la seconda volta sorvola. A tre minuti dal termine, mentre i toscani inseguono il pari, D'Amico, scattato in contropiede, pesca in area Vella che non ha difficoltà a raddoppiare.

Fonte: La Stampa