Domenica 26 ottobre 1980 - Foggia, stadio Pino Zaccheria - Foggia-Lazio 0-1

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26 ottobre 1980 - 7 - Campionato di Serie B 1980/81 - VII^ Giornata

FOGGIA: Benevelli, De Giovanni, Piraccini, Fasoli, Petruzzelli, Sgarbossa, Tinti (71' Ottoni), Sciannimanico, Musiello, Caravella, Tivelli (69' S. Bozzi). A disp. 12 Laveneziana, 15 Donetti, 16 Frigerio. All. Puricelli.

LAZIO: Moscatelli, Spinozzi, Citterio, Perrone, Pochesci, Mastropasqua, Viola, Sanguin, Garlaschelli, Bigon, Albani (46' Cenci). A disp. Nardin, Pighin, Ghedin, Valenzi. All. Castagner.

Arbitro: Sig. Tani (Livorno).

Marcatori: 87' Cenci.

Note: ammoniti Tivelli, Bigon, Mastropasqua e Viola. Angoli 11-6 per il Foggia.

Spettatori: 18.000 circa di cui 8.168 paganti.

La cronaca della gara

Chi è colpa del suo mal pianga se stesso. Il proverbio si addice al Foggia visto in campo ieri contro la Lazio. Quando si mandano alle ortiche palle-gol che è più facile mettere in rete che non fuori bersaglio, non ci si deve attendere altro che il giusto castigo a tanta prodigalità. Il Foggia avrebbe potuto chiudere il confronto con la Lazio, scesa allo stadio Zaccheria in vesti molto dimesse, con almeno tre gol all'attivo e l'ottimo Castagner ed i compagni di Albertino Bigon non avrebbero avuto nulla da recriminare. Invece, così non è stato e, allorché mancavano solo tre minuti alla fine della gara, la Lazio, che in tutto l'arco dell'incontro aveva impegnato una sola volta Benevelli, ha trovato il gol.

E' stata una vera beffa per i ragazzi di Puricelli, che hanno condotto l'incontro a gran ritmo ed hanno dominato il campo in lungo ed in largo. La squadra di casa, partita a spron battuto, s'è ritrovata, dopo le primissime fasi, con la più ghiotta delle occasioni da gol. Musiello, solo davanti a Moscatelli, si è ritrovato con il pallone fra i piedi ma ha alzato la mira e la sfera è finita sulla curva sud. Un'occasione d'oro che avrebbe potuto portare il Foggia in vantaggio e, certamente, la gara avrebbe assunto tutt'altra fisionomia. Con una Lazio dimessa e smarrita, la squadra di casa avrebbe potuto ottenere la più preziosa delle vittorie.

Poi è stata la volta di Caravella a sciupare due palle-gol, mentre Tivelli apparso eccessivamente nervoso, non è riuscito a ritrovarsi fra i difensori avversari. Tutto il Foggia ha offerto una grossa prestazione. La squadra ha dominato il campo e la Lazio, che nell'arco dell'incontro è stata pericolosa solo due volte. All'86' Caravella ha subito un fallo. L'arbitro ha visto tutto alla rovescia ed ha assegnato il tiro piazzato ai laziali. La sfera colpita da Bigon è finita a Mastropasqua che, da distanza ravvicinata, l'ha mandata verso la rete di Benevelli. Il portiere foggiano ha compiuto una vera prodezza deviando in calcio d'angolo il proiettile del laziale. E' stato questo il primo impegno di Benevelli. Su susseguente calcio d'angolo, Sanguin ha battuto dalla bandierina. La palla è spiovuta in area fra laziali e foggiani pronti ad impadronirsene. Ha avuto la meglio il giovane Cenci che l'ha incornata bene e l'ha mandata in fondo al sacco di Benevelli.

Mancavano ormai solo tre minuti alla fine ed a nulla è valso il disperato tentativo dei padroni di casa di riequilibrare il risultato. La Lazio, pur vincendo il confronto con i foggiani, non ha dimostrato assolutamente nulla e, come ha detto Castagner, non avrebbe meritato nemmeno il pareggio. E' la dura legge del calcio che non perdona gli errori ma li punisce invece severamente.

Fonte: La Stampa