Premio "Seminatore d'oro" 1972/73


La cerimonia di premiazione
Artemio Franchi consegna il premio
Il titolo della Stampa del 17/07/1973
Tommaso Maestrelli

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La XVIII tornata delle assegnazioni dei premi "Il Seminatore d'oro", attribuiti dall'Istituto Nazionale delle Assicurazioni ed ufficialmente patrocinati dalla F.I.G.C., si è riunita a Roma il 16 luglio 1973. La "statuetta d'oro", che costituisce il massimo riconoscimento, è stata assegnata al Commissario Tecnico della Nazionale Italiana, Ferruccio Valcareggi, che ha ottenuto nella votazione decisiva un numero di voti (23) superiore a quello di Maestrelli (12) e Silvestri (4). Diamo qui l'elenco completo dei premi de "Il Seminatore d'oro" attinenti la stagione sportiva 1972/73:

ALLENATORI:

- statuetta d'oro: Ferruccio Valcareggi (Nazionale Italiana); - medaglia d'oro: per la Serie A: Tommaso Maestrelli (Lazio); per la Serie B: Arturo Silvestri (Genoa); per la Serie C: Giorgio Sereni (Parma); per la Serie D: Carlo Matteucci (Marsala); per la Lega Dilettanti: Rolando Giovanardi (Fregene); - targa d'oro all'allenatore che ha conquistato particolari benemerenze nell'istruzione e nella valorizzazione dei giovani: Cinzio Scagliotti (Fiorentina).

ARBITRI:

- premi speciali: per la Serie A-B: Francesco Panzino (Catanzaro); per la Serie C: Luigi Agnolin (Bassano del Grappa); per la Serie D: Franco Tonolini (Milano); per la Lega Dilettanti, commissario arbitro regionale: Dino Castelvetri (Emilia-Romagna).

GIORNALISTI:

- targa "Leone Boccali": Mario Gismondi, direttore responsabile del Corriere dello Sport e Alfeo Biagi di Stadio.


Scrive La Stampa sull'evento:

Il "Seminatore d'oro" 1972/73 è stato assegnato a Ferruccio Valcareggi. Poiché è la seconda volta che il commissario tecnico azzurro riceve la statuetta d'oro del premio "Ina Federcalcio" si dovrebbe convenire che Valcareggi è il primo allenatore d'Italia, perché nessuno prima di lui è stato insignito due volte della onorificenza. I pareri però sono discordi, e la prova si è avuta proprio in seno alla commissione prescelta per l'attribuzione del premio, per le discussioni sorte prima e per l'esito stesso del voto.

Per cominciare i "grandi elettori" si sono trovati di fronte a tre nomi già scelti da un'apposita commissione senza possibilità di modificare o sostituire un candidato. Il regolamento del premio ammette questa restrizione, ma si deve convenire che così facendo le regole della democrazia vengono palesemente violate. La discussione è sorta sulla scelta di un candidato come Valcareggi che molti hanno definito "raccoglitore" più che "seminatore". Certo lo spirito del premio è stato snaturato con la proposta della candidatura Valcareggi, a meno che non si voglia considerare come "semina" il ritorno di Facchetti in Nazionale e la conferma di Burgnich come "libero azzurro".

I lanci di Pulici, di Bellugi e di Sabadini sono fattori contingenti. A Valcareggi troppo sovente sono state mosse critiche severe per la linea conservatrice, e la sua premiazione come "seminatore" ha il sapore di beffa. Naturalmente per chi è stato escluso. Però era il candidato della Federazione, accettato e votato dal dirigenti dell'Ina e della stessa Federcalcio. Ha bruciato sul traguardo Maestrelli, che ha raccolto 12 suffragi e Silvestri che ne ha avuti 4. Il ct ha raccolto 23 voti, uno solo in più del ventidue richiesti dalle regole del premio, che pretende la maggioranza assoluta. Poiché i presenti erano 43 (il presidente Carraro si è astenuto) il numero minimo dei voti era di 22. Non è stata una votazione plebiscitaria come qualcuno forse sperava. Nelle dichiarazioni di voto è stato detto che con Valcareggi si votava "la Nazionale intera", che la scelta del commissario azzurro avrebbe avuto il significato di "festosa appendice del giubileo della Federcalcio".

E' difficile capire le ragioni di tale propaganda. Caso mai sarebbe stato più opportuno scegliere un altro allenatore federale, forse Bearzot o forse Vicini, che almeno si interessano dei giovani, o tutt'al più l'intera terna. Una voce di dissenso è stata portata dal presidente Ivanoe Fraizzoli, presente in commissione come rappresentante della Lega professionisti. Fraizzoli ha spezzato una lancia a favore di Liedholm, ricordando la sua squisita gentilezza come persona e le sue capacità come tecnico dedicato specialmente nel lancio dei giovani. Mai un "Seminatore" sarebbe stato più giusto. Ma, sia per difficoltà di regolamento, sia per che attualmente Liedholm non è accasato, la proposta di Fraizzoli è stata accantonata. Giagnoni del Torino, Rocco del Milan, Radice del Cesena e Mazzone dell'Ascoli non hanno potuto essere inclusi tra i votanti per "ragioni disciplinari".

Tutti infatti avevano subito pesanti squalifiche nella stagione testé conclusa. Il fatto di averli pubblicamente ricordati vuol dire che i quattro sono tecnici bravi ma inquieti. Passiamo agli altri premi. Medaglia d'oro per la Serie A: ha vinto Maestrelli con 25 voti precedendo Liedholm con 15 e Chiappella con un solo voto. Medaglia d'oro per la Serie B: Silvestri ha battuto gli avversari ricevendo 33 voti contro 6 di Toneatto e 2 di Carletto Parola. Per la Serie C la scelta è caduta su Giorgio Sereni del Parma che ha raggiunto 26 voti contro 13 di Giovanbattista Fabbri (Giulianova) e 2 di Corelli. In Serie D vittoria di Carlo Matteucci del Marsala (26 voti); tra i dilettanti successo di Giovanardi del Fregene con 32 voti.

Per il settore giovanile il premio è andato a Scaglioni (Fiorentina) con 22 preferenze. L'elenco delle medaglie continua con gli arbitri: Panzino è stato prescelto come il migliore tra gli arbitri della A e della B. Ha avuto 29 voti contro gli 8 di Serafini e 2 di Motta. Plebiscitaria la scelta di Agnolin tra gli arbitri di C: 41 voti e due astenuti. C'è da dire che Agnolin (figlio d'arte) è un diplomato dell'Istituto superiore di educazione fisica, quindi conosce lo sport anche come disciplina. Per la Serie D premiato Tonolini, e come commissario arbitri regionali la medaglia è toccata a Castelvetri per la sua lunga attività. Contrastata l'assegnazione della "Targa d'oro Leone Boccali" riservata al giornalisti. Tre i candidati, ma l'elettorato si è subito diviso in due: 19 voti a Paolo Biagi e 19 voti a Mario Gismondi. Anche nel ballottaggio assoluta parità: 21 voti per uno. E' stata proposta e votata l'assegnazione del premio ex aequo, così Blagi e Gismondi riceveranno una targa d'oro ciascuno.



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