Sabato 12 settembre 1942 - Roma, stadio del P.N.F. - Lazio-Vicenza 4-6


Stagione

12 settembre 1942 - Amichevole precampionato - inizio ore 16:30

LAZIO: Gradella, Valenti, Monza, Fazio (Contin, Capponi), Ramella (Borici), Ferri, Köenig, Pisa (I), Piola, Flamini, Puccinelli.

VICENZA: Romano, Foscarini, Grugnetti, Campana, Santagiuliana, Abeni, Marchetti (Zanollo, Marchetti), Zopellari(Zanollo), Quaresima, Rossi, Colaussi (Capri).

Arbitro: sig. Lisotti di Roma.

Marcatori: pt 9’ Pisa I°, 40’ Quaresima, 41’ Marchetti, st 2' Capri, 49’ Puccinelli, 56’ Capri, 59’ Piola, 63’ Quaresima, 65’ Puccinelli, 72’ Quaresima.

La presentazione dell'incontro sulle pagine del Littoriale

Note: Spettatori 5.000 circa; vendemmia di gol nell’esordio casalingo della Lazio, anche i calci d’angolo 5-1 in favore degli ospiti.


Punteggio tennistico allo Stadio: la recluta Vicenza supera una Lazio tutt’altro che in forma. Se i risultati delle partite preparatorie dovessero essere presi per oro colato, povera Lazio e poveri i suoi tifosi. Fortunatamente però questi assaggi di precampionato, se valgono ai fini dell’inquadramento della squadra, non hanno alcun valore ai fini del punteggio finale. Vi è anzi una tradizione, tanto per consolare i tifosi, che vi sono più probabilità che la squadra disputi un buon campionato quanto meno riesca a vincere nelle gare precampionato. Quindi dal lato scaramantico i tifosi laziali possono stare perfettamente tranquilli. Però ogni medaglia ha il suo rovescio e, al di là del risultato, occorre dire subito che la Lazio deve lavorare molto se vuole presentarsi in perfetta regola all’ormai prossima avventura del campionato 1942/43. È vero che gli azzurri non si sono impegnati a fondo, ma è più esatto dire che non si sono impegnati con continuità. Infatti nei pochi momenti in cui s’è visto affiorato qualche tentativo di costruire, di legare, di dipanare la matassa di un gioco senza costrutto e senza nesso, sono riaffiorati i soliti difetti, che costituirono il filo conduttore dello scorso anno; aggiungete che questi difetti si sono resi più visibili in conseguenza delle non buone condizioni di forma di quasi tutti i giocatori e non vi meraviglierete quando sentirete dire che di fronte alla freschissima animosità del Vicenza la Lazio s’è lasciata andare senza mai organizzare una seria e ben condotta reazione. Se la partita in complesso è risultata assai interessante, lo si deve esclusivamente ai ragazzi del Vicenza, che, dopo un’inizio guardingo, quasi fossero intimiditi dalla levatura dell’avversario, si sono sbrigliati, una volta constatato che il diavolo non era poi tanto brutto, ed hanno dato così vita ad una serie di azioni bene imbastite, miranti soprattutto al sodo, senza perdersi in inutili fronzoli. L’allenamento della Lazio si è concluso quindi in un allenamento del Vicenza. D’accordo, non può bastare l’esibizione di ieri, soprattutto tenendo conto della pochissima consistenza dell’avversario, per dare alla squadra vicentina il salvacondotto per il difficile paese della serie A. Ma abbiamo avuto l’impressione che di questo nuovissimo Vicenza se ne sentirà parlare in campionato perché la «matricola» ha fatto vedere un robusto affiatamento e la sua fresca sbrigliatezza nel passare dal tema allo svolgimento e dallo scopo all’attuazione. Un portiere che ha occhio e scatto, due terzini che senza essere degli assi sanno il fatto loro e quanto a grinta sembrano preparati a reggere l’urto di qualunque centravanti (e già ieri Piola l’ha potuto constatare), una mediana dal gioco arioso, chiaro ed intelligente ed un attacco prontissimo a dire la sua, grazie soprattutto al lavoro delle mezz’ali, Rossi e Zoppellari (un ottimo elemento soprattutto quest’ultimo) ed alla incisività del centravanti Quaresima. Individualmente i migliori sono sembrati, oltre al già citato Quaresima, autore di una tripletta, e Zopellari, il centromediano Santagiuliana, che, per quanto non ancora in perfetta forma, ha ingranato specialmente nel secondo tempo dimostrando di essere degno della fama che lo ha preceduto, il mediano sinistro Abeni e l’ala sinistra Capri, vecchia conoscenza dei romani noto per il suo scatto e tiro a rete. Poco in forma invece il Colaussi del primo tempo. Nella Lazio i meno fuori forma sono apparsi Gradella, Fazio, Ramella, Flamini e forse anche Piola; mentre i neo acquisti Köenig e Contin devono lavorare ancora molto prima di entrare in forma. Ai tifosi laziali non resta che sperare perché si avveri ancora la scaramantica tradizione. Limitando alla cronaca i dieci gol oltre a qualche tiro alto di Pisa e qualche tentativo di sfondamento da parte di Piola, due o tre «tenute» extraregolamentari dei terzini vicentini ed una serie di belle azioni degli attaccanti in magla biancorossa: al 9’ su azione di Köenig, dopo un batti e ribatti, palla per Pisa che firma la prima rete con un bel rasoterra; al 40’ pareggio di Quaresima su passaggio di Zopellari e subito dopo vantaggio vicentino con Marchetti che conclude dopo una serie di scambi con Zopellari e Quaresima. Nella ripresa si inizia con un traversone di Quaresima che trova la testa di Capri, ma al 49’ su punizione tirata da Contin la palla arriva a Flamini che serve Puccinelli il cui tiro immediato porta la Lazio sul 3-2, ma il Vicenza segna nuovamente al 56’ di nuovo con Capri a conclusione di un’azione Quaresima-Zanollo; al 59’ Piola infila l’angolo basso a conclusione di una trama Flamini-Puccinelli, ma quattro minuti dopo segna ancora Quaresima su passaggio di Capri; quindi Puccinelli mette dentro deviando un tiro di Köenig e chiude la serie Quaresima con un tiro al volo dopo una serie di scambi tra lui e Zanollo.