Sabato 24 ottobre 2026 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Parma 2-1
► Stagione
Turno precedente – Turno successivo
24 ottobre 2026 – Roma, stadio Olimpico - Campionato di Serie A, VIII giornata - inizio ore 20.45
LAZIO: Mandas, Floriani, Sutalo, Provstgaard (46' Diogo Leite), Nuno Tavares, Frattesi, Belahyane, Taylor (71' Dele-Bashiru), Isaksen (77' Lazzari), Noslin, Zaccagni (77' Pedraza). A disposizione: Motta, Renzetti, Pellegrini, Doekhi, Cancellieri, Przyborek, Cataldi, Serra, Farcomeni, F. Bordon. Allenatore: Gattuso.
PARMA: Corvi, Drobnic, Troilo, Diego Carlos (72' Frigan), Delprato, Ordonez (83' Lontani), Sierro (46' Bernabè), Keita, Valeri, Romero (78' Fabbian), Touré. A disposizione: Ghidotti, Daffara, Ndiaye, Diallo, Cremaschi, De Martis, Britschgi, Carboni, Konate. Allenatore: Gilardino.
Arbitro: Sig. Arena Torre del Greco) - Assistenti: Sigg. Ceccon e Ceolin - Quarto uomo: Sig. Doveri - V.A.R.: Sig. Santoro - A.V.A.R.: Sig. Mazzoleni.
Marcatori: 50' Taylor, 58' Diego Carlos (aut.), 90'+5' Lontani.
Note: ammoniti 31' Provstgaard, 38' Sierro. Angoli 8 a 3. Recuperi: 2' p.t., 8' s.t.
Spettatori: 9.300 presenti.

► I calciatori convocati per la partita odierna
► Le dichiarazioni dei protagonisti
► La classifica dopo la VIII giornata di campionato
• Il Corriere dello Sport titola: “Non svegliate questa Lazio”. Continua il quotidiano sportivo romano: “Battuto il Parma: Gattuso in testa alla classifica in attesa dell’Inter. La favola biancoceleste continua. Primo tempo complicato, poi la rete di Taylor e un autogol. Lontani a segno il brivido finale”.
Prima, sola. Per una notte l’incredibile è reale, l’impossibile è possibile. Aspettando l’Inter, la Lazio si è issata in vetta. E la Roma è finita a -4. Quanto l’autenticità di questo primato corrisponda alla proiezione finale nessuno può ancora saperlo, ma ora è difficile nascondersi almeno per l’Europa. La Lazio è passata dalle stalle alle stelle, è irresistibile l’ascesa in 8 giornate (22 punti, zero ko). Lo scatto storico non si addice all’Olimpico fantasma. Ma cerchiamo di immedesimarci nella gioia e nella frustrazione dei laziali. Più in alto è la Lazio, più il sacrificio del suo popolo è altissimo. Neppure il primo posto scambierebbero con la loro crociata. Novemilatrecento spettatori ieri, in calo. La Curva ha accolto la squadra fuori. I laziali saranno diecimila a Reggio Emilia. La rivoluzione resiste a tutto. Anche la Lazio ha superato una prova di resistenza, il primo tempo col Parma. Certo, se l’arbitro Arena e il Var Santoro non avessero cancellato il rigore Troilo-Frattesi all’8' (trattenuta prolungata) la partita forse sarebbe finita prima. Non può c’entrare la “linea” alta. Davide con le mani tra i capelli. Gattuso peggio. Cervellotico non darlo. Alla Lazio sono bastati 8 minuti nel secondo tempo per svaligiare l’area gialloblù. Prima Taylor, innescato da Diego Carlos. Poi l’autogol dello stesso. Notte dannata per lui. Tavares s’è mangiato il tris due volte. Il Parma di Gilardino ha sfruttato i 7 minuti di recupero per accorciare con Lontani (tra i subentrati) su un cross che Mandas ha letto male. Gila non fa punti, ha trovato il primo gol, ne ha presi altri due (8 in tre partite), ma non si abbatta. Nel primo tempo non ha retto lo strascico alla Lazio. L’ha fatta ballare. Ancora due parate salvavita di Mandas.
Il tema. Gattuso e Gila, amici cari alla prima sfida. Rino senza Pinamonti (febbricitante). Parma con Bernabé in panchina (scelta tecnica). Gattuso non lascia mai l’agio di tagliare la prima fetta di torta: pressione ultraoffensiva. Blocco basso del Parma: 5-3-2, 3-5-2 in possesso. Gila ha ordinato la palla lunga per il due contro due Romero-Provstgaard e Touré-Sutalo. Baricentro altissimo della Lazio, troppo spazio da coprire per i suoi centrali. Le famose turbolenze da rischio patatrac che Rino accetta. Le transizioni sono nate da palloni suicida biancocelesti. Il primo di Noslin, ha lanciato Romero, Mandas ha sbarrato la porta. L’alleggerimento ha portato alla svista su Frattesi. Corvi ha lanciato per Touré, spizzata su Sutalo. Cross di Valeri, incornata di Touré. Mandas in volo. La Lazio, disarcionata sulle seconde palle, ha trovato sbocchi a sinistra. Isaksen, Zaccagni o Tavares a triangolare con le mezzali. Spesso 4 contro 3 per aprire spazi e mettere dentro palloni. Zaccagni ha crossato per Isaksen, incornata sulla traversa. Romero ha causato il giallo di Provstgaard. Diego Carlos è stato graziato da Arena su Zaccagni. Lazio infuriata. Finalmente una seconda palla strappata, Frattesi feroce su Keita. Noslin ha vinto il contrasto con Sierro. Destro di Isaksen in fuorigioco. Corvi in angolo su Taylor, altra azione da sinistra, da qui il 58% degli attacchi. Primo tempo col 70 per cento di possesso per la Lazio.
La ripresa. Rino ha cambiato Provstgaard (ammonito), dentro Diogo Leite. Gila con Bernabé, inutilmente. Il centrosinistra, trampolino dei gol. Diego Carlos ha respinto sui piedi di Taylor, colpo a fil di palo. La difesa del Parma disfatta. Corvi ferito, ha resistito. Gol da tilt. Palla persa in costruzione dal Parma. Lazio da destra a sinistra. Taylor per Tavares, cross e autogol di Diego Carlos. Rino ha chiuso con Tavares e Lazzari ali. Parma col 4-2-4. E’ finita oltre il 97', con i cori fievoli dei laziali un po’ più risonanti. Per loro c’è qualcosa che vale quanto il primo posto.
• Il Messaggero titola: “Lazio super, una notte in Paradiso”. Continua il quotidiano romano: “Bastano nove minuti a inizio ripresa per battere il Parma: Taylor e poi un autogol confezionano la settima vittoria in otto partite. In attesa dell’Inter i biancocelesti soli in vetta: non accadeva dal 2020. Primo tempo tra sfortuna e nervi: traversa di Isaksen e rigore negato a Frattesi. Lontani accorcia al 94’”.
Meravigliosa solitudine con questa febbre da sabato sera. La Lazio è prima da sola, almeno per una notte in paradiso. Ventidue punti, il cielo sopra la testa e l'Inter giù, oggi alle 12.30, con la possibilità di agganciarla solo se batterà la Fiorentina. Ma da ieri, lassù, ci sono solo i biancocelesti, ancora imbattuti. Non accadeva dal 29 febbraio 2020, dal 2-0 al Bologna della Lazio di Simone Inzaghi. Un'altra epoca, un'altra squadra, lo stesso desiderio di guardare tutti dall'alto. La banda di Gattuso non si ferma. Cade anche il Parma: è la settima vittoria (e un pari) in otto giornate e la corsa continua. Undici marcatori diversi: Taylor è l'ultimo a iscriversi all'orchestra. L'autogol di Diego Carlos regala il raddoppio, il tiro-cross di Lontani (2-1) non rovina la festa. Una squadra senza un padrone del gol, dove prima o poi qualcuno si presenta all'appuntamento, e appena cinque reti subite: la miglior difesa della Serie A. Peccato per quella nota stonata che accompagna ogni sinfonia: la protesta immutata contro Lotito, le urla di Rino nel silenzio. Fuori, una marea di tifosi preme sotto la Curva Nord; dentro lo stadio ancora il vuoto: appena 9.300 fedeli. Forse ce ne saranno di più dopodomani, in trasferta al Mapei Stadium.
Le difficoltà. La Lazio scala l'Everest, ma il suo popolo resta ai piedi della montagna. Gattuso conferma gli undici dell'impresa allo Stadium. Taylor stringe i denti dopo la botta alla coscia. Davanti c'è Noslin, solo e senza ricambi: Pinamonti è costretto a dare forfait all'ultimo per una tracheite. Gilardino, reduce dalle sconfitte contro Inter e Torino, cambia il centrocampo: fuori Bernabé, dentro Ordonez e Sierro. Il Parma serra le linee, concede poco e aspetta l'errore. La Lazio, invece, fatica a trovare varchi e rischia subito Romero salta Provstgaard e punta Mandas, che gli sbarra la strada con il piede destro. I biancocelesti replicano con Frattesi, trattenuto in area da Troilo. Il rigore sembra solare, ma l'arbitro Arena lascia correre e il VAR Santoro avalla la decisione. Nessun penalty, nessuna spiegazione che plachi le proteste. Il Parma riparte e Touré, di testa su cross di Ordonez, costringe Mandas a un intervento prodigioso. Dall'altra parte, Isaksen svetta sul morbido pallone di Zaccagni: traversa. La rete è a un soffio, ma resta un miraggio. Dietro, Sutalo e Provstgaard soffrono la velocità di Romero; il centrocampo non accorcia, l'attacco rimane isolato e le distanze si dilatano. Il Parma punge, la Lazio traballa. Isaksen trova anche il gol, imbeccato da Noslin, ma la bandierina spegne l'esultanza: fuorigioco. Tutto cancellato.
La svolta. Si va al riposo sullo zero a zero, con più possesso che precisione, più volontà che lucidità. Il risultato tiene in ostaggio la Lazio e Gattuso non aspetta. Provstgaard, ammonito e in affanno contro la velocità delle punte emiliane, resta negli spogliatoi. Dentro un gigantesco Leite. Gilardino risponde: fuori Sierro, dentro Bernabé. Cambiano gli uomini, non la tensione. Basta un errore, un rimbalzo, un istante. Ed eccolo, l'istante. Belahyane cerca Zaccagni. Diego Carlos devia involontariamente. Il pallone finisce a Taylor, che non chiede altro: piattone, angolino basso, colpo di biliardo. Uno a zero. Il primo timbro stagionale dell'olandese arriva come una boccata d'aria dopo una lunga apnea e tanto nervosismo. Il gesto giusto, al momento giusto. E un'altra firma sulla stagione: undici marcatori in otto giornate. La Lazio non aspetta un salvatore. Se lo costruisce, partita dopo partita. Adesso la pressione cambia padrone. Frattesi sfiora il raddoppio, ma spara alto. Zaccagni lo imita in rovesciata. Tavares insiste sulla fascia. Cross dopo cross, senza tregua. E proprio da uno dei suoi cross arriva un'altra deviazione decisiva di Diego Carlos, ancora lui, che infila la propria porta. Autogol. Due a zero. La partita, che nel primo tempo sembrava un labirinto, adesso ha un'uscita. La Lazio respira e passeggia: crea occasioni e ne sciupa tre clamorose con Frattesi, Tavares e Dele-Bashiru. Nel recupero arriva il brivido con la rete di Lontani; il triplice fischio è ossigeno puro. La fatica si sente, ma le grandi corse si misurano anche così: vincendo quando la strada si restringe e il pallone sembra pesare il doppio. Ventidue punti. La vetta. Undici marcatori. Gattuso può sorridere: la sua Lazio sa soffrire, sa reagire, sa trovare un gol anche quando la partita si ostina a negarglielo. Resta il paradosso. In campo, una squadra che corre, segna e trascina. Sugli spalti, un vuoto che nessuna vittoria riesce a riempire. La classifica brilla, l'Olimpico tace. La Lazio vola. Roma, comunque, per una notte guarda di nuovo tutti dall'alto.
• Il Tempo titola: “Lazio notte da capolista”. Continua il quotidiano romano: “I biancocelesti battono 2-1 il Parma e volano da soli in vetta. In un Olimpico vuoto decidono Taylor e l’autogol di Diego Carlos”.
Padroni del campionato per una notte. A mezzogiorno tocca all'Inter ma la Lazio di Gattuso guarda tutti dall'alto. Battuto anche il Parma 2-1, settima vittoria e un pareggio che valgono 22 punti in classifica e uno straordinario primato in classifica. A segno Taylor più un'autorete di Diego Carlos prima del gol casuale degli ospiti realizzato da Lontani in pieno recupero. Gattuso conferma la solita Lazio col modulo 4-3-3: davanti a Mandas, linea difensiva formata da Floriani, Sutalo, Provstgaard e Tavares, terzetto di centrocampo Frattesi, Belahyane e Taylor, tridente Isaksen, Noslin e Zaccagni. Oltre a Marusic, Rovella e Gudmundsson, manca Pinamonti messo fuori gioco dall'influenza. Sull'altro fronte Gilardino, in questa sfida tra campioni del mondo del 2006, rinforza la difesa a cinque con Delprato sulla fascia, in attacco la coppia Romero-El Bilal Tourè. Show dell'aquila Flaminia, poi il fischio dell'arbitro Arena davanti a meno di diecimila spettatori in uno stadio deserto e freddo. Parma chiuso dietro ma pronto a ripartire con Romero, che impegna Mandas in una difficile uscita bassa, e Touré, ma anche stavolta il portiere greco si fa trovare pronto. La Lazio si fa viva dopo otto minuti con Frattesi che brucia Troilo che gli tira la maglia e gli frana addosso. Rigore per un arbitro normale non per Arena col Var che rimane colpevolmente in silenzio. Almeno, però, i biancocelesti si iscrivono alla gara, Taylor prova a innescare Tavares comincia a martellare sulla sinistra. Nel cuore di un primo tempo gradevole, cross del portoghese e Isaksen colpisce una clamorosa traversa. Poi ancora Lazio con un gol annullato al danese per un fuorigioco di mezzo scarpino e una conclusione di destro di Taylor parata da Corvi. Si va al riposo senza reti e il clamoroso errore arbitrale che pesa come un macigno sulla partita.
Nella ripresa subito dentro Diogo Leite per Provstgaard ammonito, con Gattuso che annusa il pericolo viste le ripartenze ospiti e la direzione di gara in certi momenti persecutoria nei riguardi dei biancocelesti. Gilardino inserisce Bernabé per Sierro e chiede ai suoi di restare bassi a difesa della porta di Corvi. Lazio subito all'assalto, la pressione è totale e il Parma sbanda. Diogo Carlos comincia i suoi otto minuti di disastri: prima, al 50', rifinisce involontariamente per Taylor che realizza la rete vantaggio. Non contento il brasiliano infila la propria porta su un innocuo cross di Tavares: 2-0. Lazio in controllo, entrano Lazzari, Dele Bashiru e Pedraza. Nel lunghissimo recupero Lontani trova la rete della speranza ma la creatura di Gattuso porta a casa un'altra vittoria preziosa e meritata. E il sogno continua. Ora la trasferta di Reggio Emilia contro il Sassuolo con diecimila tifosi al seguito per impreziosire ancora di più un avvio di stagione straordinario.
• La Gazzetta dello Sport titola: “Tanta Lazio. Regina per una notte”. Continua il quotidiano sportivo: “Gattuso vola anche Gilardino ko e +3 sull’Inter. Rete di Taylor e autogol del Parma: i biancocelesti vincono la quarta di fila, per il tecnico dei gialloblù solo sconfitte”.
Da sola al comando, per una notte almeno. E sarà una notte bellissima, piena di sogni per una Lazio che continua a divertirsi e vincere. Quello di ieri contro il Parma è stato il settimo successo in otto giornate. Non era mai successo e va sottolineato non tanto per il record del club quanto per la mentalità che sta crescendo giorno dopo giorno in un gruppo che sembrava essere stato assemblato per accontentarsi di un campionato tranquillo e invece è proprio quello il verbo che Rino Gattuso ha cancellato a Formello: accontentarsi. Poco importa che oggi a fine pranzo l’Inter potrebbe già aver annullato il distacco. Non è sui nerazzurri che la Lazio sta facendo la sua corsa: la fa su se stessa, sui suoi limiti e sugli avversari per un posto nelle coppe. Il Napoli è 11 punti più in basso, come la Juve che però deve ancora giocare: cominciano a essere distacchi significativi, seppure a fine ottobre. Il 2-1 sul Parma conferma l’iscrizione alle liste europee: verranno momenti difficili, ma i punti conquistati nella prima parte del campionato saranno molto preziosi. Ieri la Lazio ha dovuto affrontare qualche difficoltà iniziale ma ha saputo gestire i momenti della gara con una significativa personalità, non è andata in confusione perché il gol tardava ad arrivare, ha continuato ad accerchiare senza frenesia gli avversari trovando spazio soprattutto a sinistra con le combinazioni tra Tavares, Taylor e Zaccagni e ha risolto la questione nei primi tredici minuti della ripresa grazie al migliore in campo. Taylor, già molto lucido nel non forzare le giocate e nella costante ricerca degli spazi giusti, ha punito dal limite un errato rinvio di Diego Carlos su filtrante di Belahyane e poi ha avviato con un pallonetto l’azione del raddoppio (cross al volo di Tavares e autogol di Diego Carlos).
Parma, piccoli segnali. La partita è finita lì perché il Parma non aveva proprio la forza di rimettere in discussione il risultato. Gilardino sta ancora cercando di dare un’identità alla squadra che ha nella mancanza di equilibrio e nella difficoltà a far partire l’azione i suoi problemi principali. Per adesso il bilancio di Gila è di tre sconfitte con otto gol al passivo e uno all’attivo: il cross di Lontani finito casualmente in porta al 95’. Nelle prime due partite della nuova gestione la squadra si era trovata all’intervallo sotto di tre reti con l’Inter e di due con il Torino. Ieri l’approccio è stato più ordinato e nel primo tempo, a parte la traversa di testa di Isaksen su cross di Zaccagni, sono stati concessi alla Lazio solo alcuni angoli e tiri da fuori perché i giocatori hanno curato bene le distanze. Il 3-5-2 con Delprato e Valeri molto più terzini aggiunti che laterali di spinta è stato interpretato con impegno: la scelta era quella di riempire il centro e lasciare qualche spazio sulle corsie dove però gli avversari non riuscivano ad arrivare lanciati e quindi la manovra risultava prevedibile. La velocità di Touré e Romero ha consentito in avvio ai gialloblù di costringere Mandas a due ottimi interventi, ma la produzione offensiva del Parma si è esaurita in pratica al 9’ del primo tempo. Il resto è stato un tentativo di arrivare incolumi a fine gara. Ma se ti porti il nemico in casa, rischi di prendere gol anche perché è quasi inevitabile commettere degli errori e se gli avversari sono bravi ne approfittano. Nel finale Gilardino ha provato con il 4-4-2 e il 4-2-3-1, ma al di là della casualità del gol di Lontani non ha ottenuto nulla. Questa squadra ha tante criticità e servirà un gran lavoro da parte dell’allenatore, che dovrà puntare soprattutto sulla qualità degli attaccanti.
Arbitri, sveglia. Va anche detto che il risultato poteva essere sbloccato molto presto (8’ del primo tempo) e non è successo per un evidente errore dell’arbitro, incomprensibilmente avallato dal Var Santoro. Frattesi si era autolanciato oltre Troilo che l’ha atterrato a pochi metri dalla porta. Il fallo è evidente e non regge il discorso del famoso contattino. Quella non è una situazione di palla contesa a centrocampo: Frattesi è in pieno controllo e sta preparando il tiro davanti al portiere, l’intervento di Troilo (energico o lieve che sia) costituisce un’infrazione da sanzionare con il rigore oltre che con un cartellino da valutare bene. Se gli arbitri non comprendono le dinamiche del gioco, questa storia del lasciar correre sempre e comunque rischia di rovinare molte partite. Ieri non è successo perché la Lazio non ha perso energie a rimuginare sull’episodio e si è concentrata sull’unica cosa che contava: vincere. Ultimamente non sa fare altro.
• Tratte dal Corriere dello Sport, alcune dichiarazioni post-gara.
Il tecnico biancoceleste si gode la vetta ma invita i suoi a restare concentrati: “Voliamo bassi”. Gattuso: “La Lazio lassù non c’entra nulla... Restiamo in trincea. All’Olimpico il campo è in pessime condizioni”.
Il grande dimenticato di Zenica è primo da solo. Non si lascia andare. Gattuso non sarà mai Narciso allo specchio: "La classifica? Lassù non c’entriamo nulla. Meno 18 è il numero giusto. Pensiamo al Sassuolo, quando arriveremo a 40 punti giocheremo di fioretto. Ora stiamo in trincea. Non dimentichiamo che abbiamo preso una legnata dal Mantova". Rino non lo dirà mai, ma per lui è una legittima, prodigiosa e meritata rivincita: "Stiamo scrivendo una piccola storia di questa società, questo sì. Rimanere così in alto dipende da noi". Rino non ha toni trionfali, preferisce tenerli bassi. In partita ha caricato i 9.000 dell’Olimpico, li spingeva a scaldare l’atmosfera: "Non sentivo forza. Mi è venuta così, ho fatto sentire la mia emozione. Ce n’era bisogno di carica, grazie a chi è venuto. I tifosi mi hanno ascoltato, hanno alzato un po’ l’adrenalina". Gattuso ha ringraziato la Curva per l’abbraccio fuori dallo stadio: "Hanno aspettato la squadra. Speriamo di continuare a volare basso, a lavorare con entusiasmo, vedremo dove arriveremo".
La partita. Primo tempo sotto ritmo: "Il campo non ci ha aiutato, era in condizioni pietose. Il manto era irregolare, non è una polemica. Né noi né la Roma possiamo provare il campo. Già all’inizio i giocatori borbottavano negli spogliatoi. La palla aveva movimenti strani". Gli ostacoli di Gilardino: "Sapevamo che i due davanti ci potevano creare difficoltà. Andavamo piano, in due-tre preventive siamo stati dei polli. Siamo stati bravi a segnare e a non farli più ripartire. Mi piace, stiamo migliorando. La squadra sta iniziando a subire meno gli avversari". Finora Gattuso non ha fatto turnover: "Giocano gli stessi perché finora abbiamo fatto solo una partita a settimana". Si è complimentato con i suoi per non aver perso la testa sul rigore non dato a Frattesi, ma in panchina Rino s’è infuriato: "È uno step importante per noi. Bisogna pedalare, niente polemiche. L’arbitro l’ha vista così e non ci possiamo fare nulla. Devo fare i complimenti alla squadra. Non hanno accerchiato l’arbitro. La linea arbitrale sta andando in questa direzione, è un bene per il nostro calcio perché le partite sono migliori. Giorni fa ho litigato con due-tre giocatori, facevo l’arbitro e mi hanno mandato a quel paese". Rino sottolinea un aspetto: "Cosa mi piace di questa Lazio? Dico la grande mentalità". L’immagine è Frattesi che recupera palla al 94', esultando come un pazzo: "Dobbiamo gasarci così. Non dobbiamo giocare mai sotto ritmo, altrimenti non siamo pericolosi". Pinamonti out: "Aveva 38,5 di febbre. Lo abbiamo tenuto lontano dalla squadra. Tutto bello a Formello, ma finestre ce ne sono poche". Lo spogliatoio è un bunker extralusso, ma non è antivirus.
In un altro articolo le parole di Taylor, al primo gol stagionale. L’olandese è tra i leader biancocelesti. Solito enorme contributo al gioco, poi il sinistro per l’1-0 della Lazio: "Avanti una gara dopo l’altra".
E pensare che non stava neanche bene. Il colpo alla coscia ricevuto contro la Juventus, il colpo all'angolino rifilato al Parma. C'è voluta la sua qualità per buttare giù il muro di Gilardino. Belahyane aveva cercato Zaccagni in verticale, il pallone è spuntato dopo la deviazione maldestra di Diego Carlos. I suoi due tocchi, invece, sono stati precisi precisi. Il primo, di destro, per mettersela sulla corsa. Il secondo, con il mancino affilato, per infilare Corvi. La Lazio fino a quel momento (51') aveva sbattuto sui centrali gialloblù, sulla traversa e sugli errori tecnici negli ultimi 30 metri di campo. L'ex Ajax, con tutta la tranquillità del mondo, ha dimostrato cosa significa avere confidenza con entrambi i piedi e con la porta avversaria. Mancava il suo nome nel listone dei marcatori di Gattuso: 11esimo calciatore diverso tra gli stoccatori biancocelesti in questo campionato, si è aggiunto a Frattesi, Gudmundsson, Cancellieri, Noslin, Zaccagni, Tavares, Isaksen, Pinamonti, Provstgaard e Dele-Bashiru.
Timbro. È uscito al 70', Rino l'ha richiamato risparmiandogli 20 minuti, la sua presenza andava preservata in vista del turno infrasettimanale. Taylor, uscendo, ha ricevuto i 9.300 applausi dei presenti all'Olimpico e tutti quelli dei tifosi rimasti fuori per la protesta. "Sono felice per il gol e per i 3 punti. Cos’è cambiato tra il primo e il secondo tempo? All'inizio è stato decisivo Mandas, poi siamo stati più calmi. Non è stata la nostra migliore prestazione, ma abbiamo meritato la vittoria", ha commentato. È stato un Kenneth trascinante, a Torino era uscito zoppicando per colpa di una contusione dolorosa. Rispetto al resto della rosa è rimasto a riposo "un giorno e mezzo in più" per non forzare i muscoli a Formello. Non si poteva rischiare il suo forfait, a maggior ragione visti i tanti calciatori già ai box. Taylor ha scacciato via definitivamente i timori durante la rifinitura. Non solo ha risposto presente, ha siglato pure il timbro del vantaggio. A quel punto è stato tutto più semplice, con il Parma costretto ad alzare il proprio baricentro e scollarsi.
Il migliore. Gli hanno chiesto degli obiettivi, non si è sbilanciato: "Pensiamo partita dopo partita, ora la testa va solo sul Sassuolo". L'olandese ha sbloccato il conto, in 6 mesi nella passata stagione aveva realizzato 3 gol in 17 partite di Serie A. Quest'anno ha atteso l'ottava giornata per inaugurare le gioie personali. A fine match ha ricevuto il premio di migliore in campo. Prezioso nel giro palla, uno dei più efficaci e veloci di pensiero. Nella ripresa, poi, ha scoccato il tiro che non ha lasciato scampo a Corvi. E cha ha spianato la strada alla Lazio.
► Per questa partita il tecnico biancoceleste Rino Gattuso ha convocato i seguenti calciatori:
|
• La classifica dopo la VIII giornata del campionato di Serie A:
| Classifica | Punti | GG | V | N | P | GF | GS | DR | Punti C | VC | NC | PC | Punti F | VF | NF | PF |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Inter | 22 | 8 | 7 | 1 | 0 | 23 | 10 | 13 | 15 | 5 | 0 | 0 | 7 | 2 | 1 | 0 |
| Lazio |
22 | 8 | 7 | 1 | 0 | 16 | 5 | 11 | 10 | 3 | 1 | 0 | 12 | 4 | 0 | 0 |
| Roma | 18 | 8 | 5 | 3 | 0 | 19 | 6 | 13 | 10 | 3 | 1 | 0 | 8 | 2 | 2 | 0 |
| Milan | 18 | 8 | 5 | 3 | 0 | 16 | 7 | 9 | 9 | 3 | 0 | 0 | 9 | 2 | 3 | 0 |
| Como | 17 | 8 | 5 | 2 | 1 | 14 | 7 | 7 | 7 | 2 | 1 | 0 | 10 | 3 | 1 | 1 |
| Frosinone | 14 | 8 | 4 | 2 | 2 | 17 | 13 | 4 | 9 | 3 | 0 | 1 | 5 | 1 | 2 | 1 |
| Juventus | 14 | 8 | 4 | 2 | 2 | 11 | 8 | 3 | 7 | 2 | 1 | 1 | 7 | 2 | 1 | 1 |
| Torino | 13 | 8 | 4 | 1 | 3 | 13 | 11 | 2 | 6 | 2 | 0 | 2 | 7 | 2 | 1 | 1 |
| Cagliari | 13 | 8 | 4 | 1 | 3 | 6 | 9 | -3 | 4 | 1 | 1 | 2 | 9 | 3 | 0 | 1 |
| Napoli | 11 | 8 | 3 | 2 | 3 | 13 | 10 | 3 | 7 | 2 | 1 | 1 | 4 | 1 | 1 | 2 |
| Atalanta | 10 | 8 | 3 | 1 | 4 | 14 | 15 | -1 | 10 | 3 | 1 | 1 | 0 | 0 | 0 | 3 |
| Lecce | 9 | 8 | 3 | 0 | 5 | 9 | 14 | -5 | 3 | 1 | 0 | 3 | 6 | 2 | 0 | 2 |
| Bologna | 8 | 8 | 2 | 2 | 4 | 8 | 10 | -2 | 2 | 0 | 2 | 2 | 6 | 2 | 0 | 2 |
| Sassuolo | 8 | 8 | 2 | 2 | 4 | 12 | 16 | -4 | 7 | 2 | 1 | 0 | 1 | 0 | 1 | 4 |
| Monza | 7 | 8 | 2 | 1 | 5 | 15 | 18 | -3 | 6 | 2 | 0 | 1 | 1 | 0 | 1 | 4 |
| Genoa | 7 | 8 | 2 | 1 | 5 | 6 | 13 | -7 | 7 | 2 | 1 | 2 | 0 | 0 | 0 | 3 |
| Udinese | 4 | 8 | 1 | 1 | 6 | 9 | 18 | -9 | 1 | 0 | 1 | 4 | 3 | 1 | 0 | 2 |
| Fiorentina | 4 | 8 | 1 | 1 | 6 | 9 | 19 | -10 | 1 | 0 | 1 | 3 | 3 | 1 | 0 | 3 |
| Parma | 4 | 8 | 1 | 1 | 6 | 5 | 15 | -10 | 4 | 1 | 1 | 2 | 0 | 0 | 0 | 4 |
| Venezia | 3 | 8 | 1 | 0 | 7 | 6 | 17 | -11 | 3 | 1 | 0 | 3 | 0 | 0 | 0 | 4 |
| << Turno precedente | Turno successivo >> | ► Torna alla Stagione | ▲ Torna ad inizio pagina |




