Domenica 18 marzo 2007 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Empoli 3-1


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18 marzo 2007 - 3.226 - Campionato di Serie A 2006/07 - XXIX giornata

LAZIO: Peruzzi (80' Ballotta), Behrami, Stendardo, Siviglia, Zauri, Mudingayi, Ledesma, Manfredini, Mauri (76' Belleri), Pandev, Rocchi (66' Makinwa). A disposizione: Bonetto, Baronio, Jimenez, Tare. Allenatore: D.Rossi.

EMPOLI: Balli, Raggi, Vanigli (65' Eder), Lucchini, Tosto, Buscé, Almiron, Moro, Vannucchi, Matteini (46' Pozzi), Saudati (80' Adani). A disposizione: Bassi, Marzoratti, Ficini, Marianini. Allenatore: Cagni.

Arbitro: Sig. Giannoccaro (Lecce) - Assistenti di linea Sigg. Biasutto e Lion - Quarto uomo Sig. Squillace.

Marcatori: 8' Pandev, 28' Rocchi, 74' Manfredini, 93' Almiron.

Note: ammonito al 38' Mudingayi, al 42' D.Moro ed al 45' Almiron, tutti per gioco scorretto. Recuperi: 1' p.t., 4' s.t. Esordio in serie A per Eder.

Spettatori: paganti 10.752 per un incasso di 191.925 euro; abbonati 14.775 per una quota di 191.493,88 euro.


Una fase dell'incontro
Tommaso Rocchi in versione "mascherata"
Christian Manfredini e la sua esultanza dopo la rete del 3-0
Valon Behrami in azione
Guglielmo Stendardo in un fotogramma della gara

La Gazzetta dello Sport titola: "Lazio sempre più da Champions. Empoli k.o. Con Pandev, Rocchi e Manfredini, sesta vittoria di fila, 3° posto, Palermo staccato. E ora la Roma dista nove punti...".

Continua la "rosea": Per la prima volta nella stagione la Lazio è sola al terzo posto in classifica. I tre punti di penalizzazione sono un pallido ricordo e la Champions dei preliminari una realtà sempre più concreta, con il Palermo a meno due e una partita in meno da disputare, il Milan tenuto a meno sei e la Fiorentina addirittura a meno dodici. Eliminato, anche se attualmente a meno sette, l'Empoli, che all'Olimpico rimedia tre autentici ceffoni. Pandev, Rocchi, Manfredini, tre gol straordinari a corredo di una prestazione da grande squadra, capace di ottimizzare le (non frequenti) situazioni favorevoli e di non far correre rischi a Peruzzi. Il gol di Almiron, che fissa il 3-1, arriva su punizione deviata dalla barriera in pieno recupero e quando tra i pali c'è già da un po' il vecchio Ballotta. Lazio bella, cinica e concreta: una realtà firmata Delio Rossi e Goran Pandev, un grande tecnico e un campione ormai affermato. L'11° risultato utile, sesta vittoria consecutiva, passa soprattutto da loro. Due gol da portare in giro nelle scuole calcio, quelli che freddano l'Empoli in avvio. La verticalizzazione Ledesma- Mauri-Pandev arriva dopo una manciata di minuti e trova gli ospiti impreparati, con Lucchini e il portiere Balli nella terra di nessuno, in mezzo alla quale prima Mauri e poi Pandev, con un pallonetto col contagiri, fanno il comodo loro. Se l'1-0 è rapinoso, il 2-0 è calcio di prima classe: Rocchi fa partire l'azione e la conclude, dopo che il pallone è passato per Mauri e Pandev che fa la sponda. L'interno destro a girare dell'attaccante in maschera, che per l'occasione la getta via con rabbia, è davvero bello. Rocchi e Mauri festeggiano così, come meglio non si può, la convocazione in Nazionale e il centravanti e Pandev i 23 gol di coppia (13 più 10). Nelle sei vittorie di fila c'è sempre il marchio di almeno uno dei due.

Non fosse per questi acuti, il match sarebbe in equilibrio. Cagni dispone l'Empoli con un 4-2-3-1 in cui gli esterni dietro l'unica punta Saudati sono Buscè a destra e Matteini (un attaccante) a sinistra. Spesso scalano, più il primo del secondo, sulla linea di Moro e Almiron, per un 4-4-1-1 nel quale l'eclettico Vannucchi è il vero partner di Saudati, mentre il compito di Matteini è più che altro costringere Behrami a fare il terzino. Nel giochino delle coppie la Lazio, che rispetto a Reggio Calabria recupera Mauri e Siviglia ma fa sempre a meno di Cribari e Mutarelli, peraltro ben sostituiti da Stendardo e Manfredini, si ritaglia un vantaggio. Behrami-Matteini, Siviglia/Stendardo-Saudati, Zauri-Buscè, Ledesma-Vannucchi, Mudingayi-Almiron, Manfredini-Moro, Rocchi e Pandev per Raggi, Lucchini e Vanigli, la Lazio ha un uomo in più (Mauri) tra le linee. Sul quale, come nel gol dell'1-0, Lucchini e Vanigli non trovano i tempi giusti per l'uscita. Per contro, all'Empoli cresce il terzino sinistro Tosto, assai intraprendente nella fase offensiva. Ma è chiaro che tra un Tosto e un Mauri in grado di godere di particolare libertà ci guadagna la Lazio. Per informazioni rivedere i due gol. L'Empoli mostra un notevole temperamento. Va due volte k.o. ma si rialza e cerca di mettere la Lazio all'angolo. Nel primo tempo ne esce fuori solo un palla sporca che Vannucchi spedisce fuori di testa. Cagni gioca la carta Pozzi (per Matteini) all'inizio della ripresa, per un Empoli riconsegnato al 4-3-1-2. La Lazio soffre il dinamismo dei toscani, davvero speciale, ma quanto a pericoli non ci siamo proprio.

La difesa meno battuta del campionato (da ieri con la Roma) tiene e l'unico rischio arriva da una punizione di Vannucchi che sfiora il palo. Cagni ci prova ancora: fuori Vanigli, esordio per il brasiliano Eder che va a metà campo al posto di Buscè, che arretra terzino mentre Raggi scala centrale. Vannucchi sale a sinistra per un disperato 4-3-3, ma cambia poco. Delio Rossi regala a Rocchi la standing ovation, entra Makinwa che divora l'assist di Pandev, ma siccome è serata di eurogol ecco anche quello di Manfredini. Un sinistro terrificante che chiude la partita con un quarto d'ora di anticipo. Empoli k.o. Con Pandev, Rocchi e Manfredini, sesta vittoria di fila, 3° posto, Palermo staccato. E ora la Roma dista nove punti...


Il Corriere della Sera così racconta la gara:


La Lazio chiude la pratica in 27 minuti. Tanto impiega a rifilare due gol all'Empoli, centrare la sesta vittoria consecutiva, conquistare per la prima volta il terzo posto solitario con due punti di vantaggio sul Palermo quarto e sei sul Milan quinto. La Roma, seconda, è lontana 9 punti e tra i tifosi dell'Olimpico c'è chi spera di poter raggiungere e magari sorpassare i giallorossi. Il primo sogno, intanto, è diventato realtà tangibile. La Champions League è nelle mani della Lazio e portargliela via non sarà facile. La difesa non perde un colpo e rimane la migliore del campionato a pari merito con la Roma, il centrocampo si fa apprezzare sia nella fase di non possesso palla sia in quella di rilancio e Mauri è tornato devastante dietro le punte. Ma il valore aggiunto dei biancocelesti è la coppia di attaccanti: Pandev apre i giochi, Rocchi li chiude. Il macedone segna il decimo gol della stagione, il quinto nelle ultime sei partite, un pallonetto delizioso alla fine di una magistrale azione in cui Ledesma di testa recupera il pallone e Mauri fa scattare il contropiede. Rocchi, invece, fa tredici, un destro sotto l'incrocio dei pali a chiudere una perfetta azione in velocità alla quale partecipano sia Mauri, sia Pandev. Non lo frena neppure la maschera a protezione del naso fratturato. L'Olimpico scatta in piedi e applaude una squadra che in questo momento riesce a fare tutto molto bene. I numeri esaltano la banda-Rossi: 6 vittorie consecutive, 11 risultati utili come la Lazio di Tommaso Maestrelli nella stagione '72-'73.

L'Empoli tarda a calarsi nella realtà della partita e sul primo gol si fa cogliere colpevolmente in contropiede. È generoso e volenteroso, ma gli manca un briciolo di cattiveria e la precisione sotto porta. Nel secondo tempo Cagni inserisce Pozzi al posto dell'evanescente Matteini e la squadra ci mette l'anima guadagnando metri e costringendo la Lazio a difendersi con accanimento. Ma a un quarto d'ora dalla fine, il gol di Manfredini - un sinistro maligno che si abbassa proprio davanti a Balli - chiude definitivamente i giochi. L'Empoli segna all'ultimo respiro con Almiron, una punizione da dentro l'area deviata da Belleri. Poco male per la Lazio, che sembra non avere limiti, né punti deboli: gioca bene, è convinta della propria forza, ha alternative come dimostra la vena di Manfredini che non fa rimpiangere l'infortunato Mutarelli. La Champions è una certezza, il secondo posto un miraggio. Ma se la Lazio continua a girare così, niente si può dare per scontato. L'Empoli, invece, ha capito che la Champions è un traguardo troppo ambizioso. Ma l'Uefa è alla sua portata e centrarla sarebbe come vincere uno scudetto.