Papadopulo Giuseppe


Giuseppe Papadopulo

Difensore e allenatore, nato a Casale Marittimo (PI) il 2 febbraio 1948.

I suoi trisavoli erano greci (cognome originario Papadopulos). Inizia la sua carriera agonistica nel 1966 con il Livorno dove disputa tre stagioni. Nei primi due anni gioca solo tre partite ma all'inizio del terzo si infortunano i due terzini titolari e l'allenatore Remondini lo promuove titolare schierandolo per 27 gare. Durante l'incontro Livorno-Catanzaro viene notato da Juan Carlos Lorenzo, allenatore della Lazio, che a fine campionato convince Umberto Lenzini ad acquistarlo per circa 40 milioni. Da segnalare che la campagna acquisti di quell'anno aveva visto l'arrivo a Roma di Mario Facco e Ferruccio Mazzola), riscattati dall'Internazionale e dei giovani Wilson, Chinaglia, Nanni e del portiere Sulfaro.

Nella Lazio diventa pedina importante della retroguardia giocando a centro mediano e terzino. Lorenzo ne affina le capacità tecniche sottoponendolo a intense sedute di allenamento. Nella prima stagione in biancoceleste, in Serie A, gioca 22 partite, nella seconda, sempre nella massima serie, è in campo 18 volte. Alla fine del campionato 1970/71 la Lazio retrocede e nella stagione seguente 1971/72, con il nuovo allenatore Tommaso Maestrelli, Papadopulo disputa 31 incontri collaborando decisamente al ritorno dei biancocelesti nella massima serie.

Alla fine della stagione, in sede di campagna acquisti e cessioni, Maestrelli decide di puntare per i ruoli di difesa su Facco, Wilson, Oddi e Petrelli con Polentes come riserva. Non c'è più posto per Papadopulo che viene ceduto al Brindisi in Serie B, dopo 71 partite complessive in campionato, otto in Coppa Italia e 1 in Coppa delle Fiere.

Il difensore si cala perfettamente e professionalmente nella serie cadetta e in due stagioni collezionerà 71 partite, segnando una rete. Nel 1974 l'Arezzo dell'ambizioso presidente Montaini è alla ricerca di un forte difensore e la scelta, su consiglio dell'allenatore ex giocatore laziale Landoni, cade su Papadopulo. L'Arezzo sborsa ben 70 milioni di lire per acquistarlo e la spesa è ricompensata dall'alto rendimento che il giocatore ha per due campionati. Il primo di Serie B, condizionato da beghe interne con cambi di allenatore, si conclude con la retrocessione in Serie C ed il secondo si svolge mestamente sui campi infuocati della terza serie professionistica. In tutto Papadopulo disputa 57 gare con la squadra toscana.

Dopo un anno ancora in Serie C con la Salernitana, con 34 gare e una rete, il giocatore si trasferisce a Bari in Serie B. Con i "galletti" giocherà per due campionati, il 1977/78 e il 1978/79, scendendo in campo per complessive 54 volte. Lascia il calcio professionistico ancora giovane e prende il patentino di allenatore. In questo ruolo inizia allenando nel 1984/85 il Cecina, per poi passare due stagioni nella Casertana. Nel 1987/88 è in C2 a Sorrento e, a seguire, in B con il Licata e poi in C1 con il Monopoli, il Perugia e l'Acireale.

Con quest'ultima società conquista la promozione in Serie B nel campionato 1992/93. Allena in seguito l'Avellino in C1 e il Livorno in C2, con la Fidelis Andria centra la sua seconda promozione in Serie B. Nel 1998/99 è a Lucca con i cadetti, l'anno successivo è in C1 con la Cremonese. Nel 2000/01 allena il Crotone nella serie cadetta e nel 2001/02 giunge a Siena dove nella stagione 2002/03 compie il capolavoro di portare i toscani in Serie A. Nel 2004/05, alla 10° giornata, sostituisce Domenico Caso nella Lazio del presidente Claudio Lotito e la salva dalla retrocessione a Palermo proprio all'ultima giornata e dopo essersi tolto la soddisfazione di battere la Roma nel Derby.

Lotito non gli rinnova però il contratto e nel 2006 Papadopulo accetta la proposta di allenare in Serie A il Palermo di Zamparini. Nel 2006 allena il Lecce in Serie B. Il 15 giugno 2008 con i salentini conquista promozione in Serie A, ma non trova l'accordo con la società pugliese e resta senza panchina. Nell'aprile 2009 è chiamato a tentare di salvare il Bologna, dopo l'esonero dell'allenatore felsineo Mihajlović. Papadopulo, quando ormai la situazione appariva compromessa, riesce nel miracolo di salvare i rossoblù da retrocessione certa e si guadagna la conferma per la stagione seguente. Nel Marzo 2011 accetta la guida del Torino, in Serie B subentrando a Lerda. Ma incredibilmente la sua avventura con i granata dura solo 11 giorni e due gare (entrambe perse). Il 20 marzo viene esonerato dall'incarico.

Giuseppe Papadopulo, detto "Papa", è stato calciatore serio e affidabile. Difensore arcigno e veloce sapeva sfruttare le sue innate capacità di anticipo e le doti di elasticità ed elevazione che, unite a una complessione fisica abbastanza potente (m. 1,78 per kg. 72), gli permettevano interventi acrobatici e un buon colpo di testa. Buono con il destro sapeva cavarsela anche con il sinistro. Viene ricordato come difensore durissimo ma i suoi interventi, sia pur decisi, non superavano mai la soglia della correttezza. Il suo limite era determinato da un comportamento sanguigno e istintivo che qualche volta lo ha reso obiettivo di qualche arbitro o di qualche avversario.

Ad esempio i laziali lo ricordano come uno dei protagonisti della rissa scatenatasi tra i giocatori biancocelesti e quelli dell'Arsenal durante il banchetto post-gara nella partita di debutto della Coppa delle Fiere 1970/71, nella quale, dopo averne date molte, ne prese altrettante da finire ricoverato in ospedale insieme a molti avversari e ai compagni Sulfaro e Di Vincenzo. In molte interviste Papadopulo ha sempre affermato di sentirsi un laziale e di avere questa squadra nel suo cuore. Commoventi furono le sue parole il primo giorno che allenò la squadra biancoceleste in quanto sostenne che da quando da calciatore aveva lasciato Roma, aveva sempre sperato di tornare a vestire quei colori che l'avevano entusiasmato da giovane e che intendeva fermamente onorare da allenatore.

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