Domenica 10 marzo 1974 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Cesena 2-0


Stagione

Turno precedente - Turno successivo

10 marzo 1974 - 1.807 - Campionato di Serie A 1973/74 - XX giornata

LAZIO: F.Pulici, Polentes, Inselvini, Wilson, Oddi, Nanni, Garlaschelli, D'Amico (75' Borgo), Chinaglia, Frustalupi, Manservisi. A disposizione: 12 Moriggi, 13 Facco. Allenatore: Maestrelli.

CESENA: Boranga, Danova, Ammoniaci, Festa (62' Orlandi), Zaniboni, Cera, Catania, Brignani, Bertarelli, Savoldi (II), Toschi. A disposizione: 12 C.Mantovani, 13 Braida. Allenatore: Bersellini.

Arbitro: Sig. Agnolin (Bassano del Grappa).

Marcatori: 35' Chinaglia, 40' Nanni.

Note: cielo molto nuvoloso, campo in ottime condizioni. Esordio in Serie A per Sergio Borgo classe 1953.

Spettatori: 39.645 di cui 18.315 abbonati per un incasso di £. 69.885.400.

Festa in azione
Giorgio Chinaglia segna la rete del primo gol
Da Il Messaggero: la cronaca della partita
L'esultanza di Chinaglia ed Inselvini dopo il gol. A terra il portiere Boranga e sullo sfondo Savoldi II.
Da Il Messaggero: la cronaca della partita
(Foto M.Geppetti)
Franco Nanni raddoppia
Chinaglia abbracciato dopo il goal
La gioia dei giocatori dopo una rete
Inselvini abbraccia Chinaglia
L'esultanza dei giocatori
Chinaglia marcato da Ammoniaci

E' una Lazio molto rimaneggiata quella che scende in campo contro il Cesena. Tra squalifiche ed infortuni, Maestrelli deve inventarsi una difesa e un centrocampo inedito. Ma già dall'inizio i romagnoli vengono assediati dai biancocelesti, con Chinaglia che su cross di Frustalupi, sfiora di testa la marcatura in apertura di gara. Al 25' Chinaglia cade in area travolto da Zaniboni, ma l'arbitro fa cenno di proseguire tra le proteste dei giocatori. Al 30' è il Cesena a sfiorare il gol con Toschi che, su cross di Bertarelli, sul quale Oddi può solo sfiorare la palla, impegna al volo Pulici che devìa, complice l'incrocio dei pali. Due minuti dopo è Nanni ad impegnare Boranga con un gran tiro che l'estremo portiere cesenate blocca in due tempi. E' solo il preludio alla rete che Chinaglia segna su perfetto cross di Frustalupi, abile a trovarlo a 5 metri dalla porta. Neanche 5 minuti e Nanni, ricevendo un passaggio di Manservisi, dribbla Festa in area e raddoppia spiazzando il portiere romagnolo. Il Cesena reagisce e al 43' è Catania che, liberandosi dalla marcatura di Oddi, manda fuori di poco. Finisce così un primo tempo ben giocato dalla Lazio. La ripresa è abbastanza monotona, complice un calo di concentrazione dell'undici biancoceleste. Garlaschelli spedisce di testa a fil di palo al 50', poi è Savoldi II a sfiorare la rete entrando in area e saltando Pulici, ma Wilson e Polentes bloccano la palla sulla linea infortunandosi leggermente nello scontro. Al 75' Maestrelli sostituisce un affaticato D'Amico con l'esordiente Borgo. L'ultima azione è di Garlaschelli sul finire di partita, ma Boranga vola nel sette e devia. Con questa vittoria, meritata grazie anche alla prestazione superlativa delle riserve, la Lazio si porta a 30 punti, davanti al Napoli a 27 e Juventus a 26.


l'Unità titola: "Sconfitta anche la tradizione, i biancazzurri consolidano il primato. Con un Chinaglia scatenato, facile (ma non troppo) ko al Cesena: 2-0. I due gol laziali (il secondo è di Nanni) nel giro di cinque minuti. I romagnoli, mai rinunciatari, non hanno comunque demeritato."

L'articolo così prosegue: La Lazio, affidandosi all'orgoglio e ad una determinazione che le fa superare di slancio le difficoltà che si frappongono lungo il suo cammino, ha avuto ragione anche del tenace Cesena di Bersellini che, finora, era uscito indenne dai tre confronti con i biancazzurri (all'andata aveva impattato; in Coppa Italia aveva vinto e pareggiato). I gol di Chinaglia e Nanni hanno premiato l'impegno profuso dalla capolista, anche se sul piano del gioco non tutto ha funzionato come di abitudine. Ma non poteva che essere così, mancando di valide pedine quali Petrelli, Martini, Re Cecconi. Quella di oggi all'"Olimpico" era, dunque, una Lazio d'emergenza che ha rispolverato, dopo 4 mesi di assenza, Manservisi schierato all'ala sinistra con arretramento di Inselvini a terzino e il "baby" D'Amico a mezz'ala destra. Ovvio che questo schieramento presentasse il pericolo di un centrocampo sfasato, soprattutto per quanto riguardava l'arginamento di quello avversario. La stessa retroguardia biancazzurra poteva risentire, più del dovuto, della mancanza di un "cursore" come Martini che assicura, con le sue "galoppate" lungo le fasce laterali, boccate d'ossigeno preziose. E i pericoli la Lazio li ha corsi in due o tre occasioni: al 30' del primo tempo, quando Toschi, raccogliendo una punizione di un compagno, ha sparato forte e c'è voluta tutta la bravura di Pulici per toccare la palla di quel tanto da impedire che finisse in rete, andando invece a picchiare sulla traversa. E' pur vero che 4' prima l'arbitro aveva sorvolato su un fallo di Ammoniaci e Zaniboni ai danni di Chinaglia dentro l'area di rigore. Al 44' poi, Catania (quando già il risultato era sul 2-0 a favore dei laziali), si era "mangiato" un gol fatto, calciando alto sulla traversa. Altro pericolo la porta di Pulici l'ha corso al 16' della ripresa, allorché su azione di contropiede, Savoldi II ha "saltato" Pulici, tirando poi da buona posizione, ma il piede di Wilson ha salvato sulla linea. Ciò non vuoi dire che il successo della Lazio non sia meritato; tutt'altro, ma è altrettanto certo che il Cesena avrebbe potuto avere il premio di un gol, se non altro per non essersi mai dato per vinto, cercando di contrastare le manovre avversarie che, pur non avendo il piglio della irresistibilità, hanno sempre trovato un Chinaglia pronto all'appuntamento e caparbio su ogni pallone.

Ma se i bianconeri di Bersellini hanno il loro punto di forza nel centrocampo, non altrettanto si può dire per quanto riguarda le punte avanzate. Bertarelli si può dire non sia mai riuscito ad entrare nel vivo della lotta, anche perché Oddi non gli ha lasciato un millimetro di spazio e non son bastati, quindi, la buona volontà e l'impegno di Savoldi II e Toschi per ribaltare un risultato compromesso da due sbandamenti del reparto arretrato. Al 35' Chinaglia è riuscito a realizzare (D'Amico passava a Frustalupi che crossava in area) proprio su una indecisione di Ammoniaci che si è fermato di colpo, pensando che Boranga ce la facesse ad intervenire, ma il centravanti è stato più lesto. Sbloccato il risultato la Lazio si è mossa con maggiore scioltezza e con una determinazione da vera "grande". E la seconda rete al 40' non è stata altro che il premio a questa sua determinazione, anche se in questa occasione i difensori, compreso il bravo Boranga, si sono lasciati cogliere in contropiede. L'azione è partita da uno sganciamento in avanti di Wilson che ha lasciato proseguire Manservisi; l'ala ha risucchiato due difensori poi ha passato a Nanni; il mediano ha fatto una finta sulla destra e ha ingannato tanto i terzini che lo stesso Boranga, tirando poi di sinistro e insaccando sulla destra del portiere bianconero che nulla ha potuto proprio perché fuori posizione. Due reti nel giro di 5' sono difficili da digerire e il Cesena non è riuscito ad organizzare un gioco apprezzabile sotto il profilo delle idee e della lucidità. Qualche ottimo spunto, ma episodi sporadici e d'altronde il suo ruolino di marcia è lì a testimoniare l'idiosincrasia per le trasferte: 5 sconfitte e 4 pareggi. Non è bastato neppure l'innesto del fresco Orlandi, al 17' della ripresa, a dare un pizzico in più d'autorità ai cesenati. Sul piano dei duelli diretti Frustalupi ha avuto in Savoldi II un avversario alla sua stessa altezza. D'Amico ha invece vinto alla lunga (nell'inconsueto ruolo di mezz'ala) quello con Brignani, mentre Nanni ha giostrato in una posizione più avanzata, scambiandosi spesso l'uomo con il "baby" e Frustalupi.

Chinaglia ha fatto impazzire il giovane Ammoniaci, mentre Garlaschelli ha fatto poco contro il tenace Danova; Manservisi ha fatto da copertura su Festa. Inselvini ha svolto diligentemente il suo lavoro, sganciandosi spesso anche in avanti. Di Oddi abbiamo detto, mentre Toschi si è trovato di fronte un Polentes grintoso ma corretto. I cesenati hanno stranamente giocato con il doppio "libero": Cera e Zaniboni e, forse, una delle ragioni per le quali i bianconeri hanno figurato meno delle altre volte, è stata proprio quella di sacrificare il bravo Cera che si è visto poco in fase d'appoggio, costretto com'era a tamponare le offensive avversarie, mentre Zaniboni cercava di dare man forte ad Ammoniaci, strapazzato dallo scatenato Chinaglia.


In un altro articolo è riportato: "La capolista piace anche ai cesenati". Anche la tradizione (peraltro breve) che voleva la Lazio non vincente con il Cesena, sia in campionato che in Coppa Italia, è stata sfatata. Maestrelli mette subito in evidenza questa constatazione aggiungendo che il risultato di oggi è stato raggiunto con l'assenza di tre titolari, Petrelli, Martini e Re Cecconi. "Una partita vinta meritatamente — ha poi affermato il trainer biancazzurro — e credo che nessuno possa avanzare alcun dubbio". Maestrelli ha poi elogiato D'Amico e Nanni che a suo giudizio sono stati all'altezza dei compiti nuovi che erano stati loro affidati. "Ma anche tutti gli altri — ha poi proseguito — hanno fatto la loro parte: particolarmente Manservisi e Inselvini che hanno infoltito il centrocampo lasciando poco spazio agli avversari". Sulla sostituzione di D'Amico ad un quarto d'ora dalla fine, Maestrelli ha precisato che il ragazzo risentiva di un dolore al collo del piede destro e per precauzione ha preferito sostituirlo con Borgo che comunque, in campo, è stato un po' tradito dall'emozione. Bersellini, allenatore del Cesena, da parte sua ha ammesso che la Lazio ha meritatamente vinto questo incontro ed ha avuto parole di elogio per D'Amico. "Un ragazzo dal sicuro avvenire — ha detto il trainer bianconero — che malgrado una stretta marcatura ha saputo impostare azioni di ottima fattura". Sulla disposizione del Cesena che presentava due liberi, Bersellini ha aggirato le domande rispondendo che la Lazio è stata superiore sul piano del ritmo e della varietà nelle azioni d'attacco. "Se dovessi scommettere su chi vincerà il campionato — ha affermato Cera, il capitano del Cesena — punterei tutto sulla Lazio. E' una squadra — ha poi concluso — che sul piano del gioco è superiore a tutte le altre e lo ha dimostrato anche oggi malgrado le assenze di tre grossi titolari".