Domenica 18 marzo 1984 - Avellino, stadio Partenio - Avellino-Lazio 3-0


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18 marzo 1984 - 2198 - Campionato Italiano di calcio Divisione Nazionale Serie A 1983/84 - XXIII giornata

Avellino: Paradisi, Osti, Limido, Bertoneri (85' Bergossi), Favero, Di Somma, Barbadillo, Tagliaferri, Diaz, Colomba, De Napoli. A disp. Zaninelli, Biagini, Lucci, Maiellaro. All. O.Bianchi.

Lazio: Orsi, Spinozzi, Filisetti, Piscedda, Batista, Podavini, Piga, Piraccini, D'Amico (55' Meluso), Laudrup, Marini. A disp. Ielpo, Miele, Della Martira, Cupini. All. Carosi.

Arbitro: Lo Bello (Siracusa).

Marcatori: 20' Colomba (rig), 48' Tagliaferri, 67' Bertoneri.

Note: tempo incerto, campo pesante. Ammoniti Limido, Filisetti, Podavini, espulso Piscedda.

Spettatori: 20.000 circa.

Lo Bello discute con Podavini
Un'azione in contropiede dei biancoverdi
Una mischia in area laziale

Netta sconfitta della Lazio ad Avellino. Nel risultato la sintesi di tutta la gara. L'Avellino ha attaccato, ha segnato e ha vinto con merito, lasciando ai laziali poche ragioni per recriminare. Il rigore reclamato e non concesso e quello che ha aperto le marcature. Forse le decisioni di Lo Bello sono criticabili. Troppo severa è sembrata soprattutto la seconda. Comunque, il contrasto fra Bertoneri, che avanzava, e Piscedda con Piraccini è stato evidente, e per la caduta dell'avellinese l'arbitro ha decretato il penalty che Colomba trasformava, spiazzando il portiere. Potrebbe essere questa l'unica scusa del laziali: la severità di Lo Bello. Nei campani brutta gara di Diaz. L'argentino dell'Avellino ha fatto poco, dimostrando di non gradire il campo scivoloso. Barbadillo, pur peccando di narcisismo, ha operato in continuità perdendosi in bellezze anche inutili, ma portando sovente lo scompiglio davanti a Orsi. Anche i centrocampisti laziali non facevano argine.

Piga correva, ma era solo, Marini stava troppo indietro, Podavini non aveva determinazione. Il vantaggio dell'Avellino accentuava la crisi laziale e dava alla squadra di casa l'entusiasmo che forse prima mancava. La partita diventava dura, e Lo Bello prima ammoniva Limido, poi Filisetti, infine anche Podavini. Al 24' Piga arrivava da sinistra e centrava per Laudrup, che saltava in anticipo fallendo l'occasione di pareggiare. Laudrup, comunque, era braccato da Favero, che non gli concedeva spazio, e il danese, pur confermando doti tecniche notevoli, risultava isolato e fragile contro avversari che non gli davano respiro. Era un Avellino sicuro, ormai lanciato verso il successo. Il resto è stato un monologo degli avellinesi. A scusante dei laziali rimangono comunque le assenze: Manfredonia e Vinazzani erano squalificati, Giordano, ormai da tempo, infortunato. Sono nomi importanti, specialmente per la difesa.

Il reparto laziale, ad Avellino, ha accusato sbandamenti pericolosi. Quando i padroni di casa avanzavano, la crisi difensiva laziale diventava addirittura paurosa. Le marcature erano approssimative. Batista, stopper, non reggeva il ritmo, Piscedda, dietro a tutti come libero, aveva incertezze palesi. La Lazio, infatti, faceva molto poco. Subiva l'iniziativa degli avversari. Nelle file dei locali giocava molto bene Colomba. In difesa e all'attacco, pronto nel recupero, abile nei rilanci. Con Diaz in forma e con Barbadillo meno distratto, forse il risultato poteva arrotondarsi prima ancora del riposo. Erano trascorsi appena tre minuti dall'inizio della ripresa e De Napoli avanzava da sinistra: Spinozzi era in difficoltà e De Napoli lanciava Tagliaferri che superava Piscedda calciando violentemente a rete. Era il due a zero a chiudere ogni speranza di recupero ai laziali.

Ormai il gioco era fatto. La reazione laziale non dava esito. Raramente Paradisi era impegnato. Di Somma, recuperato domenica scorsa a Messina contro il Catania dopo una lunga assenza, dimostrava in difesa tanta sicurezza. Niente finezze, ma praticità. Nella Lazio usciva D'Amico per far posto a Meluso, ma la squadra romana non acquistava penetrazione. Ormai il monologo avellinese diventava addirittura inutile. Al 67' Colomba lanciava Tagliaferri che centrava, Barbadillo fintava e la palla giungeva a Bertoneri che non aveva difficoltà a segnare. Piscedda veniva espulso poco dopo per un fallaccio ai danni di Diaz. La squadra campana ha fatto un ampio passo avanti nella classifica e guarda ora con tranquillità all'immediato futuro. Guai in vista, Invece, per la Lazio che è stata raggiunta dal Napoli al terz'ultimo posto della classifica. Carosi deve recuperare gli assenti, per Giordano se ne parlerà a metà aprile, mentre Vinazzani e Manfredonia saranno disponibili già domenica. Ma è il gioco del collettivo che dev'essere rivisto. La Lazio potrà salvarsi soltanto con la grinta di Manfredonia, con i gol di Laudrup e con il recupero di Giordano. A Carosi il compito di giocare la carta giusta.

Fonte: La Stampa