Domenica 28 settembre 1958 - Vicenza, stadio Romeo Menti - L.R.Vicenza-Lazio 1-0


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28 settembre 1958 - 1.181 - Campionato di Serie A 1958/59 - II giornata

VICENZA: Bazzoni, Burelli, Savoini, De Marchi, Lancioni, Zoppelletto, Menti, Conti, Larini, Campana, Agnoletto. All. Lerici.

LAZIO: Lovati, Lo Buono, Del Gratta, Carradori, Janich, Pozzan, Burini, Tagnin, Tozzi, Fumagalli, Prini. All. Bernardini.

Arbitro: sig. Ferrari (Milano).

Marcatori: 15' Menti.

Note: giornata bella; campo buono. Calci d'angolo 6 per parte.

Spettatori: 10.000.

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Nella telefoto un'azione della gara
Il gol di Menti (II)
Lancioni in un intervento poco ortodosso ai danni di Tozzi


L'Unità titola: "Prima sconfitta della 'nuova Lazio' incompleta e sfortunata a Vicenza. Ha segnato Menti. Negato un rigore ai laziali per un plateale fallo ai danni di Prini".

L'articolo così prosegue: Imbattuta da quando era passata sotto la guida di Bernardini e cioè dal luglio scorso e recente vincitrice della Coppa Italia, la Lazio ha dovuto subire oggi la prima sconfitta ad opera del Lanerossi: una sconfitta però che non intacca il valore dei bianco azzurri né diminuisce le possibilità intraviste negli ultimi tempi. Il fatto è che la Lazio può accampare abbondanti giustificazioni: dall'assenza di Bizzarri e Pinardi, alla stanchezza per la finalissima di mercoledì con la Fiorentina, all'arbitraggio di Ferrari infine che ha sorvolato su un plateale "placcaggio" di Bazzoni ai danni di Prini, un "placcaggio" che avrebbe meritato un rigore sacrosanto. Per la verità bisogna poi aggiungere che come già avvenne in occasione dell'incontro con la Sampdoria anche oggi i bianco azzurri hanno mostrato di trovarsi a disagio di fronte ad una avversaria che attua una accorta tattica difensiva, cioè essendo stati bloccati Tozzi e Fumagalli (rispettivamente da Lancioni e Zoppelletto) la Lazio si è dimostrata incapace di frantumare il "catenaccio" avversario attraverso l'unica contromisura possibile: l'aggiramento dalle ali.

Ed il motivo è presto detto: basta ricordare infatti che Prini è praticamente un interno più che un'ala di sfondamento e che dall'altra estrema si schierava un altro interno, cioè Burini. Meglio le cose erano andate in difesa nonostante il goal sia venuto da una incertezza collettiva di tutti i difensori anche perché lo stanziamento di Carradori in appoggio di Janich contribuiva a rafforzare un reparto che da parte sua non aveva eccessivo lavoro per la disposizione prudenziale della squadra di Lerici. Potremmo fare punto se non ci corresse l'obbligo di rassicurare ancora gli zelatori bianco azzurri sulle intatte possibilità della loro squadra che indubbiamente non mancherà di riprendersi prontamente e di figurare in modo più adeguato alle sue possibilità, in particolare quando non avrà di fronte avversarie che le impediscano la manovra tipica in contropiede.

Ed ora veniamo alla cronaca. La partita è filata su un binario appena discreto e senza grosse emozioni: il primo tiro di un certo riguardo lo effettua Pozzan dopo tredici minuti di gioco. Bazzoni para e il Vicenza incitato a gran voce parte al contrattacco. Due minuti più avanti giunge il gol del successo biancorosso. Un calcio d'angolo battuto da Agnoletto trova la difesa azzurra incerta sul da farsi. De Marchi è lesto a colpire di testa e Menti si trova sui piedi la palla buona per fare centro. La Lazio tenta di riordinare reparti ed idee ma la sua azione si arena di fronte all'area di rigore vicentina dove Lerici ha disposto un fitto schieramento difensivo. Si nota intatto il prezioso lavoro dei laterali laziali, di Tozzi e Fumagalli ma la imprecisione di Tagnin, l'affannamento di Prini e la scarsa vena di Burini permettono ai locali di contenere debole offensiva laziale. Al 29' tuttavia un brivido percorre i padroni di casa quando Bazzoni è costretto ad afferrare un piede di Prini per impedirgli di tirare in rete. Il pubblico ha un momento di silenzio, forse teme la massima punizione, ma con disinvolta candidezza l'arbitro decreta una punizione a due calci... per ostruzionismo. La partita finora veloce ed anche abbastanza interessante diventa spigolosa ed affiora qualche reciproca scorrettezza.

Al 33' Campana sciupa con un debole ed innocuo tiro una bella azione impostata da De Marchi e Menti e poco dopo Tozzi in azione con Burini manda sulla traversa. Si riprende e la Lazio corre all'attacco ma gli scompensi del primo tempo ora sono più vistosi. Pozzan, Fumagalli, Tozzi e Juanich sono tra i pochi laziali con buone intenzioni, accoppiate alla capacità di realizzarle, ma ormai metà squadra mostra la corda vinta dalla fatica. Al 15' un fallo vicentino dal limite viene punito con una sventola di Carradori. Bazzoni rinfrancandosi dopo alcune incertezze iniziali blocca con sicurezza. Di nuovo un applaudito intervento del portiere vicentino su tiro in corsa di Tozzi; Burelli, Zoppelletto e De Marchi aiutati da Campana e Menti riescono a chiudere i corridoi davanti agli attacchi romani. Bernardini dalla panchina lancia qualche ordine: fatica inutile! Il fiato grosso ovatta le orecchie dei suoi uomini. Anche i biancorossi sono ora calati ma hanno ancora tanta forza per contenere gli ultimi sprazzi di Tozzi, Fumagalli e Pozzan i più bravi dei biancoazzurri. Tutto finisce su quell'unico gol di Menti ma è la fotografia dell'odierna differenza tra il Vicenza e la Lazio.