Domenica 16 agosto 2026 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Mantova 0-2

Da LazioWiki.

Stagione


16 agosto 2026 – Roma, stadio Olimpico - Coppa Italia,Trentaduesimi di finale - inizio ore 21.15

LAZIO: Mandas, Marusic, Doekhi, Provstgaard, Pedraza (62' Pellegrini), Dele-Bashiru (71' Frattesi), Rovella (80' Belahyane), Taylor, Cancellieri (80' Noslin), Dia (71' Ratkov), Zaccagni. A disposizione: Motta, Renzetti, Galassi, Floriani M., Przyborek, Lazzari, R. Bordon, Serra, Farcomeni. Allenatore: Gattuso.

MANTOVA: Bardi, Tomasevic (56' Meroni), Cella, Catellini, Silva (56' Cajazzo), Trimboli, Ignacchiti (74' Longonda), Benaissa (85' Wieser), Ilie (56' Bragantini), Ruocco; Gliozzi. A disposizione: Gemello, Gasparini, Bayou, Keita, Paoletti, Marai, Banna, Chinetti. Allenatore: Modesto.

Arbitro: Sig. Mucera (Palermo) - Assistenti: Sigg. Cortese e Gentile - Quarto uomo: Sig. Guida - V.A.R.: Sig. Camplone - A.V.A.R.: Sig. Giua.

Marcatori: 75' Ruocco, 90'+6' Cajazzo.

Note: Osservato un minuto di silenzion in memoria di Livio Berruti, medaglia d'oro alle Olimpiadi di Roma 1960. Esordio in una partita ufficiale con la Lazio per Danilho Doekhi, Alfonso Pedraza e Davide Frattesi. Ammoniti 21' Tomasevic, 25' Rovella, 56' Dele-Bashiru, 79' Cancellieri. Angoli 7 a 3. Recuperi: 3' p.t., 6' s.t.

Spettatori: 6.286 presenti, di cui circa 1.600 tifosi del Mantova.


Le squadre in campo
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Il ricordo di Livio Berruti in un Olimpico semi deserto
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L'aquila Flaminia atterra sulle tribune
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Inserimento di Dele-Bashiru, che nei primi minuti colpisce un palo
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Cancellieri, occasione mancata in apertura
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Mandas blocca a terra
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Doekhi marca l'avversario
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Cancellieri prova la giocata
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Dele-Bashiru cerca di darsi da fare
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Dia, un gol fallito all'inizio e poi scarsa incisività
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Mandas alza sulla traversa
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Pedraza prova ad incidere, senza successo
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Ci prova Zaccagni
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Il capitano controllato dai calciatori mantovani
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Gattuso poco soddisfatto, cerca di strigliare la squadra
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Entra in campo il nuovo acquisto Frattesi
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Ruocco porta il Mantova in vantaggio
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Lo sconcerto di Frattesi
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Un tentativo di Taylor
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A fine recupero, con la Lazio sbilanciata in avanti, il Mantova raddoppia
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La disperazione di Zaccagni
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Un'eliminazione inattesa
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La gioia dei vincitori e dei loro tifosi
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I biancocelesti a testa bassa, un'eliminazione che brucia
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I calciatori convocati per la partita odierna

Le dichiarazioni dei protagonisti

• Il Corriere dello Sport titola: “Lazio, la Coppa salta subito”. Continua il quotidiano sportivo romano: “Flop pesante: all’Olimpico passa il Mantova. Prima stagionale da dimenticare: Gattuso e i suoi cadono mentre Modesto esulta grazie ai gol di Ruocco e Cajazzo”.

È iniziata come peggio non poteva. Mesta uscita ai trentaduesimi di Coppa per la Lazio finalista di maggio. Storico il pass del Mantova, ai sedicesimi contro Palermo o Lecce. Incredulità al 2-0 di Cajazzo al 96', segnato a porta vuota, con Mandas nell’area opposta a caccia di un pareggio insperato, di un’epica disperata. Non segna nessuno nella Lazio, ci prova il portiere. Che tristezza vedere l’Olimpico terra di conquista di 1.600 mantovani, vederli far festa. Le attenuanti di Gattuso sono tutte di mercato. I limiti davanti sono giganteschi. L’attacco è insussistente. Né DiaRatkov erano e sono all’altezza. Tutte le volte che il tiro si posa sul grilletto il pallone è sparato fuori. Il Mantova ha calciato 7 volte in porta, la Lazio 3. In tutto 18 a 11 i tiri per i biancocelesti. Rino prova a costruire una Lazio ringhiante, con bellicose fregole, ma il tentativo tende fatalmente ad allungare la squadra e ad esporla a rischi.

Lo smarrimento dell’Olimpico è lo smarrimento di tutti, la desolazione allo stadio è più palpabile dell’anno scorso. Curve chiuse per svuotamento, 5.528 spettatori totali, la maggioranza dei laziali in esilio volontario per l’Italia. Si è confusa anche Flaminia nel preshow, atterrata (male) in Monte Mario. Il sipario si è levato senza Lotito, in vacanza a Cortina, non ha fatto numero neppure lui. Mancano difensori del calibro di Gila e Romagnoli, non possono essere Doekhi e Provstgaard, fuori posizione sullo 0-1 di Ruocco. Manca un bomber, un Icardi, qualcuno che rinfreschi l’età dell’oro di Immobile. Mancano giocatori degni del ruolo e della maglia. L’arrivo di Frattesi (esordio lampo nel secondo tempo) rischia di essere un petardo nel buio. Neanche uno sparo. Gattuso ha trovato macerie e ha perso pezzi. Tavares e Romagnoli fuori dai convocati.

La partita. Rogna di partita, Rino era sul chi va là da giorni. Campo sabbioso. Mantova rampante quello di Modesto, 3-4-2-1 stile Gasp. Uno contro uno a tutto campo, pressione fino a Mandas. Rino col 4-3-3, in fase di possesso a volte diventa 4-2-3-1: Taylor più basso, Dele-Bashiru sulla trequarti, anima e motore nel primo tempo, lui che non è un trattato di geometria. Squadra ringhiante solo in avvio, dopo 4 minuti il palo di Dele-Bashiru (deviazione di Cella) al culmine di una piccola girandola di passaggi e con tanti uomini all’assalto. Sulla ribattuta il tiro di Dia, sempre frastornatissimo davanti alla porta, si è fatto murare da Bardi. Amen. Ciccata di Cancellieri, in versione centravanti ambulante. Mandas ha iniziato a pasticciare sui rinvii, la goffaggine coi piedi non è risolta. L’uomo addosso ha complicato i piani della Lazio, poche rotazioni, poca velocità nel giro palla. Stando in ampiezza accetta grossi rischi centralmente. Rovella spesso solo in copertura, costretto al giallo su Ilie al 26'. Troppa fatica nelle marcature preventive, ma rispetto all’epoca Sarri i difensori possono rompere la linea per non farsi puntare. Il Mantova, in contropiede e con i lancioni, ha spesso trovato il modo di svaligiare la Lazio e di tirare. Mandas ha regalato un altro pallone (a Ignachitti), il rimpallo ha rimesso in gioco Gliozzi, ha graziato il greco con un pallonetto fuori. Il guardalinee Gentile ha fischiato un fuorigioco immaginario, il gol sarebbe stato materia da Var e sarebbe stato difficile ricamarci su.

La ripresa. Modesto ha svoltato con Cajazzo, Bragantini (autore dei due assist) e Ilie. Dentro Frattesi (applaudito dai pochi presenti) e Ratkov. Il Mantova ha colpito a destra. Pellegrini portato a spasso. Bragantini d’esterno, cross per Ruocco, tap-in in mezzo a Doekhi e Marusic. Provstgaard è andato verso la porta. Gattuso con Noslin e Belahyane. Zaccagni ha spizzato fuori. Sei di recupero. Taylor si è intimorito davanti a Bardi. Dal corner finale la ripartenza del Mantova a porta vuota. Pena umiliante il check dello 0-2 e il tuffo sotto la Curva.


Il Messaggero titola: “La Lazio è già al buio”. Continua il quotidiano romano: “Partenza shock per i biancocelesti, eliminati al primo turno di Coppa Italia dal Mantova. A segno Ruocco e nel finale arriva il raddoppio di Cajazzo. Frattesi, esordio da dimenticare. Squadra troppo sbilanciata, numerosi errori in attacco e dietro troppi contropiedi subiti”.

Difficile da credere, ma è tutto vero: una delle due finaliste dell’ultima edizione della Coppa Italia, la Lazio, è già uscita dal torneo, battuta in casa (si fa per dire) e umiliata dal Mantova (0-2), squadra di Serie B che non sembra neanche tra le candidate a lottare per la promozione. Una caporetto estiva a cui ha partecipato anche Gattuso, che alla squadra ha dato un atteggiamento così offensivo che la difesa senza Gila e Romagnoli non potrà mai sostenere. Prima se ne accorgerà, meglio sarà, soprattutto se Lotito non sarà in grado di acquistare. Il tecnico anche all’Olimpico, dove i 1.600 tifosi del Mantova (sui 5.528 presenti ufficiali) hanno fatto i padroni di casa per tutta la partita, ha ripresentato la formazione che aveva vinto a Frosinone. Un segnale chiaro sulla sua formazione base, con un solo cambiamento prevedibile già dalla prima trasferta di campionato a Bologna: Frattesi prenderà il posto di Dele-Bashiru, che al primo tentativo biancoceleste ha preso in pieno un palo (3’). Incomprensibile l’errore di Dia sulla ribattuta perché la porta era completamente spalancata.

La Lazio ha preso subito il comando e come già era accaduto allo Stirpe si è schierata molto alta, aggressiva, pronta a occupare l’area avversaria ma sempre rischiando di lasciare ampi spazi al contropiede nemico. Che quando affronti una rivale di Serie B puoi anche permettertelo ma già a Bologna, in campionato, la musica potrebbe essere completamente diversa, soprattutto pensando alla velocità di esterni come Rowe, Orsolini e Cambiaghi. Doekhi e Provstgaard sempre in difficoltà nei recuperi veloci, tanto che Gliozzi (più rapido e pericoloso di Dia) e Ruocco hanno impegnato Mandas a terra da fuori area prima che lo stesso portiere commettesse un errore di rinvio con i piedi gravissimo, a causa della sufficienza con cui aveva eseguito la giocata. Gliozzi (30') ha calciato fuori a porta vuota. Cancellieri e Zaccagni hanno cercato di aggirare la difesa del Mantova, Dia è scomparso subito dopo l’errore sotto porta e così l’uomo più pericoloso è stato Dele-Bashiru, proprio colui che è destinato a tornare in panchina dopo l'arrivo di Frattesi. Mandas, invece, è stato bravissimo sul colpo di testa di Ilie (38’), deviato con un volo in calcio d’angolo. Difesa esposta, con Marusic spesso all’altezza degli attaccanti, e centrocampo poco compatto nel momento in cui gli attaccanti perdevano palla: si è visto che i test della Lazio sono stati troppo leggeri per prepararsi al meglio. L’arrivo di Frattesi potrebbe anche consigliare la rinuncia di un esterno (Cancellieri o Isaksen) e il rilancio di un trequartista alle spalle di Dia (o Ratkov) e Zaccagni in modo da non perdere la corsa di Dele-Bashiru.

Il segnale di una serata già piena di difficoltà, si era già intuita quando l’aquila, in volo, ha ignorato i comandi del falconiere ed è planata – stordita - tra i seggiolini della Monte Mario dove è stato necessario il soccorso del suo angelo custode. Male la prima, ma anche per Flaminia è solo una fase di preparazione. Più preoccupanti le difficoltà dei biancocelesti nonostante Gattuso abbia voluto riprendere senza modificare uomini e atteggiamento. Il primo cambio è arrivato al 19’ st e non ha riguardato il reparto offensivo, in grandi difficoltà. Pellegrini ha preso il posto di Pedraza e da un suo cross è nata un’occasione solare per Cancellieri, che a pochi passi da Bardi ha messo fuori. A quel punto (26‘ st) Gattuso si è deciso e ha scelto Ratkov al posto di Dia e Frattesi, applaudito dai pochi laziali presenti all’Olimpico, al posto di Dele-Bashiru. Appena arrivato, subito il debutto dell’ex interista provocato da una Lazio poco incisiva negli ultimi trenta metri. Ma il colpo lo ha fatto Modesto (30’ st) che ha segnato l’1-0 con Ruocco alla prima uscita dalla propria metà campo della ripresa. Bruciati Doekhi e Provstgaard, dopo la distrazione di Pellegrini, che già a Frosinone avevano dimostralo di non essere una coppia. Il gol del 2-0 di Cajazzo (al 51’ st) ha completato l’umiliazione. Già fuori dalla Coppa Italia e senza soldi per fare mercato, per la Lazio si fa sempre più dura.


Il Tempo titola: “Disastro nel deserto”. Continua il quotidiano romano: “Lazio eliminata dal Mantova all’Olimpico senza tifosi. Squadra mai in partita e la contestazione fa il resto”.

Con un Olimpico deserto e un avversario modesto, c’era soltanto da perdere. E la Lazio di Gattuso ha perso palesando una cifra tecnica mediocre, uno spirito agonistico impalpabile e un gioco approssimativo e scolastico. Il Mantova elimina la Lazio dalla Coppa Italia dopo una prestazione onesta nella quale non sfigura giocando a viso aperto: il verdetto del campo è legittimo, la Lazio ha fallito diverse occasioni ma gli attaccanti biancorossi non sono stati da meno in fatto di errori sotto porta. Il gioco della Lazio è macchinoso, la manovra è lenta e di facile lettura per gli avversari che hanno modo di organizzare senza troppi affanni la propria fase difensiva. La squadra laziale appare statica - con pochi riferimenti in mezzo al campo - e viaggia con il motore al minimo, come se qualcosa le fosse dovuto al cospetto di una formazione di minor lignaggio tecnico.

Il primo tempo è equilibrato, la Lazio sfiora il vantaggio dopo quattro minuti con Dele Bashiru che colpisce il palo, sulla respinta Dia calcia addosso al portiere Bardi un istante dopo Zaccagni serve un ottimo pallone per Cancellieri che non capitalizza l’ottimo assist del suo capitano. La Lazio è tutta qui. Per il resto, è il Mantova a fare la partita senza sfruttare le numerose sgrammaticature nel gioco laziale; e così gli ospiti impensieriscono la retroguardia biancoceleste: Gliozzi fallisce due occasioni propizie da posizione centrale, Ruocco vanifica altre due opportunità, poi Mandas alza sopra la traversa un colpo di testa ravvicinato di Ilie. La Lazio toma ad affacciarsi in area avversaria sul finale del primo tempo, quando Cancellieri non riesce a inquadrare la porta con un colpo di testa in tuffo dopo un apprezzabile assist di Dele Bashiru.

Nella ripresa la Lazio prova a imporsi con maggior padronanza, ma il gioco non produce finalizzazioni verso la porta di Bardi. Cancellieri al 67' fallisce il vantaggio in maniera clamorosa dopo un perfetto cross del subentrato Pellegrini e la successiva torre di testa di Marusic. A questo punto Gattuso inserisce Frattesi e Ratkov al posto di Dele-Bashiru e Dia; l'ex interista approccia subito con personalità e serve un cross perfetto per Cancellieri che fallisce nuovamente il bersaglio con un colpo di testa a pochi metri dalla porta avversaria. A un quarto d'ora dal termine il Mantova trova il vantaggio: Pellegrini perde la posizione, Bragantini offre uno splendido pallone di esterno sinistro a centro area e Ruocco anticipa tutti. Poi, nel recupero, arriva il raddoppio degli ospiti con Cajazzo: all’Olimpico è notte fonda, il primo obiettivo della stagione è già svanito. Avviso ai naviganti: restano 38 partite di campionato, e saranno 38 partite di sofferenza.


La Gazzetta dello Sport titola: “La Lazio sprofonda”. Continua il quotidiano sportivo: “Gattuso flop il debutto all’Olimpico è un incubo. Il Mantova vince 2-0 e gela l’ex ct: i biancocelesti, finalisti nell’ultima edizione, sono gli unici di A già fuori”.

Parte malissimo l’avventura di Rino Gattuso sulla panchina della Lazio. La formazione biancoceleste perde all’Olimpico con il Mantova ed esce subito (unico club di A) da quella Coppa Italia nella quale era arrivata in finale nella scorsa stagione. Un tonfo clamoroso, inatteso, ma assolutamente meritato. Perché la squadra lombarda interpreta alla perfezione la partita e passa giustamente il turno, mentre la formazione di casa mette in mostra una prestazione imbarazzante in entrambe le fasi, con un comun denominatore tra attacco e difesa: la lentezza nell’esecuzione delle giocate. A nulla serve neppure l’ingresso di Frattesi, che debutta in biancoceleste a 20 minuti dalla fine senza riuscire però a incidere. Così uno dei due obiettivi stagionali è già fallito per la Lazio. Ma il ko è anche e soprattutto un terribile campanello d’allarme in vista del campionato.

Montagna da scalare. Per Gattuso il debutto ufficiale sulla panchina della Lazio si rivela subito una montagna da scalare. La formazione biancoceleste parte bene, produce due nitide palle-gol nei primissimi minuti (il tiro di Dele-Bashiru finisce sul palo, poi Dia si fa ipnotizzare da Bardi per il comodo tap in), ma poi si ferma. E sale in cattedra un Mantova che col passare dei minuti acquisisce sempre maggiore confidenza e affonda con una certa facilità nella metà campo avversaria. Alla squadra lombarda manca soltanto la finalizzazione, un po’ per l’imprecisione dei suoi attaccanti, un po’ per la prontezza di Mandas che sventa un paio di minacce. La Lazio è ferma sulle gambe, fa un giro palla lento e prevedibile e non trova spazi per penetrare in area. Il 4-3-3 proposto da Gattuso divide la squadra in compartimenti stagni, i reparti fanno fatica a dialogare tra loro sia in fase offensiva che in quella difensiva. Ed è soprattutto in quest’ultima che i biancocelesti mostrano le lacune maggiori. Troppo lo spazio concesso al Mantova, approssimative se non tardive le chiusure. Da qui nascono le numerose occasioni degli ospiti nel primo tempo (almeno 4-5, con Ruocco e Ilie che costringono Mandas a interventi non semplici).

La sentenza. Ma ciò che l’interessante formazione allenata da Modesto non riesce a combinare nei primi 45 minuti si materializza nella ripresa. Il copione della gara non cambia, anche perché nessuno dei due tecnici effettua cambi nell’intervallo. Se è fin troppo scontato che non lo faccia il tecnico dei lombardi, meno comprensibile è che non provveda a rimescolare qualcosa Gattuso (lo fa solo nel finale). Così la squadra di casa continua a ruminare un gioco lento e privo di spunti, in cui col passare dei minuti si spegne anche la brillantezza di Dele-Bashiru, l’unico tra i laziali che nella prima ora di gioco dà un senso alla sua prestazione. Il Mantova controlla e gestisce senza alcun affanno e, quando ha l’occasione, colpisce. Il gol che sblocca la gara e regala la clamorosa qualificazione ai lombardi arriva alla mezzora. Poco dopo che Modesto effettua i tre cambi che danno la spallata decisiva. Entrano Meroni, Cajazzo e Bragantini (per Ilie, Tomasevic e Ignacchitti) ed è proprio uno dei nuovi (Bragantini) a regalare la palla dell’1-0 a Ruocco che si infila tra i difensori della Lazio, fermi come statue, e infila Mandas. Sarà poi un altro dei subentrati, Cajazzo, ad arrotondare il punteggio nell’ultima azione della gara, dopo che Mandas lascia la porta sguarnita per andare nell’area avversaria sul calcio d’angolo finale. Tra le due reti la Lazio produce soltanto un paio di occasioni, una con Noslin, l’altra con Taylor che non cambiano la partita. Per Gattuso l’inizio sulla panchina della Lazio è un vero incubo.


• Tratte dal Corriere dello Sport, alcune dichiarazioni post-gara.

Il tecnico biancoceleste Gattuso molto amareggiato per il ko: “Così no. Ci metto la faccia. Adesso è giusto che ci massacrino. Una partita brutta: per noi è una batosta”. Zaccagni: “Toccato il punto più basso”.

Notte crudele per essere la prima di Gattuso: "È una batosta, ci metto la faccia, sono il primo, è giusto così. Partita brutta. Zitti e pedalare, mi assumo la responsabilità. Sapevamo che abbiamo tanto lavoro da fare. Si va avanti, è normale che la sconfitta fa male in questo momento. Bisogna chiedere scusa, tre mesi fa è stata giocata una finale di Coppa e siamo usciti con una squadra di Serie B". Più diretto e sincero di così non poteva essere. Rino ha accettato i rischi, subisce un mercato inconsistente e ha ereditato un attacco inesistente. Questo non toglie le responsabilità. La proposta di gioco è rischiosa, ci sono falle, è stato così per tutto il precampionato, anche ieri in Coppa: "Portando tanti uomini davanti qualcosa rischiamo e mi sta bene. È importante arrivarci. Abbiamo qualità. Mi tengo le occasioni, seppure sbagliate. I ragazzi ce la stanno mettendo tutta, ma questo non basta. Abbiamo tanti aspetti da migliorare, si va avanti. Abbiamo cambiato tanto. Si giocava di reparto, da 40 giorni stiamo lavorando per fare qualcosa di diverso ed è difficile assimilare tutti i concetti. C'è grande voglia di cambiare ed è importante. L’eliminazione è un bel cazzotto in faccia".

Il mercato. Gattuso aspetta difensori e un centravanti vero: "Non si parla del mercato, c’erano dei giocatori in campo, si parla di chi scende in campo. Ci mettiamo la faccia, ci prendiamo la responsabilità e si va avanti. Non si va alla ricerca di alibi parlando di mercato, sarebbe troppo facile. Ci assumiamo le responsabilità e vedremo cosa riusciremo a fare questi giorni". L’amarezza è forte, sognava un altro esordio: "In questo momento brucia. Le partite facili non esistono e abbiamo avuto tante occasioni, ma abbiamo fatto delle cose a metà. Non riuscivamo a essere aggressivi, gli abbiamo dato campo. Dobbiamo lavorare su questi aspetti. Dobbiamo stare uniti, lavorare, solo con il lavoro possiamo uscirne. Preferisco che i giocatori abbiano le occasioni e le sbaglino". Non basta la volontà, ci sono carenze tecniche evidenti: "Penso che dovevamo fare molto meglio. Abbiamo avuto un po’ di occasioni ma quando non la butti dentro in queste partite ti fai male. Non mi aspettavo una serata così ma abbiamo solo una strada, quella del lavoro".

La rivoluzione di Gattuso, lo ha ammesso lui, è ancora alla fase iniziale: "Ci assumiamo le responsabilità, è giusto che ci massacrino ma dobbiamo credere in quello che vogliamo fare. La verità è che abbiamo cambiato radicalmente il modo di giocare, su tante cose sono soddisfatto ma di altre no e vengono fuori i nostri problemi. La cosa che mi preoccupa di più è che nel primo tempo abbiamo fatto 6-7 rincorse di 60-70 metri. Dovevamo essere più aggressivi come abbiamo fatto nel secondo tempo, dando campo a loro. Quando fai queste cose sei con il fiatone. Nel secondo tempo non ricordo ripartenze, anche sul gol che abbiamo preso eravamo messi bene con la linea di difesa. Alla prima difficoltà abbiamo avuto un po’ di paura". Niente alibi, lo ripete dal primo giorno: "Troppo facile parlare di mercato, o di stadio vuoto, dobbiamo lavorare su altri aspetti, dobbiamo trovare l’entusiasmo tra di noi durante la settimana. La squadra lavora bene, ora si deve concentrare su ciò che può fare meglio. Nel primo tempo abbiamo fatto tantissime corse lunghe, arrancavamo. Negli ultimi 7-8 minuti Zaccagni era sfinito, anche Taylor non ne aveva più ma ci sta. Complimenti al Mantova. Ripartiamo in vista di Bologna". Su Frattesi: "È una mezzala che si butta come Dele-Bashiru per caratteristiche, è uno che deve “rompere” inserendosi". I ruoli di Taylor e Rovella, spesso bassi a turno: "Vogliamo che le squadre avversarie ci vengano a pressare per aprire canali". L’assenza di Romagnoli: "Ha male ai tendini".




La formazione biancoceleste:
Mandas, Dele-Bashiru, Doekhi, Marusic, Cancellieri, Provstgaard
Rovella, Pedraza, Dia, Taylor, Zaccagni
La formazione iniziale biancoceleste in grafica



► Per questa partita il tecnico biancoceleste Gennaro Gattuso ha convocato i seguenti calciatori:

I convocati in grafica



Dal sito http://www.legaseriea.it/it/serie-a/
Dal sito http://www.legaseriea.it/it/serie-a/




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