Domenica 21 ottobre 1951 - Como, stadio Sinigaglia - Como-Lazio 2-2


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21 ottobre 1951 - Campionato di Serie A 1951/52 - VII giornata

COMO: Cardani, Gatti, Pedroni, Bergamaschi, Quadri, Pinardi, Cattaneo, Turconi, Giovetti, Rabitti, Giorgetti. All. Mazzoni.

LAZIO: Sentimenti (IV), Antonazzi, Furiassi, Alzani, Malacarne, Fuin, Puccinelli, Magrini, Sentimenti (V), Flamini, Sukrü. All. Bigogno.

Arbitro: sig. Rigato di Mestre.

Marcatori: 32' Magrini, 68' Cattaneo, 70' Sukrü, 72' Cattaneo.

Note: calci d'angolo 7 a 3 a favore del Como. Al 16' della ripresa Alzani si infortunava e veniva portato fuori dal campo. Vi rimaneva fino al 20'.

Spettatori: 7.000 circa.

Il Como è stato oggi un continuo paradosso in campo. Il solo Quadri è stato all'altezza della sentimentale tradizione comasca. Nel primo tempo l'azione offensiva dei locali era stata ravvivata dalla squillante vena di Giovetti, insidioso come un mortaretto nell'impianto difensivo dei romani. Poi Giovetti aveva accusato il riacutizzarsi di uno stiramento al 10' della ripresa e se ne era andato all'ala, sostituito all'attacco dallo stesso Quadri. L'unico complesso efficiente in campo è stato quello romano: una Lazio che disponeva di una difesa vigile, abile anche, che si copriva con disinvoltura con l'arretramento di uno o l'altro mediano, non appena un terzino veniva tagliato fuori dal caldo della lotta; una Lazio che godeva all'attacco dell'apporto esemplare e notevolissimo di Flamini, cervello chiaro, quasi meccanico nella regolarità della sua azione, nella continuità del suo gioco, nella preziosità del suo passaggio. Chiuso il primo tempo in vantaggio chiaro di gioco e di reti (le reti avrebbero potuto essere anche di più: Sukru al 9' e al 43' s'è trovato solo con il portiere ma aveva indugiato tanto da farsi togliere la palla; al 2' Magrini aveva stampato la palla sulla traversa), la Lazio nella ripresa si presentava con Sentimenti V arretrato a quarto mediano, assumendo uno schieramento esclusivamente difensivo. Il Como si è ritrovato così quasi per inerzia ad essere lanciato all'attacco. Così al 23' Cattaneo, su un lancio di Gatti, poteva irrompere in area e pareggiare con un tiro a parabola tesa la bella rete che al 32' Magrini, con disinvoltura, aveva realizzato, sorprendendo con un tiro spiovente e centrale Cardani, uscito dai pali. Sul piede di parità la Lazio ha avuto un risveglio offensivo e due minuti dopo la rete lariana i biancocelesti si riportavano in vantaggio. Un tiro spiovente al centro dell'area comasca faceva recapitare la palla sui piedi di Sentimenti V che la rovesciava prevenendo Cardani uscito dai pali per abbrancare la sfera. Sukru, fermo sul dischetto di rigore dava un colpo alla palla di testa e la smorzava in porta. Balzati nuovamente in vantaggio i laziali sono tornati a difendersi, lasciando la manovra del gioco al Como che al 27' riagganciava il pareggio con Cattaneo che, lanciato da Quadri, batteva Sentimenti IV e calmava il pubblico locale che al 26' della ripresa si era reso protagonista di un tentativo di invasione del rettangolo di gioco, tentativo prontamente fermato dalle forze dell'ordine, con un ferito nel parterre, dove uno spettatore veniva colpito alla testa da una bottiglietta di birra lanciata dalle gradinate con l'intenzione di finire su un guardalinee.

Fonte: Corriere dello Sport

La Lazio s’era presentata in campo preceduta da un bollettino medico piuttosto preoccupante: rimasti a Roma Antoniotti – che prima della pausa internazionale dovrebbe fare ritorno al centro del quintetto – e Lofgren, del cui ottimo era ancor viva oggi l’eco favorevole, anche per Flamini, Magrini e Fuin si nutrivano apprensioni, presto fugate sul campo dal rendimento dei tre, dei quali il mediano sinistro è stato addirittura il migliore degli ospiti.

Dove la… salute pareva ottima, ma alla resa dei conti si dimostrava invece più che… scarsa, era tra gli attaccanti del Como, la cui malattia per più segni ora minaccia di diventar cronica: a parte ogni altro inutile giudizio sul bravo Giovetti, infortunatosi nella ripresa e spostatosi volenterosamente all’estrema destra, Turconi e Giorgietti hanno lasciato ancora a desiderare, l’uno per il ritardo nell’ingranare che gli è abituale ad ogni inizio di campionato, l’altro per tutto un complesso di fattori morali fisici e… tecnici a carattere non positivo. Non in giornata felice neanche Rabitti, che ha vanamente cercato il guizzo risolutore, il Como deve il duplice pareggio all’azione impetuosa di Cattaneo, rivenuto fortissimo nella ripresa dopo uno scialbo primo tempo, ad evitare di prepotenza una dura punizione per i suoi colori. Ed invero se l’avventura lariana si fosse conclusa per i laziali con un pieno successo, non ci sarebbe stato molto da ridire per i comaschi, ché l’undici azzurro ha messo a ben dura prova le doti di resistenza della difesa comacina, apparsa non eccellente come altre volte, malgrado la grande partita di Pedroni e la continuità di Quadri inoltratosi nella fase di gioco più convulsa ad appoggiare i propri attaccanti nella non vana ricerca del secondo pareggio.

Cardani, rientrato da Palermo con una caviglia in disordine, non ha sfoggiato la solita sicurezza, malgrado qualche coraggiosa uscita, mentre Gatti non confermava la bontà delle sue prestazioni iniziali. Nella mediana Bergamaschi e Pinardi, rotte le fila del quadrilatero per la non sempre tempestiva e quasi mai sciolta azione delle mezz’ali, si sono dovuti maggiormente preoccupare di tenere a bada il sempre pericoloso Flamini e il tenace Magrini, proiettati in avanti da Fuin, onnipresente.

Quel che nella Lazio ha fatto difetto è stato il tiro a rete; ma questo è un discorso che riguarda ancor più i padroni di casa e che forse al lettore che non era al “Sinigaglia” potrà apparire in contrasto con la marcatura: due reti per parte. Puccinelli e Sukru infatti si sono affiancati a Sentimenti V e anche a Flamini nel mancare un bersaglio ormai a portata di piede – imitati in campo avverso da Turconi e Giorgietti – mentre le quattro reti non sono state tutte dei capolavori, anche se su tre di esse ha influito il carattere spigoloso assunta a metà ripresa dalla partita.

Nel primo tempo il dialogo non aveva avuto un ritmo concitato e pareva dovesse avviarsi alla pausa senza battute drammatiche, quando, al 33’, Magrini servito da Sentimenti V – quanta buona volontà in questo giocatore “tuttofare” – sorprendeva con un tiro a parabola Cardani alquanto spostato in avanti: la palla s’infilava sotto la traversa al disopra delle mani del portiere protesosi all’indietro in un estremo tentativo.

Dopo un fuoco di paglia di Giovetti, troppo spesso a terra anche senza colpa di Malacarne oggi corretto quanto mai, la Lazio giocava la sua gran carta e si distendeva ancora all’attacco, cercando di approfittare dei sintomi di sbandamento degli ospitanti. Ma il Como resisteva, grazie anche ad un’occasione preziosa persa da Sukru e si portava negli spogliatoi senza più gravi complicazioni. Per la ripresa ti saresti immaginato di vedere una Lazio, che avesse richiamato Magrini e Flamini nelle retrovie a dar man forte a Furiassi e soci; macché: i laziali mantenevano integro il loro schieramento d’attacco lasciando che mediani e terzini imbrigliassero da soli il quintetto di punta avversario, tanto più che questo, infortunatosi Giovetti, pareva rassegnato a far più da comparsa che da protagonista.

Al 22’ colpo di scena: dopo un bell’intervento di Pedroni su Sukru fattosi fin troppo sotto Cardani con la palla al piede, la sfera era respinta nella metà campo laziale e veniva proiettata verso l’area di rigore: Cattaneo, spostatosi a sinistra, se la uncinava al piede e prevenendo l’intervento di Furiassi sorprendeva Sentimenti IV con un rasoterra da circa 25 metri nell’angolo sinistro. Il pareggio era acquisito.

La Lazio, malgrado non potresse usufruire che a tratti di Alzani uscito malconcio da uno scontro fortuito con Turconi, non accusava il colpo e reagiva immediatamente. Su una discussa rimessa laterale, di spettanza al Como per gli spettatori, ma in effetti aggiudicata al segnalinee dalla Lazio, gli azzurri trovavano improvvisamente via libera in area lariana e filavano con Sentimenti V in testa verso Cardani: vana uscita di quest’ultimo e palla a Sukru prontamente incuneatosi tra il compagno e Pinardi retrocesso in porta: tiro, rete. La Lazio ritornava in vantaggio e si era a venti minuti prima della fine. Nel pandemonio di grida e di proteste all’indirizzo del segnalinee, fermo più che mai nel suo precedente punto di vista, il Como trovava la forza di reagire alla nuova botta: solo poco più d’un minuto dopo, Quadri, spintosi all’attacco, lanciava di testa il pallone a Cattaneo, il cui tiro non perdonava; il “due a due” non lasciava soddisfatti né gli uni né gli altri e accendeva le polveri per un finale ad alta tensione, con episodi che avrebbero potuto essere decisivi nell’una e nell’altra area, sul più vistoso dei quali – atterramento di Giorgetti lanciatissimo verso Sentimenti IV – l’arbitro Rigato interveniva… per segnalare il normale proseguimento del gioco. E la fine trovava tutti, atleti e pubblico, senza più fiato.

Fonte: Il Calcio Illustrato, articolo di Ciro Pinto.





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