Domenica 28 marzo 2010 - Milano, Stadio G. Meazza - Milan-Lazio 1-1


Stagione

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28 marzo 2010 - 3.375 - Campionato di Serie A 2009/10 - XXXI giornata - inizio ore 20.45

MILAN: Dida, Zambrotta (77' Jankulovski), Thiago Silva, Favalli, Antonini, Abate, Flamini, Ambrosini, Seedorf, F.Inzaghi (77' Zigoni), Borriello. A disposizione: Roma, Kaladze, Oddo, Gattuso, Verdi. Allenatore: Leonardo.

LAZIO: Muslera, Dias, Stendardo, Radu, Lichtsteiner (89' Biava), Brocchi, Ledesma, Mauri, Kolarov, Rocchi (56' Cruz), Zarate (83' Foggia). A disposizione: Berni, Diakitè, Firmani, Floccari. Allenatore: Reja.

Arbitro: Sig. Tagliavento (Terni) - Guardalinee Sigg. Calcagno ed Ayroldi - Quarto uomo Sig. Peruzzo.

Marcatori: 18' Borriello (rig), 32' Lichtsteiner.

Note: ammoniti Ambrosini, Zambrotta, Mauri, Flamini, Brocchi e Cruz per gioco falloso, Muslera per comportamento non regolamentare. Esordio in serie A per Zigoni. Angoli: 6-3. Recuperi: 0' p.t., 3' s.t.

Spettatori: paganti 12.528 per un incasso di € 260.555,00; abbonati 27.865 per una quota di € 479.734,50.


Il calcio di rigore battuto da Borriello (Foto Ansa)
Un altro fotogramma del penalty assegnato ai rossoneri (Foto Lapresse)
Il pareggio biancoceleste di Stephan Lichtsteiner (Foto Lapresse)
L'esultanza del difensore svizzero (Foto Lapresse)
Guglielmo Stendardo scherza con Stephan Lichtsteiner (Foto Lapresse)
Esultanza biancoceleste (Foto Ansa)
Un momento della gara (Foto Lapresse)
Mauro Zarate in azione (Foto Lapresse)
Tommaso Rocchi e Giuseppe Favalli (Foto Lapresse)
Guglielmo Stendardo e Filippo Inzaghi (Foto Lapresse)
Mauro Zarate contrastato da Zambrotta (Foto Ansa)
Il capitano Tommaso Rocchi e l'arbitro Tagliavento (Foto Lapresse
Il pareggio di Lichtsteiner

La Gazzetta dello Sport titola: "Il Milan non ce la fa più. Con la Lazio solo un punto. I rossoneri, falcidiati dalla assenze, pareggiano 1-1 e recuperano solo una lunghezza all'Inter. I gol nel primo tempo: al vantaggio su rigore di Borriello replica Lichtsteiner. Buona la prova della squadra di Reja".

Continua la "rosea": Il Milan fallisce l'ennesima possibilità di riportarsi sotto nella corsa scudetto. Dopo il pari con il Napoli e la sconfitta con il Parma, ecco l'1-1 con la Lazio che rimedia nel primo tempo al rigore di Borriello grazie a Lichtsteiner, difensore con il vizio del gol. Non basta il cuore ai rossoneri, perché la squadra di Reja risponde per le rime cercando fino in fondo la vittoria. Inutili anche i tentativi di Leonardo che schiera quel che può, ma si deve accontentare. Ma il tecnico brasiliano resterà al Milan anche la prossima stagione. Lo ha assicurato Adriano Galliani nel prepartita. La conferma dell'amministratore delegato è ineccepibile. Leo rappresenta infatti la più bella realtà della stagione rossonera. Il demiurgo capace di plasmare la squadra, motivandola, inventando qua e là gli espedienti in grado di farla andare avanti. Contro la Lazio, con una marea di assenti, ha proposto il 4-4-2 con Abate e Seedorf esterni nel centrocampo, Flamini e Ambrosini in mezzo, e la coppia Inzaghi-Borriello in attacco. Avesse simili problemi Edy Reja il cui obiettivo è la salvezza. L'allenatore della Lazio ha confermato il solido 3-5-2, centrocampo imbottito per arginare il flusso rossonero sulle fasce, e Rocchi in compagnia di Zarate, spesso in gol contro il Milan. Quantità e qualità delle assenze pesano troppo. Il Milan del primo tempo infila tutti i suoi limiti attuali e anche la Lazio diventa un osso duro. Il gioco rossonero ha pochi sbocchi perché Reja gli oppone una squadra quadrata e organizzata. Ripetitiva forse nel suo gioco, ma il contropiede che innesca puntalmente Zarate è la soluzione migliore. Mauri detta i tempi e Lichtsteiner è una spina nel fianco sinistro. Eppure il Milan costruisce gioco e già dopo pochi secondi potrebbe passare con Abate. Ma è evidente l'assenza di un regista; della mente sapiente in grado di aprire in due la difesa avversaria. Seedorf è l'elemento più ricercato, mentre Flamini e Ambrosini fanno diga davanti alla difesa. Anche perché Zarate è sempre in agguato e cerca la soluzione migliore per battere Dida.

Ma senza esagerare i rossoneri riescono a passare, anche se l'intervento di Kolarov su Flamini poco dentro l'area, che genera il rigore, non è poi così clamoroso. Ma Tagliavento non fa una piega. Batte Borriello e per poco Muslera non compie il miracolo. L'1-0 carica la Lazio che spinge con convinzione e trova meritatamente il pareggio al 32', pur con un pizzico di fortuna. Antonini sbaglia il rinvio e dopo un doppio rimpallo la palla finisce a Lichtsteiner che infila senza problemi. L'1-1 non fa una piega, ma sottolinea la difficoltà del Milan contro una Lazio che medita il colpaccio. Il 4-4-2 e fantasia di Leonardo lascia spazio al gioco più operaio mai visto in questa stagione. Spirito di sacrificio e poche storie, perché la Lazio non scherza e cerca il risultato pieno. Eppure, così incerottato, il Milan sfonda e l'azione prepotente al 9' di Antonini che supera come birilli i giocatori della Lazio e colpisce dal limite la traversa, dimostra che il cuore non manca. La squadra di Reja rallenta e il tecnico effettua il primo cambio: Cruz per Rocchi. Il Milan invece non cambia e sfiora ancora il gol al 21'. Il grande lavoro lo fa Antonini che serve largo a Inzaghi: Pippo crossa nell'area piccola dove Borriello si esibisce in una girata al volo con stop, ma conclude alto. La replica laziale è di Dias: un piattone destro clamorosamente sprecato oltre la traversa davanti a Dida. La forza della disperazione obbliga Leonardo a togliere Inzaghi per l'esordiente Zigoni, 18 anni, figlio di Gianfranco. Spazio anche a Jankulovski per Zambrotta, a caccia del grande finale. Ma la stanchezza non fa ragionare e Abate al 37' perde la lucidità necessaria per infilare a porta vuota. Inutili gli affondo di Seedorf, anima della squadra: la Lazio porta a casa un buon punto. Il Milan ne perde 7 in tre gare: lo scudetto è sempre più lontano.


Il Messaggero titola: "La Lazio impone l'1-1 al Milan e si lascia quattro squadre alle spalle. Grinta e ordine dei biancocelesti, i rossoneri falliscono l'aggancio alla Roma. Dias manca due clamorose occasioni".

Continua il quotidiano: Una Lazio compatta e grintosa ferma un Milan decimato e confuso a San Siro, stacca di un punto l'Udinese e si lascia quattro squadre alle spalle, con la terzultima a 5 punti, costringendo i rossoneri a guardare dal basso il duello al vertice tra Inter e Roma. I 40mila di San Siro alla fine rovesciano sul Milan bordate su bordate di fischi mentre i biancocelesti festeggiano al centro del campo, dopo aver raddrizzato una partita sbloccata da un rigore generoso e aver anche rischiato di vincerla se solo Dias avesse sfruttato le due clamorose occasioni da gol capitategli, una per tempo. Il Milan per parte sua è andato a sprazzi, con generosità ma molta confusione, e vanta infine al suo attivo una traversa di Antonini in avvio di ripresa e una buona occasione mancata da Abate. Pochino. Brutti i cori razzisti rivolti a più riprese dai sostenitori laziali a Seedorf, che hanno costretto più volte lo speaker a richiamare il pubblico all'ordine, pena la sospensione della partita. Milan senza Abbiati, Bonera, Nesta, Pato, Mancini (infortunati), Pirlo e Ronaldinho (squalificati). Leonardo si affida al 4-4-2: Dida fra i pali; Zambrotta, Thiago Silva, Favalli e Antonini in difesa; Abate, Flamini, Ambrosini e Seedorf a centrocampo, Inzaghi e Borriello in attacco. La Lazio risponde col suo 3-5-2, Reja lascia Floccari in panchina e al fianco di Rocchi schiera Zarate.

Primo tempo. Al 1' Seedorf apre per Abate, che impegna Muslera a terra. Ancora un bel servizio al 5' di Seedorf per Borriello, che perde il tempo e si fa contrare. Al 7' Ambrosini ammonito per un brutto intervento su Zarate. La barriera devia in angolo la punizione dell'attaccante. Bella azione al 15' tra Rocchi e Zarate, sinistro al volo fuori di poco. Replica Seedorf che chiama Muslera a un grande intervento. Il Milan va in vantaggio su rigore. Flamini entra in area e si scontra con Kolarov, Tagliavento decreta un penalty generoso. Batte Borriello, Muslera tocca ma il tiro, forte e angolato, si insacca. Al 23' Lichtsteiner crossa, Ambrosini devia con un braccio in angolo, niente punizione né cartellini. Al 32' pareggia la Lazio: cross di Ledesma, Antonini ribatte in modo pasticciato su Mauri, pallone a Lichtsteiner che lo insacca facendolo passare fra le gambe del portiere. Due minuti dopo ammonito Zambrotta per fallo su Zarate. Al 39' grandissima occasione per Dias, che su angolo di Ledesma intercetta la deviazione di Dida ma perde l'attimo e il portiere blocca il pallone. Al 42' Rocchi semina il panico su assist perfetto di Mauri, ma si allarga troppo. Lo stesso Mauri viene ammonito poco dopo.

Secondo tempo. Si riprende senza sostituzioni. Al 53' Antonini arriva sulla lunetta e spara una bordata rabbiosa, che si stampa sulla traversa. Il Milan forza i tempi, la Lazio risponde con ordine. Reja al 55' manda Cruz in campo per Rocchi. Al 66' Antonini serve bene Inzaghi libero sulla destra, Superpippo controlla male, si allarga e crossa, Borriello anticipa Seedorf e tenta la girata, alta. Al 67' ammonito Brocchi per un intervento duro su Flamini. Al 68' Lichtsteiner tira da posizione impossibile sulla destra e centra il lato esterno del palo. Un minuto dopo la Lazio manca un'occasione colossale: Kolarov piazza in area una punizione, Dias solo davanti a Dida spedisce alto sulla traversa. Ammonito Cruz. Al 76' doppio cambio del Milan: Zigoni per Inzaghi e Jankulovski per Zambrotta. All'81' è Abate a mancare il pallone della vittoria: Kolarov allunga male di testa a Muslera, si inserisce Abate che ruba palla e a porta vuota gira alto sulla traversa, anticipando Zigoni che era lì a due passi. All'82' Foggia rileva Zarate. Assedio rossonero. All'87' Biava in campo per Lichtsteiner. Tre minuti di recupero. Ammonito Muslera. La Lazio risale da sola al quintultimo posto, ossia in zona salvezza a sette turni dal termine.

"Abbiamo fatto un'altra grande partita, c'è anche il rammarico per alcune occasioni in contropiede che non abbiamo sfruttato. Le altre dietro hanno perso, quindi un punto a San Siro va bene - dice Stefano Mauri ai microfoni di Sky Sport - È un periodo che stiamo facendo veramente bene. Non siamo ancora salvi, ma con questa determinazione ce la faremo". Il segreto dei risultati dell'ultimo periodo? "Siamo tutti uniti, la squadra viene prima dei singoli. Ci siamo guardati negli occhi e abbiamo deciso che era ora di giocare da Lazio". Il concetto lo aveva già espresso negli ultimi giorni, ma ai microfoni di Sky Sport Edy Reja lo rafforza e descrive la sua Lazio come "un branco che va a caccia della preda. Ora la squadra ha un'anima. Prima era un po' sfilacciata. Abbiamo sofferto un po' all'inizio del primo tempo, poi abbiamo fatto una partita straordinaria in fase difensiva, non abbiamo rischiato niente". In pieno festeggiamento sul campo, Pasquale Foggia ha rotto gli occhiali dell'allenatore, che scherza: "Me li paga, me li paga. Li avevo presi a Napoli, lui è di Napoli, quindi passerà alla cassa".