Domenica 22 maggio 1983 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Atalanta 2-1


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22 maggio 1983 - 2167 - Campionato di Serie B 1982/83 - XXXV giornata

LAZIO: Orsi, Podavini, Saltarelli, Vella, Pochesci, Spinozzi, Ambu (89' Chiodi), Marini, Giordano, D'Amico (86' Tavola), Badiani. A disp. Moscatelli, Miele, Sciarpa. All. Morrone.

ATALANTA: Benevelli, Codogno, Magnocavallo, Snidaro (46' Foscarini), Filisetti, E.Perico, Donadoni, D.Moro (77' Madonna), Mutti II, Agostinelli, Pacione. A disp. Bordoni, Bruno, Sandri. All. O.Bianchi.

Arbitro: Leni (Perugia).

Marcatori: 2' Badiani, 11' Pacione, 28' D'Amico.

Note: giornata afosa, terreno in perfette condizioni.

Spettatori: 55.000 circa, per un incasso di £. 250.000.000.

Bandiere al vento
D'Amico e Badiani
La curva Nord
Il biglietto della gara

La Lazio è tornata al successo dopo quasi due mesi. Durante la sconcertante pausa i biancocelesti hanno dissipato una ricca dote di punti consentendo alle immediate inseguitrici, in lotta per la promozione, di farsi sotto pericolosamente. I biancocelesti, anche se in maniera un po' fortunosa, sono riusciti a conquistare due punti diventati preziosissimi in questa fase finale del campionato. Scesi in campo frenati dal timore di non riuscire a sfatare la lunga serie negativa, i laziali avevano avuto la fortuna di portarsi quasi subito in vantaggio: dopo appena un minuto D'Amico scendeva in dribbling sulla fascia sinistra. Il suo tiro-cross non veniva fermato dal portiere Benevelli, interveniva in corsa Badiani che insaccava con la complicità della leggera deviazione di un difensore bergamasco.

Il gol sembrava spianare la strada ad una vittoria senza troppi affanni. Ma l'Atalanta assumeva decisamente le redini del gioco e all'll' rimetteva in discussione il risultato: un cross dalla destra di Mutti veniva raccolto al volo da Pacione che indirizzava in rete un diagonale da corta distanza, sorprendendo nettamente il portiere Orsi e Pochesci, rimasti a guardare. La giornata di scarsa vena di Giordano era accentuata dalla mancanza totale di una valida spalla che sarebbe dovuta essere Ambu. Anche D'Amico non dava l'impressione di poter sostenere validamente le due punte. Il giovane Marini, fra i migliori, doveva impegnarsi in un lavoro oscuro a centrocampo ricevendo qualche aiuto da Vella. Sul fronte avversario, invece, il gioco scorreva su limpidi schemi in cui si distinguevano Agostinelli, Pacione, Snidaro, ma soprattutto il tornante Donadoni che da solo è riuscito a creare il panico nella difesa biancoceleste. Al 28' D'Amico sfoderava l'acuto che fruttava il gol del successo. Sfruttando un calcio di punizione, concesso per fallo su Giordano, il capitano biancoceleste indovinava da oltre 25 metri lo spiraglio giusto battendo per la seconda volta Benevelli, apparso anche in questa occasione troppo indeciso.

A tre minuti dalla fine Filisetti fermava sulla linea di porta un tiro di Podavini. La ripresa era quasi tutta di marca bergamasca. Ma i lombardi, pur giocando, meglio,, mancavano di precisione nelle fasi conclusive. Donadoni, Codogno, Magnocavallo, andavano vicinissimi al gol del pareggio. La Lazio annaspava affannosamente, il suo gioco appariva sempre più caotico. Ma forse i due punti, che consentono ai biancocelesti di riconquistare da soli il secondo posto in classifica, serviranno a restituire anche la tranquillità di cui sembra aver maggiore bisogno la squadra di Morrone.

Intanto rimbalza la notizia che: Giorgio Chinaglia, centravanti della Lazio dello scudetto che oggi gioca nel Cosmos di New York e che negli Stati Uniti ha anche intrapreso una promettente attività imprenditoriale, vuole comprare il pacchetto di maggioranza della Lazio. Ha inviato per questo a Roma il suo manager, Peppe Pinton, con l'incarico di prendere gli opportuni contatti con la società biancazzurra. La notizia doveva essere divulgata (o meglio precisata perché erano già trapelate anticipazioni) ieri sera nel corso di una conferenza stampa che e però saltata «per difficoltà tecniche». E' stato quindi lo stesso Pinton che, telefonicamente, ha dato dei particolari.

Fonte: La Stampa