Domenica 28 novembre 1965 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Juventus 0-1


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28 novembre 1965 - 11 - Campionato di Serie A 1965/66 - XI^ GIORNATA

LAZIO: Cei, Zanetti, Vitali, Carosi, Pagni, Dotti, Mari, Bartù, D'Amato, Governato, Ciccolo. All. Mannocci.

JUVENTUS: Anzolin, Gori, Leoncini, Bercellino (I), Castano, Salvadore, Dell'Omodarme, Mazzia, Da Costa, Cinesinho, Menichelli. All. Heriberto Herrera.

Arbitro: sig. Lo Bello (Siracusa).

Marcatori: 28' Da Costa.

Note: giornata ventosa con pallido sole nel primo tempo e pioggia e grandine nella ripresa. Terreno in buone condizioni. Ammonito Dell'Omodarme. Calci d'angolo : 6 - 4 a favore della Juventus.

Spettatori: 50.000 circa con un incasso di £.40.800.000.

Scende all'Olimpico una Juventus seconda in classifica, ancora senza sconfitte in Campionato soprattutto per una difesa di ferro (solo quattro reti subite in dieci turni). Di contro una Lazio che ha perso la sua imbattibiltà la domenica precedente a Brescia con una coda di forti polemiche nei confronti dell'arbitro Francescon. Per i bianconeri la vigilia è trascorsa a Foligno mentre i biancocelesti hanno cercato a Ostia la dovuta concentrazione. Tra gli ospiti è assente l'infortunato Del Sol e per Heriberto Herrera, teorico del "movimiento", è una dura rinuncia. Mannocci concede un turno di riposo a Sacco e sistema al suo posto in mediana Dotti. Al 1' Da Costa mette in rete da pochi passi, ma Lo Bello annulla per carica su Cei uscito su un cross dalla destra. Leggera prevalenza territoriale della Vecchia Signora nei primi venti minuti, ma Cei è impegnato solo da una conclusione dai venti metri di Mazzia. Poco prima della mezz'ora arriva il vantaggio dei torinesi. Dell'Omodarme avvia l'azione sulla destra servendo Mazzia che traversa rasoterra con forza (sembra un tiro più che un passaggio): sulla traiettoria in mezzo all'area arriva Da Costa che con un colpo di tacco sorprende Cei. La Lazio reagisce prima con una conclusione sballata di Bartù e poi con un sinistro di Ciccolo che si perde di poco alto sulla traversa di Anzolin. Al 44' netto fallo di mano di Gori in area: Lo Bello lascia proseguire tra le proteste biancocelesti. Nella ripresa la Lazio entra in campo ben decisa a riprendere il risultato. Per quasi tutti e 45 minuti la Juve è costretta a difendersi. Ci prova D'Amato ma il suo diagonale si perde fuori di poco. E' il turno poi di Vitali a tentare di far centro con un bel sinistro dalla media distanza che costringe Anzolin a un acrobatico intervento. Al 66' su un cross innocuo dalla destra Gori colpisce il pallone con un braccio ampiamente spalancato. Le proteste rabbiose dei laziali non producono effetto a un imperturbabile Lo Bello. Rumoreggia anche il pubblico che sostiene a gran voce i propri beniamini sin dalle prime battute di gioco. Malgrado gli sforzi di una bellissima Lazio il bunker bianconero resiste sino al termine. Al fischio di chiusura il grido "Ladri! Ladri!" si alza imponente proprio mentre scoppiano scintille tra i giocatori avviati verso gli spogliatoi. Volano colpi proibiti tra Dotti, Ciccolo, Vitali e Zanetti da una parte e Menichelli, Salvadore e Da Costa dall'altra. Risultato oltremodo bugiardo e per la Lazio è la seconda sconfitta segnata da episodi arbitrali davvero sconcertanti. A sera le immagini televisive confermano gli errori di Lo Bello e lo stesso Helenio Herrera denuncia i torti subiti dalla Lazio contro la Juventus.



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