Domenica 10 marzo 1991 - Bari, stadio San Nicola - Bari-Lazio 0-0

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10 marzo 1991 - 2479 - Campionato di Serie A 1990/91 - XXIV giornata

BARI: Biato, Loseto, Carrera, Terracenere (23' Lupo), Maccoppi, Gerson, Colombo, Di Gennaro, Raducioiu, Maiellaro, João Paulo. A disp.: Alberga, Amoruso, Laureri, Soda. All. Salvemini.

LAZIO: Fiori, Bergodi, Sergio, Pin, Gregucci, F.Marchegiani, Bacci, Troglio, Riedle (77' A.Bertoni), Sclosa, Sosa. A disp.: Orsi, Lampugnani, Domini, Saurini. All. Zoff.

Arbitro: Sig. Magni (Bergamo).

Note: ammoniti al 32' Marchegiani; 36' Gerson; 43' Di Gennaro; 61' Colombo.

Spettatori: 12.953 paganti, incasso di 246.600.000 lire. Abbonati 13.184, quota partita di 398.874.434 lire.

Sosa semina Carrera
Sergio braccato da Carrera
Fiori in uscita
Gregucci si attacca a Joao Paulo

Un pareggio secondo tradizione tra Bari, e Lazio. La spartizione dei punti permette ai laziali di continuare lungo la strada della coppa Uefa ed ai biancorossi di fermare, almeno per il momento, la sindrome dell'ascensore. E' la parola che simboleggia la storia calcistica del Bari, su e giù dalla serie A alla B e viceversa. Insomma: la squadra di Salvemini, dopo un girone d'andata esaltante, ora rischia grosso. I tifosi continuano ad essere delusi e anche ieri hanno manifestato il loro disappunto. Solo nel secondo tempo, per una ventina di minuti, quando Raducioiu ha rischiato di segnare, i tifosi sono tornati ad entusiasmarsi. Ma in seguito la squadra si è spenta come nel primo tempo ed il pareggio, tutto sommato, l'ha graziata perché Biato ha compiuto un miracolo al 65', parando col piede un tiro raso terra di Sosa che aveva ricevuto di testa da un impareggiabile Riedle. La Lazio ha tenuto in pugno l'incontro fin dall'inizio. A centrocampo Marchegiani ha dettato legge. Troglio ha sfoderato i suoi contropiede, Riedle arrivava ovunque con la sua testa d'oro. C'era poi un folletto, Sergio, che si spingeva con prepotenza nella difesa biancorossa, come al solito pasticciona. Un incontro solo a tratti bello. Soprattutto nel secondo tempo, quando il Bari è sembrato svegliarsi. Primo tempo laziale. La difesa barese arranca, un errore di Maiellaro trova pronto, come sempre, Troglio, che si impossessa della palla e crossa in area: per un soffio gli attaccanti laziali giungono in ritardo. E' la testa di Riedle che riesce sempre ad avere la meglio, Troglio è lì che aspetta, si smarca e trova Sosa pronto a travolgere le retrovie biancorosse. Di Gennaro è forse l'uomo migliore, ancora una volta, di un Bari che non riesce a quagliare un'azione degna, se non nelle ripetute singolarità di Joao Paulo (stretto da Gregucci, spesso con irregolarità). Sclosa è guardato a vista da un buon Carrara. Maiellaro sembra impacciato, così Joao Paulo, solo Raducioiu si danna l'anima usando la sua arma migliore: la velocità. Al 27', una doccia fredda. Riedle di testa passa a Sosa tagliando la difesa barese ed il numero 11 segna. Ma l'arbitro annulla perché poco prima aveva fischiato una carica al limite dell'area di rigore di un difensore barese: insomma, non ha concesso la regola del vantaggio. . Nel secondo tempo il Bari parte all'arrembaggio. In squadra non c'è più Terracenere, sostituito nel primo tempo con Lupo. Maiellaro si è svegliato e si produce in ottimi a solo, crossando al momento giusto verso Raducioiu, veloce ma indeciso nel tiro a rete. Joao Paulo pare quello di sempre: pronto e svelto nel dribbling. Gerson sfodera un buon gioco da libero. Ma la difesa laziale non si fa sorprendere. Fiori vola in area interrompendo tempestivamente i cross che, almeno per un quarto d'ora, piovono da tutte le parti, soprattutto per merito di Di Gennaro. Dopo l'azione della parata miracolosa di Biato l'incontro si spegne lentamente. Le squadre dimostrano di essere paghe di un punto a testa. Qualche emozione giunge da Di Gennaro e Joao Paulo. Solo Riedle con le sue finte continua a sbilanciare la difesa barese. Nulla di più. La Lazio è stata superiore nettamente, ma forse non ha voluto tentare di più.

Fonte: La Stampa