Domenica 14 marzo 1976 - Roma, stadio Olimpico - Roma-Lazio 0-0


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14 marzo 1976 - 1882 - Campionato di Serie A 1975/76 - XXI giornata

ROMA: Conti P., Negrisolo, Rocca F., Cordova, Santarini, Batistoni, Pellegrini S., Boni L. (11' Sandreani), Petrini C., De Sisti, Casaroli. (12 Quintini, 14 Persiani). All. Liedholm.

LAZIO: F.Pulici, Ammoniaci, Martini, Wilson, Ghedin, Badiani, Garlaschelli, Re Cecconi, Chinaglia, D'Amico, Lopez. (12 Moriggi, 13 Polentes, 14 Ferrari G.C.) All. Maestrelli.

Arbitro: sig. Gonella di Parma.

Note: giornata nuvolosa con pioggia a tratti, terreno allentato. Ammonito Badiani. Angoli 6-3 per la Lazio. Incidente a Boni, con probabile distorsione al ginocchio, uscito in barella.

Spettatori: 60.000 circa.

Il biglietto della gara
Maestrelli e Liedholm si scambiano i saluti
Casaroli ci prova di testa ed il salvataggio di Ghedin
Dall'Unità
Cordova contrasta Chinaglia
Conti para su incursione laziale
D'Amico e Stefano Pellegrini a fine gara
La pagina del Guerin Sportivo
(Gent.conc. Francesco Di Salvo)

Rispettando puntualmente le scettiche previsioni della vigilia Roma e Lazio hanno disputato un derby che si potrebbe benevolmente definire alla camomilla. Lo zero a zero punisce in egual misura le due squadre che soltanto in rari momenti della gara sono riuscite a salvare il decoro del gioco del calcio. La Roma ha dominato con una certa sicurezza il campo per quasi un'ora. Ma è mancata clamorosamente in fase conclusiva rischiando alla fine di incassare almeno due reti che avrebbero avuto il sapore di una autentica beffa. Le premesse erano apparse incoraggianti per la compagine di Liedholm. Guidata da un Cordova in vena di prodezze e da un De Sisti impeccabile per acume tattico, la Roma dava l'impressione di allenarsi in scioltezza, aspettando solo il momento propizio per sferrare il colpo del k.o. La difesa biancoazzurra si reggeva praticamente soltanto sulle risorse di Wilson, migliore in campo e sul tempestivi interventi di Pulici. La squadra di Maestrelli. sopraffatta nettamente a centrocampo dove oltre a Cordova e De Sisti imperversavano indisturbati, Rocca e Negrisolo, ha rischiato di subire una pesante punizione.

L'uscita di Boni al 6' minuto, rimasto vittima di un grave incidente in seguito ad un fortuito scontro con Chinaglia. privava i romanisti della poderosa spinta che avrebbe potuto assicurare l'ex sampdoriano. Tuttavia non modificava la fisionomia della gara. I laziali stentavano nel coordinamenti di una efficace manovra di contrattacco. Chinaglia, ormai votato a compiti di inutile centrocampista, non assicurava il minimo aiuto al compagno Garlaschelli il quale, per l'ottima forma che lo sostiene in questo periodo, avrebbe bisogno di una spalla per dialogare nelle aree avversarie.

Dopo un grosso pericolo corso al quinto minuto su cross di Rocca, che veniva respinto faticosamente dalla difesa biancazzurra, la rete della Lazio veniva salvata da un tempestivo intervento di Ghedin il quale fermava sulla linea un tiro sferrato do Petrini, che aveva scavalcato Pulici in uscita. De Sisti dribblava da campione un paio di avversari fallendo d'un soffio il bersaglio.

Un fiacco tentativo di Garlaschelli, che Conti si faceva incredibilmente sfuggire mandando la palla in calcio d'angolo, è stato praticamente l'unico brivido per la difesa romanista. I giallorossi continuavano a comandare la manovra che tuttavia trovava pochi sbocchi concreti nelle conclusioni per l'inefficienza di Casaroli e per lo precarie condizioni fisiche di Petrini. L'inizio della ripresa sembrava la copia esatta del primo tempo. Petrini falliva una facile occasione spedendo la palla fra le braccia di Pulici da non più di due metri. Un minuto prima i laziali avevano reclamato un calcio di rigore per un mani di Santarini in area.

A parte le proteste dei biancoazzurri più o meno legittimo, l'episodio stava a significare che finalmente anche la squadra di Maestrelli cominciava ad allacciarsi nell'area avversaria. La Roma, infatti, dava l'impressione di aver speso troppe energie. Non aveva più la lucidità del primo tempo. I laziali si organizzavano. Re Cecconi, Badiani, D'Amico, restituivano equilibrio al centrocampo. Lo stesso D'Amico sfiorava con un gran tiro la traversa. Per la Roma cominciavano i guai anche se all'84', su preciso suggerimento di De Sisti, Rocca si faceva parare da Pulici un pallone che con più calma avrebbe potuto scodellare in rete. La Lazio fiutava la possibilità del colpo a sorpresa contro una Roma che stava cedendo paurosamente. Negli ultimi due minuti Conti salvava il risultato prima respingendo in angolo un tiro di Re Cecconi smarcato abilmente da D'Amico e successivamente esibendosi in due grandi parate su tentativi di Chinaglia e ancora di Re Cecconi. Per la Roma, dopo i seri pericoli corsi nel finale, è rimasta la platonica soddisfazione di aver vinto ai punti che però non contano in classifica.

Il derby degli orrori (la perfida battuta è di un romanista abbonato alla Monte Mario) ha uno strascico polemico negli spogliatoi. Boni, centrocampista della Roma, uscito dal terreno di gioco in barella dopo appena nove minuti in seguito ad uno scontro con Giorgio Chinaglia, apparso al più fortuito, accusa il centravanti laziale. «Chinaglia mi ha colpito volontariamente» dice toccandosi la gamba infortunata che lo costringere a rimanere inattivo sino alla fine del campionato (ha riportato una grave distorsione ai legamenti del ginocchio destro che gli è stato ingessato). Gli avevo tolto la palla — spiega il giallorosso — è entrato in ritardo e l'impatto è stato molto violento. Se ha veramente intenzione di tornare in America è meglio che ci rimanga una volta per tutte. Di certi gentiluomini non ne abbiamo bisogno. Chinaglia centrato all'imbocco del sottopassaggio da un'arancia lanciata da un teppista della curva sud e vittima di un lieve malore, si difende. Non ho mai fatto male a nessuno — precisa —, il mio intervento su Boni era più che regolare. Mi spiace che si sia fatto male, ma non capisco proprio le sue accuse a meno che non sia improvvisamente impazzito. Avete visto tutti in quali condizioni sono costretto a giocare. Non cerco giustificazioni di comodo, ma la "persecuzione" dei tifosi ha superato ogni limite. E' meglio che non aggiungo altro non vorrei creare nuove polemiche: la Lazio non ne ha proprio bisogno. Abbiamo conquistato un punto utilissimo e nel finale, con un pizzico di fortuna nelle conclusioni, potevamo addirittura vincere. Dello stesso avviso è Tommaso Maestrelli: Il pareggio — spiega — era l'obiettivo minimo. L'abbiamo raggiunto e siamo più che soddisfatti soprattutto per come si erano messe le cose nel primo tempo, quando la Roma ha dominato sia per la mole di gioco sviluppata sia per i tiri a rete. Dopo l'intervallo la Lazio si è ripresa: mi spiace solo per gli ultimi dieci minuti, almeno in due occasioni il gol sembrava fatto, invece... Non ho rimproveri da fare, hanno giocato tutti discretamente. Wilson, però merita un discorso a parte. Ha giocato in condizioni fisiche precarie per una contrattura muscolare e ha protetto la difesa da par suo, Più d'una volta, soprattutto nel primi 43 minuti, il suo apporto è stato determinante quando ballavamo a centrocampo senza raccapezzarci con le marcature. Attacchi per un'ora sfornando palle-gol a ripetizione e poi rischi di perdere — osserva Liedholm —, Sembrava tutto facile per la Roma, ma all'ultimo momento spuntava sempre fuori Wilson a sbrogliare le situazioni più difficili.

Fonte: La Stampa


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