Lunedì 16 dicembre 2024 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Inter 0-6

Da LazioWiki.

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16 dicembre 2024 – Roma, stadio Olimpico - Campionato di Serie A, XVI giornata - inizio ore 20.45

LAZIO: Provedel, Marusic, Patric, Gila (28' Gigot, 46' Lazzari), Nuno Tavares, Guendouzi, Rovella; Isaksen (57' Tchaouna), Pedro (57' Dele-Bashiru), Zaccagni (80' Castrovilli), Noslin. A disposizione: Mandas, Furlanetto, Pellegrini, Dia. Allenatore: Baroni.

INTER: Sommer, Bisseck (46' Darmian), de Vrij, Bastoni (63' C. Augusto), Dumfries, Barella (75' Zielinski), Calhanoglu (63' Asllani), Mkhitaryan, Dimarco (82' Buchanan), Lautaro, Thuram. A disposizione: Martinez, Calligaris, Arnautovic, Correa, Frattesi, Palacios, Taremi. Allenatore: S. Inzaghi.

Arbitro: Sig. Chiffi (Padova) - Assistenti: Sigg. Cecconi e Zingarelli - Quarto uomo: Sig. Manganiello - V.A.R.: Sig. Mazzoleni - A.V.A.R.: Sig. Serra .

Marcatori: 41' Calhanoglu (rig), 45' Dimarco, 51' Barella, 53' Dumfries, 79' C. Augusto, 90' Thuram.

Note: ammonito 24' Calhanoglu, 31' Bastoni, 40' Rovella, 44' Bisseck, 75' Darmian, 77' Zaccagni. Angoli 4 a 2. Recuperi: 6' p.t., 4' s.t.

Spettatori: 58.000 circa.


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I calciatori convocati per la partita odierna

La classifica dopo la XVI giornata di campionato


► Il Corriere dello Sport titola: . Prosegue il quotidiano sportivo romano:

Il Messaggero titola: . Prosegue il quotidiano romano: .

Il Tempo titola: . Prosegue il quotidiano romano:.


La Gazzetta dello Sport titola: "Inter che show". Prosegue il quotidiano sportivo: "Prova di forza dei nerazzurri. Lazio travolta 6-0. Scudetto: corsa a 3". "Fino al 36' la squadra di Inzaghi si limita a contenere, ma dopo il rigore di Calhanoglu si scatena: segnano anche Di Marco, Barella, Dumfries, Carlos Augusto e Thuram".

Come quando lo sceriffo entra nel saloon e mette la stella sul bancone per far capire chi comanda. L’Inter, più volte, ha dato la sensazione di aver perso la ferocia della stagione scorsa, spesso distratta in difesa. In fondo, anche ieri, nella prima mezz’ora, ha stentato, illudendo una Lazio più vogliosa. Poi però, al 36’, ha messo la stella sul bancone e ha fatto capire alla concorrenza, affacciata alla tv, che se vuole, può ancora dettare legge, dominante come e più di prima (3 gol in più, rispetto a un anno fa). Un’esibizione di forza impressionante: 6 gol alla squadra più in forma del momento, che aveva raccolto più punti di tutte in casa (6 vittorie, un pari). Un balzo verso Atalanta e Napoli e, con una partita da recuperare, l’Inter può immaginarsi in vetta. Intanto, ha superato la Dea per gol fatti: 40-39. Inzaghi ha schiantato la Lazio dove si sentiva più forte: sulle fasce. Dumfries (il migliore), Dimarco. Bastoni e Carlos Augusto hanno segnato o assistito. Barella meraviglioso, come il suo gol. Qualità, potenza atletica, ma soprattutto, il cinismo delle grandi: due gol in 5’ a fine primo tempo, due in 2’ a inizio ripresa. Appena la Lazio ha vacillato, l’Inter le è saltata al collo e l’ha annientata. E, a tutto questo, manca ancora il vero Lautaro. Se esistevano ancora dubbi sulla favorita d’obbligo del campionato, Simone Inzaghi, sceriffo della seconda stella, li ha spazzati via.

Lazio indifesa. Dopo le vittorie su Napoli e Ajax, un risveglio traumatico per la Lazio. Si è illusa fino al rigore di Calhanoglu, poi è stata demolita. Inutile rimproverare a Baroni un assetto troppo audace, diventato insostenibile nella ripresa davanti all’uragano Inter. E’ grazie al coraggio infuso che ha portato la Lazio dov’è, 10 punti oltre lo scorso anno. Il crollo è stato mentale, più che tattico: alle prime difficoltà, la squadra si è sbriciolata, La dura lezione servirà a perfezionare gli equilibri e a crescere in personalità. L’infortunio di Gila, in una difesa già priva di Romagnoli, è stato determinante. La Lazio ripartirà, dalla sua qualità e dal suo coraggio.

Partenza lenta. Inter avvelenata dal gol beffardo di Leverkusen e con lo spirito da battaglia dei titolari? Macché… Per 36’ ritmo da balera e preoccupazione di contenere, superiore a quella di offendere. Come in Germania. Una pigrizia collettiva, non condivisa dal solo Barella, vista altre volte in stagione. In questi 36’, una Lazio molto più eccitata, caricata a molle dalle vittorie su Napoli e Ajax, fa la partita. Pedro, Guendouzi e Rovella pressano Calhanoglu, Barella e Mkhitaryan. A palla recuperata, Marusic e Tavares, si alzano subito per pareggiare il conto in mediana. La palla che sbuccia a centro area Noslin, su assistenza di Isaksen, è un’occasione vera, primo frutto della superiorità laziale (22’). I 30 metri che Zaccagni cavalca indisturbato fino all’area di Sommer, in un presepe nerazzurro, spiegano bene l’anima molle dell’Inter. Poi si arriva al 36’.

Calha di rigore. L’Inter, che non ha ancora mandato un tiro in porta, conquista un angolo. Dumfries incorna, Provedel para, carambola sotto porta, e De Vrij spinge la palla in rete, ma Lautaro è in fuorigioco. Si alza la bandierina. Sembra tutto pacifico, invece il Var scopre che la palla inzuccata da Dumfries scivola sul braccio alto dell’imprudente Gigot. Rigore che Calha realizza, dopo l’errore col Napoli (41’). Notare: Gigot è entrato al 28’ al posto di Gila (giramenti di testa) che finora aveva chiuso bene il portone. Gli occhi dell’Inter cambiano di colpo. Diventano feroci. Si accorge che l’avversario barcolla e si aggrappa alle corde. Ci mette quattro minuti piazzare il ko: Calha per Dumfries che cambia gioco, Dimarco chiude in rete (45’). Tutto in velocità, tecnicamente pulito, bellissimo. Neppure il tè rilassa i nerazzurri che rientrano in campo più intensi di prima, decisi a chiudere ogni spiraglio di possibile rimonta. Ora le linee di gioco educate negli anni da Inzaghi scavano il prato dell’Olimpico, l’Inter dilaga negli spazi come un incendio. Minuto 6’: passaggio secco di Calhanoglu da destra, Barella lo addomestica con una carezza e lo tuona in rete come usava il suo maestro Gigi Riva. E lo chiamano mediano… Due minuti dopo, altro festival di fascia: Bastoni catapulta da sinistra, Dumfries mangia in testa a Tavares e incorna il 4-0.

Alla Lazio, frastornata, avvilita, non resta che provare a finire in piedi. Baroni la soccorre attrezzando un più denso 4-3-3, con Dele-Bashiru per Pedro. Non basta, perché gli esterni di Inzaghi scappano da tutte le parti. Stavolta Dimarco assiste il raffinato gol di Carlos Augusto (32’). E, siccome, in una goleada, gli attaccanti non possono fare scena muta, ecco che Micki cucina l’11° gol di Thuram che sale a un passo dal capocannoniere Retegui (12): 6-0 a un passo dal Foro Italico. Le stelle sono tante, milioni di milioni. Ora il campionato sa che quella dell’Inter brilla ancora forte. Perché vuol dire qualità.




La formazione biancoceleste:

La formazione iniziale biancoceleste in grafica



► Per questa partita il tecnico biancoceleste Marco Baroni ha convocato i seguenti calciatori:

I convocati in grafica



Dal sito http://www.legaseriea.it/it/serie-a/
Dal sito http://www.legaseriea.it/it/serie-a/



• La classifica dopo la XVI giornata del campionato di Serie A:

Classifica Punti GG V N P GF GS DR Punti C VC NC PC Punti F VF NF PF
Atalanta 37 16 12 1 3 39 17 22 18 6 0 1 19 6 1 2
Napoli 35 16 11 2 3 24 11 13 18 6 0 2 17 5 2 1
Inter 34 15 10 4 1 40 15 25 17 5 2 1 17 5 2 0
Fiorentina 31 15 9 4 2 28 11 17 17 5 2 0 14 4 2 2
Lazio 31 16 10 1 5 30 23 7 19 6 1 1 12 4 0 4
Juventus 28 16 6 10 0 26 12 14 15 3 6 0 13 3 4 0
Bologna 25 15 6 7 2 21 18 3 13 3 4 0 12 3 3 2
Milan 23 15 6 5 4 24 16 8 15 4 3 1 8 2 2 3
Udinese 20 16 6 2 8 19 25 -6 12 4 0 4 8 2 2 4
Empoli 19 16 4 7 5 14 16 -2 7 1 4 3 12 3 3 2
Torino 19 16 5 4 7 17 20 -3 8 2 2 3 11 3 2 4
Roma 16 16 4 4 8 18 23 -5 12 4 0 4 4 0 4 4
Genoa 16 16 3 7 6 13 24 -11 6 0 6 3 10 3 1 3
Lecce 16 16 4 4 8 10 27 -17 12 3 3 2 4 1 1 6
Parma 15 16 3 6 7 23 28 -5 8 2 2 5 7 1 4 2
Como 15 16 3 6 7 18 28 -10 9 2 3 2 6 1 3 5
Verona 15 16 5 0 11 21 39 -18 9 3 0 5 6 2 0 6
Cagliari 14 16 3 5 8 15 26 -11 9 2 3 4 5 1 2 4
Monza 10 16 1 7 8 14 21 -7 3 0 3 5 7 1 4 3
Venezia 10 16 2 4 10 15 29 -14 7 2 1 4 3 0 3 6





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