L'arrivo di Maestrelli a Roma


Il Corriere dello Sport del 3 Giugno 1971
Il Corriere dello Sport del 4 Giugno
Il Corriere dello Sport del 5 Giugno
Il Corriere dello Sport del 5 Giugno
Il Corriere dello Sport del 7 Giugno
Il Corriere dello Sport dell'8 Giugno
L'arrivo a Roma e l'incontro con Sbardella
Il Corriere dello Sport dell'8 Giugno
L'arrivo a Tor Di Quinto

Stagione


Retrocessa in Serie B e con un finale pieno di polemiche, Lenzini affida ad Antonio Sbardella la ricostruzione della squadra. Verso la fine di maggio, Lenzini annuncia che la Lazio non è in vendita, facendo saltare una trattativa con la cordata capeggiata da Miceli ed Ercoli. Intanto, l'allenatore uscente Lorenzo, alimenta forti polemiche rilasciando interviste di fuoco sui maggiori giornali e si candida ad allenare la squadra anche per l'anno seguente, spalleggiato da una parte dei tifosi che sono dalla sua parte e contro la presidenza. Intanto sui giornali appaiono i nomi dei probabili nuovi allenatori: si parla di Heriberto Herrera, Seghedoni, Nils Liedholm, Radice e Oronzo Pugliese, ma solo dal 27 maggio inizia a sorpresa a circolarne uno mai apparso prima: Tommaso Maestrelli in forza al Foggia, clamorosamente retrocesso dopo un inizio di stagione sfavillante. E' lo stesso Sbardella a puntare su di lui malgrado le perplessità tra i dirigenti biancazzurri. Maestrelli ha già vinto per 2 volte il premio "Seminatore D'Oro", ma è approdato in Serie A solo dalla stagione 1970/71. La trattativa fra Sbardella e Maestrelli non è facile; l'allenatore aveva dato la sua parola al presidente del Foggia Fesce confermando che sarebbe rimasto alla guida dei rossoneri. Tuttavia su di lui piomba l'interessamento della Fiorentina e a Maestrelli affascina l'idea di allenare ancora nella massima serie.

Per questo motivo Tommaso rinvia ogni decisione in merito facendo spazientire di fatto la società biancoceleste che attende una risposta. Contrariamente a ciò che appare sui giornali è il tecnico toscano la prima scelta; il resto sono solo chiacchiere da bar, anche se sondaggi su altri allenatori vengono comunque effettuati. Il giorno 5 giugno, mentre da Foggia arrivano segnali di speranzosa riconferma del tecnico alla guida dei rossoneri, da Roma, Sbardella dà una sorta di ultimatum a Maestrelli: o decide o la Lazio si orienterà su un altro allenatore. Addirittura inizia a circolare la fantasiosa voce di un contatto con Helenio Herrera e di un accordo per un anno per 40 milioni di Lire. Il 6 giugno Maestrelli scioglie ogni riserva e accetta la proposta della Lazio. Saluta gli amici e lo staff del Foggia e a bordo della sua Alfa Romeo si avvicina a Roma dove ha appuntamento con Sbardella e Lenzini in un albergo ai Parioli. D'accordo su ingaggio e strategie di mercato, il giorno 7 giugno il tecnico viene presentato alla squadra al campo di Tor di Quinto. Tra i tifosi c'è molta freddezza: i più volevano la conferma di Lorenzo, altri contestano che Maestrelli è un allenatore con poca esperienza e soprattutto che è retrocesso col Foggia. Molti altri ricordano il passato dell'allenatore come giocatore della Roma, cosa che non va giù a nessuno. Comunque appena arrivato al campo di allenamento, intorno alle 10,30, Maestrelli viene accolto da un caloroso applauso proveniente dalla tribuna dei tifosi.

L'allenatore ringrazia con un gesto della mano e dopo un po' si ferma a colloquiare con i tifosi. Prima gli viene presentato Roberto Lovati che a sua volta gli aveva presentato i giocatori. Non erano presenti Massa (in nazionale Under 23), Wilson (in caserma), Papadopulo (perché in procinto di essere operato alle tonsille) e Chinaglia che arriva tardi in quanto sostiene che non gli era suonata la sveglia. Maestrelli parla con i giocatori per un po', ripromettendosi di approfondire il discorso con ognuno nelle prossime settimane. Nel pomeriggio riparte per Bari, dove risiede, dando appuntamento per la partita contro il Napoli in amichevole del 10 giugno 1971.


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