Storia della stagione 2025/26

Da LazioWiki.

Una formazione della Lazio
L'Inter Campione d'Italia
La classifica

Dopo l'addio di Marco Baroni, la Lazio riparte da Maurizio Sarri. L'allenatore napoletano torna sulla panchina biancoceleste a distanza di due anni. I risultati non sono però quelli sperati. In una stagione caratterizzata dal blocco del mercato estivo, da un numero impressionante d'infortuni e dallo sciopero a oltranza del tifo, Sarri evita guai peggiori ma non riesce a centrare la qualificazione alle coppe europee, la seconda volta consecutiva per il club. Non accadeva da oltre trent'anni. La Lazio chiude così al nono posto, anche con il rammarico della finale di Coppa Italia persa contro l'Inter campione d'Italia.

Grottesca è la vicenda del blocco delle trattative estive. Che sia per un cavillo burocratico o per una situazione finanziaria pericolante, sta di fatto che la Lazio non può operare sul calciomercato. Il presidente Lotito e il direttore sportivo Fabiani decidono così di non effettuare cessioni per non indebolire ulteriormente la squadra. Più di un calciatore rimane scontento a Formello. E l'allenatore viene a conoscenza della situazione solo dopo la firma del contratto, non potendo modellare così il gruppo sulla base delle proprie esigenze. La situazione d'incertezza influenza inevitabilmente il rendimento dei giocatori. La Lazio parte con tre sconfitte nelle prime quattro gare. Seguono quindi sei risultati positivi tra la quinta e la decima giornata. Capitan Zaccagni e compagni veleggiano così a centro classifica non troppo distanti dalle coppe europee. Ogni ambizione viene meno però tra dicembre e marzo, quando i biancocelesti vincono appena tre partite su quindici, condannandosi a un campionato anonimo. Le statistiche confermano le difficoltà: la Lazio fatica a segnare ed è il settimo peggiore attacco del torneo. I migliori marcatori sono Noslin e Isaksen con appena 5 reti a testa. I capitolini sono invece ottavi per gol incassati: solo la tenuta difensiva permette alla squadra di non scivolare nelle zone calde della classifica.

La Lazio può nuovamente operare sul mercato nella sessione invernale delle trattative. Ma la società non rinforza la rosa, segue le esigenze di bilancio e cede alcuni giocatori-chiave sostituendoli con calciatori più giovani e dall'ingaggio meno oneroso. Queste mosse e i risultati sportivi modesti spingono così il tifo organizzato e gran parte del pubblico a disertare lo stadio Olimpico in segno di protesta. A partire da Lazio-Genoa del 30 gennaio, le partite casalinghe si disputano in un clima spettrale. Fa eccezione la finale di Coppa Italia del 13 maggio contro l'Inter, quando i tifosi rispondono nuovamente presente. Non basta ad evitare la sconfitta e i nerazzurri conquistano il trofeo con un netto 2-0. La squadra di Sarri era arrivata all'ultimo atto della manifestazione dopo aver eliminato Milan, Bologna e Atalanta, le ultime due entrambe ai calci di rigore.


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